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Servizio di adorazione ore 10.00 – Palermo, domenica 5 agosto 2007 Oratore: Pastore Lirio Porrello IL FRUTTO DELLO SPIRITO È … PACE Redazione a cura di Caterina Di Miceli Nonostante sia un giorno di battesimi, non viene interrotto il ciclo dedicato al frutto dello Spirito e la predicazione avrà per oggetto principale il tema della pace.
Il pastore Lirio introduce l’argomento dicendo ai battezzandi che la loro decisione di battezzarsi serve ad adempiere una parte del grande Mandato di Gesù alla Chiesa. Il comando che Egli diede ai Suoi discepoli sul monte Tabor dopo la Sua risurrezione fu, infatti, di andare per il mondo a fare discepoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e che il vero obiettivo, pertanto, è diventare Suoi discepoli, persone pronte ad offrirGli la propria vita, a lasciarsi ammaestrare, ad affrontare tutte le battaglie e le prove che la vita cristiana riserva, confidando in Lui per conseguire vittorie, e a vivere come a Lui piace.
Passa quindi a trattare della pace, la terza parte del frutto dello Spirito. Nel Suo sermone sul monte, Gesù disse: Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli (uioi, figli maturi) di Dio. Matteo 5:9 In modo semplice, ma profondo ed efficace, Gesù esalta i costruttori di pace, di quella pace vera che l’uomo naturale non conosce perché nella sua vita predominano l’agitazione, lo stress, l’ansia e la paura, e che solo chi è in Cristo, il Principe della Pace, può sperimentare nel cuore.
La Scrittura insegna come si può conoscere la pace di Dio. Innanzitutto ubbidendo al Signore, mettendo in pratica la Sua Parola. L’apostolo Paolo esortò i Filippesi a mettere in pratica ciò che avevano appreso da lui e gli avevano visto fare, per ricevere nel cuore la pace di Dio. Filippesi 4:9 Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi.
Dopo la risurrezione, quando si presentò ai discepoli che non avevano ben realizzato quanto era accaduto, Gesù li salutò con la parola "Shalom", ancor oggi saluto ebraico, che noi traduciamo con “pace”, ma il cui vero significato è più ampio, vuol dire infatti: sperimentare completezza, salute, prosperità e benedizione. Giovanni 20:19 Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: «Pace a voi!».…21 Poi Gesù di nuovo disse loro: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi».…26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». “Pace a voi” fu il saluto di Gesù ai Suoi discepoli, ed anche in questo noi Lo imitiamo. La prima volta, dopo la risurrezione, si presentò a loro entrando dove si trovavano rinchiusi per paura dei Giudei e rassicurandoli col saluto: «Pace a voi!»; dopo otto giorni si ripresentò, anche stavolta le porte erano serrate e ancora una volta li rincuorò col Suo saluto di pace, mentre nel loro cuore c’era tanta tensione.
Chi riceve Gesù, con Lui riceve la Sua pace, ma Gerusalemme purtroppo Lo rifiutò, e rifiutando il Principe della pace si precluse la possibilità di conoscere la pace vera. Al Suo popolo, Dio aveva mandato il tanto atteso Messia, ma il Suo popolo non Lo riconobbe, non accettò il Patto migliore che aveva portato per la sua salvezza. Per il destino di Gerusalemme, Gesù pianse e ne profetizzò la fine, cosa che avvenne nel 70 d.C. ad opera dei Romani, che la distrussero e diedero alle fiamme! Luca 19:42 dicendo: «Oh, se tu, proprio tu, avessi riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascoste agli occhi tuoi. Per duemila anni, fino ad oggi, Israele non ha conosciuto la pace, perché non ha riconosciuto Gesù come Messia. La stessa cosa avviene ad ogni persona che rifiuta di ricevere nel proprio cuore Gesù: ne va di mezzo il suo destino, sia terreno che eterno. Coloro i quali non riconoscono il piano di Dio nella propria vita e si ribellano a Lui, finiscono con lo sperimentare rovina e distruzione. Anche per loro Gesù può piangere, come pianse per Gerusalemme, ma non può obbligarli, perché rispetta la libertà individuale; solo chi Lo riceve nel cuore e Gli ubbidisce può conoscere la Sua pace.
La Scrittura ci incoraggia a perseguire tutto ciò che produce pace ed edificazione, contrastando l’opera opposta messa in atto dal nemico. Romani 14:19 Perseguiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla edificazione reciproca. Come si può sperimentare la pace di Dio? Con la giustificazione, allorché, mediante il ravvedimento e la fede in Dio, col perdono dei peccati si riceve la nuova natura e nel proprio cuore entra il Principe della pace. Romani 5:1 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, Nello
Spirito Santo, avendo comunione con Lui; mentre contristandoLo la pace
si perde. Nel luogo in cui si dimora, instaurando rapporti di comprensione e d’amore con le persone con cui si vive e mantenendo viva la vita di preghiera all’interno della casa. Salmi 122:7 Ci sia pace entro le tue mura e prosperità nei tuoi palazzi.
Nei nostri cuori, mantenendoci vicini a Gesù e provando riconoscenza per ciò che ha fatto per noi. Se ci si allontana da Lui subentrano immediatamente la tensione e il nervosismo. Colossesi 3:15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.
Custodendo cuore e mente. La pace di Dio, che supera ogni intelligenza umana, custodisce non solo il cuore, ma anche la mente, preservandola dalle malattie mentali tanto diffuse nel nostro tempo. Dove c’è Dio ci sono pace e benedizione, ma dove Dio manca regnano l’oppressione e la distruzione. Filippesi 4:7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
Attraverso l’armatura
spirituale. Chi indossa i sandali, che fanno parte dell’armatura
spirituale, e va ad annunciare la salvezza, con Cristo porta anche la Sua
pace, quindi, chi riceve Lui riceve anche la Sua pace. Nella Bibbia si parla di cinque livelli di pace. a. Il primo livello,
quello di base, si sperimenta con l’ubbidienza a Dio. È una pace incessante
come il flusso di un fiume, che cessa nel momento in cui si entra nella
disubbidienza e nella ribellione.
b. La pace può intensificarsi e moltiplicarsi crescendo nell’ubbidienza e nella santificazione. 1Pietro 1:2 eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.
c. Può crescere, fino a divenire una grande pace, lasciandosi ammaestrare e divenendo discepoli dell’Eterno. Isaia 54:13 Tutti i tuoi figliuoli saran discepoli dell'Eterno, e grande sarà la pace dei tuoi figliuoli. Chi non si sottomette e non si lascia discepolare, non può conoscerla perché, mentre l’ubbidienza viene dal Signore e porta a Lui, la ribellione viene dal maligno e porta inesorabilmente a lui! d. Può crescere tanto da divenire una pace perfetta. Il segreto è: confidare nel Signore! Isaia 26:3 Alla mente che riposa in te tu conservi una pace perfetta, perché confida in te.
e. Può raggiungere un livello del tutto incomprensibile alla mente umana. Filippesi 4:7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. È quella pace inspiegabile che regna nel cuore anche in occasione di situazioni tragiche e dolorose; una pace che sfugge alla comprensione umana e che suscita stupore perché, secondo natura, in quelle circostanze dovrebbero esserci angoscia e crisi di disperazione. Anche questo tipo di pace dipende dalla fiducia che si ripone nel Signore.
Far pace con Dio, come detto, è il primo passo. Invocare il Suo perdono, accettarLo come personale Signore e Salvatore e riceverLo nel cuore, fa conoscere la Sua pace soprannaturale e abilita a sperimentarla sempre di più. Conoscere la pace di Dio ci aiuta a vivere, è una ricchezza straordinaria che testimonia la Sua presenza nella nostra vita. |
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