Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 17 giugno 2007

 

Oratore: Pastore Ottavio Prato

 

COME  LO  SPIRITO  SANTO  VUOLE  DIMORARE  IN  NOI

 

Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Eterno, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli! Dalla bocca dei bambini e dei lattanti tu hai stabilito la lode a motivo dei tuoi nemici, per far tacere il nemico e il vendicatore. Salmi 8:1-2

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 Proveniente dalla chiesa di Catania “Gesù è il Signore”, una tra le più grandi di quella città, il pastore Ottavio Prato introduce la predicazione con la narrazione dell’opera potente compiuta dallo Spirito Santo nella sua vita. Riferisce che, appena adolescente, fece amicizia con un ragazzo appartenente ad una famiglia inserita nella malavita catanese e che da lui fu influenzato negativamente al punto che finì con l’entrare a far parte di un gruppo malavitoso. Conobbe il carcere, anche se per poco tempo, perché grazie alla bravura della sua difesa fu assolto con formula piena, ma continuò ad essere dominato da uno spirito violento e mafioso e ad agire male persino durante il servizio militare; eppure sentiva che c’era qualcosa di buono in fondo al suo cuore. Solo dopo essersi sposato conobbe Gesù, da Lui fu toccato e il suo carattere cambiò radicalmente. La brutta piega che la sua vita aveva preso non avrebbe mai lasciato presagire che sarebbe diventato un figlio di Dio, un fedele ed unto predicatore del Vangelo di Gesù Cristo!

Lo Spirito Santo compì un vero miracolo nella sua  vita, trasformandola radicalmente, come lo compì in quella di alcuni suoi ex amici, e come vuole compierlo in quella di ogni persona che apre la porta del proprio cuore al Signore Gesù, perché la Sua potenza è inesauribile e grande il Suo desiderio di  operare un totale cambiamento in tutti coloro che accedono alla salvezza. 

 Lo Spirito Santo è la potenza di Dio che opera e si manifesta in ogni tempo. 

Matteo 3:13 Allora Gesù venne dalla Galilea al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. 14 Ma Giovanni gli si opponeva fortemente dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». 15 E Gesù, rispondendo, gli disse: «Lascia fare per ora, perché così ci conviene adempiere ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16 E Gesù, appena fu battezzato uscì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di DIO scendere come una colomba e venire su di lui; 17 ed ecco una voce dal cielo. che disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».

In questi versetti si parla del battesimo di Gesù, avvenuto per mano di Giovanni Battista nelle acque del fiume Giordano. Non appena il Battista Lo vide arrivare tra i tanti che accorrevano a lui per farsi battezzare, Lo riconobbe, anche se ancora non sapeva chi fosse il Messia, e ne ebbe conferma da ciò che in quell’occasione avvenne prodigiosamente: “ …i cieli gli si aprirono… vide lo Spirito di DIO scendere come una colomba e venire su di lui una voce dal cielo disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto”.

 Il pastore fa osservare che, mentre nei vari ambiti: culturale, sportivo, teatrale ecc., col passare del tempo avviene un avvicendamento di personaggi che brillano in una stessa disciplina e si succedono nell’acquistare successo e fama, solo lo Spirito Santo opera in ogni tempo, anche se per manifestarsi sceglie modi diversi (ricordiamo che nel giorno di Pentecoste scese sotto forma di lingue di fuoco), comunque è sempre Lui. La Scrittura Lo definisce in vari modi: un fuoco, un vento impetuoso, un fiume, una colomba, ecc..

 Quando Gesù fu battezzato da Giovanni Battista, lo Spirito Santo discese su di Lui dal cielo sotto forma, appunto, di colomba.

 Leggendo la Scrittura scopriamo che ogni persona della Trinità viene paragonata a dei volatili.

Il Padre viene paragonato ad un’aquila. 

Deuteronomio 32:9 Poiché la parte dell'Eterno è il suo popolo, Giacobbe è la porzione della sua eredità. 10 Egli lo trovò in una terra deserta, in una solitudine desolata e squallida. Egli lo circondò, ne prese cura e lo custodì come la pupilla del suo occhio. 11 Come un'aquila incita la sua nidiata, si libra sopra i suoi piccoli, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle sue ali,  l'Eterno lo guidò da solo, e non c'era con lui alcun dio straniero.

In questi versetti si afferma che, come l’aquila aiuta i suoi piccoli a volare, così il Padre Celeste, dopo averci istruiti e curati amorevolmente, ci lancia in questo mondo che muore, affinché anche noi, come Lui, voliamo come aquile.

 

Gesù si paragona ad una chioccia, che protegge i pulcini, li raccoglie sotto le ali e non vola.

Matteo 23:37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 39 Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!"».

Gesù scelse la chioccia, che non vola, perché per tre anni stette sulla terra per curare, proteggere, formare i Suoi discepoli e dare loro le basi necessarie per dare avvio alla Sua chiesa. 

 

Lo Spirito Santo viene raffigurato come una colomba, perché è un uccello che possiede i Suoi stessi requisiti.

Non viene raffigurato, ad esempio, come un pappagallo, bello esteriormente, ma dotato di discutibili qualità, o come un avvoltoio, che mangia anche le carcasse putride, o come uno struzzo, grande di fuori ma pieno di bile, pauroso e incapace di affrontare le difficoltà. 

 
Quali  sono le caratteristiche della colomba, tipiche dello Spirito Santo?
 
La colomba è un uccello pulito.
Non costruisce il nido dove c’è sporcizia, proprio come lo Spirito Santo non entra dove c’è peccato. Affinché Egli entri, bisogna fare pulizia, riconoscere di essere peccatori e chiedere perdono al Padre, come fece il figliol prodigo; solo allora lo Spirito Santo entra nella vita delle persone.
 
La colomba ha nove piume primarie per ogni ala.
Rappresentano i frutti dello Spirito Santo, che tutti i credenti devono avere per poter essere promotori di risveglio…

Galati 5:22 Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede,  mansuetudine, autocontrollo.

e i doni dello Spirito Santo, che operano ancor oggi nella Chiesa, a Catania come a Palermo e in ogni angolo del mondo, perché lo Spirito di Dio è Uno e ama manifestarsi dovunque attraverso i Suoi doni. 

Corinzi 12:8 A uno infatti è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza; 9 a un altro fede, dal medesimo Spirito a un altro doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro potere di compiere potenti operazioni; a un altro profezia; a un altro discernimento degli spiriti; 10 a un altro diversità di lingue, a un altro l'interpretazione delle lingue.

Sono molti, tuttavia, quelli che nella chiesa volano con un’ala sola, per di più con poche piume, ed hanno bisogno di crescere nei frutti dello Spirito e di appropriarsi dei doni dello Spirito Santo!

 La colomba vede a 360 gradi.

 Ha la possibilità di vedere da ogni angolatura e di cogliere i pericoli da qualunque parte arrivino; allo stesso modo, con l’aiuto dello Spirito Santo, i figli di Dio possono scorgere i pericoli, discernere i tempi e avere una visione spirituale ampia, non limitata alla propria famiglia o alla propria chiesa. 

 La colomba non ha la cistifellea, quindi non ha bile ed è incapace di amarezza.

Lo Spirito Santo, se confidiamo in Lui e Gli diamo tutte le cose che ci travagliano e attentano alla nostra pace, ci preserva dall’ansia e dalla bile, che producono depressioni e malattie. 

1Pietro 5:8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare.

L’ansia induce ad agire carnalmente (Fil. 4:6) e rende preda del maligno, che come un leone ruggente si aggira attorno ai figli di Dio aspettando il momento opportuno per attaccarli, ma chi cammina con lo Spirito di Dio è al sicuro, protetto dai suoi attacchi. Guardiamoci, quindi, dagli alti e bassi, dai momenti di forza spirituale alternati ad altri di debolezza.
 
La colomba riesce a volare nella tempesta, perché la sua coda emana un olio su cui il vento scorre, consentendole di volare e possiede cinque piume primarie, che raffigurano i cinque ministeri. Anche il credente può volare nelle tempeste, in mezzo alle critiche e alle persecuzioni, se solo si sottomette ai ministeri che Dio ha dato come guida e protezione alla Sua Chiesa.

      Efesini 4:11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e  altri come pastori e dottori,

 

Nel capitolo 47 del suo libro, il profeta Ezechiele parla di un’acqua che, sgorgando dal tempio, andava crescendo di livello fino a diventare un fiume.

Dice che quando l’acqua misurava mille cubiti, gli arrivava alla caviglia: raffigura coloro che hanno ottenuto la salvezza per opera dello Spirito Santo, ma erroneamente ritengono che, non essendo ministri, non possono conoscerLo più di tanto.

Prosegue dicendo che quando il livello dell’acqua s’innalzò di altri mille cubiti, gli arrivava alle ginocchia: raffigura chi comincia a comprendere la Parola di Dio e ad annunciare il Vangelo, ma non cerca molto lo Spirito Santo.

Afferma che l’acqua s’innalzò fino a bagnargli i fianchi: rappresenta chi ha misericordia, intercede per gli altri e si affatica nell’opera del Signore.

Dice infine che il livello dell’acqua s’innalzò fino a formare un fiume che poteva essere attraversato soltanto a nuoto: rappresenta chi consente allo Spirito Santo di essere, nella propria vita, la colomba che purifica da ogni sporcizia, vola con tutte le Sue piume, permette di ricevere i Suoi doni e di realizzare i Suoi frutti, dà un’ampia vista spirituale, impedisce di cadere nell’amarezza.

 

Non temiamo di nuotare nel fiume dello Spirito Santo! Abbandoniamoci con piena fiducia nelle Sue acque e permettiamoGli di operare nella nostra vita! Egli è il solo che può fare nuove tutte le cose: può risanare le vite disastrate, dare speranza a chi l’ha perduta, guidare chi è smarrito verso i binari della liberazione dal maligno, della giustizia divina, della salvezza eterna.

 

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Antonio Settecase