Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 3 dicembre 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
CINQUE EFFETTI DEL FUOCO DELLO SPIRITO
Redazione a cura di Caterina Di Miceli
Precede la predicazione un breve cenno all’evangelizzazione svoltasi lo scorso venerdì in una chiesa straripante di fedeli, quando più di cento persone sono accorse all’appello di salvezza, mettendo in luce la grande fame di Dio esistente nella nostra società e il bisogno da tutti avvertito di sperimentare personalmente il soprannaturale. Lo Spirito Santo, come sempre, non ha tardato a manifestarsi: sono state testimoniate guarigioni istantanee e miracolose, come la scomparsa immediata di noduli al seno e alla tiroide, di violenti dolori che duravano da tempo; si è respirata l’aria del risveglio spirituale che comincia a manifestarsi un po’ dovunque in Italia!
Prende quindi avvio la trattazione dell’odierno tema, molto caro ai pentecostali, riguardante il fuoco dello Spirito Santo, quel fuoco proveniente dal cielo che arde nel cuore dei veri cristiani e che non deve mai spegnersi. Grande sconosciuto da gran parte della chiesa che si definisce cristiana, lo Spirito Santo è Colui che dall’inizio della creazione in poi ha reso possibile ogni cosa, e noi pentecostali amiamo approfondire la sua conoscenza e avere con Lui un rapporto sempre più intimo, perché sappiamo che il Padre ha dato il Figlio per la nostra salvezza, ma ha dato anche lo Spirito Santo perché viva sempre in noi per riempirci, aiutarci in ogni cosa, guidarci, trasformarci, istruirci, darci la Sua unzione, manifestare la Sua potenza.
Luca 4:14-22 … Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l'anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi». E tutti gli rendevano testimonianza e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?».
Come da usanza ebraica, secondo la quale ogni maschio adulto poteva in giorno di sabato condividere con gli altri qualcosa della Parola di Dio nella sinagoga, dopo aver letto questa profezia messianica scritta nel libro del profeta Isaia (61:1-2), tra lo stupore generale Gesù affermò, con poche stringate parole, che quella Scrittura si adempiva in quel giorno, lasciando intendere ai presenti di essere il Messia e rivelando la potenza dell’unzione dello Spirito Santo che era su di Lui
Nella Scrittura Dio viene sempre associato al fuoco, non solo nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo si manifestò sotto forma di vento impetuoso e di lingue di fuoco che si posarono su tutti i presenti, ma numerose volte anche nell’Antico Testamento. Esodo 3:2 E l'Angelo dell'Eterno gli apparve in una Fiamma di fuoco, di mezzo a un roveto. Mosè guardò ed ecco il roveto bruciava col fuoco, ma il roveto non si consumava... Esodo 19:18 Or il monte Sinai era tutto fumante, perché l'Eterno era disceso su di esso nel fuoco; il suo fumo saliva come il fumo di una fornace, e tutto il monte tremava forte.
Il fuoco simboleggia la presenza di Dio che purifica e santifica, ed anche il risveglio, come nell’episodio che si legge in 1Re 18. Dio si manifestò in modo potente col fuoco sotto il regno di Achab, quando il popolo si era sviato e dato all’idolatria a causa di sua moglie, la pagana Jezebel, ed era sorta una disputa tra Elia e i profeti di Baal su chi fosse il vero dio. Poiché Elia cercava di riportare il popolo al Signore e di promuovere un risveglio, propose ai profeti di Baal di preparare un torello da sacrificare al loro dio, come lui avrebbe sacrificato un torello all’Eterno, e quindi di pregare ciascuno il proprio dio di mandare dal cielo il fuoco per bruciare l’olocausto. 1Re 18:24 Voi invocherete quindi il nome del vostro dio e io invocherò il nome dell'Eterno; il dio che risponderà mediante il fuoco è DIO». Tutto il popolo rispose e disse: «Ben detto!». Nulla accadde alla prolungata invocazione dei profeti di Baal, mentre alla breve preghiera di Elia cadde dal cielo un fuoco così potente da prosciugare anche l’acqua del fossato che circondava l’altare. 1Re 18:38-39 Allora cadde il fuoco dell'Eterno e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua che era nel fosso. A tale vista, tutto il popolo si gettò con la faccia a terra e disse: «L'Eterno è DIO! L'Eterno è DIO!».
Nel giorno di Pentecoste lo Spirito Santo, che è Dio, si manifestò col fuoco quando discese sui centoventi che si trovavano nell’Alto Solaio… Atti 2:2 E all'improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. 3 E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. 4 Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi. …e noi pentecostali sappiamo che quella non fu solo l’esperienza di un giorno, infatti la promessa dello Spirito Santo è per tutti, come afferma lo stesso apostolo Pietro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà». Atti 2:38-39 Da allora lo Spirito Santo non è più andato via e chi crede in Cristo può fare quella stessa esperienza perché Egli è stato mandato per la Chiesa di tutte le generazioni; dobbiamo solo permetterGli di operare nella nostra vita, nella nostra famiglia e nella nostra cellula; darGli spazio affinché possa manifestarsi gloriosamente; collaborare con Lui, chiederGli aiuto, invitarLo ad operare nelle persone per cui preghiamo, convincendole, guidandole al ravvedimento e alla salvezza, liberandole, guarendole, infuocandole.
Dal momento in cui un lingua di fuoco si posò sul capo di ciascuno, tutti cominciarono a predicare con franchezza l’Evangelo. Per primo parlò Pietro, mosso dall’unzione dello Spirito Santo, ma a convincere le tremila persone che credettero alla sua predicazione fu Lui, lo Spirito Santo, il solo che può operare nel cuore. Dopo averci dato Gesù, che è morto al posto nostro, il Padre ha inviato sulla terra anche lo Spirito Santo affinché vivesse dentro di noi, ed è di fondamentale importanza la Sua presenza nel nostro cuore, perché è un segno del patto che abbiamo con Dio.
Quell’unzione che era su Gesù, oggi è disponibile per tutti coloro che sono in Cristo, e il brano letto nel Vangelo di Luca (4:14-22) indica quali sono gli scopi che lo Spirito Santo vuole raggiungere attraverso di noi mediante il Suo fuoco.
1. Evangelizzare i poveri. Tutti gli uomini hanno bisogno di Dio, ma non tutti se ne rendono conto, e poiché la predicazione della Parola è essenziale ai fini della salvezza, sono i poveri, cioè quelli che hanno coscienza del proprio bisogno di Dio e sono disposti all’ascolto della Sua Parola, che permettono allo Spirito Santo di operare una conversione nel loro cuore. Generalmente è più disposto a lasciarsi evangelizzare chi è povero anche materialmente, mentre di norma il ricco non ha chiara percezione della propria povertà spirituale, non pensa molto a Dio, non ne sente il bisogno e non gli interessa ascoltare la Sua Parola, preclude allo Spirito Santo la possibilità di operare nel suo cuore. In genere i ricchi orientano tutti i loro pensieri ed interessi ai loro beni, ne divengono schiavi e necessitano di una liberazione da mammona, cioè dall’amore per il denaro, che di per sé non è un male, ma che finisce col dominare il cuore di chi lo possiede.
2. Guarire quelli che hanno il cuore rotto. Gli abusi e le violenze di ogni tipo subiti anche all’interno della famiglia, il dolore per essere stati rifiutati, i traumi dovuti alle più svariate esperienze negative, i divorzi, le malattie, la morte di persone care, il bisogno di amore, ecc., producono nell’anima laceranti ferite destinate per lo più a rimanere segrete e inconfessate. Dio è un padre che vuole guarire anche le ferite dell’anima e l’unzione dello Spirito Santo ne ha la potenza, è Lui la risposta a chi ha il cuore rotto!
3. Proclamare la libertà ai prigionieri. Chi è divenuto schiavo di abitudini negative e di vizi, quali droga, alcool, fumo, ecc., da cui non riesce più ad uscire, in Dio ha speranza! Alcune persone della nostra chiesa, oggi impegnate nell’opera del Signore, sono testimoni viventi che a Dio nulla è impossibile, infatti sono state miracolosamente liberate dalla droga e guarite dalle sue conseguenze, hanno sperimentato un radicale cambiamento di vita, mentre tutti i loro amici non convertiti sono morti! Come si legge in 2Corinzi 3:17, dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà, anche da ogni tipo di schiavitù operata dal maligno!
4. Aprire gli occhi ai ciechi. Come nel naturale i ciechi cadono in confusione, rischiano d’inciampare ed hanno bisogno di essere condotti, e nel tempo del suo ministero terreno Gesù ne guarì molti, così sul piano spirituale tutti abbiamo bisogno di avere chiara visione del percorso e delle mete che Dio ha stabilito per ciascuno di noi. Lo Spirito Santo ha la potenza di rimuovere la cecità spirituale e dare visione circa la volontà di Dio e le mete da Lui stabilite per ciascuno di noi.
5. Rimettere in libertà gli oppressi. Chi vive nell’ansia, nella paura, nel dolore e nella depressione; chi è assillato da timori ossessivi o da impulsi di suicidio; chi si porta dietro sensi di colpa o di condanna, cose diffusissime nel nostro tempo, è soggetto ad un’azione devastante del maligno, ma chi vive col Signore e Lo ama viene liberato, perché Dio è portatore di gioia e l’unzione dello Spirito Santo ha il potere di liberare da ogni oppressione e depressione!
In definitiva Dio vuole che proclamiamo l’anno accettevole del Signore, cioè il tempo della grazia. Per gli Ebrei era il Giubileo, che si proclamava ogni cinquantesimo anno e nel quale avveniva un processo di restaurazione: i prigionieri e gli schiavi riacquistavano per legge la libertà, tutti rientravano in possesso delle proprietà vendute, i debiti venivano condonati. Il nostro Giubileo è di tipo spirituale ed ha avuto inizio con la resurrezione di Gesù. È il tempo della Grazia, tempo di speranza per tutti perché a tutti Dio offre un nuova possibilità, una soluzione, una risposta. Egli vuole che rientriamo in possesso di tutto ciò che il nemico ci ha rubato o che ha distrutto a tutti i livelli: di famiglia, di salute, di lavoro ecc., ci permette di ricominciare daccapo, azzera tutti i nostri errori del passato, elimina la disperazione, infonde la speranza.
Abbiamo bisogno del fuoco dello Spirito Santo sempre acceso in noi per vedere praticamente realizzate le cose per cui è stato mandato dal cielo, per poter evangelizzare con la Parola e con la testimonianza personale, per rispondere ai bisogni delle persone. RingraziamoLo per l’onore della Sua presenza in noi, grande dono gratuitamente ricevuto; invitiamoLo a venire su di noi con la Sua unzione; dichiariamoGli di avere bisogno di Lui, del Suo tocco che guarisce, del Suo conforto, del Suo aiuto per mettere ordine nella nostra anima; chiediamoGli di aprire i nostri occhi e le nostre orecchie spirituali, di svuotarci da ogni cosa negativa per riempirci della Sua presenza e del Suo fuoco, di abbracciarci, parlarci e renderci idonei a mostrare agli altri la Sua potenza, il Suo amore, la Sua compassione.
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