Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 15 aprile 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
LA CENA DEL SIGNORELa comunione con la Sua potenza - Gesù e i doni dello Spirito SantoRedazione a cura di Caterina Di Miceli
È un giorno speciale quello di oggi, si celebra la Cena del Signore, momento di piena e totale comunione con Dio e con i fratelli.
Il pastore dà lettura del testo base della Cena del Signore (1Co. 11 23-32)…
1Corinzi 11:23 Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.
…quindi condivide con i presenti una sua personale riflessione circa il fatto che non esiste al mondo cosa più seria e importante del Patto stipulato da Dio col Suo popolo, La Nuova ed Eterna Alleanza che si celebra nella Santa Cena, in virtù della quale Egli s’impegna a portare a compimento ogni opera buona che inizia in noi, mentre da parte nostra c’impegniamo ad esserGli fedeli.
Non è un caso che Gesù abbia celebrato l’Ultima Cena con i Suoi discepoli, cioè con coloro che non soltanto hanno creduto in Lui, ma Gli hanno offerto la propria vita affinché la usasse a Suo piacimento, e non con i semplici credenti, cioè con chi, per aver creduto nel valore del Suo sacrificio, ha ricevuto in beneficio il dono della salvezza. Anche se Gesù affidò alla Sua Chiesa il Mandato: “Fate discepoli di tutti i popoli battezzandoli”, da cui risulta chiaro che il desiderio del Suo cuore è che ogni credente diventi un discepolo, di fatto non tutti i credenti lo sono. Gesù volle condividere solo con i discepoli quegli ultimi importanti momenti terreni, solo con loro consumò quell’Ultima Cena nel corso della quale stipulò nel Suo sangue il Patto con l’uomo, e per questo motivo ancor oggi può accostarsi alla Santa Cena solo chi ha ricevuto il battesimo in acqua e ha scelto di essere Suo discepolo.
Tra gli aspetti della Santa Cena su cui è necessario meditare ve ne sono tre salienti. 1. Il memoriale, cioè il guardare indietro nel tempo, alla morte di Gesù sulla Croce, al Suo sacrificio sostitutivo. 2. Il guardare dentro noi stessi, per esaminare come camminiamo col Signore, la nostra sincerità, onestà ed umiltà nei Suoi confronti, il nostro desiderio di migliorare per piacerGli e di voler essere aiutati da Lui per cambiare. 3. Il guardare avanti, al Suo prossimo ritorno, al momento in cui Lo incontreremo.
Gesù ci ha salvati dall’eterna perdizione dando la Sua vita come prezzo del nostro riscatto, a tal punto è stato folle e appassionato il Suo amore per noi, e conoscendo ciò che Egli ha fatto, il nostro cuore trabocca di gratitudine e del desiderio di ricambiare tanto amore, sente il bisogno di starGli vicino per realizzare con Lui una piena comunione, cioè per avere in comune con Lui tutto ciò che Egli è, tutto ciò che ha e tutto ciò che può fare, e da parte nostra mettendo a Sua disposizione tutto ciò che siamo, che abbiamo e che possiamo fare. Oggi si celebra per l’appunto tale comunione, che i veri discepoli del Signore realizzano quotidianamente nella loro vita. Il pastore integra la parte della predicazione strettamente relativa alla Santa Cena, con un approfondimento riguardante la comunione che Gesù aveva col Padre e con lo Spirito Santo, e che gli permetteva di fluire nei sette doni disponibili nell’A.T.; Egli non fluì nelle lingue e nell’interpretazione delle lingue, perché vennero solo dopo la Pentecoste.
Ebrei 2:4 mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà. Durante gli anni del ministero terreno, i segni, i prodigi e le potenti operazioni che accompagnavano Gesù testimoniavano che Dio era con Lui, e ciò suscitò l’ammirazione di Nicodemo, uomo in vista, fariseo e dottore della Legge, che nella sua vita non aveva di certo sperimentato alcuna manifestazione della potenza di Dio (Gv. 3:1-2). In Gesù c’era tutta la pienezza della Deità (Col. 2:9), aveva ricevuto lo Spirito senza misura (Gv. 3:34), dopo che fu battezzato da Giovanni Battista lo Spirito scese su di lui in forma di colomba (Mt. 3:16), e solo dopo quel momento iniziò a fare segni e miracoli.
La Scrittura ci mostra come Gesù scorreva in tutti i doni dello Spirito Santo. 1. Parola di sapienza, che rivela fatti riguardanti il futuro. Matteo 24:1 Ora, mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si accostarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 2 Ma Gesù disse loro: «Non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata». Gesù profetizzò la distruzione del tempio, che avvenne nel 70 d.C., quando i Romani distrussero Gerusalemme. Nello stesso capitolo 24 del Vangelo di Matteo, come in altre parti del Nuovo Testamento, Gesù preannuncia cose future.
2. Parola di conoscenza, che rivela il presente, viene attestato dai discepoli, i quali affermano: Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che qualcuno ti interroghi; per questo crediamo che sei proceduto da Dio» (Giovanni 16:30). Molti altri esempi dimostrano che Gesù conosceva per rivelazione divina tutti i fatti delle persone.
3. Discernimento degli spiriti Giovanni 1:47 Gesù vide venirgli incontro Natanaele e disse di lui: «Ecco un vero Israelita, in cui non c'è inganno». Giovanni 6:64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono», Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito; Gesù leggeva nel cuore delle persone e conosceva la loro vita personale (vedi samaritana, Gv. 4:17-18), perché lo Spirito Gli rivelava ogni cosa; sapeva anche che Giuda Lo avrebbe tradito.
4. Dono di fede Gesù aveva autorità sugli elementi della natura: al Suo comando il fico si seccò e la tempesta si placò. Allora gli uomini si meravigliarono, e dicevano: «Chi è costui, al quale anche il mare e i venti ubbidiscono» (Matteo 8:27). Tutto il creato ubbidisce al Signore Gesù; Gli sono sottomessi gli elementi naturali e tutte le schiere angeliche sia celesti che demoniache; quanto più dobbiamo obbedirGli noi che abbiamo scelto di essere Suoi discepoli? 5. Operazioni di miracoli ( cioè di guarigioni istantanee).Giovanni 20:30 Or Gesù fece ancora molti altri segni In presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. 31 Ma queste cose sono state scritte affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. Gesù guarì istantaneamente lebbrosi e paralitici, guarì la suocera di Pietro dalla febbre, guarì i sordi e i muti, riattaccò a Malco l’orecchio che Pietro gli aveva staccato, riportò in vita Lazzaro ed altri che erano morti.Fece miracoli sul piano naturale: cambiò l’acqua in vino, sedò la tempesta, procacciò pesche miracolose, moltiplicò i pani e i pesci, camminò sulle acque, con la Sua Parola fece seccare il fico.
6. Dono di guarigioni Oltre che compiere miracoli, cioè guarigioni istantanee, Gesù dimostrò di voler guarire promuovendo guarigioni progressive, anche se di fatto le sue furono sempre guarigioni miracolose. Fu Lui a prendere l’iniziativa quando alla piscina di Betesda disse al paralitico: Vuoi essere risanato? (Gv. 5:6).
7. Profezia Gesù parlava sempre per profezia, cioè per ispirazione dello Spirito Santo. La Scrittura ci dice che quando le guardie inviate per arrestarLo Lo sentirono parlare, non ne furono capaci; riferirono di non aver mai sentito nessuno parlare come Lui (Gv. 7:46) e non ebbero l’animo di arrestarLo anche se così facendo misero a repentaglio la loro vita.
Anche noi abbiamo bisogno di ascoltare il Signore, e non soltanto attraverso la Sua Parola, ma proprio di udire la Sua voce e di ricevere i Suoi rhema per la nostra vita. Per darGli la possibilità di parlarci dobbiamo starGli più vicini e chiederGli di aprire il nostro orecchio e di renderlo sensibile all’ascolto. Ascoltare la voce di Dio è l’esperienza più bella che si possa fare perché segna la vita, fa sperimentare in modo personale chiaro ed inequivocabile il Suo immenso amore per noi, suscita un forte desiderio di fare con Lui esperienze sempre più grandi, ma soprattutto fa avvertire un forte bisogno di vivere con Lui una costante, intensa e perfetta comunione.
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