Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 11 marzo 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
LA PAROLA DI CONOSCENZA
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Come tutte le precedenti predicazioni sui doni dello Spirito, anche quella odierna inizia con la lettura del versetto che ci esorta a conoscerli e quindi a ricercarli, desiderarli ardentemente e metterli in pratica per l’utilità del corpo di Cristo, 1Corinzi 12:1 Ora, fratelli, non voglio che siate nell'ignoranza riguardo ai doni spirituali…. e prosegue con l’esame del dono medio tra quelli di rivelazione: la parola di conoscenza. 1Corinzi 12:8 A uno infatti è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza.
La parola di conoscenza è un mezzo con cui Dio ci viene incontro nei bisogni, rivelandoci una parte della Sua onniscienza. Mediante la parola di conoscenza Egli ci trasmette una piccola porzione della Sua conoscenza su fatti passati o presenti, per rivelarci cose che lo Spirito Santo impartisce in modo soprannaturale, allo stesso modo in cui, ad esempio, un avvocato trasmette al suo cliente solo quella piccola parte della sua conoscenza legale che è necessaria per chiarirgli il suo problema.Con le parole di conoscenza Dio ci fa sapere cose che in nessun modo potremmo apprendere con i mezzi naturali: ci mette al corrente della Sua diagnosi su un problema, ci informa di una malattia che non sappiamo di avere perché asintomatica, ci rivela cose che esulano dalle competenze umane e che solo lo Spirito Santo conosce. Alcune persone hanno ricevuto guarigione dell’anima perché lo Spirito Santo ha loro mostrato drammatiche situazioni antecedenti la loro nascita, quando dal seno materno avevano udito parole pronunciate contro di loro, o avevano percepito di non essere desiderate o addirittura di essere rifiutate, e avevano conservato nella loro anima ferite che lo Spirito Santo ha potuto guarire solo facendo rivivere quei fatti. Perché lo Spirito Santo dà parole di conoscenza a noi o attraverso di noi?1. Per avvertirci di pericoli che si possono nascondere dietro cattive amicizie o strade sbagliate;2. per informarci di qualcosa che ignoriamo e che Dio ritiene importante farci sapere;3. per rivelarci cose occulte o inganni;4. per confermarci una verità;5. per provare l’onniscienza di Dio, come avvenne quando il Signore rivelò a Daniele il sogno fatto dal re Nebukadnetsar con la relativa interpretazione (Daniele cap. 2), cosa tanto straordinaria da indurre il re a prostrarsi davanti a Daniele e a riconoscere il suo Dio come l’unico vero Dio.
Ricevere parole di conoscenza è molto utile, perché fa comprendere alle persone che Dio può rivelare cose intime del loro cuore e le induce a ravvedersi e a prostrarsi davanti a Lui.1Corinzi 14:25 In questo modo i segreti del suo cuore vengono palesati e così, gettandosi con la faccia a terra, adorerà Dio, dichiarando che Dio è veramente fra voi.
Uso della parola di conoscenza nella Scrittura Gesù la usò per evangelizzare. Dopo aver parlato alla Samaritana, le disse: «Va' a chiamare tuo marito e torna qui» (Giovanni 4:16). Avendo la donna replicato: «Io non ho marito», Gesù aggiunse: «Hai detto bene: "Non ho marito", perché tu hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto la verità» (v. 17,18), e a Lui la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta.(v. 19) Anche noi possiamo evangelizzare più facilmente le persone se mediante parole di conoscenza mostriamo di sapere cose della loro vita che naturalmente non potremmo mai conoscere e che solo Dio, che è Onnisciente, può averci rivelato.
Mentre si trovava nell’isola di Patmos, l’apostolo Giovanni ricevette rivelazione sulla condizione spirituale delle sette chiese dell’Asia Minore di cui parla in Apocalisse (cap. 2 e 3), ma nella chiesa primitiva anche i semplici discepoli, e non solo gli apostoli, fluivano nello Spirito e ascoltavano la voce di Dio, come Anania, discepolo con cuore di servo, sensibile, ubbidiente e sottomesso, che in visione ricevette dal Signore il comando di andare a trovare Saulo di Tarso in casa di un tal Giuda e di imporgli le mani per fargli recuperare la vista. Atti 9:10 … «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». 11 E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; 12 egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». Considerata la cattiva fama di Saulo, Anania manifestò la sua perplessità, ma alle rassicurazioni del Signore obbedì. Atti 9:17 … entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo». 18 In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.
Sono note le difficoltà che la chiesa primitiva incontrò nel comprendere che Gesù aveva acquistato la salvezza per tutti gli uomini; persino l’apostolo Pietro ebbe bisogno di una visione, accompagnata da un esplicito comando del Signore, per recarsi in casa del centurione romano Cornelio e portarvi il messaggio della salvezza (Atti cap. 10). Atti 10:11 …e vide il cielo aperto e scendere verso di lui un oggetto simile ad un gran lenzuolo, tenuto ai quattro capi e che veniva calato a terra. 12 dentro il quale vi erano tutte le specie di quadrupedi, di fiere, di rettili terrestri e di uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Pietro, alzati, ammazza e mangia!». Poiché Pietro replicò che non avrebbe mangiato nulla d’impuro, la voce aggiunse: «Le cose che Dio ha purificate, tu non farle impure» v. 15. Pietro non comprendeva cosa volesse dire quella visione, e mentre rifletteva, alla sua porta arrivarono gli uomini inviati da Cornelio che, a sua volta, era stato avvertito in visione da un angelo di mandare degli uomini a Ioppe per chiamare Pietro. Cornelio era un uomo timorato di Dio, costante nella preghiera, nel digiuno e nelle elemosine, e per promuovere la sua conversione lo Spirito Santo organizzò personalmente il suo incontro con Pietro. Atti 10:44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola.
Come possiamo ricevere una parola di conoscenza?· Mediante visioni. · Con la testimonianza interiore, cioè con quella certezza irremovibile che dà lo Spirito Santo. Come per la salvezza avviene che chi è salvato lo sa, è certo, non ha dubbi, perché lo Spirito Santo glielo attesta interiormente, così può avvenire per altre cose. · Mediante la profezia, che Dio può usare per dare rivelazioni. · Attraverso messaggi in lingue con relativa interpretazione. · Con sogni ispirati dallo Spirito Santo (per taluni sogni simbolici occorre pregare per avere anche l’interpretazione). · attraverso i sensi spirituali: tatto, odorato, vista ecc.. · Per mezzo degli angeli, del cui intervento si parla più volte nella Scrittura. Come abbiamo visto, Cornelio ricevette in visione il messaggio da un angelo ancor prima di essere credente; l’apostolo Paolo, prigioniero su una nave che rischiava di naufragare a causa del mare in tempesta, fu avvertito da un angelo che nessuno sarebbe morto, anche se la nave sarebbe andata perduta: …mi è apparso questa notte un angelo di Dio, al quale appartengo e che io servo (Atti 27:23); i pastori ricevettero dagli angeli l’annuncio della nascita del Salvatore e l’indicazione esatta del luogo in cui si trovava, e a Betlemme, proprio come avevano detto gli angeli, trovarono il bambino in una mangiatoia. Luca 2:9 Ed ecco, un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore risplendette intorno a loro, ed essi furono presi da grande paura. 10 Ma l'angelo disse loro: «Non temete, perché vi annunzio una grande gioia che tutto il popolo avrà; 11 poiché oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore 12 E questo vi servirà di segno: Voi troverete un bambino fasciato, coricato in una mangiatoia». 13 E ad un tratto si unì all'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio, dicendo: 14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini, su cui si posa il suo favore». 15 E avvenne che, quando gli angeli si allontanarono da loro per ritornare in cielo, i pastori dissero tra loro: «Andiamo fino a Betlemme, per vedere ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto conoscere». Dio continua ad usare gli angeli per dare comunicazioni, bisogna solo mantenersi umili e semplici, e avere la vista spirituale aperta.
Lo Spirito Santo rivelò a Simeone che non sarebbe morto prima di aver visto il Messia, e nel giorno della dedicazione di Gesù, mosso dallo Spirito egli si recò nel tempio… Luca 2:28 … lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29 «Ora, Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola, 30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31 che tu hai preparato davanti a tutti i popoli; 32 luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» 33 E Giuseppe e la madre del bambino si meravigliavano delle cose che si dicevano di lui. 34 Poi Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: «Ecco, costui è posto per la caduta e per l'innalzamento di molti in Israele e per essere segno di contraddizione, 35 e a te stessa una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Anche noi possiamo fare esperienze analoghe a quelle citate dalle Scritture e ricevere parole di conoscenza ispirate dallo Spirito Santo. A tal fine dobbiamo andare nello spirito, superare la barriera della carne che ci rende insensibili alle cose spirituali, disporci a ricevere le visioni e le rivelazioni che Dio vuole darci, ma soprattutto dobbiamo desiderare fortemente i Suoi doni e invitarLo a rivelarsi nella nostra vita.
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