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Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 14 settembre 2008
Oratore: Ev. Kevin Mc Nulty
6 PROVE PER ESSERE PRONTI PER EVANGELIZZARE
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Come nei due incontri tenuti nei giorni scorsi nella
nostra chiesa, anche oggi l’evangelista Kevin Mc Nulty suscita apprezzamento
per il modo semplice e diretto con cui porta In una interminabile rassegna, cita i Paesi del mondo da lui visitati per tenere incontri evangelistici; afferma che per volontà del Signore ha rivolto la sua cura soprattutto alla Russia, dove ha fondato un movimento protestante e dove cento evangelisti con le loro squadre hanno impiantato delle tende e svolgono la loro missione in tutti gli stati di quell’immenso Paese. Afferma che anche l’Italia è chiamata a fare la sua parte nel mondo e suggerisce che ministri italiani si rechino proprio nell’ex Unione Sovietica. Nel rilevare il triste dato che in Italia solo l’1% della popolazione è cristiana nata di nuovo e che in Sicilia la situazione non è migliore, il pastore Mc Nulty dichiara di essere pronto a ritornare prossimamente in Italia per offrire aiuto evangelistico e risollevare la condizione spirituale del nostro Paese, ma ribadisce che ministri italiani devono andare in altre nazioni del mondo e invita la chiesa a muoversi con lui. Entra quindi nel merito del vero cristianesimo, affermando che quando Gesù prende dimora nel cuore di una persona, con Sé vi porta il Suo peso per il mondo. Gesù ha tante idee straordinarie che infondono fede e speranza, ma per farle conoscere deve servirsi di persone semplici come noi. È a noi che il
Signore dice: Andate in tutto
il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura…
(Marco 16:15); Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi… (Giovanni 20:21); Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità…(Salmo 2:8). Egli crede in noi, crede che possiamo fare e che faremo quanto ci comanda, ci dà fiducia, e con essa il grande privilegio di rappresentarLo. Comprendiamo veramente che siamo Suoi rappresentanti e che quando riceviamo un Suo servo riceviamo anche Lui? Crediamo che quando Il pastore riferisce che durante una campagna evangelistica, a sua insaputa, nel luogo in cui predicava era stata portata una donna con sette cancri, in stato di coma e ormai dispensata dai medici, presa di nascosto dall’ospedale e trasportata in quel luogo. La vide distesa in un angolo e pensò trattarsi di una donna ubriaca, non le prestò attenzione e proseguì la sua predicazione. Al termine del culto, quando iniziò a pregare, si accorse che la donna aprì gli occhi, poi si sedette e quando egli chiese ai presenti di alzarsi, anch’ella si alzò e allorché altri si recarono a testimoniare di avere
ricevuto guarigione, anche lei lo fece e nessuno riusciva a credere alla sua
testimonianza, neppure quelli che l’avevano portata lì, cosicché il pastore
Nulty le chiese di ritornare l’indomani sera col suo medico e con la
dimostrazione clinica dell’avvenuta guarigione. Puntualmente la sera
seguente il medico dell’ospedale confermò, radiografie alla mano, che la
donna aveva avuto sette cancri, che l’aveva lasciata in coma, che i cancri
erano spariti e che gli era impossibile dare una spiegazione medica. Questo
è l’Iddio che noi serviamo e che manifesta sempre Dobbiamo disporci ad andare per il mondo e farLo conoscere, ma dobbiamo prepararci a superare sei prove. Luca 10:1
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò
a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
2 Diceva loro: «La messe è
molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe
perché mandi operai per la sua messe. 3
Andate: ecco io vi mando come agnelli
in mezzo a lupi; 4 non
portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la
strada. Luca 10:9 …guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. 10 Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: 11 Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. In questi versetti si leggono le istruzioni che Gesù
diede ai settantadue discepoli, quando li addestrò per mandarli nel Suo
nome. Fino a quel momento avevano visto Lui fare i miracoli e non avevano
lontanamente pensato che li avrebbe chiamati a fare le Sue stesse cose, ma
il Signore ci chiama a continuare Gesù non è venuto ad istituire un altro sacerdozio, ma un sacerdozio di credenti; non è venuto ad istituire un regno, ma a mettere il Regno dentro ogni credente, e poiché il Regno si trova dove è il Re, visto che il Re vive in noi, anche il Suo Regno è in noi. Che meraviglia! Prima prova:
Avere Nel verso 2 Gesù dice che la messe è grande e che gli
operai sono pochi. Abbiamo anche noi Non sentiamoci inadatti, incapaci, non unti per
predicare, perché se siamo credenti siamo chiamati ad andare per la città di
Palermo, per Il pastore racconta di essere stato anche tra gli stregoni e di avere subito le loro minacce, ma attesta che dopo un iniziale approccio minaccioso da parte loro, si sono dati alla fuga. Perché? La risposta è semplice: Gesù dice di mandarci come pecore tra i lupi, ma poiché il Leone della tribù di Giuda vive in noi, anche se sembriamo agnelli, in realtà siamo leoni! Dobbiamo quindi superare la paura, perché con noi c’è Lui, il Signore Gesù, il potente Salvatore! Seconda prova:
non portare nulla con sé. Nel verso 4 Gesù raccomanda di non portare nulla. Noi abbiamo la convinzione che senza denaro non si può far nulla, neppure predicare, ma Gesù ci dice di non preoccuparci, perché i soldi ci seguiranno. Anche a tale riguardo il pastore Kevin narra di avere sperimentato la fedeltà di Dio. Terza prova: di tipo culturale. Quando si va in un Paese che non si conosce, bisogna essere pronti ad affrontare situazioni a cui non si è abituati, soprattutto in campo alimentare, come ad esempio quella di dover mangiare carne di cane, come si usa in Cina. Quarta prova:
trovare un posto di pace. Chi porta Quinta prova:
guarire i malati. Gesù ci dice di guarire i malati, non di pregare per loro, e questo non per nostre personali virtù guaritrici, ma perché dentro di noi vive Lui, il Guaritore per eccellenza. Oggi Gesù è lo stesso di quando si trovava in Galilea e può guarire proprio come allora, se Glielo permettiamo. Sesta prova:
Cosa fare quando le persone non ci
ricevono. Se amiamo le persone del mondo, nostra unica
preoccupazione deve essere quella di rendere loro la nostra testimonianza e
non ci offenderemo nel momento in cui ci rifiuteranno, non permetteremo che
la pace del nostro cuore venga disturbata, non reagiremo ad eventuali
oltraggi o critiche, ma lasceremo sempre a Dio il compito di stabilire
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