Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 18 marzo 2007

Oratore: Pastore Lirio Porrello

IL DONO DI PROFEZIA

1Corinzi 12:1 Ora, fratelli, non voglio che siate nell'ignoranza riguardo ai doni spirituali.

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Oggetto dell’odierna predicazione è il dono di profezia, terzo dei doni d’ispirazione dopo quelli di diversità delle lingue e d’interpretazione delle lingue.

1Corinzi 12:9 a un altro fede, dal medesimo Spirito a un altro doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro potere di compiere potenti operazioni; a un altro profezia; a un altro discernimento degli spiriti;

Nelle precedenti predicazioni è stato più volte affermato che per potere fluire nei doni dello Spirito occorre entrare nella dimensione spirituale, a cui si accede mediante la preghiera in lingue perché, pronunciando parole per noi incomprensibili, ma ispirate dallo Spirito Santo e quindi in accordo con la volontà di Dio, riceviamo da esse un benefico effetto che ci influenza positivamente ed edifica il nostro spirito. Come nel giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scese sui centoventi discepoli presenti nell’Alto Solaio sotto forma di lingue di fuoco e penetrando in essi purificò la loro lingua e li ispirò a pronunciare parole che non dipendevano dal loro pensiero, ancor oggi ispira a parlare in lingue sconosciute coloro che hanno ricevuto il battesimo nello Spirito Santo, prende il controllo della mente, agisce sul centro della parola da cui l’intero nostro essere è condizionato e dà anche franchezza nel parlare, come la diede a Pietro, che pur avendo rinnegato per tre volte Gesù, nel giorno di Pentecoste fu il primo a predicare in modo talmente infuocato da portare alla salvezza circa tremila persone.

È necessario quindi entrare nella dimensione spirituale per potere fluire nei doni dello Spirito, ma non basta, occorre soprattutto avere un’intensa vita di preghiera. Tutti, infatti, possiamo entrare nello spirito parlando in altre lingue e possiamo anche chiedere l’interpretazione di ciò che diciamo, come tutti per l’edificazione personale possiamo profetizzare per noi stessi, ma per scorrere nei doni dello Spirito Santo, che sono dati per l’utilità comune, bisogna innanzitutto avere un’adeguata vita di preghiera, anche se è da dire che l’esercizio per la nostra edificazione è un presupposto essenziale per potere edificare gli altri.

L’apostolo Paolo ci esorta a cercare ardentemente i doni maggiori che, oltre a quello di profezia, consistente in parole ispirate dallo Spirito Santo in una lingua comprensibile per chi ascolta, sono il dono di sapienza e quello di fede. Normalmente i credenti iniziano con i doni minori, ma ciascuno deve aspirare ed impegnarsi al massimo in preghiera per ricevere i maggiori e realizzare l’eccellenza nella propria vita spirituale.

 1Corinzi 12:31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

Scopi del dono di profezia

1Corinzi 14:3 Chi profetizza, invece, parla agli uomini per edificazione, esortazione e consolazione. 4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa. 5 Io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è superiore a chi parla in lingue a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione

1. Edificare, cioè fortificare, incoraggiare gli altri e renderli più sicuri ed efficaci nelle cose di Dio.

2. Esortare, ossia portare le persone più vicine a Dio e alla verità, motivandole, stimolandole ed incoraggiandole.

3. Consolare, cioè confortare, aiutare chi ha sbagliato a rialzarsi e guidarlo a tornare pentito a Dio.

4. Confermare la Chiamata e inviare ministri, infatti la profezia è un mezzo per fare conoscere la chiamata di Dio e i Suoi doni. 1Timoteo 4:14 Non trascurare il dono che è in te che ti è stato dato per profezia, con l'imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. Atti 13:2 Or, mentre celebravano il servizio al Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati».

5. Ministrare ai non credenti. 1Corinzi 14:24 Ma se tutti profetizzano ed entra un non credente, egli è convinto da tutti, è giudicato da tutti.

Esame delle profezie

 Riguardo alla profezia occorre sapere che è possibile essere vittime d’inganni e che si corre il rischio di considerare provenienti dallo Spirito Santo parole o messaggi che non lo sono. Di conseguenza bisogna essere molto cauti prima di asserirne l’autenticità e lasciare ogni profezia all’esame di chi ha il dono ministeriale di profeta, affinché la vagli attentamente alla luce della Scrittura. 1Corinzi 14:29 Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino. Nel giudicare una profezia ci si deve chiedere: - se il messaggio ricevuto è scritturale, - se glorifica Dio, - se adempie i cinque scopi della profezia di cui si è detto prima.

1Tessalonicesi 5:19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie. 21 Provate ogni cosa, ritenete il bene.

Il pastore rende in modo molto efficace l’idea dello scrupolo con cui un messaggio profetico deve essere vagliato, riferendo che nel tempo della sua adolescenza, quando viveva in zone prettamente agricole, vedeva il modo in cui gli anziani esaminavano il grano prima di portarlo al mulino, l’attenzione con la quale lo controllavano chicco per chicco e lo ripulivano da ogni elemento estraneo anche minuscolo: pagliuzze, piccole pietre o altri semi. Sapevano che quelle cose, per quanto piccole, avrebbero conferito alla farina un sapore diverso, danneggiandola. Con la stessa attenzione, afferma il pastore, bisogna esaminare le profezie, perché possono essere frutto di elaborazioni mentali o dell’anima, e aggiunge che, come una piccolissima quantità di fango inquina e rende non bevibile un intero litro d’acqua, così una piccola parte di profezia non proveniente da Dio, deve mettere in guardia dal dare credito a tutto il resto.

Come operano i nove Doni dello Spirito Santo?

1. Mediante l’unzione dello Spirito e per Sua iniziativa,

 infatti solo lo Spirito Santo può decidere che tipo di unzione dare; a noi spetta solo il compito di riconoscerla e seguirla.

Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. 1Giovanni 2:20 Ma voi avete l'unzione dal Santo e conoscete ogni cosa.

2. Divenendo sensibili allo Spirito Santo,

cosa che si realizza parlandoGli, dialogando con Lui, dandoGli l’opportunità di farsi conoscere, imparando a conoscerLo, sapendo ciò che gli piace e cosa Lo contrista, lasciandosi guidare da Lui.

Apocalisse 3:6 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».

Romani 8:14 Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo di renderci sensibili alla Sua voce, di guidarci in ogni cosa e d’ispirarci parole di consolazione, di esortazione e d’incoraggiamento per chi ne ha bisogno.

3. Per fede,

 poiché tutti i doni carismatici, frutto della grazia di Dio, operano mediante la fede. Possiamo definire la grazia come la mano di Dio che ci offre i Suoi doni, e la fede come la nostra mano che prende da quella di Dio. Con la Sua morte in croce Gesù ci tende la mano per salvarci, ma se non si crede nel valore del Suo sacrificio, non si può ricevere la salvezza, infatti solo quando la Sua grazia s’incontra con la nostra fede può produrre risultati nella nostra vita.

Galati 3:5 Colui dunque che vi dispensa lo Spirito e opera tra voi potenti operazioni, lo fa mediante le opere della legge o mediante la predicazione della fede? Per fluire nei doni, dobbiamo innanzitutto mantenere viva la nostra fede e confessare ciò in cui crediamo, poiché senza fede è impossibile piacere a Dio, e inoltre, attivando la nostra immaginazione, dobbiamo vederci fluire nei doni dello Spirito, ascoltare la Sua voce, visualizzare ciò che vogliamo ricevere, allontanare i pensieri di scoraggiamento e d’incapacità, ma soprattutto dobbiamo prendere molto seriamente il nostro rapporto col Signore non dedicandoGli solo le briciole del nostro tempo, ma leggendo ogni giorno la Parola di Dio e avendo un’intensa vita di preghiera e di adorazione.

4. Con l’amore,

perché senza amore non siamo nulla. A ben poco ci valgono la conoscenza, la fede e i doni dello Spirito se non esprimiamo con umiltà l’amore di Dio.

Efesini 4:15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

L’amore è la sola cosa che contraddistingue il vero credente!

1Corinzi 13:1 Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. 2 E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.

I doni non devono inorgoglirci perché non sono nostri ma dello Spirito, noi siamo soltanto amministratori della Sua grazia!

1Pietro 4:10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.

La conoscenza dei doni dello Spirito Santo che ci viene impartita attraverso l’attuale serie di predicazioni, suscita senza dubbio in ciascuno di noi un grande desiderio di sperimentarli nella nostra vita e ci induce a mirare in alto nella dimensione dello spirito. La nostra aspettativa, però, rischia di rimanere un’utopia se non l’accompagniamo con un’intensa, costante ed efficace vita di preghiera, riconoscendo che la nostra principale fonte di gioia sta nell’intimo e profondo rapporto col Signore, e che solo da esso possono scaturire i Suoi doni.

 

Web Master

Antonio Settecase