Servizio di adorazione ore 10.45 – Palermo, domenica 30 settembre 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
EFFETTO DELLA CONVERSIONE SULLA FAMIGLIA
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Sulla base del rhema ricevuto da Dio per l’anno in corso: “Fare di ogni credente un discepolo e di ogni discepolo un ministro”, l’odierna predicazione si propone di mostrare, con esempi biblici, quanto Dio desideri che la conversione di ogni persona sia accompagnata da quella di tutta la sua famiglia e come è necessario che i discepoli predichino la Parola innanzitutto in casa propria, affinché il piano di Dio, di salvare tutte le persone di una stessa famiglia, abbia adempimento.
Salmi 128:3 Tua moglie sarà come una vite fruttifera nell'intimità della tua casa, i tuoi figli come piante d'olivo intorno alla tua mensa! 4 Ecco, così sarà benedetto l'uomo che teme l'Eterno. Questo versetto afferma che quando alla conversione del capofamiglia segue quella degli altri familiari, le benedizioni di Dio scendono copiose su tutta la casa; afferma inoltre che chi teme l’Eterno vedrà le Sue benedizioni su tutti i propri cari: moglie e figli. È compito del padre, che Dio ha costituito capo della sua casa e di cui è quindi il leader, occuparsi in prima persona della formazione spirituale di tutta la famiglia (il suo ruolo viene assunto dalla madre nel caso egli manchi). Se il capofamiglia vive nella benedizione di Dio, questa si riverserà anche su tutti gli altri componenti, ma chi non è benedetto in casa propria, non potrà essere di benedizione agli altri; chi fallisce a casa sua non potrà realizzarsi fuori. La forza di un individuo sta nella propria famiglia e se non si è di benedizione per i propri familiari, non lo si può essere per gli altri. Dio ama la famiglia e vuole benedirla, ma poiché Satana da parte sua ne ha progettato la distruzione, la Chiesa ha il compito di proteggerla, di fare rispettare la volontà di Dio e d’impedire che gli attacchi del maligno nei suoi confronti abbiano successo. Nel nostro tempo, persino le istituzioni, in nome di una presunta libertà, tendono a mettersi dalla parte dell’avversario approvando leggi che contrastano decisamente con quelle stabilite da Dio per la famiglia.
Per prendersi cura della propria casa bisogna essere discepoli del Signore e poiché quando si diventa discepoli si avverte un nuovo desiderio di servire gli altri, il numero crescente di persone che nella nostra chiesa sono animate da tale desiderio è il segno dell’accresciuto numero di discepoli, ma lo spirito di servizio deve manifestarsi innanzitutto all’interno della propria casa, soltanto dopo in chiesa. Vediamo al riguardo cosa disse Gesù all’uomo che aveva appena liberato dai demoni e che voleva seguirLo. Marco 5:18 Mentre egli saliva sulla barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di poter rimanere con lui 19 ma Gesù non glielo permise; gli disse invece: «Va' a casa tua dai tuoi e racconta loro quali grandi cose il Signore ti ha fatto e come ha avuto pietà di te». Gesù gli comandò di andare a casa sua per mostrare ai suoi familiari il suo cambiamento e per testimoniare come era stato liberato, guarito e ristorato. Il Suo scopo era quello di coinvolgere nella conversione tutta la famiglia, al fine di poterla benedire.
La forza di una chiesa dipende dalla forza spirituale delle famiglie che la compongono, ma come possiamo sapere quanto è forte la nostra famiglia e se essa vive secondo la volontà di Dio? Dal numero di discepoli che contiene. Isaia 54:13 Tutti i tuoi figli saranno discepoli del SIGNORE e grande sarà la pace dei tuoi figli. I genitori devono adoperarsi affinché i loro figli divengano discepoli del Signore, che Lo seguano, vivano per Lui e non si fermino allo stadio di semplici credenti, poiché essere credenti vuol dire aver semplicemente creduto nel valore del sacrificio di Cristo sulla croce, mentre essere discepoli vuol dire avere offerto al Signore la propria vita in sacrificio.
Nel libro degli Atti degli Apostoli troviamo alcuni esempi di famiglie che si sono convertite sulla scia del capofamiglia, come nel caso del carceriere di Filippi. Atti 16:23 E, dopo averli battuti con molti colpi, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di tenerli al sicuro. 24 Questi, ricevuto un tale ordine, li gettò nella parte più interna della prigione e fissò i loro piedi ai ceppi. 25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano. 26 Improvvisamente si fece un gran terremoto tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui». 29 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». 31 Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». 32 Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. 34 Condottili quindi in casa sua, apparecchiò loro la tavola e si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio. Questi versetti riferiscono la straordinaria esperienza vissuta da Paolo e Sila quando, finiti in carcere dopo essere stati battuti perché avevano predicato l’Evangelo e avendo i piedi fissati ai ceppi, presero a cantare e a lodare il Signore! Dio mandò un terremoto che scosse la prigione, aprì le porte, sciolse le catene e in pratica li rese liberi. Si determinò una situazione tale che il carceriere, terrorizzato al pensiero della fine che avrebbe fatto se i prigionieri fossero fuggiti, aveva preso la spada per uccidersi, ma Paolo e Sila non si erano mossi ed egli fu così toccato nel cuore che si gettò ai loro piedi chiedendo cosa doveva fare per essere salvato. Alla risposta: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua», li condusse subito a casa sua, dove Paolo e Sila predicarono la Parola: tutti credettero e furono battezzati. Il comportamento del carceriere cambiò radicalmente: da spietato e duro qual era nell’adempimento della sua mansione, divenne premuroso; manifestò spirito di servizio, infatti lavò le piaghe che si erano formate ai loro piedi, apparecchiò la tavola, si fece battezzare rivelandosi ubbidiente. Nel vedere tale cambiamento, la sua famiglia si convertì e tutti presero ad onorare i servi di Dio, a servirli, a parlare con loro del Signore… instaurando di fatto una cellula familiare.
Per Dio la famiglia è una priorità e la nostra vita sarà ordinata se rispetteremo le priorità da Lui stabilite, che sono:
Soltanto rispettando l’ordine divino si può avere una vita ordinata; stravolgerlo finisce col suscitare malumore e arrecare danno agli altri componenti la famiglia. Se, ad esempio, si privilegia il lavoro a scapito della famiglia o il servizio in chiesa a scapito del lavoro e della propria casa, si producono tensioni in ambito familiare.
Altro esempio di conversione è quello di Cornelio e della sua famiglia. Atti 10:1 Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; 2 egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. 31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli si trova in casa di Simone conciatore di pelli, presso il mare; e, venuto che sarà, egli ti parlerà". 33 Così mandai subito a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; ora noi siamo tutti qui alla presenza di Dio per udire tutte le cose che Dio ti ha comandato». 44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: 47 «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?». 48 Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni. Dio in persona organizzò l’incontro di Pietro con Cornelio, a casa del quale, per l’occasione, si erano riuniti tutti i suoi parenti ed amici. L’apostolo non aveva ancora finito di predicare la Parola, che lo Spirito Santo discese sui presenti e tutti cominciarono a parlare in altre lingue. Pietro capì che, se lo Spirito Santo era disceso su quei Romani, la salvezza non era solo per i Giudei, ma anche per i gentili, e li fece battezzare. Con Cornelio fu salvata tutta la sua famiglia, i suoi parenti e gli amici. Dopo aver ricevuto il Signore, pregarono Pietro di fermarsi con loro, perché volevano capire di più ed essere consolidati nella fede. Questo ci dice che nella chiesa primitiva la necessità del consolidamento fu molto sentita. La casa di Cornelio fu, di fatto, la prima chiesa cristiana, visto che al suo interno c’era una grande cellula.
Nel Libro degli Atti si parla anche di Lidia, un’ebrea che amava Dio. Fu la prima della sua famiglia ad aprirsi a Cristo, ma portò subito alla conversione tutti gli altri. Atti 16:14 E una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatira, che adorava Dio, stava ad ascoltare. E il Signore aprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo. 15 Dopo essere stata battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, entrate e rimanete in casa mia». E ci costrinse ad accettare. Non è detto che in una casa il marito si converta per primo, come nel caso di Lidia la prima può essere la moglie, l’essenziale è che subito dopo tutti gli altri giungano alla salvezza. Anche Lidia avvertì il bisogno di saperne di più e costrinse Paolo a fermarsi a casa sua per essere istruita e fortificata nella fede.
Si parla, inoltre, di Filippo e della sua famiglia. A Cesarea, dove c’era il più grande porto del Mediterraneo ed era quindi luogo di transito, Paolo si recò in casa di Filippo, diacono ed evangelista, che aveva tanto influito nella formazione spirituale della sua famiglia, che le sue quattro figlie, consacrate e ripiene di Spirito Santo, profetizzavano. Atti 21:8 Ripartiti il giorno seguente, noi che eravamo compagni di Paolo, arrivammo a Cesarea e, entrati in casa di Filippo l'evangelista che era uno dei sette, restammo presso di lui. 9 Or egli aveva quattro figlie vergini, che profetizzavano.
In definitiva, ogni capofamiglia deve essere sacerdote e pastore in casa propria. 1Pietro 5:2 pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà, 3 e non come signoreggiando su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del gregge. Poiché i propri familiari sono gregge di Dio, i genitori hanno il dovere di prendersi cura della formazione spirituale dei figli, devono sorvegliarli, essere presenti nella loro vita, controllare i loro passatempi ed interessi; non devono agire mai con spirito di dominio e opprimendoli, ma con l’esempio; non obbligandoli, ma inducendoli a fare le stesse cose che fanno loro. Se i figli non vedono i genitori leggere la Bibbia, non la leggeranno mai; se non li vedono pregare, a loro volta non pregheranno. I figli hanno bisogno di modelli da imitare e vanno educati con l’esempio; i genitori non possono obbligarli a fare il contrario di ciò che fanno loro, poiché per spirito d’imitazione finiranno col fare ciò che vedono loro fare.
Chi è vero discepolo del Signore deve influenzare la propria famiglia e portarla a Lui con la buona testimonianza, mostrando il proprio cambiamento, offrendo un esempio di consacrazione e predicando la Parola, affinché in casa tutti pervengano a un’esperienza personale col Signore, imparino ad amarLo, scelgano di vivere per Lui e di consacrarGli la propria vita, divengano a loro volta Suoi discepoli. |
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