Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 6 maggio 2007

Oratore: Pastore Remo Cristallo

 

IL TEMPIO DI DIO

 

I Corinzi 3:16 Non sapete voi che siete il tempio di Dio?

 

Redazione a cura di Delia Dammone

 

Aggeo 2: 1-9 Nel settimo mese, il ventunesimo giorno del mese, la parola dell’Eterno fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo dicendo: “Parla ora a Zarobabel, figlio di Scealtiel, governatore di Giudea e a Giosuè, figlio di Jehotsadak, il sommo sacerdote e al resto del popolo, dicendo: «Che è rimasto tra voi che ha visto questo tempio nella sua prima gloria? E come la vedete ora? A confronto di quella, non è questa un nulla ai vostri occhi? E ora sii forte, Zarobabel, dice l’Eterno, sii forte Giosuè, figlio di Jehotsadak il sommo sacerdote; sii forte, o popolo tutto del paese, dice l’Eterno, e mettetevi al lavoro, perché io sono con voi», dice l’Eterno degli eserciti, secondo la parola del patto che stabilii con voi quando usciste dall’Egitto, così il mio spirito dimora in mezzo a voi, non temete. Poiché così dice l’Eterno degli eserciti:«Ancora una volta, tra poco, io farò tremare i cieli e la terra asciutta; farò pure tremare tutte le nazioni; il desiderio di tutte le nazioni verrà e io riempirò questo tempio di gloria», dice l’Eterno degli eserciti, mio è l’argento e mio è l’oro, dice l’Eterno degli eserciti. La gloria di quest’ultimo tempio sarà più grande di quella precedente, dice l’Eterno degli eserciti, e in questo luogo io darò la pace, dice l’Eterno degli eserciti”.

 

In questo momento, in cui aspettiamo con fede e desiderio ardente che si compia la promessa di un potente risveglio nel nostro paese e nel mondo, lo Spirito Santo ha guidato il pastore Remo Cristallo ad esortarci, attraverso la Parola: a restaurare il tempio di Dio, a mettere Dio al primo posto nella nostra vita, a dare spazio alla fede e non alla religiosità, ad amare la Parola e a confrontarci ogni giorno con essa per essere totalmente fedeli al Signore.

 

Il Pastore Cristallo, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali e Pastore della Missione “Nuova Pentecoste” di Aversa, invita a pregare e a lavorare per l’umiltà della Chiesa in Italia, rimanendo forti nella comune fede nell’unità del corpo di Cristo e restando saldamente uniti nello Spirito Santo. Esorta a non cercare un’unità politica, ma un’autentica unità nello Spirito. Raccomanda di non lavorare ciascuno per il proprio orticello, ma di lavorare tutti per Dio. Il campo è del Signore, non ci sono proprietà, siamo tutti proprietà di Dio. Il processo di unificazione richiederà ancora un po’ di tempo, ma al di là di quel che vediamo, sappiamo che lo Spirito è all’opera. Teniamo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede. Amiamo la Sua Parola, innamoriamoci della Sua Parola, innamoriamoci di Gesù! Fu proprio attraverso la Parola che il Pastore Cristallo , a sedici anni e mezzo, imparò ad amare il Signore. La sua vita era dura: era orfano di padre e la madre, risposatasi, aveva avuto altri sette figli ed egli, essendo il maggiore, doveva occuparsi dei fratelli più piccoli. I tempi, subito dopo la guerra, erano difficili e molte erano le ristrettezze. Ma un giorno qualcuno gli fece conoscere la Parola di Dio, così vera, reale, così diversa dai soliti racconti biblici che gli erano stati insegnati. Scoperta la realtà, la sua vita cambiò; un Pastore illetterato, ma pieno di fede, gli diede l’insegnamento più importante: gli insegnò ad amare Gesù. Ciò nonostante fu tentato di fare altre esperienze, data la sua giovane età: progettava di partire per lavorare nell’aeronautica. Decise di andare al culto per l’ultima volta, prima di partire. C’era con lui un uomo, che attendeva di essere battezzato nello Spirito e che ad un certo punto cominciò a balbettare qualche parola confusa; allora pregò per lui perché il suo desiderio fosse esaudito e all’improvviso anch’egli fu battezzato nello Spirito.

Non partì più, cominciò a servire Dio.

 

Dopo questa testimonianza, che dà lode allo Spirito, che attraverso la Parola conquista il cuore degli uomini, il Pastore Cristallo invita a meditare sul passo Aggeo 2: 1-9.

Gli Ebrei, tornati dalla cattività babilonese, indugiavano a costruire il tempio, perché erano tutti intenti ad occuparsi dei propri interessi, della propria famiglia. Il profeta Aggeo li ammonisce dicendo che il primo dovere è la ricostruzione del tempio. Dio deve occupare il primo posto nella nostra vita, Egli è il Signore. Se non c’è la presenza di Dio nella nostra vita, se non viviamo una vita spirituale autentica, ci manca ogni cosa, ma se c’è Dio, abbiamo tutto, perché Dio è il nostro tutto. Esaminiamoci! Diamo veramente a Dio il primo posto nella nostra vita o, finito il culto, ritorniamo ad occuparci di ciò che più ci sta a cuore, pensiamo solo ad abbellire le nostre case, ad avere tre o quattro televisori, tre o quattro telefonini? Dio non ha bisogno di bigotti che dicono: “ Signore, Signore”, ma di chi fà la sua volontà. La vita religiosa non serve a niente, le maschere davanti a Dio non contano. Siamo sinceri! La parola sinceri viene da”senza cera”, cioè senza finzioni, senza difetti nascosti, senza inganni, e trae origine dall’abitudine dei mobilieri di nascondere con la cera i difetti del legno.

Lasciamo che la parola di Dio illumini i nostri cuori, le nostre vite e come un potente riflettore metta in luce ogni punto scuro, ogni imperfezione; lasciamoci lavare, imbiancare dal sangue prezioso di Gesù.

Nell’Antico Testamento il tempio era il luogo dove scendeva la presenza di Dio e il popolo si univa per sentire la Sua presenza e ricevere la Sua benedizione. Dopo la venuta di Gesù, come dice l’apostolo Paolo,

1 Corinzi 3:16 Non sapete voi che siete il tempio di Dio?

Siamo noi, nati di nuovo, rigenerati di nuovo dal sangue di Gesù, il tempio di Dio. Un tempio spirituale costruito dall’Architetto per eccellenza, curato non nell’esteriorità, ma nell’interiorità, non nella forma, ma nella sostanza. Apriamo a Gesù la porta del nostro cuore. Il Signore ci ama così come siamo e dice a ciascuno di noi: “ Io sono alla porta del tuo cuore e picchio, se tu apri Io entrerò da te”. Prendiamoci cura del nostro tempio, non lasciamoci mai scoraggiare dalle avversità. Siamo più che vincitori in Cristo Gesù. Se Gesù vive realmente nel nostro cuore, noi abbiamo autorità contro gli strali di Satana. Facciamo nostre le parole di Paolo “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Il mondo deve vedere che noi siamo diversi, non possiamo uniformarci al mondo, dobbiamo distinguerci dal mondo. E’ il momento di preparare i nostri cuori per questo potente risveglio che deve iniziare nella nostra nazione. Gaurdiamoci dentro, guardiamoci allo specchio della Parola di Dio! Chiediamoci: qual è la mia condizione? Se ci riconosciamo insufficienti, ricordiamoci che il sangue di Gesù ci purifica da ogni contaminazione. L’Eterno è con noi! Ma tu sei con Lui? Quando ci siamo battezzati abbiamo promesso di essere fedeli al Signore fino all’ultimo alito della nostra vita. Non addormentiamoci come le vergini stolte, siamo vigili! Noi siamo il tempio di Dio! Dio non è nei templi, ma è vivente nei nostri cuori. Ricostruiamo il tempio! Mettiamoci all’opera! Rimettiamo a posto la nostra vita! Gesù non sia ospite, ma Signore del nostre cuore. E’ un tempo necessario di revisione. Non siamo perfetti, ma perfettibili. Non lasciamo che i nostri giovani si uniformino al mondo, seguano le mode, siano preda del consumismo, si lascino manipolare dai falsi maestri! Noi vogliamo ragazzi unti dal Signore, innamorati di Gesù, pieni del fuoco del suo amore. Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà! Mettiamo Dio al primo posto nella nostra vita ed Egli non ci farà mancare di nulla: pace, salute, prosperità. Camminiamo nella luce del Signore e vedremo la gloria di Dio!

 

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Antonio Settecase