Servizio di adorazione ore 10.00 – Palermo, domenica 22 luglio 2007

 

Oratore: fr.llo Giuseppe Machì

 

IL  FRUTTO  DELLO  SPIRITO  È …AMORE

          

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Dopo un breve riepilogo del tema trattato la scorsa domenica, il fratello Giuseppe Machì si sofferma sull’aspetto dell’equilibrio che, come la colomba può mantenere durante il volo solo in  funzione del completo numero di tutte le piume delle sue ali, così il credente può avere solo a condizione che nella propria vita spirituale realizzi in modo equilibrato i doni e il frutto dello Spirito.

Tutti i figli di Dio hanno ricevuto, per iniziativa dello Spirito Santo, almeno uno dei Suoi doni, ma per realizzare il frutto dello Spirito e promuovere un cambiamento di vita, visto che il carattere del cristiano si va formando man mano che acquista il frutto dello Spirito, occorre mettere in atto volontà, iniziativa e partecipazione personali.

 

Galati 5:22 Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia,  pace, pazienza, gentilezza, bontà,  fede, mansuetudine, autocontrollo.

Lo spirito umano, rigenerato all’atto della nuova nascita, vivendo in Cristo e camminando con Lui, va maturando le caratteristiche proprie del frutto dello Spirito, citate in questo versetto dall’apostolo Paolo, prima tra le quali è l’amore, oggetto dell’odierna predicazione.

L’amore di cui parla Paolo è l’amore di Dio, in greco agapéo, che è unico, inconfondibile e incondizionato. È un amore diverso da quello umano, che cerca sempre un ricambio, un utile, o è dettato da simpatia o da altre motivazioni. Dio ama perché è Amore e non può fare a meno di amare; il Suo amore non dipende da ciò che riceve in cambio.

L’amore di Dio è incommensurabile, infinito. Egli ama allo stesso modo ciascuno di noi a prescindere dalle nostre virtù e dalle nostre qualità, ci ama senza motivazioni.  

 

È inevitabile chiedersi: come possiamo, noi, amare di un tale amore? Certamente non potremmo riuscirci senza il divino intervento.

Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 per mezzo del quale  abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia, nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. 3 E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce perseveranza, 4  la perseveranza esperienza, e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non confonde, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato…  

Dio ha provveduto e, spargendo nei nostri cuori il Suo amore totale e incondizionato, ha compensato la nostra incapacità e insufficienza e ci ha messi in grado di amare come Lui ama. Da noi si aspetta, però, che quest’amore venga fuori e che, man mano che maturiamo spiritualmente, riusciamo ad esprimerlo.

 

Dio ha fatto la Sua parte, ma anche noi dobbiamo fare la nostra. Come?

Timoteo 1:5 Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un  cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta.

Mantenendo un cuore e coscienza puri al cospetto di Dio, cosa  realizzabile solo se si spende del tempo alla Sua presenza, si vive in integrità, si ubbidisce alla Sua volontà, non ci si lascia contaminare dal mondo e mettendo in azione la nostra fede sotto la spinta dell’amore di Dio. 

 

Dio vuole che quest’amore coinvolga tutta la Chiesa e che ciascuno di noi conosca il Suo amore in tutta la sua pienezza.

Efesini 3:14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, 16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito, nell'uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché,  radicati, e fondati nell’amore, possiate comprendere, con tutti i santi, quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo, che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio.

Se l’apostolo Paolo innalzò a Dio questa preghiera in favore della grande e forte chiesa di Efeso, quanto più noi abbiamo bisogno di essere radicati nell’amore di Dio e di conoscerlo pienamente, qualunque sia il nostro ruolo all’interno della chiesa. Anche chi svolge i servizi apparentemente più umili ha valore agli occhi di Dio, se è motivato dall’amore, pertanto nessuno deve considerarsi più importante degli altri.

 

Per crescere nell’amore dobbiamo esaminarci, indagare in noi stessi e confrontarci con quanto dice la Parola di Dio, secondo la quale tutto ciò che facciamo non ha alcun valore se dipende dalle nostre intenzioni e non è dettato dal Suo amore che è stato sparso nei nostri cuori.

 1Corinzi 13:1 Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. 2 E anche se avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. 3 E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri  e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova.

 

Quali sono le caratteristiche dell’amore di Dio, oltre a quelle già dette?

1Corinzi 13:4 L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta  il male; 6 non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7 tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

 

Sulla base di queste affermazioni della Scrittura dobbiamo esaminarci e chiederci: “Io, come sono? Come vivo? Sono paziente? Con quali motivazioni agisco?  

La Parola di Dio dice che l’amore è paziente, e la pazienza è la virtù di chi sa tollerare a lungo e serenamente tutto ciò che in maggiore o minor misura risulta sgradevole, irritante o doloroso. L’amore rende gradevoli anche le cose più sgradevoli, vede solo ciò che è positivo, non si lascia travolgere dalle difficoltà, rende tutto semplice, infonde entusiasmo e zelo. La pazienza è frutto dell’amore di Dio, che continua ad amarci in modo straordinario nonostante le nostre debolezze e infedeltà, che non ha mai parole di condanna! Chi non ama, invece, vede tutto difficile, pesante, noioso, sgradevole!

Quanti di noi devono sviluppare la pazienza sia all’interno che all’esterno della chiesa! Con la pazienza si attirano le persone, poiché chi è paziente trasmette amore, calma, benignità, mentre chi è impaziente punge, allontana, crea distanza e malanimo.

Molti cristiani non fanno il bene pur essendo nella possibilità di farlo o lo fanno solo quando sanno di trarne qualche vantaggio; ma i figli di Dio devono fare il bene senza calcoli, a prescindere dal personale tornaconto.

Chi ama non si irrita, non sospetta il male, non si rallegra dell’ingiustizia o dell’altrui male, tollera ogni cosa. Quanto dobbiamo crescere per raggiungere tale livello d’amore, per amare con i fatti e non solo a parole!

 

L’apostolo Pietro, famoso per i suoi difetti ed errori commessi, maturò molto se poté scrivere:

1Pietro 1:22 Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito, per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione, amatevi intensamente gli uni agli altri di puro cuore.  

Egli dice che la purificazione avviene ubbidendo alla Verità e mostrando l’amore in modo pratico, cioè intervenendo dove c’è bisogno e non essendo indifferente alle altrui necessità. Se Pietro, pentito degli errori del passato, raggiunse tale livello, c’è speranza anche per noi! Possiamo cambiare, imparare a fare la volontà di Dio e amare del Suo amore, perché se non lo faremo corriamo il rischio di sentirci dire: “Non ti conosco”, anche se nel Suo nome avremo profetizzato e compiuto opere potenti. Esaminiamoci quindi in piena onestà, senza ipocrisia e senza finzione.

 

Come attivare l’amore di Dio?

1Pietro 4:7 Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, 8 avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri  perché “l’amore coprirà una moltitudine di peccati”.

Innanzitutto non guardando gli errori degli altri e soprattutto quelli di chi è nuovo nella fede. Chi è nato di nuovo ha ottenuto il perdono di Dio e nessuno ha il diritto di ricordare, recriminare, evidenziare e tanto meno pubblicizzare i suoi peccati.

L’amore rispetta gli altri anche quando sbagliano e il nostro ruolo può essere, semmai, quello di guidare al pentimento chi ha peccato. Questo tipo di amore, dice la Scrittura, copre una moltitudine di peccati.

 

Un altro modo per manifestare praticamente l’amore lo troviamo nel Vangelo di Matteo.

Matteo 5:44 Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano … 46 Perché, se amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? 

L’amore di Dio si esprime amando i propri nemici, quelli che ci fanno antipatia, chi è diverso da noi o ha interessi diversi dai nostri. Il credente spiritualmente maturo sa stare con chi è antipatico, noioso, pesante, diverso, lontano, incredulo, ecc., e con l’amore porta le persone a Cristo! Ricordiamoci che Gesù attirò a sé i ladri, le meretrici e i peccatori di ogni risma suscitando le critiche dei religiosi, che invece facevano distinzione tra le persone.

Quando, per i più svariati motivi, incontriamo difficoltà a stare con una persona, chiediamo a Dio la grazia di saperle manifestare il Suo amore.

 

 Nell’epistola ai Romani, l’apostolo Paolo scrive quasi come se ci conoscesse, perché nonostante il passare del tempo la natura umana non è mutata. 

 Romani 13:8 Non abbiate alcun debito con nessuno,  se non di amarvi gli uni gli altri, perché  chi ama il suo simile  ha adempiuto la legge. 9 Infatti questi comandamenti: <<Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare>>,  e se vi è qualche altro comandamento, si riassumono tutti in questo: << Ama il tuo prossimo come te stesso>>. 10 L’amore non fa alcun male al prossimo; l'adempimento dunque della legge è l’amore.

 

L’apostolo Giovanni ci esorta a svegliarci e a mostrare agli altri un amore compassionevole in modo attivo e pratico, non a parole, ma con i fatti.

  1Giovanni 3:17 Ora, se uno ha dei beni in questo  mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno  e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l'amore di Dio? 18 Figlioletti miei, non amiamo a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.

 

Ancora l’apostolo Giovanni, che ha scritto molto sull’amore, ci esorta a dimorare nell’amore di Dio e ad entrare in quest’attitudine d’amore, tendendo alla perfezione…  

1Giovanni 4:12 Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio dimora in noi e il suo amore  è perfetto in noi... 16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell’amore dimora in Dio, e Dio in lui. 17 In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali saremo anche noi in questo mondo.

 …la Parola di Dio afferma che lo possiamo! 

 

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Antonio Settecase