Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 10 agosto 2008

 

Oratore: F.llo Elia Cascio

 FAME DI DIO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

In ogni parte del mondo si fa sempre più forte e impellente il bisogno di Dio, più viva la fame della Sua Parola e in numerosi luoghi si rilevano evidenti segni di risveglio spirituale, premonitori dell’imminente ritorno di Gesù e del rapimento della Sua Chiesa.

 

Anche nei ritiri che si svolgono a Partinico, da quando la chiesa prega con maggiore intensità, si coglie qualcosa di nuovo, un maggiore desiderio di  Dio e nuove, grandi aspettative.  

In molte chiese disseminate nel mondo, non solo nella città di Lakeland, è già esploso un forte risveglio e nei culti, che durano quattro ore, i brevi messaggi della Parola di Dio sono accompagnati da uno straordinario intervento dello Spirito Santo che puntualmente compie miracoli ed anche risurrezioni di morti.

Là dove avvengono tali eventi, tutta la vita sociale viene sconvolta, proprio come avvenne dopo la Pentecoste, quando le predicazioni degli apostoli, accompagnate dalla potenza dello Spirito Santo che operava segni, prodigi e miracoli, determinò un grandioso risveglio (Atti  cap. 2-5) che sconvolse la vita di intere città e di nazioni perché attirò masse di persone provenienti da ogni luogo.

Il libro degli Atti afferma che col diffondersi della fama di Dio aumentò anche la fame di Dio e che nelle case, dove le persone si riunivano per pregare, venivano portati gli ammalati e tutti ricevevano guarigione(Atti 5:16) e liberazione per la potenza di Dio.

 

Dobbiamo trarre insegnamento sia da quanto leggiamo nel libro degli Atti, che da quello che si verifica oggi nei luoghi in cui il risveglio si sta manifestando in modo esplosivo: alla base di tutto c’è la fame di Dio e della Sua Parola che stravolge la vita personale e produce effetti anche su quella degli altri. La Scrittura afferma che grazie alle predicazioni degli apostoli vennero salvati maghi, prostitute, sacerdoti, criminali e uomini di stato e che nonostante le feroci persecuzioni subite, il cristianesimo riuscì a penetrare all’interno degli organi del potere romano fino a determinarne la caduta.

La potenza di Dio supera quella di ogni potere umano, per tale motivo il risveglio, che Egli ha decretato e che già dilaga nel mondo, porterà a compimento i Suoi piani.

 

Per bocca del profeta Amos, il Signore preannunciò la venuta di giorni in cui avrebbe mandato fame e sete non di cose naturali, ma della Parola di Dio.

Amos 8:11 Ecco, verranno giorni, - dice il Signore Dio - in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d'ascoltare la parola del Signore.

Il profeta parla di una fame dello spirito, di un bisogno di nutrimento spirituale che avverte chi sperimenta la nuova nascita e che fa crescere spiritualmente secondo lo stesso principio per cui il cibo naturale fa crescere il corpo: una volta assunto diventa parte di noi stessi e determina una graduale la crescita.

È fame di Dio quella curiosità delle cose spirituali che assale dopo la nuova nascita e che porta a fare straordinarie esperienze col Signore.

È fame di Dio lo stimolo a nutrirsi della Sua Parola, ma tale bisogno non deve spegnersi, bensì continuare nel tempo, perché leggendo e meditando costantemente la Parola si ricevono rivelazioni e si aprono i nostri occhi spirituali, come si aprirono quelli dei discepoli di Gesù sulla via di Emmaus. Dopo la risurrezione essi riconobbero il Signore soltanto dopo che Egli  spiegò loro tante parti della Scrittura e i loro cuori s’infiammarono (Luca 24:32) al punto di chiederGli “Resta con noi, perché si fa sera” (Luca 24:29).

Se nella nostra vita vogliamo potenti rivelazioni, abbiamo bisogno che Gesù stia con noi, e ciò avviene solo attraverso la Sua Parola. Il risveglio nasce e dura dove si avverte un forte, disperato bisogno di Dio, perché è lì che Egli si manifesta. Se non avvertiamo quella fame di Dio, anche se frequentiamo una chiesa risvegliata come la nostra, nella nostra vita personale non cambierà nulla.  

 

Quali possono essere i motivi per cui alcuni credenti hanno perduto la fame e l’interesse per la Parola di Dio?

 1Pietro 2:1 Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, 2 come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate, 3 se pure avete gustato che il Signore è buono.

Pur avendo gustato il Suo amore e la Sua grazia, essi mantengono abitudini e attitudini che annullano il desiderio di Dio e costituiscono bagagli dei quali devono sbarazzarsi e che sono:  

la malizia, tendenza a commettere cattive azioni;

l’inganno, volontà di tendere insidie agli altri per farli cadere in errore;

l’ipocrisia, inclinazione a simulare buoni sentimenti per coprire i propri che non lo sono; ad esempio è ipocrita chi, per apparire santo e consacrato, in pubblico innalza preghiere che sembrano di fede, mentre nella vita quotidiana si lamenta per ogni cosa, disprezza gli altri e agisce secondo gli istinti della carne; 

l’invidia, sentimento di rancore, condizione di malessere che si prova nel vedere la felicità e il benessere degli altri;

la maldicenza, propensione a parlare male di altri, che nasce sempre da un giudizio negativo e che distrugge le persone. Dio non permette a nessuno di giudicare; possiamo valutare le azioni e mostrare il nostro disappunto, ma non possiamo esprimere mai giudizi negativi e tanto meno diffonderli, perché distruggono l’immagine e la reputazione di altre persone.

 

Per toglierci l’appetito della Parola di Dio e allontanarci dal Signore, Satana aspetta la nostra amarezza. Egli può operare solo sulla base di ciò che diciamo a causa dei nostri stati d’animo, e poiché la mancanza di fiducia negli altri e l’amarezza e il risentimento che ne derivano portano a pronunciare parole negative, egli può operare divisioni e impedire la comunione con Dio e con i fratelli. Per delusioni provate, alcuni decidono di continuare ad andare in chiesa, ma rifiutano le riunioni di cellula, la sottomissione al proprio leader, la comunione con i fratelli, la preghiera…; l’apostolo Pietro ci mette in guardia dalle conseguenze di tali stati d’animo e ci esorta ad abbandonarli, perché tolgono la fame di Dio e portano all’anoressia ed anche alla morte spirituale.

 

 Perché in tante nazioni del mondo il risveglio si sta manifestando in modo glorioso, mentre qui stiamo ancora ad attenderlo? Perché dobbiamo abbandonare le brutte abitudini di cui parla l’apostolo Pietro e tornare alla Parola di Dio per non fare il gioco di Satana e non permettergli, con i nostri risentimenti, di staccarci dalla presenza del Signore, dalla preghiera, dalla Bibbia e di privarci dello spirito di servizio. Se viene meno lo zelo per le cose di Dio, è venuto meno in noi il fuoco dello Spirito Santo, con grave danno per la nostra vita spirituale.

 

Un’esortazione analoga a quella di Pietro, l’apostolo Paolo la rivolse ai Colossesi: 

Colossesi 3:8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare disonesto.

Tutto ciò che in noi è non puro: pensieri, immaginazioni, interessi, attitudini, desideri ecc., deve essere eliminato se vogliamo percorrere un cammino di santità con Dio e non avere bloccato il Suo piano nella nostra vita.  In noi non può esserci risveglio se diamo spazio a pensieri impuri, a immagini non pulite, a vizi, alle cose contrarie alla volontà di Dio che la TV ed internet ci propinano abbondantemente e che producono dipendenza.

Non possiamo fare avanzare il Regno di Dio se siamo svogliati e apatici nei suoi confronti. Per manifestarsi, il risveglio non necessita di potenti e speciali ministri, ma di persone semplici e zelanti, ripiene del fuoco dello Spirito Santo, che hanno fame della Parola di Dio e nella loro mente coltivano immagini di risveglio.

 

Noi tutti ci chiediamo perché nella nostra meravigliosa chiesa, così consacrata e osservante della Parola di Dio, ancora non vediamo la tanto attesa manifestazione dell’ultima pioggia. A questo punto il fratello Elia riferisce di un’immagine datagli dallo Spirito Santo, che gli ha mostrato come Gesù sia la purificazione del tempio. Vedeva Gesù adirato scacciare fuori dal tempio i venditori e i mercanti, perché non tollerava un simile abominio nella casa di orazione del Padre. Oggi siamo noi il tempio di Dio e per tale motivo anche dal nostro corpo devono essere eliminati i compromessi e tutto ciò che è impuro e che annulla la fame della Sua Parola. Dopo che Gesù purificò il tempio, la potenza di Dio si manifestò e tutti gli ammalati furono guariti. Ciò significa che se nella chiesa, sebbene consacrata e ripiena di conoscenza, si annidano “sozzure”, Dio non si manifesta.

 

Deponendo quei bagagli di cui parla l’apostolo Pietro, noi contribuiamo all’unità. È certo che le nostre imperfezioni infastidiscono gli altri che da noi si attendono di più, soprattutto in famiglia, ma non per questo i nostri familiari ci abbandonano. Allo stesso modo non possiamo allontanarci dalla chiesa o dalla cellula se qualche fratello non agisce correttamente e ci delude,  dobbiamo accettare gli altri con i loro difetti ed essere sottomessi all’autorità da cui dipendiamo: genitori, pastore, leader di cellula, ecc..

Ciascuno di noi dipende da qualcuno pur essendo a propria volta capo di altri. Anche il pastore dipende da altri ministri di Dio da cui si lascia correggere, e così si sale nella gerarchia fino a giungere al Capo supremo che è Gesù. È sbagliato saltare tutta la gerarchia, ignorarla e andare direttamente a Gesù, affermando di voler essere sottomessi soltanto a Lui. Un simile agire è contro legge, sia nel naturale  che  nello spirituale; perché come nel nostro corpo fisico le sostanze che assumiamo non passano dal capo direttamente al piede, ma seguono un percorso che attraversa tanti organi, così è sul piano spirituale, come si legge nell’epistola dell’apostolo Paolo ai Colossesi. 

Colossesi 2:19 non attenendosi al capo, da cui tutto il corpo, ben nutrito e tenuto insieme mediante le giunture e le articolazioni, cresce con l'accrescimento che viene da Dio.

Nella chiesa, l’accrescimento viene dato da Dio al pastore e da questi trasmesso ai leaders che a loro volta lo trasmettono alle cellule. Ciascuno di noi può contribuire così all’accrescimento generale e far sì che tutte le giunture e le articolazioni funzionino e non siano bloccate. Staccarsi dalle cellule, dai fratelli, dall’insegnamento e dalle preghiere, blocca il Corpo di Cristo. Al tempo degli apostoli tutti pregavano con una sola mente e l’unzione di Dio scendeva in ogni parte del Corpo, che così era ben irrorato.

 

Leggiamo come deve essere chi è assetato di Dio. 

Salmi 63:1  …O DIO, tu sei il mio DIO, io ti cerco al mattino; l'anima mia è assetata di te a te anela la mia carne in terra arida e riarsa, senz'acqua.

Salmi 42:1  … Come la cerva anela ai rivi delle acque, così l'anima mia anela a te o DIO. 2 L'anima mia è assetata di DIO, del Dio vivente. Quando verrò e comparirò davanti a DIO?

Siamo assetati di Dio a tal punto? Egli non tarda a manifestarsi a chi ha fame e sete di Lui e riconosce di avere un disperato bisogno di Lui, mentre lascia a mani vuote chi crede di avere già tutto!

Luca 1:53 ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Salmi 107:8 Celebrino l'Eterno per la sua benignità e per le sue meraviglie in favore dei figli degli uomini. 9 Poiché egli ha saziato l'anima assetata e ha ricolmato di beni l'anima affamata.

 

 

I risvegli che oggi si manifestano nel mondo, sono nati grazie a persone affamate di Dio. Mettiamoci quindi in discussione e se abbiamo perso l’iniziale fame della Parola di Dio, se abbiamo offeso e contristato il Corpo di Cristo, andiamo alla Sua presenza, confessiamo i nostri peccati di malizia, d’inganno, d’invidia, d’ipocrisia, di maldicenza e d’impurità, affrettiamoci a liberarci di tali attitudini che, come pesanti bagagli, rallentano il nostro cammino spirituale.   

Ricordiamoci che il risveglio arriva con la purificazione!

 

Web Master

Antonio Settecase