Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 10 dicembre 2006

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

IL  FUOCO  DI  DIO

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

La chiesa pentecostale, di cui facciamo parte, indubbiamente si differenzia da tutte le altre chiese cristiane, comprese quelle evangeliche, perché in essa c’è il fuoco di Dio che riempie i cuori e li infiamma, fa desiderare una vita di preghiera e una comunione costante col Signore, consente una totale consacrazione.

 

In vari episodi della Bibbia, Dio viene rappresentato dal fuoco.

1Re 18:24 Voi invocherete quindi il nome del vostro dio e io invocherò il nome dell'Eterno; il dio che risponderà mediante il fuoco è DIO». Tutto il popolo rispose e disse: «Ben detto!».

Da solo, con la sua fede infuocata, il profeta Elia dimostrò agli ottocentocinquanta profeti di Baal che l’Eterno è Dio. Li sfidò ad invocare il loro dio affinché mandasse dal cielo il fuoco per bruciare l’olocausto, ma Baal non rispose alla loro prolungata supplica, mentre alla preghiera di Elia l’Eterno rispose immediatamente mandando dal cielo un fuoco che consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua che era nel fosso. Re 18:38

 

Nella Bibbia il fuoco simboleggia: 

-         la purezza, perché distrugge tutto ciò che è infiammabile e quindi purifica; 

-         la consacrazione, perché solo un cuore che arde per Dio ed è pronto a testimoniare con franchezza può avere un’intensa vita di preghiera;

-         la presenza e la potenza di Dio.

Chi possiede questi elementi è senza dubbio infuocato per il Signore, mentre non può averli chi non ha il Suo fuoco dentro di sé.

Vedendo una chiesa piena di figli infiammati d’amore per Lui, che con entusiasmo, spontaneità e trasporto, liberi dai rigidi e freddi schemi religiosi Lo lodano, onorano e adorano, il cuore di Dio esulta, si compiace e tra loro manifesta la Sua presenza! 

 

Anche il credente infuocato per Dio, però, corre il rischio di spegnersi se si lascia travolgere dagli eventi negativi della vita, se si chiude in sé e si allontana dalla chiesa e dai fratelli, i soli che possono sostenerlo nella fede e col loro fuoco alimentare il suo. L’alternativa a cui va incontro è il mondo e la sua malefica influenza! Come cessa di ardere un tizzone ardente quando viene allontanato dalla brace, così rischia di spegnersi il fuoco nello spirito di chi si isola.  Frequentare la cellula non è un optional e non bisogna posporre tale impegno agli altri, perché costituisce un importante momento di crescita, di preghiera, di comunione fraterna, di edificazione e di aiuto reciproco; lo stesso dicasi per i ritiri spirituali, preziose occasioni che consentono di sperimentare la presenza di Dio, la Sua potenza e il Suo fuoco che purifica e trasforma.

 

Nell’A.T. Dio aveva scelto il fuoco per guidare il Suo popolo nel deserto. Di giorno lo guidava in una colonna di nuvola che lo proteggeva dal sole e di notte in una colonna di fuoco che lo scaldava, illuminava e guidava. 

Esodo 13:21 E l'Eterno andava davanti a loro, di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di fuoco per far loro luce, affinché potessero camminare giorno e notte. 22 La colonna di nuvola non si ritirava mai davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte.

Nella Bibbia, dove c’è fuoco c’è Dio, non perché il fuoco sia Dio, ma perché Dio è fuoco, afferma con enfasi il pastore. Ricordiamoci che quando Mosè si accorse che il roveto ardente non si consumava e si avvicinò per osservarlo meglio, Dio gli parlò.

Esodo 3:2-4 E l'Angelo dell'Eterno gli apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo a un roveto. Mosè guardò ed ecco il roveto bruciava col fuoco, ma il roveto non si consumava...

Permettiamo a Dio di entrare nel nostro cuore come un fuoco, solo così potrà parlarci, guidarci di giorno, quando tutto è chiaro e scorre liscio, e di notte, quando i problemi ci travagliano e le tenebre oscurano la nostra vita.

 

Dio esige che bruciamo come sacrifici viventi, perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante (Ebrei 12:29); dobbiamo bruciare come Gesù, che si consacrò interamente al Padre, e come Abramo, che offrì a Dio il suo unico figlio, tanto il suo cuore ardeva d’amore per Lui.

Il fuoco di Dio protesse dalle fiamme della fornace i tre amici di Daniele perché la loro fede era talmente infuocata da vincere il fuoco naturale, che riuscì a bruciare solo i lacci con cui erano legati, lasciando loro indenni.

 Daniele 3:23 E questi tre uomini, Shadrak, Meshak e Abed-nego, caddero legati in mezzo alla fornace di fuoco ardente. 26 Poi Nebukadnetsar si avvicinò all'apertura della fornace di fuoco ardente e prese a dire: «Shadrak, Meshak e Abed-nego, servi del Dio Altissimo, uscite e venite qui». Allora Shadrak, Meshak e Abed-nego uscirono di mezzo al fuoco.

Non avevano obbedito al decreto del re babilonese che li obbligava ad adorare i loro dei e, certi che Dio li avrebbe salvati dalle fiamme, si lasciarono gettare nella fornace ardente, comunque pronti a testimoniare la loro fede con la vita.

Chi ha il fuoco di Dio non teme le difficoltà, le persecuzioni, i ricatti, perché ha la certezza che Egli mostra sempre la Sua giustizia!

I lacci bruciati rappresentano gli attacchi e le prove a cui va incontro chi vuole testimoniare la Verità, cosa non sempre facile perché il mondo la rifiuta, ma nulla può resistere al fuoco di Dio ed ogni opposizione viene vinta dalla fede! 

 

Affermando che Gesù avrebbe battezzato col fuoco, Giovanni Battista preannunciò il Battesimo nello Spirito Santo. Dio ama i cuori accesi e infiammati, non tollera i tiepidi, tanto che alla chiesa di Laodicea, divenuta indifferente e senza zelo per le cose del Signore, priva di calore, di entusiasmo e di passione, disse di volerla vomitare.

 Apocalisse 3:15 lo conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca.

È necessario che tutte le chiese e tutte le cellule mantengano vivo il fuoco di Dio, per non scadere in un’atmosfera di stanchezza e di noia!

 

Nel giorno di Pentecoste, allorché lo Spirito Santo discese sotto forma di lingue di fuoco che si  posarono visibilmente sul capo dei presenti, tutti cominciarono a parlare in altre lingue. L’atto di nascita della Chiesa avvenne dunque nel fuoco e col segno delle lingue! Ma perché Dio ha voluto che il Battesimo nello Spirito Santo fosse accompagnato da tale manifestazione? Visto che nulla è casuale nel piano di Dio, i motivi devono essere più che validi anche se quasi tutte le chiese cristiane sconoscono il parlare in altre lingue, ne prendono le distanze, lo criticano e lo rifiutano. 

 

In proposito è da dire che gli studiosi hanno accertato che il centro della parola controlla tutto il nostro essere e che di conseguenza il nostro corpo si attiva per rispondere a ciò che diciamo. Se ad esempio sulla base di qualche sintomo pronunciamo parole negative, finiamo davvero con lo star male. Da ciò si desume che, se parliamo in accordo alla Parola di Dio, non avremo effetti negativi, e che se parliamo in altre lingue, anche se ciò che diciamo rimane fuori dalla nostra comprensione, le parole che pronunciamo, in  accordo alla volontà di Dio, producono su di noi effetti benefici. In 1Corinzi 14:4 è scritto che chi parla in altre lingue edifica se stesso, e poiché il nostro essere è costituito da spirito, anima e corpo, il centro della parola agisce su ciascuna di queste parti, e non solo sul corpo. Pregare in altre lingue aiuta anche a mettere in ordine i sentimenti, e spendendo un tempo giornaliero di preghiera in altre lingue è possibile liberarsi persino dall’ansia, dalla depressione, dalla paura e da altri stati d’animo negativi.

 

Non lasciamoci rubare il nostro tempo di preghiera dai mille vani intrattenimenti che soprattutto la TV ci propina; guardiamoci dalle tentazioni del maligno che non cessa di escogitare sempre nuovi sistemi per deviare la nostra attenzione da Dio e insinuare nella mente e nel cuore di tutti, ma in special modo dei bambini, pensieri e interessi su cose finalizzate apparentemente al gioco e al divertimento, ma in realtà alla ribellione, alla disubbidienza e alla violenza. È notizia dell’ultima ora quella relativa alle carte di matrice satanica, destinate ai bambini, che inducono alla stregoneria, all’occultismo, allo spiritismo e al satanismo. I credenti devono insegnare ai loro figli ad amare Dio, ad onorarLo, a desiderare il Suo fuoco che li preserva; devono stare sempre all’erta, controllare non solo le loro compagnie, ma anche i passatempi e i giochi, che non sono sempre innocui e possono rovinare la loro mente e il loro cuore, instillare il fuoco diabolico, suscitare incubi notturni.

 

 Concentriamoci su Dio, chiediamoGli di rinnovare, accrescere o alimentare in noi il Suo fuoco che bruciando tutte le scorie e le impurità presenti nella nostra vita ci raffina, ci riempie di gioia, ci purifica dalle sporcizie, ci guida e rende capaci di riconoscere tutte le cose che non vengono da Dio, come taluni ragionamenti che scoraggiano la vita spirituale e allontanano dal Suo progetto di vita per noi. Il fuoco di Dio, inoltre, ci preserva dal male, ci approva perché diamo buona testimonianza cristiana con la nostra stessa vita, ci riempie come riempì i centoventi che si trovavano a Gerusalemme nell’Alto Solaio nel giorno di Pentecoste.

 “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra Atti 1:8

In realtà i discepoli di Gesù erano 582, ma molti non avevano creduto alle Sue parole o non perseverarono nell’attesa, e alla fine si ritrovarono solo in centoventi. Tra loro c’era Maria, la madre di Gesù, che aveva creduto alle parole di suo Figlio e con gli altri ricevette il fuoco dello Spirito. Possiamo affermare che Maria è una nostra sorella pentecostale!

 

Lo stesso fuoco pervaderà la chiesa degli ultimi tempi, ed anche se la malvagità dilagante tenderà a crescere ulteriormente, Dio manifesterà la Sua gloria nella Chiesa e farà cose grandi in mezzo al Suo popolo. La Sua Chiesa si riconoscerà!

Il Suo fuoco si sta già propagando inarrestabilmente in tutte le nazioni del mondo ed anche in Italia sta mostrando i primi segni del risveglio; presto vedremo manifestarsi in modo straordinario la gloria di Dio anche nella nostra nazione.

 

Noi amiamo lo Spirito Santo e vogliamo vivere col Suo fuoco nel cuore, vogliamo avere una vita totalmente consacrata a Lui, sappiamo di essere suoi testimoni vincenti, come lo fu Elia, che batté i profeti di Baal. Col nostro zelo vogliamo portare agli altri la Sua luce e, lungi dall’essere religiosi spenti che si trascinano nel freddo e nella monotonia, vogliamo contagiare gli altri col fuoco di Dio e mostrare la Sua presenza in noi! 

 

Quanto è importante avere il fuoco di Dio!

Dobbiamo controllare la nostra temperatura spirituale e, se ci scopriamo privi di fuoco perché non abbiamo mai permesso a Dio di accenderci, se siamo tiepidi, o freddi o addirittura spenti come lucignoli fumanti, o ridotti in cenere, invochiamo l’intervento dello Spirito Santo, chiediamoGli con tutto il cuore di riaccendere in noi quella passione per Dio che ci permette di ripristinare una piena comunione con Lui. Egli ci mostrerà la nostra condizione spirituale, risponderà ad un cuore sincero, lo accenderà col Suo fuoco che dà gioia, voglia di cantare, di gridare al Suo nome, di stare alla Sua presenza, di adorarLo!

 

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Antonio Settecase