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Servizio di adorazione ore 8.00 - Palermo, domenica 7 ottobre 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
IL DIO DEL MATRIMONIO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La nuova serie di predicazioni sulla famiglia, avviata la scorsa domenica, si propone di esaminare i molteplici aspetti che la riguardano e di istruire la chiesa su quelli che sono i principi, l’ordine e la volontà di Dio per essa. Alla luce della Scrittura, oggi viene dato risalto al valore che Dio dà al matrimonio. Nel libro della Genesi si parla della storia d’amore di Isacco e Rebecca e della cura con cui Abrahamo si occupò della scelta di una sposa per suo figlio. Dal momento in cui fu chiamato dall’Eterno, egli camminò sempre per fede in ciò che Dio gli diceva e da parte Sua il Signore, proprio in virtù di tale fede, gli promise che in lui avrebbe benedetto tutte le famiglie della terra. La promessa fatta ad Abrahamo è sempre valida e ancor oggi Dio benedice le famiglie di chi cammina per fede nella Sua Parola.
Era già molto avanti negli anni quando decise di occuparsi del matrimonio del figlio Isacco, ed anche in tale iniziativa, come era solito fare, ripose la sua fiducia nel Signore. Genesi 24:1 Abrahamo era ormai vecchio e di età avanzata; e l'Eterno aveva benedetto Abrahamo in ogni cosa. Si era reso conto che nella terra di Canaan, dove si era trasferito da Ur dei Caldei (Mesopotamia) per comando del Signore, non c’erano donne idonee a sposare Isacco, perchè troppo materialiste e poco amanti delle cose spirituali, quindi inviò il vecchio servo Eliezer nella sua terra d’origine a prendergli dal suo parentado una moglie che avesse il cuore secondo Dio. Ge. 24:2 E Abrahamo disse al servo più anziano di casa sua che aveva il governo su tutti i suoi beni: «Deh, metti la tua mano sotto la mia coscia; 3 e io ti farò giurare per l'Eterno, il DIO dei cieli e il DIO della terra, che tu non prenderai per moglie a mio figlio alcuna delle figlie dei Cananei, in mezzo ai quali io dimoro; 4 ma andrai al mio paese e al mio parentado a prendere una moglie per mio figlio, per Isacco».
Dopo avergli dato tutte le istruzioni, gli fece giurare che avrebbe eseguito fedelmente gli ordini, ma questi avanzò delle perplessità sul buon esito della missione, pensava che avrebbe dovuto affrontare un viaggio molto lungo senza la benché minima certezza che la ragazza prescelta avrebbe accettato l’invito a seguirlo in un paese sconosciuto, per sposare una persona che non conosceva… 5 Il servo gli rispose: «Forse quella donna non sarà disposta a seguirmi in questo paese; dovrò io allora riportare tuo figlio nel paese da cui tu sei uscito?». …quindi chiese al suo padrone se, in tal caso, avrebbe dovuto portare Isacco da lei. Ma Abrahamo non permetteva che suo figlio andasse tra gente pagana e senza esitare gli disse: 6 … «Guardati dal riportare là mio figlio!
Dio aveva trasformato quanto di umano c’era in Abrahamo, lo aveva portato a vivere secondo il Suo ordine per adempiere il Suo piano, fu per questo che volendo per Isacco una sposa secondo il cuore di Dio, era certo che il Signore, essendo coinvolto in questa iniziativa, avrebbe inviato un angelo davanti al servo per spianargli la via. 7 L'Eterno, il DIO dei cieli, che mi trasse dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, e mi parlò e mi giurò dicendo: "Io darò questo paese alla tua discendenza", egli manderà il suo angelo davanti a te, e tu prenderai di là una moglie per mio figlio. Abrahamo dichiarò Eliezer libero dal giuramento solo nel caso in cui la donna avesse rifiutato di seguirlo, ma gli ordinò categoricamente di non portare suo figlio da lei, e lo fece giurare. 8 E se la donna non sarà disposta a seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento a me fatto; soltanto non riportare là mio figlio». 9 Così il servo pose la mano sotto la coscia di Abrahamo suo signore e fece a lui giuramento in merito a questo problema.
A questo punto il pastore Lirio rende testimonianza che, se non avesse avuto al proprio fianco una moglie dal suo stesso cuore per Dio, non avrebbe potuto affrontare la responsabilità di un ministero così grande; se nella scelta matrimoniale avesse fatto un passo falso, avrebbe fallito il piano che Dio aveva in serbo per lui. Si dichiara certo che, se nel compiere quel passo non avesse deciso di centrare la volontà del Signore e di dipendere da Lui, se non gli avesse chiesto sensibilità spirituale e segni evidenti della Sua volontà, cosa che avvenne, probabilmente avrebbe sposato la donna sbagliata.
Spesso non ci rendiamo conto di ciò che Dio ha in serbo per noi, ma nel Suo grande amore redentivo, Egli entra nella nostra umanità e compie in noi una trasformazione tale da renderci idonei ad adempiere la Sua volontà ed a portare a compimento il Suo piano. Abrahamo non aveva dimenticato il giuramento fatto da Dio: "Io darò questo paese alla tua discendenza" e non permise che Isacco lasciasse la terra di Canaan per andare nei luoghi da cui Dio lo aveva tratto.
Il matrimonio di Isacco e Rebecca, narrato nel capitolo 24 del libro della Genesi, (che costituirà oggetto di approfondimento nelle predicazioni delle prossime domeniche), si realizzò per grazia e intervento della Provvidenza divina. La fede di Abrahamo e la sua decisione ad agire secondo la volontà di Dio, coinvolsero il Signore in ciò che fece. Ancor oggi, quando si cammina per fede, Dio interviene e mostra la via da seguire. Sposarsi, per Lui significa trovare la persona giusta, quella che Egli stesso ha preparato e con cui condividere le responsabilità della Sua chiamata e portare a compimento il Suo piano. Sbagliare può riservare gravi conseguenze. Dobbiamo decidere di fare la Sua volontà, credere nella Sua Provvidenza e agire per fede, se vogliamo che Egli intervenga e ci indichi la persona giusta per noi. Il pastore ricorda alla chiesa, e in particolar modo ai giovani, che la nostra vita appartiene al Signore, è nelle Sue mani, e se vogliamo che sia Lui a governarla, dobbiamo permetterGlielo, soprattutto nelle scelte più importanti come quella matrimoniale.
Abrahamo confidò nell’intervento di Dio, ma ottenne perché Gli chiese di dare ad Isacco la moglie che aveva scelto per lui. Così dobbiamo fare noi, perché Dio non fa differenza tra le persone ed è pronto a provvedere per chiunque ripone in Lui tutta la propria fiducia. Matteo 7:7-12 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa... Il pastore sottolinea che, come è cosa fondamentale sposare la persona giusta, lo è altrettanto comportarsi bene nel matrimonio, se si vuole che funzioni.
Il fatto che Abrahamo si sia occupato con tanta cura della scelta di una sposa per suo figlio, ci dice quanto è importante il ruolo dei genitori, che devono esortare i figli a saper attendere i tempi di Dio, a non avere fretta, a non agire di testa propria e soprattutto a non cercare il compagno tra le persone del mondo, interessate a tutto fuorché a Lui. I genitori devono collaborare con la chiesa nell’educazione prematrimoniale dei figli e non vanificare gli insegnamenti che essa dà, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti da tenere nel periodo del fidanzamento e che devono essere rispettati se si vuole essere onorati da Dio nel matrimonio. Se Dio viene messo da parte e non onorato durante il fidanzamento, il matrimonio che seguirà finirà con l’essere monotono; ma se Dio viene onorato sin dal tempo del fidanzamento, a Sua volta onorerà gli sposi e benedirà il loro matrimonio rendendolo gioioso. I genitori non devono dare insegnamenti e consigli contrastanti con quelli della chiesa e quindi in opposizione alla volontà di Dio, ma purtroppo spesso accade che proprio la famiglia neutralizzi i buoni insegnamenti, dando consigli improntati alla mentalità del mondo.
Abrahamo non permise che suo figlio andasse dai non credenti: “non riportare là mio figlio!”, volle che fosse Rebecca, una pagana, a raggiungerli, e ciò significa che, se il Signore ha nei Suoi piani un matrimonio con un non credente, possiamo subito rendercene conto dalla sua disponibilità a passare dalla nostra parte, convertendosi.
La Scrittura afferma che Dio creò l’uomo a Sua immagine, e ciò non vuol dire che Egli sia maschio, perché non avendo un corpo umano, in sé contiene la forza del maschio e la tenerezza della donna, è completo, quindi entrambi, sia il maschio che femmina, prendono origine da Lui. Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».27 Così DIO creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina. Dalla lettura della Genesi si coglie che Dio non benedisse singolarmente Adamo ed Eva al momento della creazione, lo fece solo quando li unì in matrimonio, e si coglie anche che, come maschio e femmina prendono origine da Lui, così è per il matrimonio: è Lui che l’ha creato. (Genesi 2:24; Matteo 19:5; Marco 10:8) Genesi 2:24 Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne. Questo è l’ordine di Dio: che i due si uniscano solo dopo essere divenuti marito e moglie per formare una nuova famiglia. Ogni unione al di fuori del matrimonio è peccato: lo è l’adulterio, lo sono i rapporti prematrimoniali e le convivenze, che sono fornicazione. Dio benedice il sesso esclusivamente nel matrimonio. I peccati sessuali impediscono la salvezza, come i rapporti tra omosessuali, che per Dio sono frutto di perversione; comunque Egli non preclude a nessuno la possibilità di salvarsi, è pronto a perdonare ogni peccato, purché ci sia ravvedimento e si cambi stile di vita. La famiglia è nel cuore di Dio e Satana vuole distruggerla insinuando nella mente e nel cuore delle persone desideri perversi che stravolgono l’ordine divino. Solo se vive nella volontà di Dio, la famiglia può ricevere le Sue benedizioni, la Sua cura, la Sua protezione; solo in una famiglia che vive secondo la Sua volontà, i figli possono conoscerLo ed essere guidati nelle Sue vie.
Nella seconda epistola ai Corinzi, l’apostolo Paolo conferma il principio per cui Abrahamo non volle che suo figlio sposasse una Cananea. 2 Corinzi 6:14 Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c'è tra la giustizia e l'iniquità? E quale comunione c'è tra la luce e le tenebre? Paolo afferma che, come non può esserci comunione tra la luce e le tenebre, così un credente non può vivere con una persona che non conosce Dio e non Lo teme. Eppure molti credenti cercano il compagno della propria vita tra gli infedeli! Non possiamo escludere categoricamente che Dio sia coinvolto nella scelta di un non credente, ma è certo che in tal caso questi si convertirà prima del matrimonio, perché Dio non può agire in modo difforme alla Sua Parola.
La storia di Isacco e Rebecca, non è solo una storia d’amore umano, il loro matrimonio simboleggia quello dell’Agnello di Dio con la Sposa, la Chiesa; raffigura la storia della redenzione, il piano di Dio per la salvezza dell’umanità. I protagonisti di quella storia trovano corrispondenza in quelli del divino piano di redenzione: Abrahamo, che mandò il servo Eliezer per prendere una sposa per il figlio Isacco, raffigura il Padre, che nel giorno di Pentecoste mandò lo Spirito Santo sulla terra con lo scopo di preparare per Suo Figlio una Sposa con cui condividere l’eternità. Rebecca raffigura la Chiesa, Isacco rappresenta Gesù. Apocalisse 19:7 Rallegriamoci, giubiliamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata. Noi credenti siamo chiamati a far parte della Sposa dell’Agnello e a regnare con Lui per l’eternità; oggi siamo nel tempo del fidanzamento, nel tempo di preparazione alle nozze!
Nell’epistola agli Efesini, l’apostolo Paolo ricorda l’ordine divino dell’unità dei coniugi. Efesini 5:31 «Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diverranno una sola carne, ». 32 Questo mistero è grande; or lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa. Adamo ed Eva, la prima coppia esistente al mondo, erano credenti, entrambi parlavano faccia a faccia con Dio, ai cui occhi erano divenuti un solo essere e il loro matrimonio nascondeva un mistero: prefigurava quello più importante dell’universo, le nozze dell’Agnello e della Sua Sposa, la Chiesa. In ogni matrimonio è insito il mistero della redenzione, infatti come ogni uomo lascia il padre e la madre per unirsi alla sua compagna e con lei divenire una sola cosa, così Cristo ha lasciato la casa del Padre ed è venuto sulla terra per procurarsi, col Suo sangue, una Sposa che credesse in Lui e con cui essere un solo Corpo. Le nozze che avverranno in cielo, scopo ultimo della redenzione, saranno l’evento più glorioso a cui tutti siamo chiamati a partecipare.
Chiediamoci: apparteniamo alla Sposa? Saremo protagonisti di quelle nozze? Viviamo, oggi, per lo Sposo? Se sì, di certo in quella festa ci saremo, altrimenti no, non esistono vie di mezzo. Finché siamo in tempo, prendiamo la decisione più importante della nostra vita, viviamo per lo Sposo in modo totale e fedele, perché Egli vuole che la Sua Sposa ricambi pienamente il Suo amore, che è tanto grande da averLo indotto ad immolarsi sulla croce per lei! |
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