Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 2 marzo 2008

 

Oratore: Pastore Rosario Mascari

 

MINISTRARE  ALLA  FAMIGLIA

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Oggi la predicazione verte sul terzo aspetto del ministrare, quello diretto alla famiglia, non meno importante dei primi due trattati nelle corse domeniche, diretti al Signore e a se stessi.

 

C’è proprio tanto da dire sulla famiglia, perché innumerevoli sono le problematiche che la riguardano essendo innumerevoli gli attacchi del maligno tesi a distruggerla. Abilmente Satana costruisce nelle case muri di separazione, di risentimento, d’indifferenza, di mancanza di comunione e di comunicazione, ma il credente può porre riparo a tanto sfacelo, abbattendo i muri che dividono e costruendo un recinto di protezione intorno alla propria famiglia.

Il pastore Rosario Mascari esorta quei presenti che vivono in situazioni familiari obiettivamente disperate secondo il naturale, a non scoraggiarsi e a non perdere la speranza, a pregare, ad acquistare sempre nuove forze nel Signore, a stare sempre con la Parola di Dio e a confessarla, a benedire i membri della propria famiglia che si sono sviati o si comportano male, ad aver fede e a camminare per lo Spirito, a confidare nell’intervento e nell’onnipotenza di Dio.

 

Tutta la storia biblica attesta il grande valore che Dio attribuisce alla famiglia e come Egli ami mettere in atto i Suoi piani attraverso di essa.

Tutto il genere umano discende da Adamo ed Eva, che sulla terra costituirono il primo nucleo familiare all’interno del quale avevano pari dignità pur nella diversità dei ruoli. I due furono creati ad immagine di Dio e seppure il peccato dovette in qualche modo guastare la perfezione iniziale, da qui a dire che l’uomo discende dalla scimmia ne passa, infatti Dio afferma che siamo stati creati a Sua immagine, e come il pastore scherzosamente afferma, Dio non è di certo un gorilla!

 

Adamo aveva ricevuto dall’Eterno autorità e dominio su tutto ciò che era sulla terra, ma quando cadde nell’inganno di colui che in cielo si era ribellato all’ordine divino e che portò disordine anche sul pianeta terra, dovette cedergli tutta la sua autorità. Allorché per istigazione del maligno Eva entrò nel dubbio, non trovò un Adamo pronto ad esercitare l’autorità delegatagli da Dio, ma un uomo confuso che non seppe prendere la giusta decisione, che tacque e la assecondò. Il suo silenzio produsse un danno di proporzioni enormi.

 

Anche oggi esiste una grande confusione di ruoli nelle famiglie. A causa dell’eccessivo permissivismo i mariti o i padri tacciono quando devono parlare o cadono nell’errore opposto. L’amore permissivo oltre ogni misura può produrre distruzione, così come l’ordine esasperato e l’uso sproporzionato di autorità portano all’autoritarismo e ad un fare dispotico. Il risultato è che nella nostra nazione che si definisce cristiana, il 60% dei matrimoni finisce in un divorzio.

Perché tutto questo?

Perché nella famiglia devono esserci due capisaldi: amore e ordine in equilibrio. Oggi, però, si è smarrito il senso della misura, si insegna abbondantemente la libertà ma non vengono insegnati i valori; ai giovani non viene inculcato ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, in nome dell’istruzione e di una presunta libertà, ogni cosa viene considerata lecita.

 Molti uomini si comportano come Adamo: non parlano, non si assumono le loro responsabilità, non intervengono quando devono e anziché prendere una posizione tacciono, non assolvono al loro ruolo, in casa creano disordine.

 In molte famiglie le cose vanno a rotoli proprio perché gli uomini non intervengono, di fatto rinunciano all’autorità loro delegata da Dio, caricano la moglie di pesi eccessivi e fanno come Adamo, che dopo aver peccato si nascose al richiamo di Dio e poi diede la colpa dell’accaduto ad Eva, la quale infine accusò Dio stesso.

 

 Il ruolo delle mogli è di fondamentale importanza: grazie alla loro forte capacità di esercitare influenza, che non deve mai diventare manipolazione, possono influenzare il marito nelle cose buone, belle e sante, possono adoperarsi affinché in famiglia trionfino l’amore e l’ordine, affinché siano rispettate le priorità secondo l’ordine divino: Dio, il coniuge, i figli, il lavoro, il servizio in chiesa.

I coniugi devono sapere che il loro rapporto non è temporaneo come quello con i figli, che ad un certo momento prendono la loro strada, ma è permanente e non può essere interrotto, perché per Dio il divorzio è una cosa tremenda.

In Genesi è scritto: “…e saranno una sola carne”, ciò significa che divorziare equivale a staccare dal proprio corpo una parte, col risultato di una grande sofferenza e di notevoli conseguenze. 

 

Come detto, nella famiglia deve esserci amore, ma occorre tenere presente che c’è  differenza tra innamoramento e amore. L’innamoramento è qualcosa di irrazionale, è una passione inspiegabile che prende il proprio essere, rende ciechi e non dipende dalla nostra volontà, mentre l’amore  coinvolge la nostra volontà.

 Se Dio ci ha comandato di amare i nostri nemici, cosa innaturale, vuol dire che amarli dipende da una nostra decisione, da una nostra scelta; lo stesso è per il coniuge, amarlo non dipende da un’infatuazione che può essere passeggera, ma da una scelta del cuore che solo chi è nato di nuovo può prendere, perché amare per decisione volontaria è soprannaturale.

 

Sappiamo quanto sia difficile assolvere il ruolo di genitori, che Dio ha stabilito come amministratori dei loro figli.

Salmi 127:4 Come frecce nella mano di un prode, così sono i figli della propria giovinezza.

I figli rimangono nella casa paterna solo per un tempo, poi vanno via. La Scrittura li definisce come frecce che devono essere lanciate lontano. I genitori sono quindi gli archi che devono lanciarli dopo averli adeguatamente preparati e resi idonei ad intraprendere da soli il cammino della vita.

Dal Vangelo di Matteo si coglie qual è il grado d’importanza che Gesù dà ai fanciulli.

Matteo 18:2 E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro 3 e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli… 10 Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli, perché io vi dico che gli angeli loro vedono continuamente nei cieli la faccia del Padre mio, che è nei cieli.

I genitori hanno il dovere di proteggere i loro figli vegliando sulle loro abitudini, sulle scelte, sugli interessi, sulle amicizie e di intervenire là dove è necessario.

Viviamo in un tempo di benessere e di eccessi in cui  non si apprezza più nulla perché si ha troppo di tutto: troppo consumismo, troppa TV con i suoi messaggi negativi, diseducativi e spesso scandalosi, troppe abitudini sbagliate, e poiché alla fine si raccoglie quello che si semina, le famiglie sono guaste, piene di problemi, apparentemente senza speranza.

Non scoraggiamoci, però, perché in Cristo c’è sempre speranza! Egli può fare nuove tutte le cose, da parte nostra non dobbiamo esimerci dal compiere la nostra parte fatta di preghiera e di fiducia nell’intervento divino. 

 

Non sono solo i genitori ad avere dei doveri, ne hanno anche i figli.

Efesini 6:1 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 «Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3 «affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra».

Quello di onorare i genitori e di non mancare loro di rispetto è un comando del Signore, accompagnato dalla promessa di una vita lunga e felice. 

 

La Scrittura rivolge ai padri un forte richiamo:

Colossesi 3:21 Padri, non provocate ad ira i vostri figli, affinché non si scoraggino.

Come può un padre provocare ad ira i propri figli? Ad esempio pretendendo da loro comportamenti diversi dai propri, esigendo che non si adeguino al modello negativo che egli offre loro.

 

L’apostolo Paolo disse a Timoteo quali devono essere i requisiti di un vescovo:

   1Timoteo 3:4 …che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).

In definitiva il Grande Mandato affidatoci dal Signore inizia nella nostra famiglia e i leaders della chiesa devono essere i primi a dare l’esempio.

 

Spendiamo del tempo con i nostri figli, dedichiamoci a loro con amore sin da quando sono piccoli; conquistiamo la loro fiducia e diventiamo per loro fermi punti di riferimento a cui possano rivolgersi e con cui confidarsi.

In casa nostra non usiamo mai toni altezzosi che feriscono, ma usiamo autocontrollo, instauriamo il dialogo, creiamo un’atmosfera di serenità e di gioia, un’atmosfera di pace, al di là di eventuali circostanze negative.

Proverbi 17:22 Un cuore allegro è una buona medicina, ma uno spirito abbattuto inaridisce le ossa.

 

Le afflizioni, le prove, i momenti difficili non devono dominare sulla nostra posizione di fede, poiché nel Signore possiamo prendere sempre forze nuove per affrontare le circostanze avverse e vincere.

Facciamo sempre con determinazione quanto è nelle nostre possibilità e Dio interverrà, facendo l’impossibile. Preghiamo insieme al nostro coniuge, perché nella preghiera d’accordo dei genitori c’è una grande potenza.

Matteo 18:19 Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.

 

Preghiamo per ogni membro della nostra casa e con gli occhi della fede, nel nome di Gesù, decretiamo la soluzione ai nostri problemi, il cambiamento nella vita dei nostri familiari, la trasformazione del loro carattere, la vittoria sui vizi, una vita di santità e di consacrazione! Non lasciamoci condizionare dalle circostanze, guardiamo al di là delle situazioni visibili e decretiamo per la nostra casa una nuova realtà fatta di amore, dialogo, pace e ordine. Diciamo sempre la verità, ma con amore, perché la verità detta senza amore può divenire un’arma che ferisce.

Con la preghiera innalziamo un recinto di protezione attorno alla nostra famiglia e  facciamo in modo che non vi siano brecce, affinché nessun demone possa infiltrarsi.  

Non stanchiamoci di spendere tempo in preghiera per proteggere la nostra famiglia, prezioso tesoro datoci da Dio su questa terra.

Questo è ministrare alla famiglia!

 

 

Web Master

Antonio Settecase