Servizio di adorazione ore 8.15 – Palermo, domenica 14 maggio 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
LA GUARIGIONE DEL PARALITICO DI KEFAR NAHUM
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per cui hai fatto la buona confessione di fede davanti a molti testimoni. 1Timoteo 6:12
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Le note del commovente cantico “Ti amo…” concludono la lode di questo primo servizio di adorazione domenicale e seguono alcuni minuti di preghiera personale in un’atmosfera così intrisa di unzione da rendere palpabile la presenza di Dio.
L’iniziale approfondimento sul versetto introduttivo (1Timoteo 6:12) relativo alla necessità di combattere il buon combattimento della fede per mantenerci nella posizione assegnataci in Cristo e realizzare nella nostra vita lo stesso stile di vita di Dio, trova ulteriore illustrazione nel brano della Scrittura oggetto dell’odierna predicazione. Tratto dal Vangelo di Luca (5:17-26) ma riportato anche in quello di Marco (cap.2) in cui si trova qualche dettaglio in più, parla di uno dei primi miracoli compiuti da Gesù in Galilea, quello della guarigione del paralitico di Cafarnao (dall’ebraico Kefar Naum, il villaggio di Naum), particolarmente noto per alcuni particolari che lo rendono singolare e da cui si traggono preziosi insegnamenti.
Luca 5:17 Or un giorno avvenne che, mentre egli insegnava, erano presenti, seduti, dei farisei e dei dottori della legge, i quali erano venuti da tutti i villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui, per compiere guarigioni.» 18 Ed ecco, alcuni uomini portavano sopra un letto un uomo paralitico e cercavano di portarlo dentro e di metterlo davanti a lui. 19 Ma, non riuscendo ad introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto della casa e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio, proprio in mezzo, davanti a Gesù. 20 Ed egli, veduta la loro fede, disse a quello: «Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati». 21 Allora gli scribi e i farisei cominciarono a ragionare, dicendo: «Chi è costui che pronunzia bestemmie? Chi può togliere i peccati se non Dio solo?». 22 Ma Gesù conosciuti i loro pensieri, prese la parola e disse loro: «Che ragionate nei vostri cuori? 23 Che cosa è più facile dire: "I tuoi peccati ti sono perdonati", oppure dire: "Alzati e cammina"? 24 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha autorità sulla terra di perdonare i peccati, io ti dico, (disse al paralitico), alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua». 25 E subito quell'uomo si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e se ne andò a casa sua, glorificando Dio. 26 E tutti furono presi da stupore e glorificavano Dio. E, pieni di paura, dicevano: «Oggi abbiamo visto delle cose sorprendenti».
Occorre accennare brevemente al luogo e alla situazione in cui si verificò il miracolo: Gesù aveva da poco iniziato il Suo ministero, non aveva ancora completato la chiamata dei Suoi dodici e si trovava probabilmente in casa di Pietro, a Cafarnao, villaggio della Galilea situato in una fascia di terra lambita dal pescoso mare omonimo. Per la sua strategica posizione, quel territorio era attraversato da una strada che conduceva a Damasco, vi risiedeva una guarnigione romana e vi si trovava anche una grande sinagoga, vi fioriva il commercio ed era un luogo di intenso transito. Proprio lì, in Galilea, Gesù svolse gran parte del Suo ministero e sin dall’inizio la Sua fama si diffuse dovunque, fino a Gerusalemme, da dove molti farisei e dottori della Legge, incuriositi dalle notizie che circolavano su di Lui, si mossero e affrontarono tre giorni di cammino per raggiungerLo, conoscerLo e spiarne le mosse e le parole.
Gesù si trovava dunque in casa e insegnava la Scrittura per suscitare fede in chi Lo ascoltava, sapeva infatti che la fede viene dall’udire la Parola di Dio, perché l’ascolto accompagnato dalla meditazione (Giosué 1:8) porta alla comprensione e quindi alla fede, e sapeva anche che solo in presenza di fede Dio conferma la Sua Parola con segni, prodigi e miracoli, perché solo la fede può attirare la Sua potenza. In quel luogo c’era una forte unzione dello Spirito Santo, la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni ed era a disposizione di tutti, ma per renderla efficace occorreva che qualcuno avesse fede!
Nessuno dei presenti si appropriò di quell’unzione, e tanto meno gli illustri ospiti, i farisei e i dottori della Legge, e proprio come era avvenuto alla donna dal flusso di sangue, che fu l’unica a ricevere guarigione tra la folla che circondava Gesù, perché l’unica a credere con tutto il cuore che se solo avesse toccato un lembo della Sua veste sarebbe stata guarita, così avvenne quel giorno al paralitico che giunse in quella casa. Trasportato su un lettuccio e determinato a raggiungere Gesù, sebbene la folla che si accalcava attorno a Lui glielo impedisse e nessuno fosse disposto a fargli largo, mosso dalla fede ideò assieme ai suoi quattro amici il modo di raggiungere l’obiettivo. Costoro praticarono un’apertura nel tetto e lo calarono dall’alto proprio davanti a Gesù che veduta la loro fede e compiaciuto disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati».
In cuor loro gli scribi e i farisei lo giudicarono un bestemmiatore e pensavano:«Chi è costui che pronunzia bestemmie? Chi può togliere i peccati se non Dio solo?», ma poiché a Gesù nulla era nascosto e conosceva i loro pensieri, per dimostrare che poteva perdonare i peccati perché era Dio, dopo aver loro detto: Che cosa è più facile dire: "I tuoi peccati ti sono perdonati", oppure dire: "Alzati e cammina"? guarì istantaneamente il paralitico.
L’attento esame di questo brano suscita alcune riflessioni: - Gli ostacoli non devono scoraggiarci. Se nel portare qualcuno a Gesù siamo intralciati da circostanze avverse o se incontriamo difficoltà a realizzare i nostri obiettivi, non arrendiamoci, circondiamoci piuttosto di amici pieni di fede che ci sostengano e ci aiutino a perseguirli. - Il perdono dei peccati precede la guarigione divina. Prima di ogni altra cosa chiediamo sempre al Signore di perdonarci, perché il peccato impedisce la comunione con Dio e non consente di ricevere guarigione. Perdono e guarigione sono entrambi diritti dei figli di Dio e sono due benefici collegati in quanto sulla croce Gesù pagò sia il prezzo della nostra salvezza che quello della nostra guarigione: “Per le sue lividure siamo stati guariti” (Isaia 53:5; 1Pietro 2:25), ma le due cose devono seguire il giusto ordine: “Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità” (Salmo 103:3). - La religione non comprende la potenza di Dio e la rifiuta, infatti i leaders religiosi presenti, accecati dall’ostilità e dallo spirito di critica e di giudizio, non capirono di trovarsi in presenza del Messia e mantennero un atteggiamento acido e bilioso tanto che in seguito continuarono a tramare contro di Lui, mentre la folla semplice lo comprese e cominciò a lodare Dio.
Ancor oggi la potenza guaritrice di Dio è presente laddove si predica la Parola ed è disponibile per tutti, ma come allora solo la fede in azione può attirarla. Esaminiamoci, quindi, cerchiamo di individuare cosa ci impedisce di ricevere dal Signore, e se incontriamo difficoltà ad eliminare qualche peccato che ostacola la nostra fede e non ci consente di essere esauditi, se ci sentiamo spiritualmente paralitici, chiediamo allo Spirito Santo di intervenire e di imbiancare con la Sua potenza purificatrice la nostra veste interiore di giustizia. Fortifichiamo inoltre la nostra fede con l’ascolto, la lettura e la meditazione quotidiana della Parola di Dio, impariamo a metterla in azione per superare gli ostacoli, e quando essa farà contatto con la divina potenza di guarigione, non mancherà di attirarla su di noi!
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