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Servizio di adorazione ore 10.30 – Palermo, domenica 9 luglio 2006
Oratore: Evangelista Antonio D’India
IL RISVEGLIO Redazione a cura di Caterina Di Miceli
La predicazione inizia con un’esortazione ad amare la Parola di Dio che salva, libera, guarisce i cuori oltre che i corpi, edifica lo spirito, trasforma le vite e, come Gesù nel Suo ministero operava incessantemente, in ugual modo essa opera perché ancor oggi è accompagnata dall’unzione di Dio.
I versetti presi in esame nel corso dell’odierno messaggio parlano di risveglio, tema a noi molto caro e che ci riguarda direttamente perché la Sicilia è stata scelta dal Signore come luogo da cui il risveglio si espanderà nella nazione. Osea 6:3 Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscerlo; il suo levarsi è certo come l'aurora. Egli verrà a noi come la pioggia, come l'ultima e la prima pioggia, alla terra. Secondo quest’affermazione della Scrittura, la promessa dell’ultima pioggia dello Spirito Santo è certa come lo è il sorgere dell’aurora, perché Dio è fedele alle Sue promesse, ed è bene che noi poniamo fede in esse, che sogniamo ciò che ci ha preannunciato e che fa parte dei Suoi progetti. Dio vuol benedire chi ha fede in Lui, le Sue compassioni si rinnovano ogni giorno per i Suoi figli e desidera parlare con essi… Gioele 2:18-19 Allora l'Eterno si è mosso a gelosia per il suo paese e ha avuto compassione del suo popolo. L'Eterno risponderà e dirà al suo popolo: «Ecco, io vi manderò grano, mosto e olio e ne avrete a sazietà e non vi renderò più il vituperio delle nazioni…>>. … quindi è indispensabile imparare ad ascoltare la Sua voce in preghiera per ricevere i Suoi rhema, oltre a quelli che riceviamo attraverso le predicazioni della Parola. Cosa vuol dire che Dio manderà grano, mosto e olio a sazietà? Vuol dire che negli ultimi tempi nella chiesa ci sarà abbondanza di Parola predicata e che con essa saranno presenti l’unzione di Dio e i miracoli che l’accompagnano; per questo motivo ogni giorno, dovunque ci troviamo, dobbiamo nutrircene, meditarla, predicarla, anche in vacanza non trascurare la nostra vita di preghiera chiedendo a Dio di manifestare la Sua gloria salvando, liberando e guarendo.
Gioele 2:23 Gioite quindi, o figli di Sion, e rallegratevi nell'Eterno, il vostro DIO, perché vi ha dato la prima pioggia, secondo giustizia e farà cadere per voi la pioggia, la prima pioggia e l'ultima pioggia nel primo mese. 24 Le aie saranno piene di grano e i tini traboccheranno di mosto e di olio… Quando parla della prima pioggia, la Bibbia si riferisce a quanto avvenne nel giorno di Pentecoste, cioè alla discesa dello Spirito Santo, il Consolatore, che riempì i discepoli di potenza e la cui venuta fu accompagnata del segno del parlare in altre lingue, mentre l’ultima pioggia consisterà nell’ultimo movimento dello Spirito Santo, che sarà accompagnato dall’abbondanza dei Suoi doni in manifestazione. Essi sono i doni Karismata (parole di sapienza, di conoscenza, fede, doni di guarigioni, potere di compiere potenti operazioni, profezia, discernimento degli spiriti, diversità di lingue e loro interpretazione, ecc.) e doni i Domata (apostoli, pastori, profeti, dottori ed evangelisti), che Dio dà alla Chiesa per la sua crescita e per il perfezionamento dei santi prima della venuta di Gesù, il quale ritornerà per rapire la Sua Chiesa in un giorno che sarà di vittoria per chi avrà creduto in Lui, ma di condanna per chi non avrà creduto. È per noi motivo di gioia constatare che tutti i doni promessi dal Signore sono presenti nella nostra chiesa!
Gioele 2:28 «Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. 29 In quei giorni spanderò il mio Spirito anche sui servi e sulle serve. 30 Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue fuoco e colonne di fumo. 31 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno dell'Eterno. 32 E avverrà che chiunque invocherà il nome dell'Eterno sarà salvato, perché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto l'Eterno, e fra i superstiti che l'Eterno chiamerà» Il movimento pentecostale è ormai diffuso in ogni luogo della terra e dovunque Dio ha servi e serve, predicatori zelanti e infuocati che trasmettono il fuoco del Signore, e dovunque ogni giorno moltitudini di persone sperimentano la salvezza, la liberazione e la guarigione. Quando lavoriamo per il Signore, lo zelo e il fuoco si mantengono vivi e Gli permettono di accrescere in noi l’unzione.
La storia di Davide c’insegna che dobbiamo servire Dio in ogni tempo e che nell’ozio si annidano gravi pericoli. Potentemente unto da Dio e forte del Suo aiuto, combatteva in prima fila con i suoi soldati riportando gloriose vittorie sui nemici d’Israele, ma nel momento in cui si rilassò perché appagato dai successi, commise due gravissimi peccati: l’adulterio e l’omicidio. Attratto da Bat-Sceba, per nascondere il peccato e averla con maggiore libertà, mandò in prima linea il di lei marito, sapendo che sarebbe stato ucciso. Pentitosi, Davide fu perdonato da Dio, ma il peccato commesso produsse ugualmente le sue conseguenze e il figlio nato da Bat-Sceba morì, poiché il salario del peccato è la morte (Romani 6:23).
Guardiamoci dall’ozio, che è tipico dell’estate, la stagione del riposo per eccellenza, ed anche ferie continuiamo ad essere zelanti e infuocati per Dio, non consentiamo al maligno d’insinuarsi nella nostra vita e di farci cadere in fallo. La Scrittura c’insegna che nulla di ciò che ci appartiene deve finire nelle sue mani, e quindi neppure l’utilizzo del nostro tempo. Quando Mosè doveva uscire dall’Egitto, il Faraone, figura del maligno, fece di tutto per costringerlo a lasciare qualcosa: le mogli, i bambini, il bestiame, ma Mosé aveva ricevuto da Dio l’ordine di non lasciarvi nulla di quanto gli apparteneva, perché l’Egitto è simbolo del peccato, mentre la nostra vita deve essere consacrata a Dio
Perché ci sia un vero grande Risveglio occorrono: 1. 1. Compassioni, come le manifestò Gesù a Nicodemo, quando gli disse che per entrare nel regno di Dio bisogna nascere di nuovo, o al cieco di Gerico che gridava ad alta voce mentre Gesù passava, e continuava a gridare perché aveva bisogno di Lui, e gli sembrava di essere ignorato, proprio come a molti di noi può essere accaduto di invocarLo con tutto il cuore e di avere avuto l’impressione di non essere ascoltati. Ma Gesù ascolta! Ascoltò il cieco, che sanò istantaneamente, e ascolta anche noi, perché le Sue compassioni continuano a rinnovarsi ogni giorno. Quando gridiamo a Lui, Egli ci ascolta, perché lo stesso Gesù che sanò il cieco, che guarì la donna afflitta da dodici anni dal flusso di sangue, che dovunque andava senza sosta liberava dai demoni e guariva da ogni malattia e infermità, quello stesso Gesù è vivente e si trova tra noi per fare quelle stesse cose! 2.2. Preghiera, attraverso cui il risveglio nasce, cresce e si realizza. Grandi uomini di preghiera furono Elia ed Eliseo, che pregavano incessantemente e la loro preghiera era accompagnata dall’unzione del Signore. Eliseo chiese il doppio dell’unzione di Elia, e avvenne che nell’attimo in cui Elia fu rapito in cielo, per averlo visto, la ricevette. 3.3. Consacrazione, che consiste nell’offerta di tutto il nostro essere a Dio, avendo scelto di appartenere a Lui e di spendere la nostra vita per adorarLo. 4.4. Dedicazione, consistente nel dedicare la propria vita a servire Dio con zelo e passione. Questa deve essere la nostra vera alta e suprema vocazione: servire il nostro Dio, l’Eccelso, il Creatore della vita, il Signore dei Signori, il Re dei Re! 5.5. Santificazione, cioè la crescita spirituale che avviene soltanto se si decide di prendere le distanze dal sistema di questo mondo per appartenere totalmente a Dio e vivere per Lui. 6.6. Guarigioni e miracoli, che si possono sperimentare qualunque sia la gravità del male, purché si preghi con fede sulla base della Parola, si sia fedeli, retti di cuore, si abbia una vera santità, e non l’ipocrisia di molti religiosi che oggi come al tempo di Gesù ostentano un pio fare esteriore e curano molto le apparenze. Per quanto curato, il nostro esteriore non può cambiare il cuore, mentre un cuore retto verso Dio consente alle nostre azioni quotidiane di essere in sintonia con la Sua volontà. Per vedere la gloria del Signore siamo chiamati ad avere una fede nuova e a fare preghiere che raggiungano il Suo trono e tocchino il Suo cuore. Allora vedremo quel Gesù che risuscitò Lazzaro e che esaudì la preghiera di Salomone, esaudire anche noi! Consideriamo la presenza di Dio e la voce dello Spirito Santo il nostro bene più prezioso, e se andiamo in vacanza, non trascuriamo la preghiera, la lettura e la meditazione della Parola di Dio, viviamo santamente, manifestiamo l’orgoglio di appartenerGli, e secondo quanto scritto in 1 Tessalonicesi 3:13 “…per rendere fermi i vostri cuori, affinché siano irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi.”, nell’attesa del ritorno di Gesù manteniamoci fermi, irreprensibili, saldi nella fede e promuoviamo il risveglio nella nostra vita!
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