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Servizio di adorazione ore 8.15 – Palermo, domenica 25 giugno 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
TROPPO GIOVANI PER IL RISVEGLIO?
«Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Gioele 2:28
Redazione a cura di Caterina Di Miceli In occasione dello straordinario evento del primo ritiro spirituale dei bambini di otto e nove anni, che avrà luogo nei prossimi giorni nei locali di Partinico, e che sarà seguito da quello degli adolescenti, il pastore Lirio avverte la necessità di innalzare con tutta la chiesa un’invocazione al Signore, affinché guidi i loro pastori, li unga potentemente e tra i piccoli manifesti la Sua gloria.Con l’odierna predicazione, che dedica a tutti i giovani della chiesa, bambini compresi, vuol mettere a fuoco il loro ruolo nel risveglio della nazione e li incoraggia ad essere docili strumenti nelle mani del Signore, quindi, alla luce della Scrittura, esaminando la storia di Giosia (2Cronache 34:1-7), illustra come Dio possa servirsi anche di loro. Divenuto re di Giuda a soli otto anni, Giosia fu l’ultimo re che determinò un risveglio nella nazione, e tra i vari significati del suo nome c’è anche quello di “fuoco del Signore”, profetico per i giovani del nostro tempo che come lui desiderano consacrare la propria vita a Dio e spenderla per i Suoi fini.
2Cronache 34:1 Giosia aveva otto anni quando iniziò a regnare, e regnò trentun anni a Gerusalemme. 2 Egli fece ciò che è giusto agli occhi dell'Eterno e seguì le vie di Davide, suo padre, senza deviare né a destra né a sinistra. 3 Nell'ottavo anno del suo regno, quando era ancora un ragazzo, cominciò a cercare il DIO di Davide, suo padre, e nel dodicesimo anno cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme dagli alti luoghi, dagli Ascerim, dalle immagini scolpite e dalle immagini di metallo fuso. 4 Davanti a lui furono demoliti gli altari dei Baal, inoltre abbattè gli altari d'incenso che vi erano sopra, e frantumò gli Ascerim, le immagini scolpite e le immagini di metallo fuso e le ridusse in polvere, che sparse sui sepolcri di coloro che avevano offerto loro sacrifici. 5 Poi bruciò le ossa dei sacerdoti sui loro altari, e così purificò Giuda e Gerusalemme. 6 Lo stesso fece nelle città di Manasse, di Efraim e di Simeone fino a Neftali, con le loro scuri, tutt'intorno. 7 Così egli demolì gli altari e gli Ascerim, ridusse in polvere le immagini scolpite e abbatté tutti gli altari d'incenso in tutto il paese d'Israele, poi tornò a Gerusalemme. Dopo la morte violenta del padre, da cui non aveva ricevuto un buon esempio, all’età di otto anni gli succedette nel regno di Giuda, e poiché sin da bambino cominciò a cercare Dio in preghiera, studiando le Scritture e circondandosi di persone che lo istruivano nelle Sue vie e nella Sua volontà, ricevette la visione del risveglio che avrebbe interessato non solo Giuda e Gerusalemme, ma tutta la nazione d’Israele. La sua esperienza ci dice che Dio, soprattutto in vista del risveglio, non si limita ad usare gli uomini e le donne, persone mature e presumibilmente più idonee all’adempimento della Sua opera, ma anche i giovanissimi, e che come usò Giosia, può usare tutti i bambini che fanno parte del corpo di Cristo e che sotto l’ispirazione dello Spirito Santo possono divenire efficaci strumenti del Signore, testimoni della Sua Parola, destinatari di sogni, visioni e parole profetiche. In un mondo in cui predominano valori negativi e modelli di vita lontani anni luce da quelli improntati alla volontà di Dio, sorprende enormemente vedere giovani infuocati per Lui, zelanti nel compiere la Sua volontà, e bambini evangelizzare con semplicità e franchezza. È da dire, tuttavia, che si può essere giovani anagraficamente e vecchi nello spirito, come pure di età avanzata ma spiritualmente giovani, perché interessati al futuro, impegnati nella realizzazione di sogni, pieni di energia da spendere per il Signore. Il pastore Lirio afferma di vedere la chiesa come sostenuta da quattro colonne portanti, le quattro reti di: uomini, donne, giovani e bambini, ed essendo quest’ultima in via di formazione, necessita di cura, attenzione e incoraggiamento adeguati, perché nell’ultimo risveglio, che avverrà prima della seconda venuta di Gesù, essi non saranno solo uno strumento utile, ma un canale privilegiato. La storia di Giosia ci dice che Dio può e vuole usare i giovani. Nonostante avesse ricevuto pessimi esempi sia dal malvagio padre Amon, che fu assassinato all’età di ventiquattro anni, che dal nonno Manasse… “ … Amon aveva ventidue anni… e regnò dua anni a Gerusalemme. Egli fece ciò che è male agli occhi dell'Eterno, come aveva fatto Manasse suo padre; Amon infatti offriva sacrifici a tutte le immagini scolpite fatte da Manasse, suo padre, e le serviva. Egli non si umiliò davanti all'Eterno, come si era umiliato Manasse, suo padre; anzi Amon peccò sempre di più. Poi i suoi servi ordirono una congiura contro di lui e lo uccisero in casa sua… (2Cronache 33:21-25). …Giosia amava Dio e seguì l’esempio di Davide, di cui era progenie e al quale s’ispirò perché gli riconobbe la paternità spirituale. Con la sua autorità regale riportò il popolo a Dio:
1. Cercò il Signore (2Cronache 34:3) e Lo trovò. Dio si fa trovare da chi Lo cerca con tutto il cuore, come è scritto in Geremia 29:13 “Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore”. Trovare il Signore vuol dire ricevere una Sua risposta, una visione, sperimentare la Sua presenza, conoscere il Suo progetto per la propria vita, e solo dopo averLo trovato è possibile servirLo!
2. Iniziò un processo di purificazione. Giosia distrusse ciò che suo padre e suo nonno avevano costruito: statue, immagini, altari ad altri dei e idoli di vario genere; invertì le tendenze idolatre e perverse che avevano preso campo nel suo regno e, investigando le Scritture, prese decisioni importanti. Per quanto fosse giovane, voleva il risveglio e non si limitò alla purificazione di Gerusalemme, la estese a tutta la nazione d’Israele. La purificazione è un passo essenziale ai fini del risveglio, poiché la tolleranza verso il peccato, l’ambiguità e la difficoltà ad estirpare il male sin dalla radice, ne impediscono la manifestazione.
3. Smascherò gli idoli esistenti in Israele Viene da chiedersi come mai il popolo di Dio si sia prestato all’idolatria, ma se si considera che non sono da definire idoli solo le immagini, bensì tutto ciò che nel cuore umano occupa il primo posto, che spetta a Dio, si comprende quanto sia necessario anche per noi un attento esame per scoprire se teniamo più alla famiglia, al lavoro, alla casa, al denaro o ad altro, piuttosto che a Dio! Guardiamoci dagli idoli, se non vogliamo essere colpiti dalle loro conseguenze, perché sono fonte di maledizioni!
Il piccolo Giosia, vedendo un popolo ribelle e lontano da Dio, desiderando con tutto il cuore ricondurlo a Lui, mise in pratica la Sua volontà che aveva appreso dalla Scrittura: “Io distruggerò i vostri alti luoghi, abbatterò i vostri idoli e getterò i vostri cadaveri sulle sagome senza vita dei vostri idoli; e vi detesterò.” (Levitico 26:30), distrusse in modo radicale l’idolatria, restaurò la nazione che era stata rovinata da re malvagi, e col risveglio che ne seguì, attirò su di essa grandi benedizioni!
L’eliminazione degli idoli è il presupposto per stare con Dio e servirLo. Egli cerca persone dal cuore giusto, e come trovò Giosia e lo usò, così può usare i giovani del nostro tempo. Nessuno pensi di essere troppo giovane per servirLo, non esiste un’età prestabilita per farlo, e del resto ogni età può offrire pretesti per escludersi dalla Sua opera: impegni di lavoro, età avanzata, problemi familiari, ecc., ma Dio ha un piano per ciascuno di noi e dei nostri figli a prescindere dall’età, sta a noi acquistarne consapevolezza e offrirGli la nostra disponibilità, consacrarci totalmente a Lui ed esserGli fedeli in ogni tempo e in ogni età.
Come Giosia, anche noi dobbiamo cercare Dio con tutto il cuore, perseverare in preghiera per conoscere il Suo progetto per la nostra vita e il modo in cui vuole usarci; avviare un processo di purificazione e di risveglio nella nostra cellula, nella famiglia e nella parentela, invertire le tendenze familiari negative e iniziare una vita nuova; individuare gli idoli che dominano il nostro cuore ed eliminarli radicalmente, senza compromessi. È nostro compito influenzare i giovani con una vita di preghiera e di santità; il nostro esempio li induca ad amare Dio con tutto il loro cuore, con tutta la loro mente e tutte le loro forze, affinché anch’essi, con entusiasmo e zelo si dispongano a mettere in pratica la Sua volontà.
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