Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 24 giugno 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
I BATTESIMI
Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio, il tuo Spirito benevolo mi guidi in terra piana. Salmi 143:10
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Dopo aver dato la parola ai battezzandi, che hanno testimoniato le esperienze vissute col Signore, principalmente quella della salvezza, hanno espresso un’incontenibile gioia e gratitudine per la nuova dimensione spirituale in cui si trovano, dichiarato a Dio il loro grande amore e la convinta decisione di servirLo e di essere Suoi discepoli, il pastore, come sempre in occasione dei battesimi, tratta alcuni aspetti di questo tema e li introduce chiarendo che la parola battesimo, dal greco baptizo, significa immergere totalmente fino a sommergere.
Il Battesimo in acqua contiene una simbologia: raffigura l’identificazione del credente con Cristo nella Sua morte, nel seppellimento (per questo motivo deve essere praticato necessariamente per immersione totale), nella risurrezione, nel camminare in una vita nuova e santa, nel sedersi con Lui nei luoghi celesti.
La dottrina dei battesimi fa parte del fondamento della dottrina cristiana citata in Ebrei 6:1-2. Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Su queste sei parti di cui è costituita la dottrina fondamentale di Cristo, necessarie alla salvezza, non è possibile scendere a compromessi, perché uscire fuori da tale fondamento e seguire una dottrina parziale o modificata, significa non essere veri cristiani. Possiamo leggerlo in 1Corinzi 3:10-11 Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. Come unico fondamento, il cristiano deve riconoscere Cristo e la Sua Parola.
I battesimi di cui si parla nel Nuovo Testamento sono tre: Il Battesimo nel Corpo di Cristo, il Battesimo in acqua, il Battesimo nello Spirito Santo. Quanto scritto nell’epistola agli Efesini (4:5): V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, potrebbe apparire una contraddizione, ma non lo è, perché quella parte della Scrittura si riferisce all’unico battesimo che salva, quello nel Corpo di Cristo, che avviene al momento della conversione e della nuova nascita, quando Dio stesso introduce il nuovo credente nel Suo Corpo, la Chiesa. Che il Battesimo nel Corpo di Cristo sia l’unico a salvare, lo dimostra il fatto che il ladrone sulla croce non fu salvato grazie ad opere buone, che non ebbe il tempo di compiere, né per gli altri due battesimi, ma solo per aver riconosciuto Gesù come Signore e aver creduto che sarebbe risuscitato dai morti, quindi per la sua fede. A lui Gesù promise: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso» Luca 23:43. Il Battesimo in acqua non serve per la salvezza, ma per il discepolato, e si pratica per espresso comando del Signore. Il Battesimo nello Spirito Santo si riceve dopo avere sperimentato la nuova nascita e conferisce potenza per il servizio.
Nella sua prima predicazione, l’apostolo Pietro parla di ciò che è fondamentale nella vita del cristiano: Atti 2:37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?» 38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». Egli dice che per ricevere la vita occorre ravvedersi ed essere battezzati in Cristo. Il ravvedimento è il primo indispensabile passo verso la salvezza, e consiste nel: - prendere coscienza di essere peccatori perduti e senza speranza, che le proprie opere non possono produrre la salvezza, che ci si trova su una via sbagliata e si ha bisogno dell’intervento divino; - prendere la decisione di cambiare direzione e, facendo un’inversione ad U, voltare le spalle al peccato e porsi nella giusta direzione che porta a Dio, mentre prima ci si allontanava da Lui e si andava verso il baratro infernale. Se a questo primo passo segue quello della fede in Cristo e si fa una vera confessione di fede, Gesù entra nel cuore, toglie la natura di peccato e dà la sua stessa natura. Nel credente si verifica una trasformazione spirituale che si chiama “Nuova Nascita”, grazie alla quale egli viene battezzato nel Corpo di Cristo, cioè entra a far parte della Chiesa del Signore.
Solo dopo avere ricevuto tale battesimo e avere ottenuto la salvezza, il credente può battezzarsi in acqua per obbedire al comando di Gesù, dare testimonianza della propria esperienza spirituale e dichiarare di voler diventare Suo discepolo. Il Battesimo nello Spirito Santo può avvenire prima o dopo il battesimo in acqua, ma comunque dopo la nuova nascita.
Il ravvedimento, l’acquisita certezza della salvezza e il Battesimo nello Spirito Santo sono eventi straordinari che si vivono per esperienza personale, non per convinzione mentale, cambiano radicalmente la vita, infatti chi si è ravveduto ed ha ricevuto la natura divina è morto al peccato, alla carne, a satana e al sistema di questo mondo da lui dominato, può vincere la tentazione e il peccato, vivere una vita santa e condividere la stessa autorità di Cristo. Efesini 2:6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù,
Prima di andare al Padre, Gesù lasciò ai Suoi discepoli, quindi alla Chiesa, il Grande Mandato: Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen». L’unico imperativo contenuto nelle Sue parole è “Fate discepoli”, poiché nel testo originale gli altri sono gerundi: andando…battezzando…insegnando…, quindi “Fate discepoli” è il comando per eccellenza datoci dal nostro Signore.
In cosa si differenziano i discepoli dai semplici credenti? Come già detto in precedenti predicazioni, i credenti sono coloro i quali hanno creduto nel sacrificio di Cristo e per fede ne hanno tratto i relativi benefici, primo fra tutti la salvezza, mentre i discepoli vanno oltre nel loro rapporto col Signore, con la conseguenza che alcune promesse di Dio sono riservate esclusivamente ad essi.
Le caratteristiche del discepolo sono le seguenti: Dimora nella Parola di Dio e nei Suoi insegnamenti. Giovanni 8:30 Mentre egli diceva queste cose, molti credettero in lui. 31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Parlando a persone che avevano creduto, Gesù dice che per essere Suoi discepoli bisogna dimorare nella Parola, vivere abitualmente con essa e farne esperienza; allora la Verità rende liberi.
Ama dell’amore incondizionato di Dio e si sacrifica per amore degli altri. Giovanni 13:35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».
Porta frutto. Giovanni 15:8 In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli, Più che riferito ai frutti dello Spirito, la parola “frutto” deve intendersi riferito alle anime salvate. La parola “sarete”, che sta per “diventerete”, dice che si diventa discepoli portando anime al Signore.
Pone Dio al primo posto nella propria vita. Il discepolo offre al Signore la propria vita come sacrificio vivente, entra in intimità con Lui, pur di onorarLo e di testimoniare la Verità è pronto a soffrire e a pagare un alto prezzo: subisce critiche, disprezzo, insulti e persecuzioni. Il discepolo ama Dio più di quanto ami le persone più care, vive per servirLo e non potrebbe vivere senza di Lui, non scende a compromessi, Lo onora sempre, perché è Lui l’amore supremo e per amor Suo è pronto a portare tale croce. Luca 14:25 Or grandi folle andavano a lui, ed egli si rivolse loro e disse: 26 «Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. 27 E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo. La croce di cui si parla al verso 27, pesante e gravosa, non deve mai intendersi riferita alle malattie, che vengono dal maligno e che bisogna rifiutare perché impediscono di servire Dio come si conviene, ma alle difficoltà che s’incontrano nel vivere pienamente il cristianesimo.
La Chiesa ha bisogno di discepoli, anche la città e la nazione ne hanno tanto bisogno! Per portare le persone a Cristo non bastano semplici credenti, occorrono discepoli, persone consacrate a Lui, che dimorano nella Sua Parola e mettono in pratica i Suoi insegnamenti, si sacrificano per amor Suo e portano frutto, mettono Dio al primo posto nella loro vita, non si vergognano dell’Evangelo della salvezza e lo predicano con amore, coraggio e determinazione. |
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