Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 6 maggio 2007

 

Oratore: Pastore Gilberto Perri

 

IL REGNO DI  GESÙ

 

Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. Salmo 2:7-8   

 

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Il  pastore Gilberto Perri inizia la predicazione riferendo episodi della sua vita antecedenti la conversione. Parla della sua ricerca di Dio, delle vie tortuose e pericolose che, essendo solo e senza alcuna guida, inizialmente imboccò nel tentativo di trovarLo, di come infine sia stato attirato da Lui con potenza ed abbia instaurato col Signore un rapporto personale. Sperimentò ciò che disse Gesù: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi (Gv. 15:16), e decise di servirLo per il resto della sua vita. Incontrava grande difficoltà nella comprensione della Bibbia e per capire ebbe bisogno di essere guidato dal suo pastore, finché un giorno chiese a Dio di aprirgli la mente, e ciò avvenne.

 

Studiando la Bibbia gli fu chiaro che in tutto ciò che creò, Dio ha sempre riservato per sé una parte. Si riservò la Terra, il giardino dell’Eden, le cui caratteristiche erano: ordine, pulizia e profumo, e l’uomo da Lui creato vi fu posto come custode; si riservò il popolo d’Israele, e da Mosé fece predisporre la tenda di convegno per incontrarsi con lui; poi c’era l’Arca, da dove parlava al Sommo Sacerdote. Oggi c’è la Chiesa, popolo appartato per Dio su cui Egli regna e che deve crescere affinché Gesù regni; e poi si riserva la decima. Su tutte le cose che Dio riserva per sé, esercita la Sua autorità, e attraverso di esse fa scaturire la Sua protezione e le Sue benedizioni.

 

Gesù è il Re, e poiché sulla terra Egli regna attraverso la Sua Chiesa, è necessario innanzitutto che ciascuno di noi si consacri a Lui, instauri con Lui un rapporto diretto e Gli permetta di regnare nel proprio cuore. Bisogna che la Chiesa sia ordinata, pulita e profumata, affinché per suo mezzo il Suo Regno possa espandersi nella nostra società e nella nostra città.

 

Viviamo in una società malata, perché malata è l’istituzione familiare che ne è la base, e chi ci governa ha contribuito alla sua rovina. Il pastore ricorda che nel 1975 fu varata una legge che sanciva la parità tra i coniugi, nettamente contrastante con la legge di Dio, secondo cui il marito è il capo della famiglia. Da allora in poi, nell’ultimo trentennio, si è verificata la distruzione della famiglia, la cui rovina si è riflessa sull’intera società, e costruire una società santa è impossibile se il suo nucleo basilare è in sfacelo. 

 

È compito delle famiglie diffondere la salvezza, ma se Dio non regna in esse, non può regnare neppure nella società. La Chiesa del Signore deve fare la Sua parte perché Cristo regni, tutti dobbiamo fare qualcosa. Oltre che pregare, dobbiamo fare qualcos’altro. Secondo quanto Gesù disse a Pietro: servi, pasci e lavora per i tuoi fratelli, dobbiamo adoperarci in modo pratico per il bene dei fratelli, perché nel loro bene c’è anche il nostro, e se Cristo regna nel nostro cuore, potremo conquistare tutti i territori che calcheremo.

 

La nostra è una storia di risurrezione e di potenza: Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono (Corinzi 15:20), e mentre Satana decreta morte per la famiglia, nonostante la deleteria legge degli uomini, noi cristiani dobbiamo diffondere in Italia una cultura  improntata alla legge divina, nella consapevolezza della potenza e della vittoria che abbiamo in Cristo Gesù.

 

Il potere politico e quello religioso sono alimentati da Satana, ed anche se nel mondo ci sono tante brave persone, ammirevoli per moralità e correttezza,  non hanno lo Spirito di Cristo e non diffondono la Sua Parola.

I figli di Dio devono agire, fare la differenza, non solo perché sono i Suoi testimoni, ma anche perché sono in grado di prendere la netta decisione di non concedere nulla al maligno, sull’esempio di Mosè, che al Faraone (che raffigura Satana) disse: Anche il nostro bestiame verrà con noi; non ne lasceremo qui neppure un'unghia… (Esodo 10:26)

 

 Dobbiamo agire come Mosé! Guardiamoci dal concedere alcunché al maligno; portiamo avanti  responsabilmente e con tutti i mezzi il progetto di Dio, anche attraverso la cultura cristiana in politica, senza lasciarci condizionare dai ragionamenti di chi ne contrasta l’iniziativa. Per portare avanti i principi divini, i credenti devono prendere possesso dei luoghi istituzionali. Ciascuno di noi deve rispondere a Dio anche del proprio voto, e se è vero che siamo consacrati al Signore, che ci proclamiamo parte della Sua famiglia e che mettiamo i Suoi interessi al primo posto, non possiamo e non dobbiamo negare il sostegno al nostro fratello candidato alle elezioni amministrative per il consiglio comunale di Palermo. Gli è stata affidata una missione ed egli l’ha accettata per obbedienza, il Signore si aspetta che anche noi facciamo la nostra parte.

Manifestiamo il nostro amore per il Signore adoperandoci con determinazione, affinché Egli regni non solo nel nostro cuore e nella nostra famiglia, ma anche nella società in cui viviamo, e possiamo realizzare ciò mandando i figli di Dio sugli scanni del governo cittadino.

 

1Corinzi 15:25 Bisogna infatti che egli regni, finché non abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi.

 

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Antonio Settecase