Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 8 giugno 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

FAME DI DIO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Introduce la predicazione la lettura di un versetto tratto dal sermone del monte, in cui Gesù definisce beati coloro che hanno fame e sete di giustizia.

Matteo 5:6 Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati.

Qui il Signore parla di fame e di sete spirituali, di quel desiderio di giustizia divina che non deve mai attenuarsi nel credente, il quale deve aspirare a fare personali esperienze col Signore sempre più forti, poiché sentirsi appagati dei traguardi raggiunti e non avvertire il bisogno di avere di più e realizzare una sempre maggiore intimità con Lui è segno che si è entrati in una condizione stagnante e pericolosa. Chi si sente a posto corre un grave rischio; leggiamolo nel Vangelo di Luca che riporta lo stesso discorso di Gesù.

 Luca 6:21 Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati…. 25 Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame.  

Gesù promette di saziare chi ha fame e sete di giustizia, ossia chi avverte un forte bisogno di Dio, ma avverte che chi si ritiene sazio, avrà fame. 

Esaminiamoci molto attentamente, non pecchiamo di superficialità pensando che non corriamo tale pericolo, stiamo all’erta, perché potrebbe accadere proprio a noi!

 

Stiamo attendendo il risveglio, ma forse crediamo che debba manifestarsi al di fuori di noi. Non è così! Il risveglio inizia dal nostro cuore e se non avremo fame di Dio non lo vedremo.

Non è sufficiente andare in chiesa, partecipare alle riunioni di cellula, frequentare gli studi e fare tutto ciò che è richiesto ad ogni buon credente; Dio guarda il cuore e non gradisce chi fa le cose per dovere, senza gioia e senza desiderio di Lui.      

 

Per chiarire meglio il concetto, il pastore riferisce un suo sogno. Era in dormiveglia quando chiese al Signore un rhema per la predicazione di oggi ed essendosi poi addormentato, in sogno vide se stesso predicare sul rinnegamento di Pietro e sulle tappe di quella triste vicenda.

 

 Il Signore avvertì Pietro del pericolo incombente…

Luca 22:31  … «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano 32 Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli».

… ma Pietro era pieno di orgoglio per prestare ascolto!

Si riteneva a posto, si considerava un discepolo modello tanto da non prendere in considerazione quanto Gesù gli diceva e neppure per un attimo pensò che Egli parlava da parte di Dio.

33 Ma egli disse: «Signore, io sono pronto ad andare con te tanto in prigione che alla morte». 34 Ma Gesù disse: «Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi».

Le esperienze fatte lo avevano inorgoglito: aveva assistito alla guarigione di sua suocera, aveva camminato sulle acque, era stato presente alla trasfigurazione sul monte Tabor… era così appagato dai traguardi raggiunti da non vedere le sue debolezze e non riconoscere il Suo bisogno di far tesoro della Parola del Signore.

 

Il pastore riferisce la recente notizia, diffusa tramite internet e attraverso trasmissioni su un canale satellitare, che un giovane tossicodipendente, pluricondannato e dall’aspetto poco rassicurante, è stato toccato in modo straordinario da Dio, ha ricevuto un ministero pastorale e fondato una chiesa in Florida. A partire dal 2 aprile di quest’anno è stato uno strumento del Signore per una vera rivoluzione spirituale in quella parte del mondo. Dopo cinque giorni di ritiro spirituale, durante le sue predicazioni che avvengono quotidianamente per l’incredibile afflusso di gente proveniente da ogni luogo, migliaia di persone accettano Gesù, le guarigioni miracolose attestate da referti clinici si contano a migliaia e sono avvenute persino circa venti risurrezioni. Le persone accorrono in massa attirate dal fuoco di Dio percepibile in quel luogo e rimangono anche fuori dalla tenda, appositamente allestita, che può ospitare fino a diecimila persone.

Quel giovane ministro americano è talmente infuocato per Dio da essere divenuto un Suo strumento di risveglio.

 

Anche qui, tra noi, Dio ha compiuto molti miracoli, ma non in questa misura e di tale entità.

Cosa ci manca perché Dio si manifesti il quel modo travolgente anche qui?

Ci manca la fame di Dio! Ci sentiamo sazi e appagati; cerchiamo anche Dio, ma non solo Dio!

Nel mondo intero il risveglio sta dilagando e il numero dei credenti pentecostali cresce vertiginosamente in tutti i continenti.

Nel Sud America su ogni sette ministri di culto quattro sono pentecostali e tre cattolici;

 in Africa milioni di musulmani hanno dato la loro vita a Gesù;

 in Asia i pentecostali sono tra i sessanta e i settanta milioni.

L’ultima grande pioggia dello Spirito Santo è già iniziata e l’onda del risveglio, mossa dal vento dello Spirito Santo, è in arrivo, ma dobbiamo stare all’erta se vogliamo vederla arrivare e cavalcarla, altrimenti potremmo esserne travolti!

 

Qui da noi inizia a muoversi qualcosa, ma complessivamente in Europa il risveglio stenta ad esplodere. Non c’è fame di Dio! Molti pensano di non avere bisogno di Lui!

Nelle preghiere si cerca la Sua mano più che il Suo volto, non si è motivati dal desiderio di stare con Lui.

In occidente Satana cerca di addormentare le chiese attraverso il benessere.

Dobbiamo cambiare, dobbiamo cercare Dio con tutto il nostro cuore, dobbiamo far esplodere il risveglio dentro di noi per non rischiare di vederlo passare senza esserne protagonisti.

 

Pietro si sentiva appagato, sicuro di sé, aveva avuto il privilegio di essere testimone di cose straordinarie ed era divenuto tanto orgoglioso da non prestare ascolto a ciò che il Signore gli diceva, anzi replicò che si sbagliava … aveva bisogno di pentirsi!

 Luca 22:54 Dopo averlo catturato, lo portarono via e lo condussero nella casa del sommo sacerdote. E Pietro seguiva da lontano. 55 Quando essi accesero un fuoco in mezzo al cortile e si posero a sedere attorno, Pietro si sedette in mezzo a loro. 56 Una serva lo vide seduto presso il fuoco, lo guardò attentamente e disse: «Anche costui era con lui». 57 Ma egli lo negò, dicendo: «Donna, non lo conosco». 58 Poco dopo lo vide un altro e disse: «Anche tu sei di quelli». Ma Pietro disse: «O uomo, non lo sono». 59 Passata circa un'ora, un altro affermava con insistenza, dicendo: «In verità anche costui era con lui, perché è Galileo». 60 Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E subito, mentre ancora parlava, il gallo cantò. 61 E il Signore, voltatosi, guardò Pietro. E Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 62 Allora Pietro uscì fuori e pianse amaramente.

Durante il processo subito da Gesù, Pietro non solo Lo rinnegò e spergiurò, ma agì da codardo, infatti Lo seguiva da lontano! Cadde nella trappola della carne, proprio come aveva fatto quando, nell’orto del Getsemani, invece di vegliare, come Gesù aveva chiesto,  preso da pigrizia, andò a dormire assieme agli altri discepoli.

 

Il Signore, però, dà sempre una speranza, offre una nuova opportunità per ricominciare e dopo la Sua risurrezione riabilitò Pietro, gli domandò se Lo amava e gli chiese di prendersi cura dei Suoi agnelli e delle Sue pecorelle.

Giovanni 21:15 Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».16 Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». 17 Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».

Pietro dovette rincuorarsi nel sentire che Gesù gli rinnovava la Sua fiducia e gli confermava la Sua chiamata; divenne così il grande apostolo e pescatore di uomini di cui la Scrittura rende testimonianza.

 

Gesù è misericordioso, è un grande Perdonatore e come perdonò Pietro e lo riabilitò, così vuol fare  con ciascuno di noi, ma dobbiamo prendere coscienza della nostra condizione spirituale. Se per pigrizia, per orgoglio, per viltà o semplicemente perché convinti di essere a posto, non sentiamo il bisogno di Lui, non desideriamo stare con Lui e non cerchiamo il Suo volto, riconosciamolo e scuotiamoci dal nostro cristianesimo sonnolento, stantio e fatto di abitudini, preoccupiamoci del cibo che non perisce, occupiamoci delle cose del Suo Regno.

Giovanni 6:25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». 26 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

 

Questo è il tempo per l’Italia, il tempo in cui la Chiesa del Signore deve risvegliarsi, scuotersi dal torpore in cui si trova e agire mossa dal fuoco dello Spirito Santo.

Nessun figlio di Dio può defilarsi dall’obbligo di adoperarsi per accendere la nazione, ma per potere accendere gli altri deve avere il fuoco dentro di sé.

Chiediamo al Signore di infuocarci, di darci una grande fame di Lui e reclamiamo per noi l’adempimento della Sua promessa fatta per bocca del profeta Amos:

Amos 8:11 Ecco, verranno giorni,

         - dice il Signore Dio -

in cui manderò la fame nel paese,

non fame di pane, né sete di acqua,

ma d'ascoltare la parola del Signore.

 

 

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Antonio Settecase