Servizio di adorazione ore 8.00  -   Palermo, domenica 31 dicembre 2006      

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

SVILUPPARE  LE  ABILITÀ  SPIRITUALI

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

In quest’ultimo giorno del 2006 è d’obbligo un momento di riflessione sull’anno appena trascorso,  per metterne a fuoco i risultati ottenuti e formulare i propositi per quello che sta per entrare. Come ci si era ripromesso al suo inizio, questo è stato realmente un anno di decisioni, e tra le più importanti quella di inviare in missione nelle Marche una coppia di fratelli, coerentemente al carattere missionario della nostra chiesa, che tra i principali obiettivi si pone quello di far sorgere, sparse nella nostra nazione, chiese che credano nel risveglio, preghino perché si manifesti sempre più e si adoperino a tal fine. Altro evento degno di nota è quello conseguente alla venuta a Palermo di Benny Hinn, e cioè il nuovo rapporto instauratosi tra i pastori di varie chiese locali, che hanno formulato un progetto di dialogo e collaborazione, alla cui base sta un patto etico di rispetto dagli stessi puntualizzato nei dettagli, affinché nel Corpo di Cristo ci sia ordine e desiderio di pregare in accordo. Possiamo affermare che quest’anno, al di là dei problemi e delle difficoltà che puntualmente cercheranno di ostacolare il cammino, in ogni circostanza abbiamo visto la fedeltà di Dio, le Sue benedizioni e la Sua tangibile meravigliosa presenza.

 

Il Padre Celeste vuole che nel 2007 ciascuno di noi sviluppi e usi le potenzialità, le capacità, la conoscenza e i doni dello Spirito, che sperimenti quelli di ispirazione, rivelazione e potenza che ha ricevuto al momento del Battesimo nello Spirito Santo per l’utile comune e che probabilmente sono rimasti infruttuosi, che s’impegni anche nel servizio e si renda utile in qualche attività della chiesa, perché se tutti svilupperanno le abilità spirituali, tutta la chiesa salirà di livello nel rapporto con Dio e ci sarà nuovo impulso al risveglio.

 

Ritornando al tema del parlare in altre lingue accennato la scorsa domenica, il pastore riferisce un fatto accaduto durante il recente ritiro di Partinico. Un fratello, pur avendo ricevuto lo Spirito Santo, incontrava difficoltà a parlare in lingue, e durante un servizio di adorazione, mentre tutti lodavano Dio e cantavano in altre lingue in un momento di forte unzione, anche lui cominciò a farlo, manifestando successivamente il suo stupore, visto che prima d’allora non vi era riuscito. Aveva cantato in lingue ancor prima di parlare!

 

Prendendo spunto da tale episodio, per chiarire i meccanismi che s’innescano quando si parla in altre lingue, il pastore spiega che Dio ha dato al nostro cervello due parti con compiti nettamente distinti: la parte sinistra, razionale, è preposta al parlare, fare calcoli e studi in genere; la parte destra, creativa, si occupa di tutto ciò che riguarda l’inventiva e la fantasia, l’intuizione, l’immaginazione, i sogni e le visioni, evidenzia le inclinazioni, elabora le capacità artistiche, permette le passioni, gli innamoramenti, la fede, ecc., e afferma che, però, è il centro della parola che regola la nostra vita e condiziona il nostro agire e tutto il nostro essere.

Per questo motivo, quando lo Spirito Santo usa il centro della parola per ispirarci un linguaggio che non proviene da apprendimento naturale, ci edifica sia nella nostra vita spirituale che in quella pratica, visto che la confessione di fede che si pronuncia con la bocca influenza l’intero essere. 

Atti 2:4 Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.

 

Chi non ha sperimentato tale manifestazione soprannaturale e non si spiega come ciò possa avvenire, si presta a credere alle cose più assurde, persino che si tratti di un fenomeno dovuto a somministrazione di droghe o a pratiche ipnotiche, come ha riferito una persona dopo la sua conversione. Criticava la sorella perché parlava in altre lingue ed è venuta in chiesa con pregiudizi, intenzioni provocatorie e scopi aggressivi, ma toccata dalla Parola di Dio ha accettato Gesù, e quando anche lei ha ricevuto il battesimo nello Spirito Santo ed ha iniziato a parlare in altre lingue ha compreso che non c’erano inganni e che quello che credeva effetto di droga era semplicemente dovuto alla presenza dello Spirito Santo nel cuore!

 

Oltre che del centro della parola, lo Spirito si serve della parte creativa del nostro cervello, come si legge nel libro del profeta Gioele.

Gioele 2:28 «Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.

L’apostolo Pietro citò questo versetto per spiegare ciò che era accaduto nel giorno di Pentecoste, ma in realtà in quell’occasione si ebbe solo la manifestazione del parlare in altre lingue, l’unica che attesta l’avvenuto battesimo nello Spirito Santo e quindi l’unica essenziale, ma lo Spirito Santo può anche dare sogni e visioni,  ispirare parole profetiche, promuovere le abilità creative.  

Alcune persone, pur essendo state battezzate nello Spirito Santo, non hanno compreso che il parlare in altre lingue edifica, mantiene ripieni di Spirito e sensibili a Dio.

1Corinzi 14:2 perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo comprende, ma egli in spirito proferisce misteri…. 4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa. 5 Io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è superiore a chi parla in lingue a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.…13 Perciò chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare,

L’apostolo Paolo afferma che il parlare in altre lingue fortifica, trasforma, edifica e permette di parlare a Dio, il solo che può comprenderle, ma esorta ad andare oltre e a desiderare i doni che servono agli altri, come quello dell’interpretazione e della profezia.

 

 La Scrittura ci avverte che per essere ispirati dallo Spirito Santo dobbiamo essere ripieni di Lui, altrimenti saremo ispirati da ciò che ci riempie e ci domina: ira, rancore, violenza, ecc., mentre chi è ripieno di Spirito entra nella Sua stessa dimensione e viene ispirato a cantare, lodare, ringraziare, esaltare il Signore e viene disinibito in ciò che di meglio ha in sé. 

Efesini 5:18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito, 19 parlandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e lodando col vostro cuore il Signore, 20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo…

 

L’Antico Testamento riporta esempi di persone che hanno ricevuto da Dio abilità creative.

Grazie alla capacità d’interpretare ogni genere di sogni e visioni, Giuseppe  interpretò il sogno del faraone e con la sua sapienza salvò dalla carestia il popolo d’Egitto; per questo motivo fu apprezzato tanto da divenire il vicefaraone di quel Paese.

Genesi 41:15 E il Faraone disse a Giuseppe: «Ho fatto un sogno e non vi è alcuno che lo possa interpretare; ma ho sentito dire di te che, quando hai udito un sogno, tu lo puoi interpretare».

Genesi 41:16 Giuseppe rispose al Faraone, dicendo: «Non sono io; ma sarà DIO a dare una risposta per il bene del Faraone».

 

Anche Daniele aveva ricevuto da Dio la capacità d’interpretare sogni e visioni.

Daniele 1:17 A tutti questi quattro giovani DIO diede conoscenza e intendimento in tutta la 

letteratura e sapienza; e Daniele ricevette intendimento di ogni genere di visioni e di sogni.

Si trovava al servizio del re di Babilonia quando questi, turbato da un sogno, pretendeva che i suoi saggi non solo lo interpretassero, ma addirittura che dimostrassero di conoscerlo senza averglielo sentito raccontare. Tutti si dichiararono incapaci ed egli emanò per essi un decreto di morte. Daniele chiese del tempo per dargli la risposta e mentre pregava con i suoi amici, ricevette dal Signore la rivelazione del sogno, che riferì al re dimostrandogli di conoscere l’unico vero Dio.

Daniele 2:19 Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. Così Daniele benedisse il Dio del cielo.

Oltre al dono dell’interpretazione dei sogni, Daniele aveva ricevuto una rivelazione soprannaturale, cose che possiamo ricevere anche noi se ci poniamo nel giusto rapporto con lo Spirito Santo.

 

Anche a noi Dio ha dato capacità creative, ma poiché il nostro sistema scolastico, curando la nostra parte razionale più di quella creativa, non promuove lo sviluppo di quest’ultima, dobbiamo impegnarci noi a svilupparla sulla base della Parola di Dio, anche al fine di presentare l’Evangelo in modi che meglio captino l’attenzione delle persone: drammatizzazioni, filmati, cantici, ecc..

Dio ci ha dato la  potenzialità  di sviluppare i doni dello Spirito per l’utilità e la benedizione degli altri, dobbiamo solo desiderarlo, chiederlo ed esercitarli. 

1Corinzi 12:7 Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utilità comune.

 

Nel libro degli Atti (9:10-18) si narra che, dopo aver mostrato in visione a Saulo che un certo Anania gli avrebbe imposto le mani e che avrebbe recuperato la vista, in visione Dio avvertì Anania di andare in casa di Giuda dove si trovava Saulo di Tarso. Le due visioni e i relativi messaggi erano perfettamente coincidenti!

Atti 9:10 Il Signore disse in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». 11 E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; … 13 Allora Anania rispose: «Signore, io ho sentito molti parlare di quest'uomo di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14 E qui ha l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, di imprigionare tutti coloro che invocano il tuo nome». 15 Ma il Signore gli disse: «Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d'Israele…17 Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo». 18 In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.

Nella chiesa primitiva Dio organizzava incontri, interventi evangelistici e conversioni, ma per poter agire si serviva di credenti sensibili alla Sua voce, come Anania, semplice discepolo che ascoltava la Sua voce e riceveva in visione le Sue istruzioni che eseguiva fedelmente.

Fu così che in breve tempo il cristianesimo poté diffondersi in tutte le terre allora conosciute. Dio operava con i Suoi figli,  e poiché Egli è sempre lo stesso e non sono cambiati né i Suoi propositi di salvezza per il mondo né il desiderio di comunicare con noi, dobbiamo credere che sia possibile per tutti fluire nei doni dello Spirito Santo, riportare la Chiesa alla sua condizione iniziale ed essere una benedizione per la nostra città, come Giuseppe lo fu per il popolo d’Egitto.

 

Quanto sperimentò Anania può avvenire ancora.

Qualcosa di simile è accaduto ad una persona della nostra chiesa: ha ricevuto dal Signore l’ordine di presentarsi in casa di persone a lei sconosciute, di cui ha appreso mediante una visione il nome e l’indirizzo. In quella casa si è presentata dicendo la verità, e cioè di essere stata inviata da Dio. Vi trovò una situazione drammatica, ma cuori aperti all’ascolto, e avendo pregato per loro ha permesso a Dio d’intervenire nei loro bisogni e di toccare i loro cuori, infatti tutta la famiglia ha accettato Gesù.

Il pastore ricorda inoltre alcuni episodi in cui, avvertito dal Signore di pericoli imminenti, ha sperimentato come la preghiera tempestiva e preventiva permetta a Dio d’intervenire miracolosamente e d’impedire che incidenti gravi abbiano conseguenze tragiche. 

 

Bramiamo i doni dello Spirito, chiediamo al Signore di aiutarci a sviluppare e ravvivare quelli che già abbiamo,  tendiamo con tutte le nostre forze a realizzare un salto di qualità ascoltando la voce di Dio e fluendo nei doni dello Spirito.

Egli vuole ispirarci per essere di benedizione agli altri; a noi il compito di tenere liberi i canali di comunicazione e di avere ogni giorno un tempo d’intimità con Lui.

Sia questa la nostra principale meta  per il 2007.

 

 

 

 

Web Master

Antonio Settecase