Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 13 aprile 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

RISORSE  PER  L’INTERCESSIONE

(PRIMA PARTE)

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

 

La preghiera d’intercessione ha un grande valore per Dio, perché è in sua funzione che Egli può intervenire e operare nella vita delle persone.

È indispensabile che ogni credente conosca tutto ciò che riguarda questo tipo di preghiera, per poterla praticare consapevolmente, dato che tutti coloro che sono nati di nuovo, in quanto sacerdoti del Nuovo Patto secondo l’ordine di Melchisedek, sono chiamati da Dio ad essere intercessori.

1Timoteo 2:1 Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini,

 Dio ci chiama ad intercedere, ma non ci lascia privi dell’equipaggiamento necessario per poter farlo con efficacia.

 

 La nostra prima risorsa, nell’intercessione, sta nella potenza e nell’autorità che ci sono state date.

Luca 9:1 Poi, chiamati insieme i suoi dodici discepoli, diede loro potere (dùnamis) ed autorità (exousìa)  sopra tutti i demoni e di guarire le malattie.

L’autorità, in greco exousìa, è il diritto di fare osservare, mentre la potenza, in greco dùnamis, è la forza che costringe ad ubbidire. Autorità e potenza devono andare insieme, ma la potenza sta dietro l’autorità ed entra in azione solo quando qualcuno si rifiuta di obbedirle. Anche sul piano naturale avviene che chi ricopre un ruolo di autorità esige obbedienza e ricorre ad un’azione di forza per costringere ad obbedire solo nel caso qualcuno le si ribelli.  

In quanto figli di Dio, abbiamo ricevuto dal Signore l’autorità di cacciare i demoni e di guarire gli ammalati; se il demone non vuole andare via, entra in azione la potenza che abbiamo ricevuto dallo Spirito Santo.

Luca 24:49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall'alto.

 

All’atto della nuova nascita ogni credente riceve autorità spirituale delegata e al momento del battesimo nello Spirito Santo riceve potenza (dùnamis, da cui dinamite, cioè potenza accumulata e pronta per essere utilizzata, come avviene per una batteria).

L’autorità non viene mai data per essere esercitata sulle persone, per imporsi agli altri e agire in modo dispotico, ma sui demoni e sulle malattie; è un’autorità che si riceve per offrire un servizio e che si esercita sotto la motivazione dell’amore.

Occorre avere la consapevolezza che Satana non dispone di alcuna autorità e che quella che usa sulle persone è abusiva. Il suo relativo potere deriva dalla grande conoscenza maturata in cielo all’epoca in cui era un cherubino perfetto. Dopo il peccato di Adamo, si era arbitrariamente impadronito dell’autorità che questi aveva ricevuto da Dio, ma Gesù gliela riprese e la diede ai Suoi, con la conseguenza che sia Satana che tutti i demoni devono stare sottomessi ai comandi dei figli di Dio e quando vengono cacciati da loro nel nome di Gesù, devono andare via.

Luca 10:19 Ecco, io vi ho dato il potere (exousìa)  di calpestare serpenti e scorpioni, e tutta la potenza (dùnamis) del nemico, e nulla potrà farvi del male.

È da notare che in questo versetto la parola greca tradotta con potere è exousìa e che quindi ha il significato di autorità; inoltre vi si afferma che il nemico ha potenza, non autorità.   

È importante essere consapevoli che possiamo cacciare i demoni senza paura e che sono loro a  terrorizzarsi quando si trovano in presenza di un credente.  

 

Attraverso l’intercessione possiamo salvare i perduti.

L’apostolo Paolo esortò Timoteo ad osservare la priorità della chiesa: intercedere per tutti gli uomini.

 1Timoteo 2:1 Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.

Dio vuole che preghiamo in modo specifico per ogni uomo, perché sulla base delle nostre preghiere Egli può aprire gli occhi spirituali e rendere sensibili all’ascolto dell’Evangelo.  

Abbiamo l’autorità di intercedere affinché il Signore spinga operai che si adoperino per la diffusione del Vangelo

  Dio ha bisogno di operai, cioè di persone addestrate e preparate per servirLo, in grado di prendersi cura di altri.

Matteo 9:36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore. 37 Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».

 Perché Dio deve “spingere” le persone a servirLo?

Perché in genere anche quelli che Lo amano  incontrano difficoltà a servirLo fino in fondo e fanno resistenza. Hanno bisogno di essere “spinti” dal Signore, che può farlo solo se noi Glielo chiediamo, se facciamo la nostra parte in preghiera. La Chiesa ha il dovere di preparare gli operai e poi Dio li spinge, li motiva, mette nel loro cuore il desiderio di obbedire alla Sua chiamata.

Molto bello l’esempio dell’aquila, fatto in proposito dal pastore Lirio. Come l’aquila per un certo periodo si prende cura dei suoi aquilotti, provvede il cibo, li imbecca e poi, quando sono cresciuti li spinge fuori dal nido e li costringe a volare e a fare le stesse cose che fa lei, così i credenti, dopo essere stati curati, seguiti, incoraggiati ed edificati, a un certo momento devono imparare a fare lo stesso con gli altri, hanno bisogno di essere spinti dai loro leaders ad acquistare fiducia in se stessi e a prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e abilità.

 

La nostra seconda risorsa per l’intercessione è l’autorità di legare e sciogliere

Cacciando i demoni, Gesù diede dimostrazione della potenza di Dio e del Suo Regno.  

Matteo 12:28 Ma, se io scaccio i demoni per mezzo dello Spirito di Dio, allora il regno di Dio è giunto in mezzo a voi. 29 Ovvero, come può uno entrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli i suoi beni, se prima non lega l'uomo forte? Allora soltanto riuscirà a saccheggiare la sua casa.

Matteo 16:19 Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà

legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli»,

A tutti i discepoli Gesù diede autorità di legare e sciogliere, non solo a Pietro (vedi Matteo 18:18), anche se in questo versetto si rivolge a lui.  

Gesù in persona ci assicura che tutto ciò che noi leghiamo sulla terra rimarrà legato nei cieli e tutto ciò che viene sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli.

 

Ancora una volta la Scrittura parla di un’autorità delegata, che  funziona e rende degno di stima chi la esercita. La parola legare deriva dall’ebraico asar, che significa imprigionare, allacciare, imbrigliare, e veniva usata con riferimento agli animali.

In preghiera noi possiamo legare le persone a Cristo e scioglierle da Satana, possiamo legarle alla verità e scioglierle dalla menzogna, ma abbiamo anche un’autorità opposta, quella di dare le persone a Satana, affinché le attacchi nel corpo, ma non nello spirito,  affinché vedendosi perdute si ravvedano.

 

Nel nostro tempo, erede della mentalità del ’68, in cui andava di moda perfino che i genitori si facessero chiamare per nome dai loro figli, si tende a disconoscere le autorità, siano esse genitori, insegnanti, autorità spirituali, ecc. e ne è venuta fuori una società ribelle che rifiuta la sottomissione e l’obbedienza e che si lascia ispirare da satana.

L’autorità, come detto, è data per servire, ma se non viene riconosciuta non può servire. Anche sul piano spirituale risulta difficile guidare gli altri a sottomettersi a Dio ed alle autorità da Lui costituite, ma chi non riconosce l’autorità, le si ribella e non vuole farsi correggere, chi considera la sua azione come un’intrusione e un attentato alla propria libertà, chi non vuole obbedire ai comandi della Parola di Dio, non ha lo Spirito di Cristo.

Senza riconoscimento dell’autorità non c’è neppure unità. Ad esempio la famiglia può essere unita solo se riconosce l’autorità del padre, mentre se in casa ciascuno fa ciò che vuole, se non c’è nessuno che comandi e che si assuma le responsabilità, se c’è totale anarchia, la famiglia va allo sbando.

 

Possiamo sciogliere le persone dalle conseguenze dei loro peccati, perdonandole, mentre se non le perdoniamo le teniamo legate a un giudizio.

 Gesù sciolse i Suoi crocifissori dalle conseguenze del loro peccato: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34) e lo stesso fece Stefano proprio prima di essere lapidato.   

Se camminiamo in santità, le nostre parole dettate dall’autorità che ci è stata delegata hanno un effetto nella dimensione spirituale, ma anche sul piano  naturale è possibile raccogliere i frutti di quanto noi dichiariamo o decretiamo.

 

La nostra terza risorsa nell’intercessione è il nome di Gesù

Giovanni 16:23 In quel giorno non mi farete più alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà.

Gesù, massimo esempio di autorità delegata, faceva ogni cosa con autorevolezza in virtù della Sua sottomissione al Padre. Anche noi acquistiamo autorevolezza in proporzione alla nostra    sottomissione a Dio ed alle autorità da Lui costituite.

 Gesù insegnò ai Suoi discepoli che quando non sarebbe stato più sulla terra avrebbero dovuto chiedere ogni cosa al Padre nel Suo nome. Così dobbiamo fare anche noi: nel Suo nome possiamo chiedere al Padre qualunque cosa sia in accordo alla Sua volontà; nel Suo nome possiamo formulare dichiarazioni, comandi, decreti, ecc.; nel Suo nome, usando la fede e l’autorità che ci è stata data, possiamo parlare alle circostanze.  Il Padre ci ascolta sempre quando ci presentiamo in nome di Suo Figlio e quando la Scrittura afferma che molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia (Gm. 5:16), si riferisce soprattutto alla preghiera fatta nel nome di Gesù. 

 

Nel Grande Mandato il Signore esorta i Suoi discepoli ad usare la Sua stessa autorità.  

Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen».

Qui Gesù fa enfasi sulla Sua autorità per indicare il grado di autorità che ci ha delegato e in funzione della quale possiamo fare ogni cosa. Nel Suo nome, che è più potente di qualsiasi altro nome, possiamo fare tutto: pregare, predicare, insegnare, battezzare, cacciare demoni, guarire gli ammalati, affrontare le macchinazioni del nemico.   

 

Quando il grande evangelista Reinhard Bonnke prega per i paralitici, tutti si alzano dalla sedia a rotelle. Perché a noi non avviene la stessa cosa? Perché la sua fede nella potenza che c’è nel nome di Gesù è piena e totale e quando impone le mani dicendo semplicemente “nel nome di Gesù”, quella potenza si scatena e avvengono miracoli, mentre noi non abbiamo ancora maturato quel tipo di fede. Forse in noi si annida una certa incredulità ed anche se abbiamo visto e sperimentato la potenza di Dio, anche se siamo stati testimoni di tante guarigioni miracolose, spesso la nostra preghiera rimane infruttuosa.     

Efesini 1:20 che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, 21 al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, 22 ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa,

  Filippesi 2:9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

L’insegnamento della Scrittura è chiaro: Gesù è seduto al di sopra di tutta la potenza del nemico, la Sua autorità è la sola legittima e il Suo nome è stato posto da Dio Padre al di sopra di ogni altro nome. Ne consegue che in quanto cristiani non possiamo scendere a compromessi prestandoci ad un ecumenismo che non ha senso, dato che abbiamo il dovere di predicare che solo in Gesù Cristo c’è salvezza, che Egli solo è la Via, la Verità e la Vita e che nessuno può andare al Padre se non per mezzo di Lui. L’autorità che abbiamo nel Suo nome ci offre grandi possibilità di conquista; usiamola con fede e vedremo la potenza di Dio in azione.

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Antonio Settecase