Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 8 ottobre 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
UNA FAMIGLIA RESTAURATA
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Un’eccezionale predicazione, quella odierna, riguardante il modello di famiglia stabilito da Dio, i principi che al suo interno regolano i rapporti e la necessità di adottarli nella propria casa per potersi appropriare delle benedizioni promesse dall’Eterno ad Abramo, padre dei credenti.
La famiglia è un’istituzione creata da Dio e particolarmente cara al Suo cuore, e sin dalle prime pagine della Genesi si coglie la Sua volontà di preservarla dalla distruzione. Il Signore manifestò il suo concetto di famiglia sin da quando, in vista del diluvio, ordinò a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto davanti a me, in questa generazione (Genesi 7:1). Dio gli fece grazia facendo entrare nell’arca e salvando dal diluvio anche le famiglie dei suoi figli: “Così Noè entrò nell'arca con i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, a motivo delle acque del diluvio” (Genesi 7:7), e poiché l’arca rappresenta Cristo, ciò significa che in Cristo Egli vuole salvare noi con tutta la nostra famiglia.
Quando l’Eterno si manifestò ad Abramo, gli disse: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre… (Genesi 12:1), lo inviò quindi nella terra di Canaan con la promessa: Genesi 12:3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra, ma l’adempimento di tale promessa dipendeva dall’ubbidienza di Abramo, e se Dio scelse proprio lui, fu perché conosceva il suo cuore e sapeva che avrebbe eseguito la Sua volontà. Genesi 18:19 Io infatti l'ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell'Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l'equità, perché l'Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso»
Abramo obbedì al comando di Dio perché aveva in Lui una fiducia totale, e la promessa fattagli trovò adempimento in Cristo, discendente di Abramo perché figlio del popolo d’Israele. Ancor oggi Israele è nel cuore di Dio ed è sempre attuale la promessa di benedizione per chi lo benedice e di maledizione per chi lo maledice, infatti in seguito allo sterminio degli Ebrei effettuato durante la seconda guerra mondiale, la Germania fu maledetta e spezzata in due parti, e allo stesso modo saranno maledette le nazioni che oggi rifiutano di riconoscere l’esistenza dello stato d’Israele.
Dio promise anche un figlio ad Abramo, ma poiché dopo aver ricevuto la promessa trascorse molto tempo, per suggerimento della moglie decise di averlo dalla schiava Agar. Nacque Ismaele, che però, essendo illegittimo, non rientrava nel piano di Dio.Successivamente l’Eterno si rivelò ancora ad Abramo… "Sara tua moglie ti partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Isacco; e io stabilirò il mio patto con lui, come un patto eterno con la sua discendenza dopo di lui…21 Ma il mio patto lo stabilirò con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l'anno prossimo» (Genesi 17:19)…e quando lui aveva ben cento anni, la novantenne Sara partorì Isacco. Genesi 21:3 E Abrahamo pose nome Isacco al figlio che gli era nato, e che Sara gli aveva partorito. 4 Poi Abrahamo circoncise suo figlio Isacco all'età di otto giorni, come DIO gli aveva comandato. 5 Ora Abrahamo aveva cento anni, quando gli nacque suo figlio Isacco. Abrahamo lo allevò seguendo fedelmente tutte le istruzioni del Signore; nel corso della sua vita dedicò interamente le sue attenzioni e le cure alla sua famiglia e in modo particolare alla formazione di Isacco, a cui trasmise tutto ciò che l’Eterno gli aveva rivelato. Non fece nulla per realizzare la moltiplicazione promessagli e che si concretizzò successivamente con Giacobbe e con le dodici tribù che discesero dai suoi dodici figli, si preoccupò solo di istruire Isacco nella volontà di Dio, di insegnargli a meditare sulla Sua Parola (Genesi 24:63); di educarlo all’obbedienza e alla sottomissione, infatti accettò la moglie scelta per lui dal padre; gli diede tutti i suoi beni naturali e l’eredità spirituale, tenne lontani da lui tutti coloro che avrebbero potuto influenzarlo negativamente, persino i figli natigli dalle concubine dopo la morte di Sara (Genesi 25:6), in definitiva lo preparò in vista del patto che l’Eterno aveva promesso di fare con lui.
La promessa di benedizione della famiglia si realizzò per il popolo d’Israele, che avendo ricevuto la Parola di Dio, la Sua Legge e i Suoi modelli, ha sempre considerato la famiglia un bene prezioso da proteggere e curare, ma nel progetto di Dio la benedizione doveva estendersi a tutte le nazioni, e la Scrittura ci mostra come le famiglie dei gentili cominciarono ad essere benedette subito dopo la risurrezione di Gesù, iniziando da quella del centurione romano Cornelio.
Per inviare Pietro a casa sua, il Signore gli diede prima una visione e poi un espresso ordine, perché l’apostolo non era mentalmente aperto a riconoscere i gentili come partecipi del Patto, in quanto gli Ebrei si ritenevano gli unici destinatari delle promesse di Dio (Atti 10:20-24). In vista del suo arrivo, Cornelio aveva invitato i congiunti e gli amici intimi (Atti 10:24), e quando Pietro giunse a casa sua parlò del Signore Gesù e della salvezza da Lui acquistata per chiunque crede.
Atti 10:34 Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 37 Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40 ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, 41 non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. 43 Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome». 44 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso….47 Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». 48 E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni. Tutti credettero e per mano divina furono battezzati in Cristo, ricevettero il battesimo nello Spirito Santo, furono anche battezzati in acqua, e in un sol giorno sperimentarono i tre battesimi della dottrina di Cristo!
Il gruppo di persone riunito nella casa di Cornelio di fatto formava una cellula, il loro leader fu Pietro, che sotto la guida dello Spirito Santo in poco tempo portò tutti a Cristo e alla salvezza. Dio iniziò così la Sua opera tra i gentili, e mediante la strategia di invitare nella propria casa i parenti e gli amici per ascoltare il messaggio di Cristo, la chiesa primitiva si moltiplicò rapidamente. Quella strategia è sempre valida, l’ha stabilita Dio per portare la Sua benedizione nelle famiglie.
Convertirsi a Cristo e farLo entrare nella propria vita e nella propria casa è, però, solo l’inizio dell’opera di restauro che Egli vuole compiere nella famiglia, e la cellula è il luogo in cui si devono apprendere i principi divini da adottare per realizzare il Suo modello di famiglia, perché solo rispettando i Suoi standards si evita la distruzione che il maligno vuole operare in ogni casa. Dio vuole che il rapporto tra i coniugi sia come quello tra Cristo e la Sua Chiesa, e il leader di cellula deve farsi carico di istruire i suoi membri. - Dio Vuole che il marito ami la moglie, che questa sia sottomessa a lui come la Chiesa lo è a Cristo e che lo riconosca come l’autorità costituita da Dio nella famiglia. La sottomissione voluta da Dio non intende, però, sminuire la dignità della donna, né schiacciarla e opprimerla, ma nell’assegnazione dei ruoli Egli ha stabilito che il marito sia il responsabile dell’andamento familiare in ogni area, si assuma il carico di ogni problema e di ogni decisione, vegli sulla famiglia e la protegga, e in un sereno rapporto fatto di dialogo, amore, complicità e collaborazione, la donna scelga di sottomettersi a lui e di porsi come esempio ai figli, che in tal modo non cresceranno ribelli. - Vuole che tra i coniugi ci sia armonia e dialogo e che il loro rapporto si rinsaldi sempre più col passare del tempo, - …che ci sia armonia e dialogo anche tra genitori e figli, che questi siano educati nel timore del Signore e che sin da piccoli si abituino a frequentare la chiesa e le sue attività, - …che si ripristinino i rapporti interrotti con i parenti, si perdonino le offese ricevute, si chieda perdono per quelle procurate e si porti loro la Parola di Dio. - Vuole che si faccia la cellula familiare, in cui i padri di famiglia, e in loro mancanza le madri, predichino la Parola, preghino, benedicano gli altri componenti la famiglia e si fortifichino spiritualmente, - …che chi è solo trovi nella cellula l’amore e il calore della famiglia, e… - soprattutto vuole che ci si adoperi per la salvezza dei propri cari sapendo che, anche se questa è la battaglia più difficile, in Cristo c’è vittoria e che dobbiamo chiederGli solo la necessaria sapienza! - Il leader di cellula deve insegnare a saper gestire il tempo e a non sprecarlo per cose vane, ad usare la casa per diffondere l’Evangelo, ad amministrare le finanze, a non fare spese avventate e a saper vivere con l’80% del proprio introito, destinando il 10% alla decima, come il Signore espressamente comanda per poterci benedire, e riservando un 10% agli imprevisti. - Deve insegnare anche che per poter essere benedetti si devono rispettare le priorità stabilite da Dio, e che il primo posto spetta al Signore, il secondo al coniuge, il terzo ai figli, il quarto al lavoro, il quinto al servizio a Dio e alla chiesa. Molti mariti e padri privilegiano il lavoro, defraudando la propria famiglia della cura, della presenza e dell’attenzione a cui ha diritto. Chi adotta nella propria famiglia i principi divini e la restaura secondo le Sue prescrizioni riceverà senza dubbio abbondanti benedizioni.
Come detto, nella chiesa primitiva si tenevano le cellule in casa, lo stesso apostolo Paolo scrive: “Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case” (Atti 20:20), e nella sua prima epistola ai Corinzi insegna le priorità quando afferma “Ma tutto sia fatto decorosamente e con ordine.” (1Corinzi 14:40)
Superiamo ogni problema familiare con l’aiuto dello Spirito Santo e conquistiamo i nostri cari per Dio con la Sua guida; nelle nostre cellule insegniamo i principi da Lui stabiliti per la famiglia, i soli che possono preservarla dalla distruzione, se osservati e applicati, e le consentono di ricevere le abbondanti benedizioni che il Signore desidera riversare su tutte le famiglie della terra. |
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