Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 1 luglio 2007

 

Oratore: Pastore Rosario Mascari

 

RAGGIUNGERE  LA  MATURITÀ  IN  CRISTO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Procedendo sul tema delle caratteristiche dello Spirito Santo, che il pastore Ottavio Prato ha enunciato la scorsa domenica nelle linee generali, accostandole a quelle della colomba che nella Scrittura Lo raffigura, oggi il pastore Rosario Mascari approfondisce la parte relativa al frutto dello Spirito.

 

Riallacciandosi all’illustrazione secondo cui i frutti dello Spirito sono rappresentati nella colomba dalle nove piume primarie di un’ala, mentre le nove dell’altra ala raffigurano i doni, il pastore Mascari afferma che, come la colomba per poter volare necessita di entrambe le ali, così il credente, per volare in modo equilibrato nello Spirito, deve avere sia i Suoi frutti che i Suoi doni, perché dar valore solo ai doni, cioè alla potenza dello Spirito Santo, trascurando i frutti, porta inesorabilmente fuori strada.

Si possono paragonare i carismi ad un fiume in piena che scorre e la dottrina al suo argine; ne consegue che, come un fiume privo di argini può portare distruzione e morte, così senza il fiume, cioè senza la potenza dello Spirito Santo, la sola conoscenza della Parola porta aridità spirituale. La potenza dello Spirito deve necessariamente essere canalizzata nella Parola di Dio in modo equilibrato.

 

Esistono chiese in cui si discute sulla validità del battesimo nello Spirito Santo, sull’esistenza delle lingue e dei doni dello Spirito, sulla guarigione divina, sulla possibilità che Dio si manifesti ancora, e su tali temi non mancano le dissertazioni e i convegni, ma lì… lo Spirito Santo non c’è!

In altri luoghi abbondano le manifestazioni dello Spirito, ma non si predica la Parola!

Tali squilibri possono produrre effetti decisamente negativi.

La Parola di Dio paragona il credente a un buon terreno in cui deve essere seminato un seme che produca una pianta che dia un buon frutto, ma come il contadino per veder crescere e produrre una pianta può solo curarla, perché è Dio che la fa crescere e fruttificare, così noi non possiamo produrre buoni frutti da soli, per le nostre buone opere, perché ciò avviene solo stando stretti al nostro Capo, a Cristo. In Lui possiamo raggiungere la maturità spirituale e vivere nel frutto dello Spirito, in particolare nell’amore, nel quale ancora difettiamo. Chi, infatti, può dire di mettere pienamente in pratica il comando di amare coloro dai quali è odiato e di avere raggiunto lo stesso livello di amore di Gesù? Siamo immaturi e Gesù vuole cambiarci, farci camminare nell’amore, la sola via che porta alla perfezione. Chiediamoci seriamente quanto sappiamo amare, qual è il grado della nostra maturità spirituale e in che misura siamo simili a Cristo, quindi diamoci delle risposte veritiere, perché il cristianesimo non è fatto di teoria e di parole vane, ma di fatti.

Il cristianesimo è la manifestazione dell’amore di Dio, che è venuto sulla terra per amore. Si è sostituito a noi per salvare un’umanità incapace di amare, ha pagato il prezzo della  condanna a cui eravamo destinati ed ha dimostrato il Suo amore morendo sulla croce. Vivere il cristianesimo significa percorrere il cammino che tende a raggiungere il carattere di Cristo.

 

Efesini 4:12 per il perfezionamento dei  santi, per l’opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all'unità della fede e della  conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della  pienezza di Cristo; 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gl’inganni dell'errore; 15 ma, dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

L’apostolo Paolo doveva essere grandemente unto dallo Spirito Santo per potersi esprimere in modo così profondo e toccante. Egli parla dei bambini spirituali, la cui caratteristica, come quelli naturali, è l’egoismo. I bambini sono centrati su se stessi, sanno solo pretendere, ma da grandi non si può essere come loro! Anche l’egoismo dei grandi è segno d’immaturità.  

Nelle predicazioni delle scorse domeniche è stata più volte ribadita la differenza tra il credente e il discepolo, tra chi si accontenta della salvezza e chi volontariamente decide di servire il Signore e di maturare, rinunciando, per amore di Dio e degli altri, a vivere per se stesso.

Romani 8:29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad essere conformi all'immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli.

Gesù è dovuto morire e risuscitare, affinché noi diventassimo conformi a Lui, nostro fratello maggiore.

 

La maturità spirituale di una persona può essere misurata in base al suo modo di parlare e di comportarsi, cose che riflettono il suo intimo, ma esistono molte convinzioni errate riguardo alle modalità con cui essa si realizza. 

 

In passato molti hanno creduto e alcuni ancora credono, che si diventi spiritualmente maturi in modo automatico, ascoltando le predicazioni domenicali o frequentando qualche riunione di cellula, in altri termini per la frequenza; ma non è vero, non è sufficiente essere spettatori ed ascoltare, bisogna mettere in pratica ciò che si ascolta.

Filippesi 2:12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più  ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore; 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute,

Da queste parole dell’apostolo Paolo risulta chiaro che bisogna adoperarsi per mettere in pratica la Parola di Dio; non farlo e non decidere di vivere secondo i suoi insegnamenti, impedisce di crescere.    

Romani 6:13e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizi.

Nell’esortarci a non prestare le nostre membra al peccato, l’apostolo non si riferisce solo ai peccati più vistosi, ma anche a quelli più nascosti e apparentemente meno gravi, come l’odio e il risentimento, ugualmente causa di morte in quanto negazione dell’amore. Ci esorta inoltre a presentarci a Dio come morti a noi stessi e viventi in Cristo, dichiarandoGli di voler essere strumenti di giustizia. Prestarci al peccato significa assecondare le opere della carne, allontanarci da Dio e diventare preda del maligno che, per quanto cerchiamo di nasconderci, ci troverà per distruggerci, mentre se camminiamo secondo lo Spirito, non  potrà toccarci.  

 

Altro grave errore è credere che la crescita spirituale sia un fatto mistico riservato ad alcuni. Anche questa convinzione è errata, perché il carattere di una persona si forma in base alle abitudini che sviluppa. Alcune religioni insegnano che ci si santifica assumendo determinate posizioni, pronunciando parole o articolando suoni, isolandosi dal resto del mondo o facendo particolari riti. Tutto falso. Neppure stare per molte ore a pregare e a leggere la Bibbia santifica, se ciò non è accompagnato da una vita che la rispecchi. Gesù stava con Dio, ma anche con gli uomini; pregava, ma metteva in pratica la volontà del Padre.   

1Corinzi 9:25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile; ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile.

Qui Paolo paragona la vita del cristiano a quella dell’atleta che si disciplina, si corregge, si allena, si autocontrolla per ricevere la corona della vittoria, che è corruttibile, mentre la nostra sarà incorruttibile. Chi è ipermistico ed esagera in tutto, anche nella preghiera, differenziandosi da tutti gli altri, di certo non è imitatore di Gesù, che spendeva molto del Suo tempo tra persone di ogni risma, anche tra i peggiori peccatori e aveva un tempo per ogni cosa.  

 

Terza errata e diffusa convinzione è che la crescita spirituale avvenga istantaneamente, che leader si diventi in un giorno o pastore all’improvviso, ma nulla avviene in modo così immediato. 

Consideriamo che la terra promessa fu conquistata poco a poco e che è significativo anche ciò che il profeta Ezechiele, per raffigurare la nostra crescita spirituale, afferma a proposito del fiume di Dio. Egli dice che l’Angelo lo portò prima dove l’acqua gli arrivava alla caviglia, poi dove arrivava alle ginocchia, poi ai fianchi, infine dov’era così profonda da potersi attraversare solo a nuoto. Questo ci dice che Dio non ci porterà nelle acque alte se non sappiamo nuotare, non ci chiederà grandi cose se non abbiamo conoscenza della Sua Parola, ma ci porta dove il nostro grado di maturità ci permette di stare.

 

Quarta cosa errata è credere che per crescere spiritualmente la cosa più importante sia la conoscenza della Bibbia. L’apostolo Giacomo ci insegna che la fede deve essere operante, cioè deve essere mostrata mediante le opere; ciò vuol dire che a nulla vale conoscere tutta la Bibbia, studiare i trattati di teologia e professarsi persone di fede, se  poi si tratta male chi ci sta accanto. Se il nostro stile di vita non cambia, la nostra non è fede e il nostro non è cristianesimo, semmai ci illudiamo di avere fede e di essere cristiani. La maturità spirituale, come già ribadito, non dipende da quanto conosciamo, ma da quanto mettiamo in pratica.  

 

Gesù non disse che ci riconosceranno da quanto sappiamo, da come predichiamo o da quanti miracoli avvengono per nostro mezzo, ma dal frutto (Matteo 7:16), dalla vita pratica, dalla testimonianza che sappiamo dare. Molti credenti, anziché alberi da frutto, sono dei cactus, che sanno solo pungere, ma se diciamo di essere veri cristiani, chi ci sta intorno deve trovarsi bene con noi, non deve sentirsi punto e ferito. Non possiamo predicare l’amore e poi vivere nell’odio!  Le persone con cui non si sta bene non hanno realizzato alcuna maturità spirituale.

 

Mettiamoci in discussione, decidiamo di essere avveduti e di morire a noi stessi per vivere in Cristo il suo stesso tipo di vita, costruiamo la nostra casa sulla roccia mettendo in pratica la Parola di Dio,  essa non crollerà neppure nei momenti di tempesta.

Matteo 7:24 «Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto che ha edificato la propria casa sopra la roccia.

 Se la nostra vita non scorre come vorremmo, è perché non usiamo il pane della vita che Dio ci ha procurato: la Sua Parola. Nessuno ci impedisce di metterla in pratica e di fare la Sua volontà, neppure il nemico può impedircelo. 

 

Molti, infine, commettono l’errore di credere che la crescita spirituale sia un fatto personale, privato. Non è vero. Senza il Corpo di Cristo e senza una chiesa locale non può esserci crescita. Dio stesso dice che non è bene stare soli. La presenza degli altri ci aiuta a crescere, persino la presenza di alcuni fratelli fastidiosi può aiutarci a migliorare nella pazienza, mentre stando soli è indubbiamente più facile mantenere comportamenti improntati a spiritualità.  

1Giovanni 1:5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. :7 Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

Chi non sta bene spiritualmente preferisce evitare di stare con gli altri: questo è un infallibile metro di valutazione della crescita spirituale di una persona; chi invece sta bene con Dio ed ha comunione con Lui, gradisce stare con gli altri ed ha comunione con loro.     

Colossesi 3:11 Qui non c'è più Greco e Giudeo, circonciso e incirconciso, barbaro e Scita, servo e  libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonati, così fate anche voi. 14 E sopra tutte queste  cose, rivestitevi dell'amore, che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.

 

Il pressante appello: “Vestitevi…rivestitevi…” denota volontarietà, indica che ciascuno di noi deve scegliere di vivere nell’amore per essere liberato da tutto il male e dalla distruzione che abitudini ed attitudini sbagliate possono produrre nella nostra vita. Invochiamo il sangue di Gesù per esser purificati dagli egoismi che ci bloccano nella maturazione spirituale, stiamo stretti al nostro Capo per crescere nei frutti dello Spirito Santo, tendiamo a realizzare l’equilibrio necessario per volare nello Spirito con i Suoi frutti ed i Suoi doni.  

 

Web Master

Antonio Settecase