Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 4 novembre 2007

 

  Oratore: fr.llo Luigi La Torre

BELLO  PER  DIO

 

L'Eterno disse a Mosè: «Farò anche questo che mi chiedi, poiché tu hai trovato grazia ai miei occhi e ti conosco personalmente». Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua gloria!». Esodo 33:17.18

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

2Timoteo 3:1 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati!

 

Nell’odierna predicazione, il fratello Luigi La Torre mette a fuoco tutte le cose che  allontanano da Dio e, di contro, quelle che rendono belli ai Suoi occhi. Le caratteristiche citate in questa parte della Scrittura (2Timoteo 3:1-5), improntate a indifferenza e insensibilità, tengono lontani da Dio, ma non sono esclusive delle persone del mondo, infatti con le parole: “…aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza” l’apostolo Paolo chiaramente si riferisce anche a persone inserite in chiesa, che mostrano un modo di fare tipico dei credenti, sembrano coinvolte nell’atmosfera di lode al Signore, ma in realtà non credono nella potenza dello Spirito Santo, non credono di poter ricevere da Dio alcuna soluzione ai loro problemi e sono credenti solo in apparenza. Essere in chiesa non vuol dire essere in Cristo; frequentare puntualmente i servizi di culto e le riunioni di cellula serve a ben poco se non si ha una personale e costante relazione con Dio! Ha scarso valore spendere un po’ di tempo con Dio o per Dio, perché ciò che veramente conta è decidere di spendere per Lui la propria vita! 

  

Chiediamoci in che misura siamo compromessi col Signore, se abbiamo davvero deciso di darGli la nostra vita o se, piuttosto, prestando ascolto ai messaggi che ci stimolano quotidianamente a curare il nostro aspetto esteriore al fine di essere accettati da chi ci sta intorno, siamo impegnati a costruire un’immagine esteriore da mostrare agli altri e trascuriamo di curare la bellezza interiore che piace a Dio. È bene curare l’esteriore, ma è più importante essere belli dentro.

 

Sta a noi scegliere se vogliamo piacere a noi stessi, agli altri o a Dio, ma ogni scelta avrà conseguenze diverse dalle altre. 

Chi vive per piacere a se stesso finisce col diventare egoista, col pregare solo per il personale tornaconto, per il trionfo del proprio io e per scopi che non sono in accordo con la Parola di Dio, ma… dove c’è l’io non c’è Dio e nel vero cristiano si vede che c'è Dio e si vede anche che vive per piacere a Lui.

Giacomo 4:3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.

 

Chi vive per piacere agli altri finisce col diventare ipocrita e non può essere servo di Cristo. Quando, per non dispiacere agli altri, si cede ai compromessi, non si ha il coraggio di dichiarare con franchezza la propria appartenenza al Signore, non si interviene allorché altri dichiarano le loro posizioni contro Dio, in realtà non si appartiene a Lui ma al mondo. Chi è del mondo si uniforma a tutto, ne è prova il fatto che anche chi si dichiara ateo augura “Buon Natale” sol perché lo fanno tutti e non per convinte motivazioni spirituali, infatti non sa che il vero buon natale si sperimenta quando si riceve Gesù nel cuore e che tutto il resto è solo illusione. 

Galati 1:10  Infatti, cerco io ora di cattivarmi l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.

 

Chi vuole piacere a Dio vede le Sue benedizioni, sperimenta la Sua presenza e vuole fare la Sua volontà continuamente, non occasionalmente.  

Giovanni 8:29 E colui che mi ha mandato è con me; il Padre non mi ha lasciato solo, perché faccio continuamente le cose che gli piacciono».

Il vero cristiano vive ogni giorno per piacere a Dio, è un adoratore, davanti ad ogni decisione si chiede qual è la Sua volontà. Se vogliamo fare la volontà del Signore possiamo essere certi che Egli non ci lascerà soli in nessuna circostanza avversa, ci aprirà le porte come aprì il mar Rosso, non permetterà ai leoni di sbranarci come non lo permise per Daniele. Chi cammina per fede, anche se può incontrare tempeste e opposizioni, confida nelle Sue benedizioni, nelle soluzioni ai problemi, nella guarigione, nella risposta ad ogni bisogno, ma senza fede è impossibile piacerGli. 

 

Ebrei 11:6 Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.

Per Dio è fondamentale che crediamo a tutto ciò che Egli ci dice e che Lo cerchiamo per quello che è: il Salvatore, l’Onnipotente, il Guaritore, il Liberatore, Colui che provvede ad ogni nostro bisogno, e se cerchiamo il Suo volto, se Lo adoriamo per quello che è, ci ricompenserà mostrandoci non solo il Suo volto, ma anche la Sua mano, la Sua Provvidenza paterna. 

 

Nell’Antico Testamento si parla di Mosé come di un servo di Dio esemplare per la Sua fede.

La Scrittura afferma che i suoi genitori ebrei, vedendo che era bello, nei primi tre mesi di vita non vollero gettarlo nel fiume per lasciarlo morire, secondo l’ordine del faraone.  

Ebrei 11:23 Per fede Mosè, quando nacque, fu nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché essi videro che il bambino era bello e non temettero l'ordine del re.

Probabilmente le parole “era bello” non vanno intese in senso fisico, ma spirituale; i suoi genitori dovettero avere la rivelazione che Dio aveva un piano per lui, che lo avrebbe usato, che quindi era bello per Dio e agirono per fede.

Il comportamento di quei genitori ci insegna ad avere gli occhi spirituali aperti per vedere il piano di Dio nella vita dei nostri figli e per incanalarli verso di Lui. È una nostra grande responsabilità ed anche se può costarci qualche disagio, dobbiamo indirizzarli nelle vie del Signore e inserirli con perseveranza nelle attività della chiesa, perché il patrimonio spirituale che possono acquisire, la capacità che svilupperanno di approcciare il trono di Dio, costituirà una grande ricchezza in tutta la loro vita.

 

I genitori di Mosé non si sbagliarono, infatti Dio aveva in serbo per lui un grandioso piano. All’età di tre mesi fu posto in un cesto e lasciato nel fiume, raccolto dalla figlia del faraone che lo tenne con sé, fu allevato, educato e istruito alla corte egiziana per divenire faraone a sua volta, ma quando divenne adulto, poiché sapeva delle sue radici ebraiche, rifiutò tutto quello che il mondo gli offriva e preferì piacere a Dio. 

Ebrei 11:24 Per fede Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del Faraone, 25 scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. 27 Per fede lasciò l'Egitto senza temere l'ira del re, perché rimase fermo come se vedesse colui che è invisibile.

 Mosé rifiutò potenza e onori, scelse di soffrire col suo popolo, di obbedire a Dio e di credere in Lui. Anche noi possiamo trovarci in situazioni che ci costringono ad effettuare delle scelte e davanti a tentazioni allettanti in presenza delle quali dobbiamo decidere cosa fare.

 

La tentazione può venire dalla carne, dal mondo e da Satana e dietro ad ognuna di esse si nasconde uno scopo ben preciso del maligno: far venire fuori da noi il peggio, non farci adempiere la volontà di Dio, distrarci da Lui e farci prendere le distanze dal Suo piano, indurci a vivere in una pietà apparente, rinnegando la  potenza di Dio.

 

La Scrittura ci insegna che quando la tentazione viene dalla carne dobbiamo fuggire, come fuggì Giuseppe quando, alla corte di Potifar, fu oggetto delle avances di sua moglie. Dobbiamo fuggire davanti alle tentazioni più svariate, come quella del fumo, dell’alcool, delle immagini pornografiche, della droga, ecc.; dobbiamo fuggire dagli amici che vogliono trascinarci nei vizi e portarci in luoghi dove c’è peccato, che vogliono adescarci e portarci lontano da Dio. Davanti alle tentazioni della carne la parola chiave è “fuga”!

 

Quando le tentazioni vengono dal mondo, dobbiamo mettere in azione la fede e decidere di stare col nostro Padre Celeste per non perdere le Sue benedizioni, per non divenire preda delle illusioni e degli inganni in cui il mondo ci attira. Per resistere a tali tentazioni è indispensabile stare alla presenza di Dio, frequentare persone che possano aiutarci a non cedere e a non cadere nella trappola della tentazione. A questo scopo tutti abbiamo bisogno di crescere nella fede.

 

Quando le tentazioni vengono dal maligno, dobbiamo lottare contro di lui senza timore, perché è un nemico già sconfitto, che trema al solo sentire nominare il sangue di Gesù. In virtù di quel sangue egli non può nulla contro di noi, dobbiamo solo essere consapevoli dell’autorità che abbiamo grazie a quel prezioso sangue. Davanti alle tentazioni del maligno ricordiamoci di dirGli “sta scritto…” e dobbiamo conoscere la Parola di Dio per rircordargli la sua sconfitta e comandargli di andare lontano da noi, perché apparteniamo a Cristo. Non lo scacceremo per la nostra forza, ma per la potenza della Parola di Dio.

 

Mosé disse di no ai piaceri del peccato e a tutti gli interessi che lo avrebbero allontanato da Dio. Anche noi davanti alle tentazioni dobbiamo decidere di rifiutare, perché dalle nostre decisioni dipende il nostro destino. Se decidiamo di ascoltare la voce di Dio saremo benedetti, ma se decidiamo di fare scelte che non sono nella Sua volontà ne piangeremo le conseguenze; se decidiamo di prestare ascolto alla voce di Dio e di vivere con Lui, anche se sappiamo che tale scelta può comportare difficoltà e persecuzioni, sappiamo anche con certezza che ci attende un’eternità da trascorrere con Lui; se invece decidiamo di peccare, con tutto il piacere che il peccato può darci, dobbiamo sapere che inevitabilmente esso ci allontana dal Signore e comporta sempre delle gravi conseguenze, perché il peccato non perdona e alla fine presenta un conto da pagare.

Satana ha un vantaggio: per attirarci si serve di cose visibili, mentre le cose del Signore sono invisibili e bisogna sceglierle per fede; però, mentre le prime sono illusorie e passeggere, le seconde sono eterne. Scegliendo le prime se ne sconoscono le conseguenze e gli inganni che nascondono, perché Satana è l’ingannatore per eccellenza, mentre scegliendo le cose di Cristo si sa per certo che si riceveranno le Sue benedizioni.

 

Mosé vinse tre tentazioni:

1.    Vinse la tentazione di salire sul trono più importante del mondo di allora, di avere potere e una posizione di grande prestigio davanti agli uomini. Dovendo scegliere tra due possibilità: avere successo personale o avere successo per Dio, divenire il faraone d’Egitto o il liberatore del popolo d’Israele, Mosé scelse la seconda.

     Anche noi siamo chiamati a scegliere se preferiamo vivere per le cose temporanee di questo mondo o spendere ciò che ci resta da vivere per le cose eterne; se scegliere ciò che vediamo o quello che non vediamo; basta un attimo, un sì o un no, per decidere della nostra vita, e la nostra scelta può portarci vicino a Dio o lontano da Lui. 

     Ogni giorno ci troviamo a dover scegliere tra la gloria dell’Egitto e le benedizioni del Signore, può trattarsi di scelte molto travagliate e bisogna lasciarsi consigliare dalla propria guida spirituale appositamente costituita dal Signore per metterci in guardia da passi falsi. 

 

2.    Vinse la tentazione dei piaceri di questo mondo, non solo di quelli della carne, ma di tutto ciò che poteva allontanarlo da Dio. Quante distrazioni, interessi, passatempi ci appassionano e ci impediscono di usare il nostro tempo come più piace a Dio! Quante volte ci siamo prestati a commettere cose più o meno lecite, che non piacciono a Dio, pensando che per una volta, tutto sommato, non succede niente! Inizialmente il peccato attira con poco, ma poi prende il cuore e coinvolge totalmente con danni irreparabili.

 

3.    Mosé stimò il vituperio di Cristo maggiore delle ricchezze del mondo. Le ricchezze adescano, vogliono governare la nostra vita, ma la nostra gioia non dipende da ciò che possediamo bensì da quello che abbiamo dentro e solo se abbiamo Cristo siamo le persone più ricche del mondo. Pur di possedere una bella casa molti s’indebitano, si caricano di superlavoro, non possono dedicarsi ai figli, vedono la propria famiglia disgregarsi e andare in malora. Molto meglio essere poveri con Gesù che ricchi col maligno; meglio una vita modesta ma senza debiti, con la gioia e la pace del Signore, ricchezze che non possono essere acquistate col denaro.

Per attirarci, il maligno ha le sue strategie, è pronto a pagare per riportarci nel mondo, ma c’è Uno che ha pagato col Suo sangue per liberarci dalla sua schiavitù e tenerci con sé; appartenere a Lui è tutta un’altra cosa, perché è il solo che può darci certezze, pace, gioia; che può manifestare la Sua potenza in modo glorioso e soprannaturale: il Suo nome è Gesù! Molto meglio essere nella tempesta con Gesù che in posti belli col maligno; meglio essere tristi e stare con Gesù, che allegri e stare col diavolo; meglio Gesù, perché il nostro nome è scritto nel libro della vita e passeremo con Lui l’eternità.

 

Mosé scelse di essere il liberatore d’Israele, ma come fece ad affrontare ciò che lo attendeva per portare il popolo fuori dall’Egitto? Per fede nel sangue degli agnelli con cui vennero segnate le case del popolo d’Israele.

Ebrei 11:28 Per fede celebrò la Pasqua e fece l'aspersione del sangue, affinché colui che distruggeva i primogeniti non toccasse quelli d'Israele.

Scegliamo anche noi di spendere la nostra vita per portare liberazione nella vita degli altri! Il sangue di Gesù preserva dal distruttore, è così potente da portare salvezza, liberazione, guarigione ed ogni bernedizione; per mezzo di quel sangue la nostra vita non sarà toccata se teniamo il nostro sguardo fisso nell’invisibile, su Gesù,  autore e compitore della nostra fede (Ebrei 12:2).

 

Tutta la vita di Mosé fu costruita sul suo carattere e poiché il carattere si forma in base alle decisioni, che a loro volta sono influenzate dai valori a cui si dà importanza e questi  dipendono dalla visione che si ha, in definitiva ciò che si ha davanti agli occhi decide della nostra vita. Se teniamo i nostri occhi fissi su Gesù e sulle Sue cose eterne, Egli influenzerà i nostri valori, le nostre decisioni e il nostro carattere. Il maligno usa e getta, porta al successo e alla gloria, ma poi lascia nella depressione, nella malattia, nella droga e nella disperazione; attira con la mira del successo, ma non mostra le conseguenze. Scegliamo di piacere a Dio e di essere belli per Lui, perché Dio ci valorizza, ci benedice, ci sostiene, crede in noi, con Lui si ha tutto da guadagnare!    

 

Web Master

Antonio Settecase