Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 7 dicembre 2008

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

GETTANDO  SU  DI  LUI  OGNI  NOSTRA  SOLLECITUDINE (1Pt. 5:7)

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Un tema di grande attualità quello di oggi, relativo a un problema sempre più diffuso a livello mondiale: quello dell’ansia, della paura e dell’angoscia che attanagliano gran parte della nostra società e a cui i più cercano, invano, di porre rimedio facendo uso di ansiolitici.   

L’unica soluzione all’ansia ha un nome: Gesù. È Lui il solo in grado di liberarcene e di sostituirla, anche nei momenti più difficili della nostra vita, con la Sua pace e la Sua gioia.

 

Vediamo cosa dice  la Scrittura sull’argomento in questione:

1Pietro 5:5 Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni gli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi a dà grazia agli umili. 6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno; 7 gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi. 8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo. 10 E il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà e vi stabilirà saldamente. 11 A lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen.

 

Dal versetto 10 si evince che scopo finale di Dio è quello di perfezionarci, fortificarci, renderci stabili e farci crescere all’immagine di Cristo, ma occorre esaminare il contenuto complessivo dei versetti precedenti e tenere conto del contesto in cui questo verso è inserito, perché concentrare l’attenzione su un solo versetto trascurando il senso di tutto il discorso, può portare a conclusioni errate.

 

Come accade che alcuni, leggendo le parole di Paolo ai Filippesi:

Or l'Iddio mio supplirà ogni vostro bisogno, secondo le ricchezze sue in gloria, in Cristo Gesù” (Fil. 4:19), si aggrappano a tale promessa senza tenere conto di quanto è scritto nel versetto precedente, in cui Paolo afferma che Dio avrebbe ricompensato abbondantemente i Filippesi, perché avevano provveduto generosamente ai suoi bisogni, con chiaro riferimento al principio biblico secondo cui si riceve in proporzione a quello che si dà…

Or io ho ricevuto il tutto, e abbondo; io son ripieno, avendo ricevuto da Epafrodito ciò che mi è stato mandato da voi, che è un odor soave, un sacrificio accettevole, piacevole a Dio”,

….ugualmente può accadere leggendo alcuni versetti della prima epistola dell’apostolo Pietro. 

 

Per natura collerico e impulsivo, nonostante i gravi errori commessi, tra cui il rinnegamento di Gesù, l’apostolo sperimentò la grazia di Dio, il Suo perdono, la riabilitazione, e attraverso un percorso di autocontrollo e di crescita spirituale, giunse ad  avere un cuore rotto per Dio, un cuore di pastore, al punto da saper istruire gli altri su come ricevere la Sua grazia.

Egli dice che il Dio di ogni grazia perfeziona, rende fermi, fortifica e stabilisce saldamente (v. 10), ma la promessa non è per tutti, infatti dai versi precedenti si deduce che riguarda solo chi è umile, sottomesso e fermo nella fede.

Per questo motivo Pietro esorta tutti all’umiltà, sprona i giovani ad essere sottomessi agli anziani, raccomanda di restare fermi nella fede e accedere così alla grazia di Dio, perché l’orgoglio, la ribellione e la disubbidienza lo impediscono.

 

 Nel nostro tempo l’ansia è aumentata perché la ribellione, la disubbidienza e l’arroganza dilagano sempre più. Pietro esorta i giovani ad essere sottomessi agli anziani e a lasciarsi ammaestrare da loro, perché generalmente la gioventù, ispirata dal maligno che fomenta incomprensioni tra le generazioni, forte del proprio vigore fisico, tende a non apprezzare chi è avanti negli anni, ma Dio vuole che tra le generazioni ci sia continuità e che, per il bene di entrambi, la forza fisica dei giovani si unisca al prezioso bagaglio di esperienza degli anziani.

 

Dicendo: Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, Pietro ci esorta a sottometterci ai ministeri da Lui costituiti, che raffigurano le Sue cinque dita:  apostoli,   profeti,   evangelisti,  pastori e dottori (Efesini 4:11), affinché al tempo opportuno possiamo essere da Lui innalzati.

Il verso seguente: “gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi” contiene tre parole chiave:

 Gettando”, dal greco epiripto, indica un atto compiuto e definitivo. Si riferisce alla decisione del credente di gettare definitivamente sul Signore tutte le preoccupazioni, le ansie e le paure.

  “Sollecitudine”, dal greco merimna, vuol dire: stare in pensiero, avere paura e preoccupazione per qualcosa che non si sa come gestire. Questa condizione soffoca la Parola di Dio e impedisce di riceverla.

 Cura”, dal greco melo, indica la capacità e la volontà di prendersi cura e di rispondere ai bisogni. Si riferisce a Dio, il solo che vuole aiutarci e ne ha i mezzi. 

 Dio vuole liberarci dall’ansia, da tutto ciò che da essa deriva: insonnia, tensione, stress psicofisico, stanchezza, tachicardia, disturbi gastrici, cardiaci  ecc. e dalle cause che la determinano e che sono molteplici; Egli vuole che ce ne liberiamo, che deponiamo ogni peso ai piedi della croce e che camminiamo leggeri.

 

La Bibbia ribadisce insistentemente che Dio vuole prendersi cura di noi. 

Salmi 142:4 Guardo alla mia destra ed ecco: non vi è alcuno che mi riconosca; ogni via di scampo è preclusa; nessuno si prende cura della mia vita. 5 grido a te, o Eterno, e dico: «Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi.

Il salmista si trova in una condizione di pericolo, cerca una via di scampo e, non scorgendone alcuna, si rivolge a Dio e in Lui si rifugia, certo di trovarvi ogni risorsa.

Come lo fu per il salmista, anche per noi Dio è un rifugio sicuro nelle avversità e a Lui dobbiamo rivolgerci in ogni momento, soprattutto nelle situazioni che nel naturale non lasciano intravedere via di scampo.

 

L’apostolo Giovanni conferma il grande amore di Dio per il genere umano…

Giovanni 3:16 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

…e  in virtù di questo amore vuole prendersi cura dei Suoi figli.

Talvolta abbiamo provato a scaricare le nostre ansie sugli altri, ma con risultati deludenti, perché sono tornate indietro più forti di prima.

Il rimedio è uno solo: gettare le nostre ansie e preoccupazioni su Gesù:

Salmi 55:22 Getta sull'Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.

Non facciamo come il contadino di un aneddoto che, dopo avere chiesto e ottenuto passaggio su un camion, continuò a tenere sulle spalle il suo fascio di legna!

Se deponiamo i nostri pesi e le nostre ansie su Gesù, non comportiamoci come se dovessimo continuare a portarli noi e a dover essere noi  a  risolvere i nostri problemi!

Diamo a Gesù le nostre preoccupazioni ed entriamo nel riposo, confidando pienamente che sarà Lui a portarle e a risolvere ogni problema.

Ciò non significa che non ci si debba occupare di nulla, ma vuol dire che dobbiamo farlo senza cadere nell’ansia e nella paura, certi dell’intervento di Dio.  

 Filippesi 4:6 Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. 7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Dio ci proibisce di stare in ansia e ci indica il modo per liberarcene: renderGli note le nostre richieste mediante preghiere e suppliche con ringraziamento.

Quando scatta il meccanismo dell’ansia dobbiamo subito ricorrere a Dio e non permettere che si accresca, perché significherebbe non avere fiducia in Lui, cosa che è peccato.

Deponiamo in preghiera tutti i nostri pesi e le nostre ansie ai piedi della croce; Dio ce ne libera e ci dà la Sua pace: “E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”,  altrimenti torneranno a presentarsi.

 

Quando una situazione difficile ci affligge, Dio ha la potenza di far durare poco il nostro pianto, perché se è vero che nel momento dell’ira può castigarci, è vero anche che la Sua ira dura poco, che nell’arco di una sola notte appiana ogni situazione e che al mattino fa tornare in noi la gioia.   

Salmi 30:5 perché la sua ira dura solo un momento, ma la sua benignità dura tutta una vita. Il pianto può durare per una notte, ma al mattino erompe un grido di gioia.

 

Nel libro dei Proverbi troviamo un invito a confidare nel Signore e un’esortazione a non caricarci, come solitamente siamo portati a fare, di pesi che inevitabilmente ci schiaccerebbero.

Proverbi 3:5 Confida nell'Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri.

Per non sbagliare abbiamo bisogno di chiedere a Dio consiglio, di agire secondo il Suo punto di vista e di camminare per fede sempre, non occasionalmente.

 

Gesù incoraggiò i Suoi discepoli a non entrare in ansia per alcuna cosa e li fece riflettere sul fatto che se Dio si prende cura anche delle piccole cose del creato, perfino dell’erba dei campi, quanto più se ne prenderà di noi che siamo i Suoi figli! 
Matteo 6:25
Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un solo cubito? 28 Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico, che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio riveste in questa maniera l'erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi o uomini di poca fede?

 

Apriamo il nostro cuore a Dio, esponiamoGli i motivi che ci assillano, ricordiamoci che Egli non può rispondere a chi non chiede e confidiamo continuamente in Lui.

Salmi 62:8 Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui; DIO è il nostro rifugio.

 

Nessuna attitudine d’incredulità, di orgoglio, di superbia, di ribellione e di disobbedienza s’insinuino in noi accrescendo la nostra ansia; andiamo ai piedi della croce e gettiamo su Gesù tutte le nostre ansie, le nostre paure, le angosce e le preoccupazioni ed entriamo nella Sua pace, nella Sua gioia, nella benedizione.

Il Padre ci farà sentire il Suo paterno abbraccio e farà scendere su di noi la Sua meravigliosa pace! 

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Antonio Settecase