|
Servizio di adorazione ore 10.45 – Palermo, domenica 4 giugno
2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello BATTESIMI Redazione a cura di Caterina Di Miceli Quarantacinque i battezzandi di questo secondo servizio domenicale, degli ottantaquattro dell’intera giornata, segnata come sempre da forti emozioni, da toccanti testimonianze di vite trasformate, di guarigioni ricevute nel corpo e nell’anima, e da non poche lacrime di gratitudine e di gioia. Come generalmente avviene in occasione dei battesimi, la predicazione verte su qualche particolare approfondimento del tema in questione oltre che sulle sue linee generali. Il pastore inizia col chiarire il motivo per cui il battesimo in acqua va praticato per immersione totale e solo agli adulti. 1. Considerando che la nostra fede non si basa su convinzioni umane ma sugli insegnamenti della Scrittura, che il battesimo in acqua simboleggia l’identificazione del battezzando con Cristo nella Sua morte e nella Sua resurrezione e che nei testi originali greci la parola corrispondente all’italiano battesimo è “baptizo”, che vuol dire immergere totalmente fino a sommergere, risulta evidente che solo la totale immersione del battezzando può raffigurare la sua identificazione nella morte e nel seppellimento di Cristo, così come l’emersione simboleggia l’identificazione nella Sua resurrezione. Il credente inizia quindi il suo cammino col Signore in una nuova vita di santità e con Lui siede nei luoghi celesti in posizione di autorità su tutta la potenza del nemico. 2. La Scrittura c’insegna che può essere battezzato solo chi ha creduto, quindi gli adulti e le persone che, quanto meno, sono in età di comprendere e di decidere della propria vita, ma chi non è in grado di farlo, come nel caso dei neonati, non può essere battezzato. Nella Bibbia non esiste alcuna traccia di battesimo praticato ai bambini. La dottrina dei battesimi è parte integrante e centrale del fondamento della dottrina di Cristo (Ebrei 6:1-2), sulla quale non si può transigere né scendere a compromessi, perché comporterebbe la perdita della salvezza. Ebrei 6:1-2 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Il Nuovo Testamento comprende tre Battesimi: 1. Il battesimo nel Corpo di Cristo, l’unico essenziale per la salvezza, si sperimenta con la conversione del cuore, dopo aver compiuto alcuni passi ben precisi: - avere ascoltato la Parola di Dio predicata; - essersi ravveduti, cioè avere preso coscienza che la vita di peccato in cui ci si trova allontana inesorabilmente da Dio e avere deciso di invertire la propria direzione di marcia per seguire la via indicata dalla Sua Parola; - aver posto fede nella salvezza provveduta da Cristo sulla croce; - avere accettato Gesù come personale Signore e Salvatore. Attraverso il Ravvedimento e la Fede in Dio, e ricevendo Gesù nel cuore, il nuovo credente fa l’esperienza spirituale della Nuova Nascita, grazie alla quale perde la natura di peccato, acquista la natura di Dio e per mano divina viene battezzato in Cristo, cioè immerso nel Suo Corpo, la Chiesa. A questo punto può essere certo della salvezza, che non si acquista frequentando una chiesa o vivendo in una famiglia di credenti o grazie ad una mentale conoscenza del cristianesimo, bensì sperimentando personalmente Cristo nel proprio cuore! Il battesimo in Cristo è l’unico che poté ricevere il ladrone sulla croce. Egli si pentì della sua vita di peccato, credette che nonostante fosse appeso ad una croce, Gesù era il Figlio di Dio e che poteva salvarlo, Lo riconobbe come Signore e come il Re di un regno eterno, infatti Gli disse: «Signore, ricordati di me quando verrai nel tuo regno», e da Lui ricevette l’assicurazione della salvezza: “In verità ti dico, oggi tu sarai con me in paradiso”. 2. Il battesimo in acqua - Veniva praticato sia dagli apostoli che dalla chiesa primitiva a coloro che avevano sperimentato il battesimo in Cristo. Non serve per la salvezza ma per verificarla, si fa per ubbidienza a un comando del Signore e per testimoniare pubblicamente la propria fede in Cristo e la decisione di essere Suo discepolo. 3. Il battesimo nello Spirito Santo - Successivo al primo ma non necessariamente al secondo, è essenziale per ricevere potenza per il servizio, cioè l’unzione che manifesta la presenza di Dio in noi, e si riceve col segno del parlare in altre lingue. Per espresso comando di Gesù, la Chiesa ha il dovere di fare discepoli. Matteo 28:18-20 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen». Con queste parole, che contengono il Grande Mandato di Gesù alla Sua Chiesa, il Signore ci chiama a fare discepoli, cioè a guidare le persone ad apprendere docilmente i Suoi insegnamenti e ad osservarli, e poi, battezzandosi in acqua, esse rendono pubblica testimonianza di tale loro scelta di vita. Gesù, il Maestro per eccellenza, si prese cura della fede dei Suoi discepoli e li sottopose anche a dure lezioni. In Matteo 14:22-33 si legge che dopo l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci ordinò loro di salire sulla barca e di precederLo all’altra riva. Essi Gli obbedirono, benché a malincuore, mentre Egli si ritirava sul monte in preghiera, ma ben presto furono colti da una violenta tempesta e anziché agire per fede nella Parola del Signore “precedetemi all’altra riva”, si lasciarono sopraffare dalla paura e dal panico. Dall’alto del monte, intanto, Gesù li osservava, vigilava e pregava, e infine si diresse verso di loro camminando sull’acqua, cosa che li terrorizzò ulteriormente perché Lo scambiarono per un fantasma, e solo quando … …Gesù parlò loro, dicendo: «Rassicuratevi; sono io, non temete!», Pietro rispondendogli disse: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acque». Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sulle acque, per venire da Gesù. Ma, vedendo il vento forte, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò dicendo: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo prese e gli disse: «O uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Poi, quando salirono in barca, il vento si acquietò. Allora quelli che erano nella barca vennero e l'adorarono, dicendo: «Veramente tu sei il Figlio di Dio!» Matteo 14:22-33 La barca in questione, costretta a fronteggiare la tempesta e i venti contrari, potrebbe simboleggiare la vita del credente, ostacolata da opposizioni che tendono ad intralciarne il cammino e ad impedire l’approdo alla sua destinazione, ma conforta sapere che Gesù continua a comportarsi come duemila anni fa. Da questa Scrittura si traggono alcuni preziosi insegnamenti: - La vita del credente è cosparsa di contrarietà e di opposizioni, ma se in mezzo alla tempesta ci si lascia assalire dalla paura, non si è più in grado di agire per fede. Occorre invece ricordarsi che Gesù, oggi come allora, veglia su di noi ed intercede, è pronto a soccorrerci, a rassicurarci con la Sua presenza e ad entrare nella barca della nostra vita per far cessare la tempesta e condurci miracolosamente l’altra riva. - La paura si allontana da noi quando camminiamo per fede nella Parola del Signore e teniamo gli occhi fissi su di Lui, mentre ci assale quando ci soffermiamo a guardare le circostanze. Ciò che guardiamo determina il nostro destino, per questo è importante tenere gli occhi fissi su Gesù, infatti Pietro camminò sull’acqua finché aveva lo sguardo fisso su di Lui e cominciò ad affondare non appena si volse a guardare il vento impetuoso. Ebrei 12:1-2 Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. - I discepoli ebbero piena rivelazione della divinità di Gesù e Lo adorarono quando con Lui raggiunsero istantaneamente l’altra riva. AdoriamoLo anche noi quando, in mezzo alle tempeste della vita, sperimentiamo il Suo intervento, il Suo amore e la Sua potenza! - Da questo brano si coglie anche la giusta attitudine del cuore di discepolo, quella manifestata da Pietro quando disse: “Comandami di venire da te”; tali parole denotano il suo desiderio di dipendere dal Maestro e di attendere il Suo comando per obbedirGli. In un mondo pieno di demoni, in cui lo sfacelo morale e la malvagità crescono a ritmi incalzanti, anche noi siamo esposti a continui pericoli e ad attacchi alla nostra vita cristiana, ma non dobbiamo lasciarci intimorire, perché con noi, sulla barca della nostra vita, c’è Gesù pronto a trarci in salvo. Confidiamo nel Suo amore, nel Suo incoraggiamento, nella Sua preghiera e nel Suo soccorso, certi che quando Gli grideremo: “Signore, salvami!”, come fece Pietro, lo farà, perché le sue compassioni si rinnovano ogni giorno, e non tarderà a tenderci la mano per trarci fuori dal pericolo!
|
Web Master