Servizio di adorazione ore 8.15 – Palermo, domenica 7 maggio 2006

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

IL LADRO CHIAMATO INCREDULITÀ

 

“Infine apparve agli undici mentre erano a tavola  e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a coloro che lo avevano visto risuscitato” Marco 16:14

 

                                                                                                                                                              Redazione a cura di Caterina Di Miceli _____________________________________________________________________________________________________________

 Un tema scottante quello dell’incredulità, che induce alla riflessione, poiché quasi tutti i credenti corrono il rischio di assumere posizioni che, pur avendo parvenza di dissertazioni e ragionamenti, di fatto sconfinano nell’incredulità, e attraverso le storie dell’Antico Testamento, la Scrittura ci istruisce riguardo ai pericoli a cui essa espone e alle conseguenze che da soli non saremmo in grado di immaginare e prevedere.  

 

Nel secondo libro dei Re si parla di alcuni fatti avvenuti in Samaria, capitale del Regno del Nord, al tempo del malvagio re Jehoram, degno figlio di Achab, che disprezzava Dio e aveva sviato il popolo. Mentre la città era afflitta da una grave carestia, fu assediata dai Siri e la fame raggiunse un livello tale da indurre alcune persone a mangiare gli asini, cosa proibita dalla legge, e perfino i propri figli. Nella sua arroganza il re, anziché cercare nei suoi peccati le cause della carestia e prostrarsi davanti a Dio, Gliene attribuì la colpa e, come suo padre aveva cercato di uccidere il profeta Elia, così egli se la prese col profeta Eliseo e decise di ucciderlo. In preda all’ira si presentò alla sua porta preceduto dal suo messaggero, ma Eliseo, che pur conosceva i suoi propositi, lo attendeva in casa con altri anziani (2Re 6:24-33) e appena li vide disse loro:

 

2Re 7:1  … «Ascoltate la parola dell'Eterno! Così dice l'Eterno: "Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria una misura di fior di farina costerà un siclo e due misure di orzo costeranno pure un siclo"». 2 Ma il capitano, sul cui braccio il re si appoggiava, rispose all'uomo di DIO: «Ecco, anche se l'Eterno facesse delle finestre in cielo, avverrà mai una cosa del genere?». Eliseo rispose: «Ebbene, lo vedrai con i tuoi stessi occhi, ma non ne mangerai»...

2Re 7:6 Il Signore infatti aveva fatto udire all’esercito dei Siri un rumore di carri e un rumore di cavalli, il rumore di un grande esercito, ed essi si erano detti l’un l’altro: «Ecco, il re d'Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittei e i re degli Egiziani per assalirci».

2Re 7:16 Allora il popolo uscì fuori e saccheggiò l’accampamento dei Siri; una misura di fior di farina costava un siclo, e due misure d’orzo costavano pure un siclo, secondo la parola dell'Eterno. 17 Il re aveva messo a guardia della porta il capitano al cui braccio egli si appoggiava; ma il popolo lo calpestò presso la porta, ed egli morì, come aveva detto l’uomo di Dio, quando parlò al re che era sceso a trovarlo. 18 Così avvenne come aveva parlato l'uomo di DIO al re, dicendo: «Domani a quest'ora, alla porta di Samaria due misure di orzo costeranno un siclo e una misura di fior di farina costerà pure un siclo». 19 Il capitano aveva quindi risposto all'uomo di DIO e gli aveva detto: «Ecco, anche se l'Eterno facesse delle finestre in cielo, avverrà mai una cosa del genere?». Eliseo gli aveva allora risposto: «Ebbene, lo vedrai con i tuoi stessi occhi, ma non ne mangerai». 20 Gli capitò proprio questo: il popolo lo calpestò presso la porta ed egli morì.

 

Il capitano che accompagnava il re non credette al messaggio di grazia che veniva dall’alto e di cui Eliseo era portavoce, e gli rispose con arroganti parole di sfida verso l’autorità e la potenza di Dio, ignaro che quelle parole sancivano un giudizio contro se stesso. L’indomani, però, si realizzarono gli eventi profetizzati da Eliseo: Dio fece udire ai Siri uno spaventoso rumore di carri che li atterrì al punto da farli fuggire abbandonando sul campo cibi e ogni altra cosa e così Samaria fu miracolosamente liberata; il prezzo della farina e dell’orzo coincise con quello preannunciato da Eliseo; il capitano constatò tali eventi, ma non poté goderne, perché travolto e ucciso dalla folla.

 

Con la narrazione di questo episodio la Scrittura c’insegna a guardarci dall’incredulità, dallo scetticismo, dalla critica e dal dubbio riguardo alla Parola di Dio, per non esporci al rischio di  vedere le divine benedizioni scendere sugli altri e di restarne esclusi.

 

 L’incredulità può presentarsi in vari modi

Sotto forma di considerazioni o ragionamenti naturali e apparentemente innocenti, che però mettono in dubbio la Parola di Dio e tendono a limitare la  Sua potenza e le Sue risorse.

Con la convinzione che il dubbio faccia parte della natura umana, ma non si addice a chi si definisce credente perché ha scelto di credere alla Parola di Dio e, dubitando, di fatto ingaggia una lotta contro di essa. 

Sotto forma di apparente umiltà accompagnata dall’affermazione di non avere ancora una fede sufficiente. Qualcosa del genere accadde a Mosé quando, contravvenendo all’ordine del Signore che gli aveva comandato di parlare alla roccia per fare sgorgare l’acqua, la batté con un legno. Probabilmente si convinse che non aveva alcun senso parlare alla roccia e non prese sul serio la parola del Signore, ma quell’incredulità gli impedì di entrare nella terra promessa!

 - Non camminando per fede. Alcuni definiscono “prudenza” e motivano il proprio agire con i fallimenti e le delusioni subite, ma tale atteggiamento di cauta fede non piace a Dio e non aiuta a raggiungere il successo, poiché spesso i fallimenti costituiscono tentativi che aiutano a trovare la via per realizzarlo.

 

L’incredulità è un’arma di satana ed ha lo stesso effetto letale del veleno

Ebrei 3:12 State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che si allontani dal Dio vivente, 13 ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si dice: "Oggi", perché nessuno di voi sia indurito per l'inganno del peccato. 14 Noi infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che riteniamo ferma fino alla fine la fiducia che avevamo al principio…

L’autore dell’epistola agli Ebrei esorta a rimanere fermi nella genuina posizione di fede iniziale e a stare attenti dall’avere un malvagio cuore incredulo.

È il caso di chi, dopo aver fatto la preghiera d salvezza e avere sperimentato la grazia di Dio, torna con disinvoltura alla vita di peccato incurante delle gravi conseguenze che comportano peccati come l’adulterio, la fornicazione, il tradimento ed altri. Non si salvò di certo Giuda, che dopo avere conosciuto e seguito Gesù per tre anni, dopo aver creduto in Lui e fatto miracoli nel Suo nome, ad un certo punto non Gli credette più e Lo tradì. Gli scritti apocrifi, i libri e i films che tendono a rivalutarne la figura e che contrastano nettamente con quanto riportato nei Vangeli, i cui autori furono testimoni oculari dei fatti descritti, non sono attendibili e lasciano trapelare  la loro matrice diabolica. L’apostolo Paolo afferma che "tutto ciò che non viene da fede è peccato" (Romani 14:23), quindi è peccato l’incredulità, che induce ad agire malvagiamente, impedisce di prendere sul serio la Parola di Dio, ottenebra le menti, toglie abilità e conduce alla morte spirituale.

 

L’incredulità ruba le benedizioni di Dio
-     Ruba la nostra memoria: impedisce di ricordare tutti i benefici ricevuti grazie all’amore di Dio.

-     Ruba la Parola: il capitano aveva udito le parole di Eliseo, ma non credette minimamente che la profezia si sarebbe avverata.

-      Ruba la speranza: tolse al capitano ogni speranza per il futuro, mentre Eliseo, pur sapendo che il re voleva ucciderlo, lo attendeva tranquillo in casa perché aveva fede in Dio.

-     Ruba la grazia e la benedizione: il capitano vide con i suoi occhi la grazia di Dio, ma non poté usufruirne.

 L’analisi delle varie forme sotto cui si cela l’incredulità, che pur vestendosi, a seconda dei casi, d’ingenuità, di umiltà, di naturale ragionamento, di prudenza, ecc., ma che in realtà tende solo a mettere in dubbio la Parola di Dio, intende metterci in guardia circa i sottili stratagemmi del nemico e vuole impedirci di cadere nei suoi tranelli.

 

Non assecondiamo mai i discorsi degli increduli, rifiutiamoci  di leggere libri o di vedere films di chiara matrice diabolica, tesi a screditare la Bibbia e aventi il preciso scopo di indurre alla ribellione, evitiamo di  prestare  la nostra attenzione a cose che nulla hanno a che fare con Dio, perché chi si schiera contro la Parola di Dio paga di persona;  piuttosto chiediamo allo Spirito Santo di mostrarci se nella nostra vita e nel nostro linguaggio si nasconde incredulità e chiediamo perdono al Signore se col nostro parlare rendiamo inefficaci le Sue promesse nella nostra vita; non dobbiamo in alcun modo rischiare di vedere il risveglio promesso da Dio e di restarne esclusi!

 

 

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Antonio Settecase