Servizio di adorazione ore 8.00 -  Palermo, domenica 2 novembre 2008

Oratore: Pastore Lirio Porrello

I PERICOLI CHE AFFRONTANO LA 2^ E LA 3^ GENERAZIONE

 

DIO disse ancora a Mosè: «Dirai così ai figli d'Israele: "L'Eterno, il DIO dei vostri padri, il DIO di Abrahamo, il DIO d'Isacco e il DIO di Giacobbe mi ha mandato da voi. Questo è il mio nome in perpetuo. Questo sarà sempre il mio nome col quale sarò ricordato per tutte le generazioni". Esodo 3:15

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

                                                                                                                                                          

 

Oggi viene approfondito il tema, trattato la scorsa domenica, relativo ai pericoli che corre la generazione che discende dai credenti, se questi non si prendono cura della vita spirituale dei loro figli e non si preoccupano di farli crescere nella conoscenza, nell’amore e nel timor di Dio.

Oltre a illuminarci sulle cause che mettono a repentaglio la continuità generazionale nel rapporto col Signore, la Scrittura ci induce a riflettere sulla parte che dobbiamo adempiere per far sì che la nostra progenie non si allontani da Dio.

 

Esaminando la storia ebraica a partire dalla liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, la prima generazione fu quella che con Mosé sperimentò la potenza di Dio nell’attraversamento del Mar Rosso; la seconda fu quella che entrò nella terra promessa sotto la guida di Giosuè…

Giosuè 24:31 Israele servì l'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che conoscevano tutte le opere che l'Eterno aveva fatto per Israele.

Giudici 2:6 Or Giosuè congedò il popolo, e i figli d'Israele se ne andarono ciascuno alla sua eredità per prendere possesso del paese. 7 Il popolo servì l'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che avevano visto tutte le grandi opere che l'Eterno aveva compiuto per Israele. 8 Poi Giosuè, figlio di Nun, servo dell'Eterno morì in età di centodieci anni…

…la terza fu quella che sorse dopo la morte di Giosuè e degli anziani che dopo di lui continuarono a servire l’Eterno e che si sviò per servire altri dèi. 

Giudici 2:10 Quando tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri, dopo di essa sorse un'altra generazione che non conosceva l'Eterno, né le opere che egli aveva compiuto per Israele. 11 I figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno e servirono Baal; 12 abbandonarono l'Eterno, il DIO dei loro padri che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri dèi fra gli dèi dei popoli che li attorniavano, si prostrarono davanti a loro e provocarono ad ira l'Eterno; 13 essi abbandonarono l'Eterno e servirono Baal e le Ashtaroth.

 

Com’è possibile che il popolo di Dio sia divenuto idolatra?  

Nel libro dei Numeri (14:26-30; 26:63-65;) si legge che quando il popolo d’Israele, dopo essere uscito dall’Egitto, udì il resoconto negativo di dieci delle dodici spie inviate ad ispezionare la terra promessa e cominciò a lamentarsi e a mormorare, per punirli il Signore stabilì che tutti coloro che avevano dai vent’anni in su sarebbero morti nel deserto e che tutti i giovani fino ai vent’anni prima di entrare nella terra promessa avrebbero pagato per le colpe dei loro padri vagando nel deserto per quarant’anni. Degli anziani, solo Giosué e di Caleb avrebbero visto la terra promessa, perché delle dodici spie inviate furono le sole ad avere uno spirito di fede e ad aver dato un resoconto positivo.   

La generazione che sorse dopo la morte di Giosuè e degli altri anziani fu molto svantaggiata, perché era rimasta priva di padri, non aveva conosciuto l’unione familiare ed era costituita da figli che si trovarono divisi, insicuri, senza guida, senza nessuno che li incoraggiasse e desse loro una visione per il futuro. Quella generazione fu solo parzialmente responsabile per essersi allontanata da Dio ed essersi data all’idolatria, visto che i suoi padri non si erano preoccupati di farle conoscere le meraviglie che Dio aveva fatto nella loro vita e non l’aveva curata spiritualmente.  

Esaminando la Scrittura è possibile individuare le cose che la terza generazione dimenticò, quelle che cambiò e quelle che perdette a causa del comportamento irresponsabile di quella precedente.

 

Cosa dimenticò

La terza generazione perdette la memoria delle grandi opere compiute da Dio in favore dei suoi padri; non sapeva come Dio li aveva liberati dalla schiavitù dell’Egitto, come aveva provveduto per loro nel deserto con la manna e con le quaglie, cosa aveva fatto sul monte Sinai; dimenticò che nei quarant’anni trascorsi nel deserto i loro abiti non si erano invecchiati, le scarpe non si erano consumate e nessuno si era ammalato; sconosceva la potenza di Dio, non aveva con Lui un rapporto personale, Lo conosceva solo mentalmente.

 Deuteronomio 29:5 Io vi ho condotto quarant’anni nel deserto; le vostre vesti non si sono logorate addosso a voi e i vostri calzari non si sono logorati ai vostri piedi.

Tutto questo avvenne perché i padri non si erano preoccupati di trasmettere ai figli l’eredità spirituale, con la conseguenza che questi ultimi sconoscevano la Parola di Dio e ignoravano che molte delle Sue promesse sono soggette a condizioni.

Deuteronomio 30:17 Ma se il tuo cuore si volge altrove, e se tu non ubbidisci e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18 io vi dichiaro oggi che certamente perirete, che non prolungherete i vostri giorni nel paese, che state per entrare ad occupare, attraversando il Giordano.

Quale grande ammonimento c’è in queste parole del Signore e quanto timore incutono!

Egli ci avverte che possiamo ricevere le Sue benedizioni e prendere le Sue promesse in funzione della nostra fede, dalla nostra obbedienza, dalla nostra condotta, dalla nostra vita di preghiera. 

Israele si allontanò da Lui, servì altri dèi e di conseguenza conobbe la rovina, la deportazione, la schiavitù, tuttavia Dio ha sempre fatto sì che una parte del Suo popolo tornasse in patria, per potere  proseguire con esso la Sua opera.

 

Cosa cambiò

Dopo l’entrata nella terra promessa, Israele procedette alla conquista del territorio finché fu fedele all’Eterno, ma dal momento in cui cominciò ad ignorare la Sua autorità e rivolse il cuore ad idoli che null’altro sono se non demoni e cominciò a rendere culto alle immagini, ad adorarle e a mettere in esse la sua fiducia, cadde sotto la maledizione e visse nella paura di essere assoggettata da popoli stranieri. Il progetto di Dio era che il Suo popolo distruggesse le nazioni pagane, invece finì con l’esserne preda, perché si era allontanata da Lui.

Anche oggi, chi rende culto ad altri che non sono Dio e vive nell’idolatria, cade nella maledizione e vive nella paura perché di fatto si è allontanato dal Signore. 

In quel periodo il popolo d’Israele rigettò la leadership di Dio, desiderò essere come le altre nazioni ed a Samuele, che oltre ad essere profeta era giudice, chiese di provvedere un re, anche perché non stimava i suoi figli, che non erano come lui.  

1Samuele 8:5 e gli dissero: «Ecco, tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non seguono le tue orme; or dunque stabilisci su di noi un re che ci governi come avviene per tutte le nazioni». 6 Ma la cosa dispiacque a Samuele perché avevano detto: «Dacci un re che ci governi». Perciò Samuele pregò l'Eterno. 7 E l'Eterno disse a Samuele: «Ascolta la voce del popolo in tutto ciò che ti dice, poiché essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro. 8 Si comportano con te, come hanno sempre fatto dal giorno in cui li ho fatti uscire dall'Egitto fino ad oggi: mi hanno abbandonato per servire altri dèi.

Dio voleva un popolo tutto per Sé, una nazione speciale da governare e guidare, e si trovò dinanzi un popolo che Gli voltò le spalle, disprezzò la Sua Grazia e chiese un altro re!

Israele voleva diventare una nazione “normale” e fu così che ebbe il re che si meritava: Saul.

Da una generazione all’altra le cose cambiarono radicalmente, proprio come nel nostro tempo  da una generazione all’altra si registrano abissali cambiamenti di vita.

Ad esempio, la separazione o il divorzio oggi sono divenuti normali, mentre solo una generazione fa apparivano scandalosi, non perché i nostri padri fossero migliori di noi, ma perché in loro era vivo il senso dell’unione familiare, della fedeltà, della responsabilità verso i figli e non si sarebbero mai sognati di frantumare la famiglia.

Dove sono finiti quei valori? Evidentemente non sono stati adeguatamente trasmessi!

 

Cosa ha perduto

Israele cessò di essere una nazione consacrata al Signore, non fu più la Sua voce, non c’era più nessuno attraverso cui Egli potesse  parlare! 

Sembra incredibile che solo pochi decenni prima Mosé parlava con Dio faccia a faccia e che a distanza di due generazioni in Israele non c’era più nessuna voce profetica, perché nessuno ascoltava la voce del Signore!

In quel tempo, Samuele fu una delle poche persone consacrate a cui Dio parlava, ma anche lui trascurò la cura spirituale dei Suoi figli.

Il rischio che i nostri figli non conoscano Dio incombe anche su di noi e dobbiamo prendere coscienza che siamo responsabili del loro destino e di quello delle generazioni a venire. 

 Giosuè 1:16 Essi allora risposero a Giosuè, dicendo: «Noi Faremo tutto quello che ci comandi e andremo dovunque ci manderai. 17 Come abbiamo ubbidito in ogni cosa a Mosè, così ubbidiremo a te. Soltanto sia con te l'Eterno, il tuo DIO, come è stato con Mosè!

La generazione di Giosué era ubbidiente perché era stata educata ad esserlo, mentre quella che venne dopo di lui si allontanò da Dio perché non aveva ricevuto gli stessi insegnamenti e, perdendo il rapporto con Lui, perdette anche lo spirito di conquista, le Sue benedizioni, la Sua Provvidenza, la Sua guarigione!  

 

Cosa possiamo imparare dalla storia d’Israele, per evitare che la prossima generazione, anziché conquistare l’Italia per Gesù, si allontani da Lui? Cosa possiamo fare per i nostri bambini e i nostri ragazzi? Certamente molto dipende da quanto investiamo su di loro, da quanto in loro crediamo e in loro trasferiamo.

Insegniamo alla prossima generazione la guerra spirituale, la battaglia contro i demoni, la difesa dei  territori santi dagli attacchi del maligno che vuole occuparli per distruggerli.

Proteggiamo i nostri figli dalle insidie del mondo che è gestito da satana e impediamo a quest’ultimo di toccarli; non siamo tolleranti nei confronti delle lusinghe del mondo che li circuisce.

Impediamo al maligno di rubare loro un destino di consacrazione, combattiamolo con energia e determinazione.

Non permettiamo ai nostri figli di comportarsi secondo i modelli del mondo, perché ciò aprirebbe le porte al maligno.

Liberiamo i giovani dall’apatia e dall’indifferenza, aiutiamoli ad essere sensibili e appassionati per Dio, stimoliamoli ad avere un peso per i perduti, perché il futuro viene cambiato da chi è motivato, determinato ed ha una visione.    

Inculchiamo in loro convinzioni profonde, diamo chiarezza su ciò che è vero e su ciò che è falso, su ciò che alla luce della Parola di Dio è santo e su ciò che non lo è. Oggi va di moda la frase: “Che male c’è?”,  che tende a fare accettare come normale ogni cosa, anche la più sconveniente e grave agli occhi di Dio! 

Portiamoli a fare esperienze personali col Signore, educhiamoli alla preghiera e alla comunione con Dio.

Offriamo ai giovani modelli di santità, affinché desiderino imitarli e non vengano attratti dai modelli del mondo.   

Nella storia futura della nostra nazione, noi vogliamo sin da ora scrivere che la generazione che ci seguirà sarà migliore della nostra e che sconvolgerà l’Italia in un grande risveglio!  

Web Master

Antonio Settecase