Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 16 marzo 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

MINISTRARE  AL  MONDO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Il tema del giorno, riguardante il ministrare al mondo, quinta espressione del ministero sacerdotale, viene introdotto da un breve sommario dei contenuti delle precedenti predicazioni, in cui sono state approfondite, nell’ordine, le altre quattro:

 -   ministrare al Signore, entrando nella dimensione dello spirito e spendendo del tempo con Lui;

-       ministrare a noi stessi, al fine di porre riparo ai pericoli che vengono dalla nostra carne e poter dare buona testimonianza;

-       ministrare alla famiglia, che sta nel cuore di Dio perché è di fondamentale importanza nella vita di ogni persona, ma che oggi è divenuta oggetto di in un grave degrado morale a cui ha condotto un presunto modernismo;

-       ministrare alla chiesa, servendoci gli uni gli altri secondo lo Spirito di Cristo.

Viene ribadito che nell’espletamento del ministero sacerdotale, sia a livello comunitario che individuale, le cinque espressioni in questione devono essere praticate in modo equilibrato, non privilegiandone alcune a discapito di altre.

 

Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine

Il dovere di ministrare al mondo, cioè di far conoscere Dio a chi non Lo conosce, è insito nel Grande Mandato di Gesù alla Chiesa, quindi testimoniare l’Evangelo a tutte le nazioni fa parte dei doveri del credente e chi non si adopera a tal fine dimostra di non avere passione per i perduti e di non svolgere in modo equilibrato il proprio ministero sacerdotale.

In molte parti del mondo, soprattutto nei paesi islamici, il cristianesimo viene perseguitato, i martiri della fede si contano a migliaia nell’indifferenza generale; ancor oggi, come al tempo degli apostoli, molti fratelli pagano con la vita la fedeltà a Cristo e l’amore per la Sua Parola.

Satana è scatenato perché sa bene che quando l’Evangelo del Regno sarà stato predicato a tutte le nazioni Cristo tornerà, e vuole impedire che ciò avvenga.

Le Parole “questo evangelo” intendono precisare che il Vangelo da predicare non è un Vangelo con finalità sociali, ma l’Evangelo che manifesta la potenza di Dio, come avveniva ai tempi di Gesù e della chiesa primitiva, la cui predicazione viene sempre accompagnata da segni, prodigi e miracoli.   

 

Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».

Gesù avverte i discepoli che dovranno essere Suoi testimoni. La parola “testimone”, dal greco màrtures, da cui deriva il termine martire, prevede una testimonianza portata fino al sacrificio estremo di dare la vita. Chi vuol essere testimone deve esserlo con le parole, riferendo ad altri quello che conosce per esperienza, ma anche con le azioni e con una vita di santità.

 

Quando un credente ministra al mondo, Dio si concentra su tre cose: il messaggero, il messaggio e il metodo.

Il messaggero è chi porta gli altri a conoscenza della Parola di Dio e della via per giungere alla salvezza, ma l’efficacia della sua predicazione dipende dalla sua reputazione, dalla determinazione con cui porta il messaggio, cioè dal fatto che insista finché non è certo che chi ascolta lo abbia ricevuto, dalla sua capacità di identificarsi con i bisogni degli altri.

 Il testimone di Cristo non può essere indifferente e insensibile alla condizione dei perduti, non può non darsi pena per chi non conosce il Signore e inesorabilmente si dirige verso l’eterna perdizione.

 

Il messaggio non cambia, è cristocentrico e annuncia la grazia che si ottiene mediante la fede nel  sacrificio sostitutivo di Cristo, il quale, prendendo su di Sé la condanna che spettava a noi, pagando con la Sua stessa vita e risuscitando dai morti, ha ottenuto per noi la giustificazione e la liberazione da ogni debito.  

 

I metodi possono essere i più svariati. Si può evangelizzare mediante spettacoli teatrali o cinematografici, con concerti, con evangelizzazioni in piazza e persino in pizzeria, comunque, poiché tutte le strategie e tutti i mezzi possono rivelarsi validi per portare le anime a Cristo, non si pongono limiti alla fantasia individuale o di gruppo. Ogni metodo, però, deve passare attraverso una duplice identificazione: che il credente s’identifichi col non credente e che quest’ultimo, apprezzando il credente, voglia identificarsi con lui.

 

Ministrare al mondo comporta una raccolta e dalle pagine del Vangelo risulta evidente quanto è grande il peso del Signore per la grande la messe ancora da raccogliere e per l’esiguo numero degli operai (Luca 10:2).

Matteo 9:38 Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».

Occorre avere visione delle anime da conquistare e riconoscere che il Signore della messe è Dio, non il maligno, e che con Lui tutto è possibile.

Giovanni 4:35 Non dite voi che vi sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Alzate i vostri occhi e mirate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.

Con queste parole Gesù porta i discepoli dalla visione naturale a quella spirituale. Nel naturale il campo non è pronto per la mietitura, ma nello spirituale Gesù vede le persone pronte per essere raccolte. Alzare lo sguardo significa avere visione della raccolta e credere che quando noi predichiamo, il Signore agisce nel cuore delle persone per salvarle.

 

Dio attribuisce alla predicazione del Vangelo un’alta priorità, e la motivazione che ci spinge a predicare è esclusivamente spirituale: l’amore di Cristo in noi, la Sua passione per i perduti.

 2Corinzi 5:14 Poiché l'amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; 15 e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d'ora in avanti per se stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. 16 Perciò d'ora in avanti noi non conosciamo nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. 17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.

In questi versetti si afferma che tutti gli uomini hanno bisogno di essere salvati, non solo alcuni, magari gli emarginati. Il fatto che Cristo sia morto per tutti significa che per natura tutti sono spiritualmente morti. Chi viene salvato vive per Cristo, per farLo conoscere, non più per se stesso. Chi è in Cristo, è divenuto una nuova creatura, vive una vita completamente nuova, vuole agire come agirebbe Lui, come Lui vuole vedere e amare, come Lui soffrire per chi non Lo conosce.  

  

Chi è in Cristo ha ricevuto il ministero della riconciliazione.

2Corinzi 5:18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. 21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

Non abbiamo ricevuto un ministero solo affinché le persone siano perdonate, ma perché vengano riconciliate al Padre, acquistino con Lui un rapporto che prima non avevano, del tipo Padre-figlio. Il perdono di Dio è sempre accompagnato dalla restaurazione dei rapporti interrotti a causa del peccato. È un ministero che dobbiamo svolgere per il bene eterno degli altri.

 

Cosa possiamo fare per convincere il mondo?

Alla predicazione del Vangelo molti oppongono resistenza, affermando di avere “le proprie idee”. In realtà esiste una grande confusione riguardo alle cose spirituali. Vengono predicate tante dottrine e tante false verità, ma c’è il modo per riconoscere l’unica verità e rendere credibile chi la porta.  Gesù ne parla sia in Marco 16:16-18 “e questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto…”, sia in Giovanni 13:35 “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” . I veri discepoli di Cristo si riconoscono dai segni che accompagnano la loro predicazione e dall’amore che hanno gli uni per gli altri.

 

Per convincere il mondo, quindi, occorre:

Manifestare amore e vivere nell’unità

Solo chi conosce Dio può amare del Suo amore incondizionato.   

Giovanni 13:34 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

Chi sostiene di essere cristiano e combatte gli altri cristiani, tradisce Cristo e i fratelli, non è un vero cristiano. Dio vuole l’unità della Sua Chiesa.

Giovanni 17:20 Or io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loro parola 21 affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno. 23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me.

Oltre che dall’amore, il mondo viene conquistato dall’unità, perché chi si adopera per l’unità è un altruista, mette il bene degli altri al di sopra dei propri interessi e favorisce il bene comune.

Anche nella famiglia è importante l’unità, perderla è una rovina per tutti, ma in modo particolare per i figli. Se in periodo di crisi ciascuno dei coniugi comincia ad evidenziare le proprie ragioni e ad ingigantirle, esaspera le tensioni fino a giungere alla rottura del rapporto matrimoniale, a pagarne le conseguenze sono i figli, vittime impotenti degli egoismi di chi dovrebbe proteggerli ed assicurare loro una crescita serena.

  

Testimoniare della risurrezione di Cristo con la potenza di Dio in manifestazione

Atti 4:33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro.

Il Vangelo ha la potenza di salvare, liberare, guarire, fare miracoli.

Gli apostoli dimostravano la risurrezione con potenti operazioni e così deve fare una chiesa che si basa sul loro insegnamento. Il messaggio della risurrezione è di per sé sconvolgente e risulta credibile solo se la predicazione della risurrezione è accompagnata da segni, prodigi e miracoli “nel nome di Gesù”, perché dimostra con i fatti che Egli è vivente e continua a compiere le stesse opere potenti di allora.

 2 Co. 3:3 essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, che è il risultato del nostro ministero scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, e non su tavole di pietra, ma sulle tavole di un cuore di carne.

 

 Proclamare le virtù di Cristo

1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;

Tutto ciò che abbiamo ricevuto ha uno scopo: proclamare le meraviglie che Cristo ha operato per noi e che può operare in chiunque crede; far conoscere l’Iddio Potente che cambia le situazioni e risponde ad ogni bisogno.

 

Obbedendo alle esortazioni della Parola di Dio e predicando la Parola per conquistare le anime, consentiamo allo Spirito Santo di svolgere nei cuori delle persone la Sua opera di convinzione, che può essere seguita dal ravvedimento, essenziale ai fini della salvezza.

Giovanni  16:8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato alla Croce.

Non può esserci salvezza senza predicazione, perché lo Spirito Santo può agire solo sulla Parola che è stata predicata. Molti non credenti, nella loro follia e nel loro peccato d’incredulità, rifiutano il Salvatore, Colui che ha acquistato per loro la grazia…

1Corinzi 1:21 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione.

…ma alla loro follia Dio oppone quella della predicazione, perché è mediante la predicazione che si scatena la Sua potenza. Egli vuole che tutti gli uomini conoscano il messaggio del Vangelo, anche se poi lascia liberi di accettarlo o meno.

 

La Scrittura afferma cheDio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”(Gv. 3:16).

 Realizzare la vita eterna è un’opportunità alla portata di tutti, ma nessuno può accedervi se non c’è chi predica il messaggio della salvezza. Tutti noi siamo chiamati ad assolvere il Mandato di strappare anime al maligno, facciamolo senza stancarci!

Web Master

Antonio Settecase