Servizio di adorazione oro 10.30 – Palermo, domenica 9 novembre 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

GUERRA SPIRITUALE

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

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 Nelle predicazioni delle scorse domeniche è stata più volte ribadita l’importanza di trasmettere alle generazioni future quanto abbiamo realizzato nel corso del nostro cammino di fede riguardo alla conoscenza di Dio, affinché imparino a conoscerLo e ad amarLo e soprattutto affinché non se ne allontanino mai. Nell’evidenziare che tra le principali cose da trasmettere, primaria importanza assume la guerra spirituale, oggi il pastore Lirio tiene ad approfondire la parte che ne costituisce la premessa e che riguarda la condizione spirituale da realizzare per poterla condurre efficacemente. I nostri discendenti devono sapere che i veri cristiani sono soldati di Cristo chiamati alle armi e conoscere gli strumenti e le modalità della battaglia.

 

Efesini 6:10 Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo 12 poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. 14 State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo i piedi calzati con la prontezza dell'evangelo della pace, 16 soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. 17 Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, 18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi…

In questa parte della Scrittura l’apostolo Paolo descrive dettagliatamente l’armatura che il credente deve indossare prima del combattimento e puntualizza che la nostra lotta non è mai diretta contro le persone, bensì contro le forze spirituali malvagie. In altri termini Paolo ci dice che siamo in guerra, che dobbiamo avere gli occhi aperti sul mondo dello spirito per discernere le cause spirituali che determinano le situazioni negative e per conoscere le trame del nemico, il quale cerca di deviare il nostro sguardo da ciò che è invisibile a ciò che è visibile, perché vuole farci credere che la causa dei nostri mali stia nelle persone e che queste vadano combattute. 

A monte di tutto questo, però, nel versetto dieci, leggiamo una premessa che non va sottovalutata e su cui è necessario meditare, perché indica la parte che dobbiamo compiere prima di indossare l’armatura. 

 

L’esortazione di Paolo: “fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza”, parte dal presupposto che con le nostre sole forze non possiamo combattere, perché saremmo soldati fragili e deboli; egli afferma che abbiamo bisogno di attingere dal Signore la forza necessaria per opporci agli attacchi del maligno e condurre un combattimento efficace contro le sue insidie.  

Paolo parla di combattimento anche nella sua prima epistola a Timoteo. 

1 Timoteo 6:12  Combatti il buon combattimento della fede…”.

Viene da chiedersi perché si debba combattere usando la fede. La risposta è che mentre il nemico fa di tutto per insinuare in noi il dubbio e far vacillare la nostra fede nella Parola di Dio, noi possiamo resistergli e avere vittoria solo se a quella Parola rimaniamo aggrappati fermamente.   

2Timoteo 4:7 Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede.

Paolo usava frequentemente un linguaggio di guerra, perché era consapevole di avere dei nemici da combattere, e poiché siamo in guerra anche noi, dobbiamo sapere che i nostri nemici sono: satana, il sistema di questo mondo dominato dal maligno e la nostra stessa carne. 

 

L’apostolo era consapevole anche della sua posizione in Cristo, che è una posizione di autorità e di dominio su tutta la potenza del nemico.

Efesi 2:6 “…ci ha fatti sedere con Lui nei luoghi celesti in Cristo Gesù.”
Ignorare qual è legalmente la nostra posizione spirituale in Cristo e l’autorità che ci è stata data nel Suo nome, costituisce uno svantaggio, mentre averne consapevolezza infonde il coraggio necessario per essere buoni combattenti.

 

In cosa dobbiamo fortificarci?

2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù;

Abbiamo bisogno di fortificarci ogni giorno nella Grazia che Dio ci dà gratuitamente e immeritatamente, perché è frutto del Suo amore incondizionato per noi. È per la Sua grazia che possiamo accedere al Suo trono, stare alla Sua presenza, essere perdonati, purificati, trasformati e ricevere da Lui. Non potremmo mai andare al cospetto del Padre in virtù dei nostri meriti, perché Egli ci vede imbiancati, giusti e degni solo attraverso il sangue di Gesù.

 

Il nostro Padre Celeste vuole fortificarci e lo fa con la Sua Parola.  

Le frasi che l’angelo disse a Daniele da parte di Dio e che possiamo considerare rivolte anche a noi, hanno la potenza di farci sentire amati, fortificati e incoraggiati. 

Daniele 10:19 e disse: «O uomo grandemente amato, non temere, pace a te, riprendi forza, sì, riprendi forza». Quando mi ebbe parlato, io ripresi forza e dissi: «Parli pure il mio signore, perché mi hai dato forza».

Nel libro di Daniele (10:1-21) si legge quanto l’angelo riferì al profeta da parte di Dio in risposta alle sue preghiere per la nazione. Gli disse di essere stato inviato dal Signore per portargli la risposta, ma di essere stato ostacolato per ventuno giorni dal principe di Persia (che raffigura satana) e infine di essere riuscito a giungere a destinazione grazie  alla sua fermezza in preghiera. La perseveranza di Daniele e i suoi digiuni avevano dato all’angelo la forza necessaria per portare a compimento la missione. Che rivelazione!

Dio vuole dare le risposte alle nostre preghiere, ma il maligno si oppone e impedisce agli angeli di giungere fino a noi per portarcele. 

Non basta sapere che siamo in battaglia, dobbiamo conoscere anche certi meccanismi spirituali e sapere che quando digiuniamo e preghiamo con determinazione, offriamo agli angeli nuova forza per superare le opposizioni e portarci le risposte che attendiamo da parte di Dio.

 

Da questo brano risulta chiaro che Dio si serve degli angeli, ma ciò non toglie che vada anche personalmente a salvare e liberare dalle circostanze negative chi è confuso, sgomento e bisognoso di aiuto.

Isaia 35:4 Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete!». Ecco il vostro DIO verrà con la vendetta e la retribuzione di DIO; verrà egli stesso a salvarvi.

 

La forza di cui abbiamo bisogno possiamo attingerla solo da Dio, l’unico Onnipotente.

Salmi 62:11 DIO ha parlato una volta; due volte ho udito questo: che la potenza appartiene a DIO…

Egli ci ha fatto conoscere la Sua potenza quando ci ha salvati, quando ci ha perdonati e liberati dal peso delle nostre colpe, quando ci ha fatto conoscere la Sua pace.

Salmi 106:8 Ciò nonostante il Signore li salvò per amore del suo nome, per far conoscere la sua potenza.

Manifesta la Sua potenza anche nella predicazione, affinché la nostra fede poggi su di essa e non sulla sapienza umana.

1Corinzi 2:5 affinché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio.

La Scrittura afferma che Dio ci ha dato uno spirito di forza, di potenza e di disciplina, non di paura, la quale viene dal maligno ed è uno spirito inviato per opprimere e affliggere.

2Timoteo 1:7 Dio infatti non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza, di amore e di disciplina.

 

Per potere condurre una guerra spirituale efficace dobbiamo essere coraggiosi  e forti nella Grazia del Signore, ma dobbiamo esserlo anche nella fede.  

Nell’epistola agli Ebrei vengono riportati i nomi dei campioni di fede del passato, ma l’elenco non è completo, infatti anche oggi esistono grandi campioni di fede che mettono a repentaglio la loro vita pur di portare il messaggio del Vangelo dove il cristianesimo è perseguitato.
 Ebrei 11:32 E che dirò di più? Infatti mi mancherebbe il tempo se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, 33 i quali per fede vinsero regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni, 34 spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla debolezza, divennero forti in guerra, misero in fuga gli eserciti stranieri. 35 Le donne riebbero per risurrezione i loro morti altri invece furono distesi sulla ruota e martoriati, non accettando la liberazione, per ottenere una migliore risurrezione. 36 Altri ancora subirono scherni e flagelli, e anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, segati, tentati, morirono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, afflitti, maltrattati 38 (il mondo non era degno di loro), erranti per deserti e monti, in spelonche e grotte della terra. 39 Eppure tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza mediante la fede, non ottennero la promessa…

Questi uomini predicarono la verità e pur di rimanere fermi nella loro fede affrontarono le sevizie più orrende; furono uomini normali che Dio usò affinché per mezzo della loro fede facessero cose  straordinarie.

Possiamo fare grandi cose anche noi, restando fermi nella fede e con l’aiuto degli angeli, che combattono per noi mentre da parte nostra li sosteniamo con la lode, la preghiera, l’intercessione. A combattere sono loro, ma non possono farlo senza la nostra fede e la nostra preghiera. 

 

 Il maligno attacca perché si trova in una condizione di sconfitta e cerca di riprendersi quello che prima era suo; noi dobbiamo resistergli e difendere la nostra posizione di vittoria stando fermi nella fede.

1Pietro 5:9 Resistetegli, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo.

Tra i nemici che dobbiamo combattere c’è la nostra carne che, essendo portata a scadere nell’orgoglio e nella superbia, può precluderci la Grazia di Dio, la quale è disponibile  per chi è umile e sottomesso a Lui e alla Sua Parola.

Giacomo 4:6 Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili».

Per orgoglio, molti non intendono parlare del loro stato di bisogno e preferiscono anche morire di fame pur di non chiedere aiuto ai fratelli.

Chi non vuole far conoscere agli altri il proprio bisogno e, rivestendosi di orgoglio, preferisce far credere che tutto vada bene, non riceverà aiuto da nessuno.

Cosa analoga avviene con Dio: riceviamo il Suo aiuto se Gli dichiariamo di avere bisogno di Lui e invochiamo il Suo aiuto.

Altro mezzo che contribuisce a darci vantaggio nella lotta spirituale è la sottomissione…

Giacomo 4:7 Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.

 … che è uno strumento di vittoria, perché il nemico scappa terrorizzato da chi è fedele a Dio, a Lui sottomesso e si trova sotto la Sua protezione.

 

In conclusione va ribadito che, per potere resistere agli attacchi del nemico senza cadere nella trappola della rassegnazione, prima di prendere l’armatura abbiamo bisogno di fortificarci nel Signore nutrendoci della Sua Parola, stando alla Sua presenza, digiunando e pregando,  rimanendo saldi nella fede e sottomettendoci pienamente a Lui.   

Unico scopo del maligno è quello di distruggerci e di derubarci delle conquiste che abbiamo ottenuto in Cristo, ma da veri credenti e soldati del Signore dobbiamo conoscere gli strumenti e le modalità della lotta spirituale che ci consentono di avere vittoria, ma prima di accingerci a combattere dobbiamo fortificarci nel Signore e nella forza della sua potenza”!

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Antonio Settecase