Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 1 aprile 2007
Oratore: Pastore Lirio Porrello
BATTESIMI
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
In un’atmosfera intrisa di forte emozione, i battezzandi testimoniano le esperienze personali fatte col Signore. Le parole prorompono di getto, spontanee e toccanti, e rendono la chiesa partecipe di tante storie di vite cambiate e delle opere meravigliose compiute da Dio in chi Gli ha aperto il cuore e donato la propria vita. Tanti miracoli e un’unica passione, un unico grande amore per Gesù. Hanno sperimentato l’amore di Dio, la Sua potenza e la Sua fedeltà, e in ottantacinque tra fratelli e sorelle, nell’arco dei quattro servizi domenicali, in obbedienza al comando: “fate discepoli …battezzandoli”, hanno deciso di battezzarsi in acqua e di dichiarare pubblicamente la loro decisione di divenire discepoli del Signore.
Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque,e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen». Il Battesimo in acqua, come gli altri del Nuovo Testamento, è prerogativa esclusiva di chi ha creduto, e assieme alla Cena del Signore ha un grande valore, in quanto entrambi sono legati alla morte e risurrezione di Cristo, infatti col battesimo ci s’identifica col Signore nella morte e risurrezione, e con la Santa Cena ci si ricorda di esse in attesa della Sua seconda venuta.
Che significa identificarsi con Cristo? L’identificazione è la legge spirituale secondo cui si diviene tutt’uno con la persona che si ama, di cui si condividono le emozioni. Come i tifosi, ad esempio, s’identificano con la loro squadra e con essa gioiscono o soffrono a seconda delle circostanze, così il cristiano, identificandosi con Cristo, fa propria la Sua stessa vita. Il concetto viene egregiamente espresso dall’apostolo Paolo: Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Egli dice che la sua vecchia natura è stata crocifissa con Cristo, e che la vita che vive nella carne non è la sua, ma quella di Cristo risorto che vive in lui. Un’identificazione totale!
La dottrina dei battesimi non è umana, ma divina; fa parte della dottrina fondamentale di Cristo, e per tale motivo riguardo ad essa non si può scendere a compromessi. Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, Ebrei 6:2 della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno; Dopo il ravvedimento dalle opere morte e la fede in Dio, i primi due pilastri del fondamento della dottrina di Cristo ed entrambi necessari per realizzare la nuova nascita e la salvezza, c’è la dottrina dei battesimi. Ma quanti e quali sono i battesimi del N. T.?
Premesso che la parola Battesimo, dal greco baptizo, significa immergere totalmente fino a sommergere, è da dire che nella Scrittura sono citati sette battesimi, tre dei quali riguardano il Nuovo Testamento.
1. Il battesimo nel corpo di Cristo, il solo essenziale per la salvezza. Avviene quando si riceve nel cuore Gesù, e con Lui la natura divina che prende il posto di quella diabolica che rende schiavi del peccato e di satana. Nel preciso istante in cui si acquista la nuova natura e avviene la nuova nascita, per mano divina si viene immersi nella Chiesa, cioè si entra a far parte del corpo di Cristo. Il pastore sottolinea il valore del Corpo di Cristo e la necessità di vivere in comunione fraterna, amandosi e servendosi vicendevolmente; esorta a non isolarsi, a non decidere di vivere il proprio cristianesimo da soli, perché è contrario agli insegnamenti biblici, visto che come nel naturale se dal corpo umano si distacca una parte, muore, così è nel corpo di Cristo: nessun membro può sopravvivere se non sta attaccato ad esso.
2. Il battesimo in acqua. Si pratica per esplicito comando del Signore; serve a testimoniare ciò che si è realizzato col battesimo nel corpo di Cristo e a dichiarare pubblicamente di voler essere Suoi discepoli, cioè persone pronte a lasciarsi ammaestrare e guidare per piacere a Lui e camminare nelle Sue vie. L’abito bianco simboleggia l’avvenuta cancellazione di tutti i peccati.
3. Il battesimo nello Spirito Santo. Può avvenire prima o dopo il battesimo in acqua, ma comunque dopo la nuova nascita. È essenziale per ricevere la potenza per testimoniare e servire il Signore. Pietro non era ancora nato di nuovo quando, pur essendo stato un discepolo di Gesù, per timore di conseguenze negative Lo rinnegò tre volte, ma dopo la risurrezione egli ricevette la salvezza e con la Pentecoste fu così ripieno di Spirito Santo che da lui fuggirono tutte le paure e i calcoli carnali.
Come detto, nel battesimo in acqua avviene l’identificazione del credente con Cristo. All’atto dell’immersione s’identifica con Lui nella morte, quindi nella separazione dal mondo, da satana, dalla carne e dal peccato; nel seppellimento, cioè nel funerale del suo vecchio uomo. All’atto dell’emersione s’identifica con Cristo nella risurrezione ad una vita vittoriosa. Inizia quindi col Signore un cammino nuovo improntato alla santità, libero dal peccato e dalle concupiscenze della carne, e con Lui ascende ai luoghi celesti (Efesi 2:6), in posizione di autorità su tutta la potenza del nemico. Gesù stesso ha delegato i Suoi discepoli ad usare, nel Suo nome, la Sua stessa autorità sul maligno, sulle malattie e su tutte le circostanze negative.
Visto che il battesimo in acqua raffigura l’identificazione del credente con Cristo nella morte e nel seppellimento, deve essere praticato necessariamente per immersione, e inoltre, poiché il battezzando deve testimoniare la propria fede nel Signore e la personale esperienza fatta con Lui, deve essere ministrato necessariamente soltanto a persone che sono in età di farlo. In definitiva il battesimo in acqua rappresenta la nostra completa liberazione dai vizi, dalle situazioni distruttive, da una vita fatta di bassezze e carnalità, e la libertà raggiunta deve servirci per annunciare e ministrare la liberazione agli altri. Giovanni 8:34 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato è schiavo del peccato. 35 Or lo schiavo non rimane sempre nella casa; il figlio invece vi rimane per sempre. 36 Se dunque il Figlio vi farà liberi sarete veramente liberi».
L’apostolo Paolo fa notare che nell’A. T. il battesimo in acqua trova riscontro nell’attraversamento del mar Rosso da parte degli Ebrei dopo che uscirono dall’Egitto. Corinzi 10:1 Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare, 2 tutti furono battezzati per Mosè nella nuvola e nel mare, 6 Or queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi fecero, Esiste un perfetto parallelismo tra la liberazione dell’uomo naturale dalla schiavitù del peccato e di satana, e quella del popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto, che simboleggia il mondo e la vita di peccato. La Scrittura afferma che gli Israeliti, usciti dall’Egitto, furono tutti battezzati nell’attraversare il mar Rosso; dice anche che ancor prima di uscire dall’Egitto avevano celebrato la Pasqua, segnato col sangue degli agnelli sacrificati gli stipiti delle porte e che per questo motivo erano stati preservati dall’angelo distruttore che passava per uccidere tutti i primogeniti. Anche noi siamo usciti dall’Egitto, cioè dalla schiavitù del peccato e di satana, anche noi siamo stati spruzzati col sangue dell’Agnello, l’unico che salva, libera e protegge, ma dobbiamo guardarci dall’agire come fecero molti Ebrei dopo essere stati liberati. Avevano sperimentato la protezione del sangue dell’agnello, erano stati battezzati nel mare, avevano realizzato una totale liberazione dalla schiavitù del vecchio padrone ed erano stati introdotti in un nuovo territorio per vivere un nuova vita, eppure… molti desideravano ritornare alla miserabile vita egiziana! Non facciamolo mai! Chi si è identificato con Cristo, ha celebrato il funerale al proprio vecchio uomo, ha dichiarato di essere stato liberato dal peccato e dalle sue conseguenze, ha iniziato col Signore un cammino di santità, non si lasci tentare dal desiderio di tornare indietro alle cose a cui è morto, perché rischia di fare la stessa fine di quegli Ebrei che, dopo aver assaporato la gioia della liberazione, pensavano con nostalgia alle misere cose che l’Egitto offriva loro: Dio non gradì tali attitudini e li fece morire nel deserto, impedì loro di vedere la terra promessa! Chi si battezza decida fermamente di dare a Dio il primo posto in assoluto nella propria vita, di amarLo, onorarLo, seguirLo con fedeltà e fermezza e vivere santamente, perché questo riserva gioie a sazietà e grandi benedizioni per se stessi, per la propria famiglia e per le persone che incontrerà nel suo cammino. In Cristo siamo stati chiamati a vivere liberi la Sua vita di risurrezione!
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