Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 19 novembre 2006

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

ABRAHAMO: LE QUALITÀ DI  UN LEADER 

 

Egli guiderà i mansueti nella giustizia e insegnerà la sua via agli umili.”  Salmo 25:9

 

Redazione a cura di Caterina  Di Miceli

 

La scorsa domenica si è accennato al tema della giustificazione per fede, la benedizione per eccellenza ricevuta da Abramo, che in Cristo, sua discendenza, è divenuta la principale benedizione per tutti quelli che credono in Lui, e facendo ulteriore riferimento ad altre benedizioni che Abramo ricevette dal Signore, oggi vengono esaminati i motivi per cui fu così largamente benedetto. 

 

Primo uomo a cui Dio si manifestò, Abramo fu pioniere in assoluto nel cammino della fede, aprì e spianò agli altri la strada da percorrere per piacere a Dio, ebbe come unico insegnante il Signore e fu un gran leader sotto ogni punto di vista, modello da conoscere e imitare se si vuole servire il Signore, ubbidirGli ed essere leaders capaci d’influenzare gli altri e fare la differenza dovunque ci si trovi.

 

Nella vita di Abramo si possono individuare sei qualità fondamentali per un leader.

1.      Camminò per fede.

 Per un innato bisogno di protezione, ogni essere umano è portato a riporre la propria fiducia in qualcuno o in qualcosa; ad esempio chi confida nel denaro e si affanna per averne sempre di più, puntualmente rimane deluso perché, come avviene per tutte le cose terrene, il suo potere finisce col rivelarsi del tutto illusorio, infatti col denaro non si può acquistare la felicità, la pace, la salute, la vita eterna, un matrimonio che funziona, i figli, ecc., mentre chi confida totalmente in Dio non rimane mai deluso, perché Egli può dare davvero tutto, e il vero leader rimane fermo sulle Sue promesse anche nelle circostanze più avverse.

 

La chiamata di Dio comporta rinunce e cambiamenti di vita, ma l’entità della Sua ricompensa supera sempre quella della rinuncia, e ad esempio come Abramo per fede rinunciò a tutte le sue certezze terrene e obbedì al Signore pur non avendo idea di ciò che gli riservava il futuro e delle abbondanti benedizioni che avrebbe ricevuto, come per fede Mosé rinunciò a divenire Faraone e Dio lo trasformò in un grande condottiero; come infine il nostro pastore Lirio per fede nella chiamata del Signore rinunciò alla sua professione di medico non immaginando neppur lontanamente di quali grandi benedizioni sarebbe stato destinatario, e in particolare che sarebbe divenuto il pastore della chiesa più grande d’Italia, così è per tutti. Nel cammino col Signore si è chiamati a prendere decisioni spesso difficili che possono comportare un totale cambiamento di vita, ma ciò che si lascia per amor Suo viene sempre abbondantemente ricompensato.

 

Genesi 12:1 Or l'Eterno disse ad Abramo: «Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. 2 Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione. 3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra». 4 Allora Abramo partì come l'Eterno gli aveva detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Haran. 5 E Abramo prese Sarai sua moglie e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano accumulato e le persone che avevano acquistate in Haran, e partirono per andarsene nel paese di Canaan. Così essi giunsero nel paese di Canaan.

Mosso solo dalla fede in Dio, Abramo lasciò la sua terra, tante persone a lui care e tutto il suo mondo per obbedirGli, e da Ur dei Caldei, corrispondente all’odierno Irak, si avviò alla volta di una terra lontanissima e sconosciuta, la terra di Canaan, per raggiungere la quale percorse almeno duemila chilometri… a piedi!

Ebrei 11:8 Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava.

 

Abramo non vide l’adempimento delle promesse e visse da straniero nella terra di Canaan, infatti furono i suoi discendenti a entrarne in possesso, eppure non vacillò nella fede, certo della fedeltà di Dio.

Ebrei 11:9 Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa,

Anche noi, come lui, dobbiamo confidare nella fedeltà del Signore alle Sue promesse e tenere lo sguardo fisso alle cose che non si vedono ancora e che si possono realizzare anche a lungo termine,  persino a distanza di generazioni.

 2Corinzi 4:18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

 

2. Fu portatore di pace.

Genesi 13:6 E il paese non era in grado di sostenerli…7 Sorse perciò una contesa fra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Perezei abitavano a quel tempo nel paese.8 Così Abramo disse a Lot: «Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, perché siamo fratelli.

Genesi 13:9 Non sta forse tutto il paese davanti a te? Separati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra».

Allorché sorse una contesa tra i pastori di Abrahamo e quelli di Lot a causa della stragrande quantità di bestiame che entrambi possedevano e che comportava difficoltà di convivenza, Abramo non si prestò al litigio né si appellò alla sua maturità per esigere il rispetto del nipote, ma poiché non voleva che il loro rapporto di fratelli nella fede venisse rovinato, propose un accordo, acquistando senza saperlo una beatitudine:

Matteo 5:9 Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio.

In ogni circostanza il vero leader evita le contese ed è portatore di pace.  

 

3. Combatté per suo fratello 

Abrahamo continuò ad amare Lot anche dopo essersi separato da lui, e quando seppe che in guerra era stato fatto prigioniero con le persone che erano con lui e con tutti i suoi beni, preparò un esercito, combatté e lo liberò recuperando persone e cose.

Genesi 14:14 Quando Abramo seppe che suo fratello era stato fatto prigioniero, armò gli uomini addestrati…e inseguì i re fino a Dan. 15 e coi suoi servi li attaccò… 16 Così ricuperò tutti i beni e riportò indietro anche Lot suo fratello e i suoi beni, come pure le donne e il popolo.

Sul piano spirituale ciò vuol dire che al vero leader sta a cuore la condizione spirituale dei fratelli, combatte per liberarli da certe condizioni in cui il maligno cerca di tenerli, non si esime dal condurre per loro una battaglia spirituale, come faceva Epafra, di cui Paolo ai Colossesi dice: “…combatte sempre per voi nelle preghiere, affinché stiate fermi, perfetti e compiuti in tutta la volontà di Dio”. Colossesi 4:12  

 

4. Nella sua casa fu capo e sacerdote.

Abramo rispettò l’ordine divino anche nella famiglia, della quale si sentiva responsabile e dove si comportò da capo che comanda non per dominare come un dittatore, ma per adempiere la volontà del Signore, realizzare il Suo modello di famiglia e fare scendere su di essa le Sue benedizioni.

Genesi 18:19 Io infatti l'ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell'Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l'equità, perché l'Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso».

Lo stesso principio viene ripreso nel nuovo Testamento, dove si afferma che governare bene la propria famiglia abilita a guidare anche la chiesa. 

1Timoteo 3:4 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).

 

5.  Con la sua intercessione salvò dal giudizio il nipote-fratello Lot.

Genesi 18:23 Allora Abrahamo si avvicinò e disse: «Farai perire il giusto insieme con l'empio? 24 Ammesso che ci siano cinquanta giusti nella città, distruggeresti tu il luogo e non lo risparmieresti per amore dei cinquanta giusti che si trovano nel suo mezzo? 25 Lungi da te il fare tale cosa: far morire il giusto con l'empio, cosicché il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?».

Per intercessione di Abrahamo, Lot fu preservato dal giudizio in quanto unico giusto tra gli abitanti di Sodoma e Gomorra, e con lui anche la moglie, che però nell’allontanarsi si voltò a guardare indietro e fu trasformata in una statua di sale.

Anche la nostra intercessione  produce salvezza, ed è confortante il fatto che nella nostra chiesa si stia formando un vero esercito di intercessori che sentono le compassioni di Dio per i perduti e che il mercoledì sera non mancano di partecipare all’incontro d’intercessione guidato dal fratello Elìa.

 

6. Antepose Dio alla sua famiglia.

La fede di Abrahamo fu messa a dura prova dal Signore. La prima volta quando gli ordinò di allontanare da casa sua il figlio Ismaele con la madre Agar, perché la loro presenza avrebbe intralciato il Suo progetto riguardante Isacco, figlio della promessa; col pianto nel cuore Abrahamo obbedì perché non sapeva negare nulla a Dio.

Genesi 21:12 Ma DIO disse ad Abrahamo: «Non essere addolorato a motivo del ragazzo e della tua serva; dà ascolto a tutto quello che Sara ti dice, perché uscirà da Isacco la discendenza che porterà il tuo nome13 Ma anche del figlio di questa serva io farò una nazione, perché è tua discendenza». 14 Abrahamo si levò al mattino presto, prese del pane e un otre d'acqua e li diede ad Agar; mise tutto sulle sue spalle e la mandò via assieme al fanciullo. Così ella partì e andò errando per il deserto di Beer-Sceba.

La seconda volta quando gli chiese di sacrificare Isacco, unico figlio rimastogli; seppur col cuore infranto dal dolore, Abrahamo obbedì Dio occupava il primo posto nella sua vita e il suo amore per Lui superava persino quello per suo flglio (Ge. 21:11-14; 22:1-3).

Genesi 22:1 Dopo queste cose DIO mise alla prova Abrahamo e gli disse: «Abrahamo!». Egli rispose: «Eccomi». 2 E DIO disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va' nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò». 3 Così Abrahamo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio e spaccò della legna per l'olocausto; poi partì per andare al luogo che DIO gli aveva detto.

In quell’occasione Isacco dimostrò mansuetudine, ubbidienza e sottomissione; non protestò e non reagì pur avendo ben compreso, da giovinetto sedicenne qual era, quanto stava per accadergli. 

 

Per rivelarsi al genere umano, Dio non aveva scelto Abramo casualmente, ma in lui aveva visto un cuore capace di amarLo al di sopra di ogni cosa, anche del suo unico figlio.

 Matteo 10:37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.

 Luca 14:26 «Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.

 

Alla luce di quanto detto, esaminiamoci, scopriamo se e in che misura le qualità di Abrahamo sono anche nostre, se ci riconosciamo nel modello di leader da lui offerto e adoperiamoci per migliorarci nelle aree in cui ci sentiamo carenti. La conquista spirituale della nostra nazione, che il Signore ci ha promesso per questo tempo, può essere realizzata solo da gente santa che cammina per fede, porta pace, sa combattere per dare protezione spirituale ai fratelli, attua nella propria casa il divino modello di famiglia, intercede per i perduti e soprattutto riserva a Dio il primo posto nella propria vita.   

 

 

 

 

Web Master

Antonio Settecase