Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 12 ottobre 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

RIPARARE LE RETI E CHIUDERE LE BRECCE

 

                                                       

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Nei giorni 16, 17 e 18 ottobre, al velodromo Carlo Borsellino di Palermo, si terrà il tanto atteso evento evangelistico che vedrà unite almeno quindici chiese della nostra città. Si tratta di un avvenimento straordinariamente importante, perché tali chiese, superando barriere, fratture e incomprensioni, si propongono di collaborare in spirito di unità per il risveglio della città e della nazione e di coinvolgere in tale progetto un numero sempre maggiore di chiese.

Nell’attesa dell’evento e per il buon esito della crociata, in varie nazioni europee è sorto un grande movimento di preghiera; anche noi, oltre che pregare, dobbiamo prepararci ad accogliere nelle nostre chiese, nelle cellule e nelle case, coloro che entreranno a far parte del Corpo di Cristo.

 

È opportuno che i leaders si preparino a ricevere i neofiti in un’atmosfera accogliente, improntata ad armonia e amore; si preoccupino di appianare eventuali tensioni esistenti all’interno delle cellule e si adoperino per risanare i rapporti tra i membri, qualora ve ne fossero di guasti, affinché chi vi entra a far parte abbia la percezione di trovarsi in un ambiente in cui regna l’amore, la Parola di Dio non è soltanto predicata, ma messa in pratica, si senta amato e attratto da tutto l’insieme.   

Occorre compiere un lavoro analogo a quello che svolgono i pescatori dopo ogni battuta di pesca, quando esaminano le reti e ne riparano immediatamente i buchi, per evitare che alla successiva battuta si ingrandiscano e vanifichino la fatica, perché da quei buchi  i pesci finiranno con l’uscire.

 

È significativo il fatto che all’inizio del Suo ministero, Gesù abbia chiamato a seguirLo proprio alcuni pescatori che riparavano le loro reti.

Marco 1:19 Poi, andando un po’ oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, i quali riparavano le loro reti nella barca

Matteo 4:21 E, proseguendo il cammino, vide due altri fratelli: Giacomo, il figlio di Zebedeo e Giovanni suo fratello, nella barca con Zebedeo loro padre, i quali riassettavano le reti; e li chiamò 

Ogni piccola parte della rete contribuisce a darle forza, cosicché anche la presenza di un solo buco  la indebolisce, oltre a consentire a una gran quantità di pesci di fuoriuscire.

La rete intera raffigura l’unità della chiesa, dalla quale i credenti non escono solo se è perfettamente integra. Rapporti guasti tra i fratelli costituiscono pericolose falle e occorre che i leaders si preoccupino di risanarle immediatamente e ripristinare l’unità, per evitare che col passare del tempo tale azione diventi più difficile.

 

C’è analogia tra la famiglia e la cellula, infatti, come nella famiglia se c’è unità e intesa tra i genitori, i figli sono rispettosi, obbedienti, sottomessi e vi regna un’atmosfera di armonia, mentre se loro sono i primi a dare il cattivo esempio, litigano in presenza dei figli, non si trovano d’accordo su niente, non si rispettano a vicenda, manifestano posizioni contrastanti su tutto, ciascuno finisce col fare a modo suo, così avviene nella cellula. Se per primo il leader dà il cattivo esempio o se permette che qualcuno parli male degli altri, l’atmosfera generale ne risentirà, non ci sarà unità e neppure la presenza del Signore e la Sua unzione, per non dire dell’effetto devastante che si verifica quando qualcuno parla male del proprio leader. Le persone nuove percepiscono le tensioni e non rimangono in luoghi in cui qualcosa, nel modo di parlare o nei comportamenti, le respinge. 

 

 Il Vangelo di Luca riporta la narrazione della pesca miracolosa operata da Gesù.  

Luca 5:6 E, fatto ciò, presero una tale quantità di pesci che la rete si rompeva.   

Dopo aver ammaestrato la folla dalla barca, Gesù disse a Pietro di gettare le reti per pescare, ma considerato che per tutta la notte non aveva pescato nulla e probabilmente nella convinzione che Gesù non s’intendesse di pesca, in preda a una certa incredulità Pietro Gli obbedì solo parzialmente e invece di gettare “le reti” ne gettò una soltanto.

Miracolosamente la rete si riempì in modo straordinario, tanto da rompersi e da far perdere molti pesci, tra lo stupore di Pietro che, resosi conto di avere sbagliato e pensando che Gesù fosse davvero il Messia, si gettò ai Suoi piedi e Gli chiese di stare lontano da lui perchè era un peccatore.

Gesù non lo rimproverò, anzi lo incoraggiò dicendogli: «Non temere, da ora in avanti tu sarai pescatore di uomini vivi» (Luca 5:10), e da quel momento quei discepoli Lo seguirono a tempo pieno.

Come da quella rete bucata i pesci fuoriuscirono, così dalla chiesa le persone vanno via se in essa ci sono divisioni, contrasti e testimonianze deludenti.  

  

Il brano di Luca ci insegna che, se non vogliamo produrre brecce, dobbiamo prestare attenzione a ciò che il Signore ci dice ed esserGli obbedienti. Se all’interno di una cellula sorgono problemi, il leader deve occuparsene proteggendo i neofiti, dando soluzione e ripristinando la pace, la gioia e la collaborazione, perché Dio ci esorta a riparare le brecce e a lavorare per l’unità.

Il testo originale greco, per indicare la riparazione delle reti dei pescatori usa il termine "katartizo", che usa anche per indicare la perfetta unità della chiesa, in quanto tra le due cose esiste pieno parallelismo. 

1Corinzi 1:10 Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere.

L’apostolo Paolo esorta i Corinzi a non avere divisioni, ma un solo modo di pensare e una stessa volontà, perché laddove ognuno agisce a modo proprio, l’unità si rompe e le persone vanno via. Fermo restando che è sempre possibile l’insorgere di incomprensioni e divergenze, perché non esistono chiese perfette come non ci sono famiglie perfette, se si è figli maturi di Dio si deve intervenire subito e porre fine alle situazioni spiacevoli.

 

 Il maligno non cessa di attentare all’unità della chiesa, proprio come fa con la famiglia, e cerca di raggiungere i suoi scopi fomentando alcuni a dir male degli altri e a metterli in cattiva luce. Per contrastare la sua azione distruttiva bisogna vegliare, esercitare con efficacia l’autorità ricevuta e riparare subito le brecce che si vengono a creare, evitando che una piccola contesa irrisolta si trasformi in un grosso problema.

Anche nelle famiglie tutto va a rotoli quando c’è separazione, infatti se mentre la famiglia è unita anche con poco tutti riescono a vivere, con il divorzio si verifica un vero e proprio disastro economico, poiché quasi sempre risulta impossibile sopperire ai bisogni di tutti con le risorse economiche a disposizione,  e visto che le famiglie separate sono in costante crescita, senza dubbio tale condizione di generale difficoltà  si sta riflettendo sull’attuale crisi economica mondiale.

Efesini 4:3 studiandovi di conservare l'unità dello Spirito nel vincolo della pace. 4 Vi è un unico corpo e un unico Spirito, come pure siete stati chiamati nell'unica speranza della vostra vocazione. 5 Vi è un unico Signore, un'unica fede, un unico battesimo, 6 un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti.

Per conservare l’unità sia nella chiesa che nella famiglia, occorre “studiarsi”, cioè trovare metodi e strategie adeguate, usare pazienza, pregare, camminare nello spirito, avere maturità nel saper mantenere le relazioni, non combattere contro chi appartiene allo stesso Corpo di Cristo, vincere l’orgoglio e la pretesa di avere sempre ragione. Rovinare il  rapporto col proprio fratello equivale a una sconfitta, mentre risanarlo è una vittoria.   

 

Il Signore ci chiama a riparare le brecce e ad alzare mura di protezione contro il nemico, affinché chi sta dentro sia protetto e nessuno possa entrare e uscire a proprio piacimento. 

 La Scrittura cita una categoria di persone che definisce “riparatori di brecce” e che sono i figli maturi di Dio.

Isaia 58:12 I tuoi riedificheranno le antiche rovine, e tu rialzerai le fondamenta di molte generazioni passate; così sarai chiamato il riparatore di brecce, il restauratore dei sentieri per abitare nel paese. rialzerò le sue rovine, e lo ricostruirò come nei giorni antichi…

Nella chiesa, come nella famiglia, è facile che si creino fratture e spetta all’autorità salvaguardare l’unità, infatti, come i genitori, finché vivono, si adoperano per mantenere unita l’intera famiglia e salde le relazioni tra i figli, allo stesso modo il leader deve insegnare il rispetto e creare muri di protezione intorno alla cellula, perché il nostro Padre Celeste, che desidera vedere i Suoi figli uniti,  ci esorta a lavorare per l’unità. 

 

La Scrittura riferisce che quando il profeta Nehemia si recò a Gerusalemme dopo la deportazione, trovò una situazione molto grave.  

Neemia 1:3 Essi mi dissero: «I superstiti che sono scampati dalla cattività sono laggiù nella provincia, in grande miseria e obbrobrio; inoltre le mura di Gerusalemme sono piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco».

Neemia 2:13 Uscii di notte per la porta della Valle, nella direzione della sorgente del Dragone e della porta del Letame, ispezionando così le mura di Gerusalemme che erano piene di brecce e le sue porte che erano consumate dal fuoco.

Provò un grande dolore nel vedere le mura piene di brecce e constatare che nessuno si era preoccupato di risanarle. Notò che mentre Esdra aveva ripristinato l’altare su cui si facevano sacrifici e si rendeva adorazione a Dio, la città era priva di protezione, cosicché sentì forte il peso di riparare le mura e ci riuscì in meno di due mesi, organizzando con sapienza il lavoro e motivando adeguatamente gli addetti alla riparazione.

 

Dio promette la restaurazione del tabernacolo di Davide, che era un luogo di adorazione, perché vuole che i Suoi figli, nella loro vita personale, familiare, di cellula e di chiesa, abbiano un tempo di adorazione per potere proteggere col loro fuoco e il loro zelo le persone loro affidate.

Amos 9:11 «In quel giorno, io rialzerò il tabernacolo di Davide che è caduto, riparerò le sue brecce…

La Scrittura mette in guardia dalla mancanza di autocontrollo e dall’ira, perché crea divisioni e può distruggere in pochi minuti il lavoro compiuto in molti anni. Nell’ira si può facilmente annientare una persona con poche parole, mettendola in cattiva luce, rovinando la sua reputazione e rubandole la stima degli altri.

Proverbi 25:28 L'uomo che non sa dominare la propria ira è come una città smantellata senza mura.

 

Gesù afferma che dall’unità della Sua Chiesa il mondo riconoscerà che è stato inviato da Dio.

Giovanni 17:23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me.

L’attuale iniziativa di unificazione delle chiese ci entusiasma e vi abbiamo aderito con vera gioia, perché l’unità è un obiettivo che la nostra chiesa si pone, anche se promuovere l’unità significa accettare una divisione di compiti, fare spazio agli altri, rinunciare a qualcosa.

Efesini 4:16 Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l'edificazione di se stesso nell'amore.

Questo versetto afferma che il Corpo di Cristo deve essere “connesso”, e ciò avviene solo se si hanno buoni rapporti con gli altri, se si vince l’orgoglio e ci si riveste di umiltà.

  

Nel Salmo 133 è scritto che nell’unità cresce l’unzione e tutto diviene buono e piacevole. In definitiva dice che se in una famiglia, come in una cellula e in una chiesa,  c’è unità, allora si ricevono le benedizioni del Signore!

Salmi 133:1 Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell'Unità! 2 È come l'olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all'orlo delle sue vesti. 3 È come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion, perché

                          è là che l'Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno.

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Antonio Settecase