Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 21 ottobre 2007

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

RICERCANDO IL CONSENSO E LA BENEDIZIONE DEI GENITORI

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

 

Prosegue la serie di predicazioni dedicate al tema della famiglia, così caro al cuore di Dio, che ad Abrahamo, il primo uomo a cui Egli si rivelò, promise “In te saranno benedette tutte le famiglie della terra”. Attraverso i comportamenti dei personaggi della storia di Isacco e Rebecca, la Scrittura ci fornisce tutti gli insegnamenti e le indicazioni necessarie per appropriarci di quella benedizione e realizzarla nella nostra vita.

 

Premesso che nonostante Abrahamo avesse raggiunto la veneranda età di centoquarant’anni quando pensò di dare una sposa a Isacco, non aveva dimenticato il motivo per cui Dio lo aveva chiamato… 

Genesi 18:19 Io infatti l'ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell'Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l'equità, perché l'Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso».

…e cioè che doveva preoccuparsi della sua discendenza e di trasmetterle la Sua volontà, per consentirGli l’adempimento della Sua promessa. Dio aveva stabilito che la discendenza di Abrahamo avrebbe dato origine alla nazione da cui sarebbe venuto il Messia.

 

Riprendendo la narrazione della storia di Isacco e Rebecca dal punto in cui ci si è fermati la scorsa domenica, vediamo cosa avvenne dopo che Rebecca diede da bere ad Eliezer e ai suoi cammelli e come ricevette il consenso e la benedizione della sua famiglia  (Genesi 24:28-60).

Andò subito a casa a raccontare alla sua famiglia quanto le era accaduto…

Genesi 24:28 E la fanciulla corse a raccontare queste cose a casa di sua madre.

…di rimando suo fratello Labano raggiunse Eliezer alla fonte. 

Genesi 24:29 Or Rebecca aveva un fratello chiamato Labano. E Labano corse fuori da quell'uomo alla fonte.

Labano gli offrì ospitalità con zelo e cortesia e si prese cura anche dei suoi animali; ciò dipese molto dal fatto che gli oggetti d’oro ricevuti in dono dalla sorella gli fecero pensare che da quella situazione avrebbe potuto guadagnare qualcosa, era infatti un uomo molto legato ai beni materiali.  

Genesi 24:30 Come egli vide l'anello al naso e i braccialetti ai polsi di sua sorella e udì le parole di Rebecca sua sorella che diceva: «Così mi ha parlato quell'uomo», venne da quell'uomo, ed ecco che se ne stava presso ai cammelli, vicino alla fonte. 31 E disse: «Entra, benedetto dall'Eterno! Perché stai fuori? Io ho preparato la casa e un luogo per i cammelli». 32 L'uomo entrò in casa, e Labano scaricò i cammelli diede strame e foraggio ai cammelli e portò acqua per lavare i piedi di lui e i piedi degli uomini che erano con lui.

 

Il fatto che sia stato il fratello e non il padre di Rebecca ad agire in prima persona in quella circostanza, è da inquadrare nell’usanza mesopotamica secondo cui il padre, pur essendo capo della famiglia, delegava il figlio primogenito ad assumere il governo e l’amministrazione della casa.

 

Labano si adoperò per accogliere nel miglior modo Eliezer, ma al momento del pranzo questi dichiarò: «Non mangerò finché non abbia fatto la mia ambasciata», quindi, autorizzato a parlare, iniziò:

 33 «Io sono servo di Abrahamo  35 L'Eterno ha benedetto abbondantemente il mio signore, che è divenuto grande; gli ha dato pecore e buoi, argento e oro, servi e serve, cammelli e asini. 36 Or Sara, moglie del mio signore, ha partorito nella sua vecchiaia un figlio al mio padrone, che ha dato a lui tutto ciò che possiede. 37 E il mio signore mi ha fatto giurare, dicendo: "Non prenderai per mio figlio una moglie tra i figli dei Cananei, nel paese dei quali dimoro; 38 ma andrai alla casa di mio padre e al mio parentado e là prenderai una moglie per mio figlio".

Parlò loro dell’incarico ricevuto dal loro parente Abrahamo, del fatto che egli per suo figlio non voleva una sposa Cananea, ma una appartenente al suo parentado, del giuramento fatto al suo padrone che avrebbe eseguito fedelmente tutti i suoi ordini. Dichiarò di aver pregato personalmente l’Eterno di aiutarlo a portare a termine con successo la missione ricevuta e di fargli riconoscere la persona giusta in base ad un preciso segno: la fanciulla a cui avrebbe chiesto da bere avrebbe risposto: "Bevi pure e ne attingerò anche per i tuoi cammelli". Eliezer affermò che quanto aveva chiesto in preghiera si era realizzato e che quando aveva chiesto a Rebecca di dargli da bere, lei aveva risposto proprio con quelle parole. Concluse dicendo che per tale motivo le aveva dato in dono un anello d’oro per il naso e due braccialetti pure d’oro e che per la buona riuscita della sua missione aveva adorato e benedetto l’Eterno (Ge. 39-46).

 

A quel punto ad Eliezer rimaneva da compiere la parte più difficile: convincere la famiglia di Rebecca che Isacco era il marito giusto per la figlia e che avrebbe dovuto darle il suo consenso a partire con lui per raggiungerlo. Sapeva che la grande distanza che li separava dalla terra in cui viveva Isacco, avrebbe potuto costituire un impedimento. Vediamo di quali argomenti si servì Eliezer, il cui nome significa “Dio è il suo aiuto”, per convincerli a far partire Rebecca con lui.

-          Si presentò come servitore del loro congiunto Abrahamo, che era fratello di Bethuel, padre di Rebecca, offrendo così un’ottima credenziale circa la rispettabilità della famiglia. Anche oggi i genitori, prima di concedere la mano della propria figlia, vogliono vedere chiaro sulla famiglia di provenienza del pretendente, infatti se questa non è di loro gradimento dichiarano la loro contrarietà dando spesso origine a dissapori e contrasti.

-          Disse che lasciando la sua terra d’origine, Abrahamo aveva fatto la cosa giusta, perché aveva agito per obbedire al volere dell’Eterno, che da parte sua lo aveva benedetto in ogni area, anche in quella economica, infatti era molto ricco.

-          Disse che Isacco era figlio unico ed erede di tutti i beni di Abrahamo (v. 36), cosa che avrebbe consentito a Rebecca una vita molto agiata.

-          Affermò che quel viaggio e quel matrimonio procedevano dalla volontà di Dio. 

-          Parlò delle preghiere fatte e di come l’Eterno era coinvolto in quell’iniziativa.

 

Con le sue parole, Eliezer dimostrò di essere un uomo di preghiera, oltre che servo ubbidiente e sottomesso al suo padrone; infine chiese ai familiari di Rebecca di fargli conoscere la loro decisione.

 Genesi 24:49 E ora, se volete usare benevolenza e fedeltà verso il mio signore, ditemelo; se no, ditemelo lo stesso e io mi volgerò a destra o a sinistra». 50 Allora Labano e Bethuel risposero e dissero: «La cosa procede dall'Eterno; noi non possiamo parlarti né in bene né in male. 51 Ecco, Rebecca è qui davanti a te, prendila, va', e divenga ella la moglie del figlio del tuo signore, come l'Eterno ha detto».

 È da notare che i familiari di Rebecca credettero che la cosa procedeva da Dio, infatti, pur essendo pagani e idolatri, erano a conoscenza del Dio di Abramo e del loro Patto; credevano nella Sua esistenza anche se adoravano gli idoli e li tenevano in casa.

Il loro comportamento non è dissimile da quello di chi oggi, pur credendo nell’esistenza di Dio, di fatto è pagano e idolatra, rivolge preghiere ad altri che non sono Dio e in casa tiene gli idoli confidando anche nel loro aiuto.

Il consenso dato dai genitori di Rebecca indusse Eliezer a prostrarsi davanti all’Eterno e a donare abiti a Rebecca e oggetti d’oro a lei ad ai suoi familiari. Dopo di che mangiò con loro a si fermò a dormire.

 

Al mattino seguente, allorché la madre ed il fratello di Rebecca proposero di ritardare la partenza di una decina di giorni, egli rimase fermo nella decisione di partire subito; al che essi chiamarono la ragazza per sentire il suo parere, ma avendo lei detto che voleva partire …

59… lasciarono andare Rebecca loro sorella e la sua balia col servo di Abrahamo e i suoi uomini. 60 E benedissero Rebecca e le dissero: «Sorella nostra, possa tu divenire madre di migliaia di miriadi e possa la tua discendenza possedere la porta dei suoi nemici».

 

 Col suo discorso, Eliezer convinse la famiglia ad accettare la proposta di matrimonio e a benedire Rebecca e la sua discendenza. L’unione di Isacco e Rebecca nacque, quindi, sia con la benedizione di Dio che con quella dei familiari, e Dio vuole che ogni unione matrimoniale nasca col coinvolgimento, l’approvazione e la benedizione della famiglia, infatti nella scelta della persona da sposare sono importanti due fattori: coinvolgere Dio e la famiglia, e da questa ricevere il consenso, l’approvazione e la benedizione. 

 

Il fatto che i familiari di Rebecca avessero esteso la loro benedizione alla discendenza è in accordo con la benedizione pronunciata da Dio per Abramo e per sua moglie Sara:

Genesi 17:16 E io la benedirò e da lei ti darò pure un figlio; sì, io la benedirò ed ella diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei».

Tutti dobbiamo desiderare la benedizione da parte dei nostri genitori, è molto importante riceverla e a tal fine, nel caso con loro ci siano stati dei contrasti, occorre riconciliarsi.

 

Quella benedizione pronunciata per Rebecca e per la Sua discendenza si realizzò, infatti dalla sua unione con Isaccco discese un popolo per Dio, sia sul piano naturale che su quello spirituale. Le parole: “possa tu divenire madre di migliaia di miriadi e possa la tua discendenza possedere la porta dei suoi nemici” contengono la benedizione di moltiplicazione e ci ricordano che i figli di Dio hanno autorità sul nemico, sono  destinati a governare, ad essere capi, a stare alla testa e non alla coda.

Analoga benedizione di moltiplicazione e di autorità sui nemici aveva pronunciato Dio per Abrahamo dopo che questi Gli aveva offerto Isacco.

 Genesi 22:17 io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici.

 

Come già detto, Eliezer rappresenta lo Spirito Santo, infatti svolse un’opera di convincimento.

-          Convinse la famiglia a dare il proprio consenso;

-          la convinse a chiedere alla diretta interessata qual era la sua volontà, cosa inusuale in un tempo in cui la decisione veniva presa dal padre in modo autoritario e unilaterale, ma questo ci dice che l’usanza di assoluta decisione paterna non era nella volontà di Dio;

-          la convinse a benedirla;

-          convinse Rebecca a seguirlo subito, anche se non conosceva lo sposo. Non lo fece a causa di cattivi rapporti con la famiglia, visto che senza indugiare si era precipitata ad informarla di ogni cosa.

 

La cosa sorprendente è che tutti avevano compreso che in quella situazione era coinvolto Dio. Questa è la cosa più importante in ogni matrimonio, perché solo così è possibile ricevere le Sue benedizioni, ma è altresì importante coinvolgere nella scelta i propri genitori e desiderare la loro approvazione e  benedizione.

 Sono tanti i giovani che mettono i familiari al corrente della loro scelta matrimoniale solo in   un secondo tempo, non chiedono loro consiglio, né un parere e neppure le loro preghiere; decidono da soli sulla base di infatuazioni che possono rivelarsi passeggere; non si sottomettono a Dio, non si preoccupano di conoscere la Sua volontà e non cercano la Sua direzione,  precludendosi così la possibilità di ricevere le Sue benedizioni. 

 

 Dio vuole benedire tutte le famiglie, anche le nostre, per questo i genitori cristiani devono pregare per i loro figli sin da quando sono piccoli e istruirli nella volontà di Dio. Anche ai nonni il Signore assegna il compito di ammaestrare i nipoti nelle Sue vie, di insegnare loro la Sua Parola, di benedirli. I nonni costituiscono una ricchezza che oggi non viene apprezzata, sono stati spodestati del loro ruolo che è auspicabile sia rivalutato affinché i bambini possano beneficiarne. Dio stesso assegna loro il compito di prendersi cura dei loro nipoti sul piano spirituale e di istruirli nella Sua Parola. La cura dei bambini è di fondamentale importanza, poiché da essi verranno i ministri di domani e abbiamo il dovere di ammaestrarli, affinché in loro si realizzi il piano di Dio.

 

Eliezer è figura dello Spirito Santo, Colui che convince. Convinse Rebecca a comportarsi in modo da ricevere il consenso e la benedizione della sua famiglia e guidò la famiglia di lei a saper valutare la proposta di matrimonio e a dare il suo consenso e la sua benedizione.

Lo Spirito Santo è sempre lo stesso e, come allora, è pronto a svolgere la Sua opera di guida e di convincimento in ogni persona che si affida a Lui e che da Lui vuole dipendere per fondare una famiglia benedetta da Dio e dai propri familiari.      

 

 

Web Master

Antonio Settecase