Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 8 Aprile 2007

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

LA PAROLA DI SAPIENZA

 

 

Redazione a cura di Delia Dammone

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Come un padre vuole che i suoi figli abbiano una vita di successo, sviluppando e mettendo a frutto le proprie qualità, così il nostro Padre celeste ci incoraggia, ci sprona, attraverso la Sua parola, a crescere spiritualmente, per poter compiere opere sempre più grandi per la realizzazione del Suo Regno.

 

1 Corinzi 12:1 Ora fratelli non voglio che siate nell’ignoranza riguardo ai doni spirituali;

1 Corinzi 12:8 A uno infatti è dato, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza, ad un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza.

 

Si conclude oggi, con i doni di sapienza, la nostra riflessione sui doni dello Spirito che ciascuno deve aspirare non solo a conoscere, ma soprattutto ad usare per l’utilità comune. Preghiamo il Signore perché noi possiamo scorrere nei doni dello Spirito e non solo intendere la sua parola, ma viverla.

La parola di sapienza è il dono maggiore dei doni di rivelazione, di quei doni cioè che ci rivelano quello che c’è nella mente di Dio; riguarda in particolare fatti che devono ancora avvenire, cioè i piani, i progetti, le intenzioni di Dio per il futuro.

Quanto è importante conoscere in giovane età i piani del Signore per ciascuno di noi! Sapere, ad esempio, qual è il compagno e la compagna che Dio ha preparato per noi, quali progetti di vita, di studio, di lavoro Dio ha immaginato per noi. Eviteremmo così tanti errori, non perderemmo tempo, concentrandoci su ciò che è veramente importante per realizzare il piano di Dio per noi.

 

Efesini 2:8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio.

Noi siamo opera di Dio. Egli ci ha creato per amore, ci ha redento per la sua grazia, vuole che collaboriamo con Lui alla attuazione del Suo Regno. Il diavolo che viene per rubare, uccidere, distruggere, ci vuole sviare dai piani di Dio. Non lasciamoci ingannare! Soprattutto non facciamoci prendere dalla fretta che induce all’errore! Per conoscere con certezza il piano di Dio per noi, dobbiamo crescere, maturare, aver fede che Dio ha per noi il meglio, attendere con pazienza, perché con la fede e la pazienza si realizzano le promesse di Dio.

Ad esempio non è opportuno fidanzarsi da adolescenti, perché a quell’età si è ancora immaturi, si è innamorati dell’amore, non si conosce ancora cosa è veramente importante.

La parola di sapienza che rivela i piani di Dio per il nostro futuro ci aiuta a fare le scelte giuste, a non commettere errori. Essa spesso opera insieme alla parola di conoscenza, che rivela invece fatti che riguardano il presente.

 

Atti 9:10 Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse in visione: “Anania!”, ed egli rispose “Eccomi, Signore!”.

Anania è un semplice discepolo, ma che vive una intima comunione con Dio, è pronto all’ascolto della Sua voce, e Dio gli rivela i suoi piani per il futuro di Paolo.

Atti 9:11-12 E il Signore a lui: “ Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso, di nome Saulo, che sta pregando; egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare ed imporgli le mani perché recuperi la vista”.

Dio quindi rivela nello stesso tempo ad Anania qualcosa che è presente, ma anche qualcosa che dovrà accadere. Anania si fa docile strumento dello Spirito, và a cercare Saulo, gli impone le mani; Saulo riottiene la vista e di lì a poco inizia la sua missione di apostolo delle genti. Spesso Dio ci rivela qualcosa perché possiamo aiutare chi si trova in difficoltà. Un giorno Dio rivelò a dei credenti il nome e l’indirizzo di una famiglia, ed essi, ubbidienti, si recarono lì, senza sapere altro se non Dio voleva che facessero così. Quando bussarono alla porta scoprirono che la coppia che abitava in quella casa stava per separarsi in seguito all’ennesima lite, ma i due, colpiti da quanto Dio aveva fatto per loro, si pentirono, chiesero perdono e salvarono la loro unione. Una donna che viveva in perfetta comunione con Dio vedeva in sogno, la notte, quello di cui le persone avevano bisogno. Al mattino si alzava ed andava a ministrare. L’apostolo Paolo, prima di ogni missione, sapeva per rivelazione che avrebbe avuto diversi contrasti, ma che Dio lo avrebbe aiutato, perché portasse a termine il suo piano. Durante una tempesta, mentre la nave stava per affondare, egli era tranquillo perché Dio gli aveva rivelato che si sarebbe salvato con tutti i passeggeri, e che avrebbe portato a termine la sua missione di testimoniare davanti all’imperatore a Roma.

 

Atti 9:16 Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome;

Atti 27:10 “Uomini, io vedo che la navigazione si farà con pericolo e grave danno non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre persone”;

Atti 27: 22-24 Ma ora vi esorto a non perdervi d’animo perché non vi sarà perdita della vita di alcuno di voi, ma solo della nave. Poiché mi è apparso questa una notte un angelo di Dio al quale appartengo e che io servo dicendo: “Paolo non temere, tu devi comparire davanti a Cesare; ed ecco Dio ti ha dato tutti coloro che navigano con te”.

 

Ma come si riceve una parola di sapienza?

La voce di sapienza può essere tramite:

•voce udibile: Mosè sentiva il Signore con voce udibile, faccia faccia (Numeri 12);

•sogni: Giuseppe ricevette sogni che riguardavano l’avvenire ( Genesi 37: 5-11), interpretò sogni che riguardavano l’avvenire (Genesi 40:41);

•profezie: Agabo (Atti 11:28);

•lingue ed interpretazione.

 

Se siamo aperti al mondo dello Spirito e ascoltiamo la chiamata di Dio con fede, equipaggiandoci con una vita di preghiera e di conoscenza della parola, Dio ci aiuterà a realizzare il piano che ha per noi. Dio ci chiama, noi possiamo accogliere o rifiutare la sua chiamata (molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti), ma se noi crediamo in lui e ci impegniamo con tutte le nostre forze, se ubbidiamo con fede, Dio trarrà il meglio da noi. Talvolta Dio sembra togliere ogni speranza, ma Egli ci mette alle corde per scuoterci, per farci cambiare.

2 Re 20:1 In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Allora il profeta Isaia, figlio di Amots, si recò da lui e gli disse: “Così parla l’Eterno: «Metti la tua casa in ordine, perché morirai e non guarirai». Il re Ezechia suplica Dio, implora la sua misericordia e Dio lo esaudisce;

Isaia 38:5 Va’ e di’ a Ezechia: «Così dice l’Eterno, il Dio di Davide, tuo padre: “Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime, ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni”».

Anche quando sembra che Dio tolga ogni speranza, Egli non ci abbandona; vuole scuoterci, farci pregare, farci cercare il Suo volto.

Non dobbiamo confondere la parola di sapienza con la sapienza. Come già sappiamo, la parola di sapienza è la rivelazione divina di avvenimenti futuri, la sapienza è invece la capacità di mettere in pratica ciò che abbiamo appreso.

La sapienza ci aiuta a superare le prove, a non lasciarci sconfiggere da esse, ma ad uscirne vincitori, approvati da Dio. La prova è come un esame da superare per essere promossi, se non lo superiamo dobbiamo ripeterlo. Se manchiamo di sapienza, chiediamo a Dio di darcela.

Genesi 6: 13 Dio disse a Noè: “ Ho deciso di por fine ad ogni carne, perché la terra a motivo degli uomini è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme alla terra”.

Quando Dio rivela a Noè che avrebbe distrutto il genere umano e gli ordina di costruire l’arca sul monte, Noè ubbidisce fedelmente, anche se l’ordine sembra irragionevole (come avrebbe potuto l’arca scendere fino al mare?!), e tutti lo deridono. Ma quando viene il diluvio e l’acqua sale fino alla montagna, Noè e la sua famiglia si salvano, mentre tutti gli altri periscono.

Anche Paolo, come abbiamo visto in Atti 27:10, non ha paura in mezzo alla tempesta, perché si fida della parola di Dio.

Il Signore è potente da cambiare le circostanze, se le circostanze non cambiano è segno che Dio vuole cambiare noi, vuole romperci per fare uscire il meglio di noi. Confessiamo a Dio: Signore io voglio cambiare, Signore rompimi, Signore fa’ uscire il meglio da me, Signore non perdere la pazienza con me.

 

Come avere i doni di rivelazione in manifestazione?

Gesù ci ha dato alcuni consigli preziosi.

Giovanni 14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Gesù dice “chi crede in me”, quindi ciascuno di noi per grazia, mediante la fede, può compiere le opere che Egli compiva, anzi più grandi, perché Egli alla destra del Padre intercede per noi.

Giovanni 5:19 Allora Gesù rispose e disse loro: “In verià, in verità vi dico che il figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio”.

Se vogliamo fare le stesse cose che faceva Gesù, dobbiamo avere come Lui una relazione intima, di perfetta comunione col padre. Il termine greco usato per indicare la parola figlio è iuiòs, che significa figlio maturo, adulto.

Gesù quindi parla di un figlio adulto che, stando col padre, impara a Fare le cose che fa il padre, che collabora con lui, che lo aiuta nel suo lavoro. Transferendo dal naturale allo spirituale, dobbiamo essere figli maturi, che non agiscono di propria iniziativa, ma che chiedono sempre prima consiglio al Padre. Quando abbiamo un progetto, sottoponiamolo a Dio, chiediamogli se è secondo la sua volontà. La vera maturità spirituale è non fare niente di propria iniziativa, è dipendere da Dio.

Giovanni 1:48 Natanaele gli disse: “Come fai a conoscermi?”. Gesù gli rispose dicendo: “Ti ho visto quando eri sotto il fico, prima che Filippo ti chiamasse”.

Come poteva Gesù averlo visto sotto il fico? Natanaele è sorpreso, solo Dio poteva sapere cosa egli stesse facendo o pensando. Di fronte ai doni dello Spirito siamo sorpresi, essi sono un segno della onnipotenza di Dio.

Giovanni 1:50 Gesù rispose e gli disse: “Poiché ho detto di averti visto sotto il fico, tu  credi; vedrai cose maggiori di queste”.

Accogliamo queste parole come un rhema per ciascuno di noi: Tu vedrai cose maggiori di queste. Se cammineremo sotto la guida del Padre, in perfetta comunione con Lui, vedremo cose gloriose. Preghiamo lo Spirito Santo perché ci dia i Suoi doni in manfestazione per l’utilità comune.

1 Corinzi 2:9 Ma come sta scritto: “Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparto per quelli che lo amano”.

Preghiamo lo Spirito Santo perché i nostri occhi, le nostre orecchie, il nostro cuore sino sempre pronti, disponibili, puri per accogliere le rivelazioni di Dio!

Manteniamo aperti i canali di comunicazione con Dio! La sola condizione perché ciò avvenga è perché noi amiamo Dio; non è sufficiente credere in Dio, amare è oltre il credere; amiamo Dio con tutto il cuore e vedremo cose gloriose.

1 Corinzi 2:10 Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del Suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio. Nelle profondità di Dio ci sono visioni che Dio vuole dare solo a te, parole che Dio vuole sussurrae solo a te nell’intimità, sentimenti che Dio vuole comunicare solo a te. Dio vuole ispirarci la compassione per i perduti.

E’ grande la promessa di Dio, semplice il nostro compito: amarlo con tutto il cuore.

Manteniamo sempre aperti e liberi i canali di comunicazione. La nostra immaginazione spirituale deve essere come uno schermo bianco, pulito, su cui Dio può proiettare ciò che vuole. Se lo schermo è sporco, altera tutto e l’immagine risulta indecifrabile.

Salmo 16:7 Io benedirò l’Eterno che mi consiglia; il mio cuore mi ammaestra anche di notte.

Anche di notte Dio ci ammaestra, ci consiglia attraverso sogni rivelatori.

Chiediamo a Dio di parlarci anche in sogno; il Padre non desidera altro che comunicare con noi, questo è il fine per cui ci ha creati. Dio vuole parlarci, vuole rivelarsi nella nostra vita. Gesù alla destra del Padre intercede per noi perché possiamo scorrere nei doni dello Spirito.

Vivere nello Spirito è un cammino che ci porterà sempre più avanti, non scoraggiamoci per i nostri limiti, l’inizio non è mai facile per nessuno, ma noi poggiamo la nostra fede in un Dio fedele che non ci abbandonerà mai, ma ci aiuterà a realizzare il piano che ha per ciascuno di noi. Crediamo in Lui, ubbidiamo alla Sua parola ed egli ci benedirà per far uscire il meglio di noi.

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Antonio Settecase