Servizio di adorazione ore 10,30 – Palermo, domenica 3 settembre 2006

 

Oratore:Pastore Lirio Porrello                  

 

LA CENA DEL SIGNORE

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

 

1Corinzi 11:23-32 Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.

 

Come di consueto in occasione della Santa Cena, la lettura del testo base precede la meditazione dei suoi aspetti salienti, che sono:

-               Il memoriale.Fate questo in memoria di me” è un comando con cui il Signore ci esorta a ricordare ciò che Egli ha compiuto per noi, le atrocità che sofferse per la nostra salvezza e che lo Spirito Santo ci riporta alla memoria mostrandoci la croce.

 

-               L’annuncio: “voi annunziate la morte del Signore”. In quanto cristiani abbiamo il dovere di annunciare che sulla croce Cristo versò tutto il Suo sangue per riscattarci dalla schiavitù di satana, mise a morte la nostra natura di peccato e offrì a tutti la possibilità di pervenire alla salvezza.

 

-                     L’esame di se stessi: Ognuno esamini se stesso”. Il pastore Lirio afferma che l’autoesame non va mai fatto in rapporto agli altri, bensì in rapporto al piano di Dio per noi, e per meglio chiarire il concetto riferisce di aver commesso in passato l’errore di sentirsi benedetto e a posto con Dio per avere da Lui ricevuto la chiesa più grande d’Italia, ma di aver subito uno choc quando un bel giorno, a Bogotà, il Signore gli rivelò che non aveva affatto adempiuto il Suo piano, perché la Sua volontà non era quella di dargli una chiesa grande, bensì di farlo padre di una moltitudine di credenti disseminati in ogni luogo. Quella dura lezione vale anche per noi e dobbiamo farne tesoro visto che forse anche noi ci sentiamo a posto perché pensiamo di servire Dio più e meglio di altri ed anche con buoni risultati, ma in realtà non abbiamo cercato di conoscere esattamente qual è il Suo piano per noi e di valutare in che misura lo stiamo adempiendo!   

 

-               La comunione. Il simbolo del pane, che pur essendo uno viene spezzato e mangiato da tutti contemporaneamente come per tutti è stato offerto in sacrificio il corpo del Signore, esprime l’unità della chiesa, la sua identificazione con Cristo e la comunione di ogni credente con i fratelli e col Signore. 

 

 

-               Il patto. Sacro e indissolubile come quello matrimoniale da Lui creato, ogni patto va rispettato. Quello del credente con Cristo è un patto di sangue, in base al quale ciascuno dei contraenti s’impegna a dare la vita per l’altro, e ciò  significa che, come Gesù ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo essere pronti a dare per Lui la nostra.

        Straordinari esempi di coraggio, tenacia e fedeltà al patto col Signore hanno dato molti     martiri della chiesa primitiva, che per Cristo hanno affrontato ogni sorta di atrocità.  

 

-               L’ubbidienza:Fate questo”. Dio apprezza l’ubbidienza più del sacrificio e di ogni buona azione; a Lui sta a cuore chi è sottomesso e ubbidiente, chi Lo interpella prima di agire, chi Gli dice di sì senza discutere, senza prendere scuse o fare calcoli.   

 

A questo punto, sottolineando che gli aspetti fondamentali su cui meditare nella Santa Cena sono tre, su due dei quali si è accennato: guardare indietro, al sacrificio della croce e guardare dentro se stessi per esaminarsi, il pastore si sofferma sull’ultimo aspetto, quello del guardare avanti, alla seconda venuta di Gesù. 

 

È un tema avvincente che purtroppo viene ignorato dalle chiese tradizionali e che invece merita di essere approfondito perché stimola a prepararsi adeguatamente al ritorno del Signore.  

Riguardo all’ascensione di Gesù al cielo, la Bibbia  riferisce che mentre si trovava sul monte degli ulivi fu portato in alto e scomparve in una nuvola, e che mentre i Suoi discepoli stavano ancora col naso in su, inebetiti per la scena a cui avevano assistito…

Atti 1:11 e dissero: «Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo»,

apparvero loro due angeli che preannunciarono il Suo futuro ritorno.

 

Nella prima epistola ai Tessalonicesi si legge inoltre che Gesù ritornerà per rapire la Sua Chiesa, ...

1Tessalonicesi 4:14 Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. 15 Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, 16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; così saremo sempre col Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.

… che la attirerà a Sé sulle nuvole mettendo in atto una potente forza di attrazione magnetica e che poi, dopo la celebrazione delle nozze dell’Agnello, ritornerà sulla terra per regnarvi con i Suoi per mille anni. Questa è la beata speranza (Tito 2:13) dei credenti: essere partecipi del rapimento della Chiesa e incontrare Gesù nell’aria, e questi  i futuri eventi nell’ordine dato dalla Bibbia.

 

Il primo atto delle cose a venire è, dunque, il rapimento, momento straordinario in cui i morti risusciteranno e saranno rapiti per primi dopo aver assunto, in un batter d’occhio, un corpo glorioso e incorruttibile, senza difetti né malattie; poi saranno i viventi ad essere attirati e a raggiungerLo sulle nuvole! 

 

Questi entusiasmanti e straordinari avvenimenti futuri, che riesce difficile persino immaginare, sono riservati a quelli che sono in Cristo e a nessun altro! La Scrittura lascia sgomenti a fa riflettere quando afferma che in quel momento uno sarà preso e l’altro lasciato (Matteo 24:40), perché parla di credenti! A nulla serve, infatti, sentirsi mentalmente a posto con Dio o vivere un cristianesimo formale ed esteriore, poiché per accedere al Regno bisogna essere nati di nuovo, abbandonare lo stile di vita carnale e crescere nella santificazione! L’attesa del ritorno di Gesù deve essere accompagnata da timor di Dio, nella consapevolezza che chi non sarà salvato al momento del rapimento verrà lasciato sulla terra ad affrontare la grande tribolazione e potrà salvarsi solo a costo della decapitazione, pena che sarà inflitta a coloro che rifiuteranno il marchio della bestia.  

 

Chi, invece, sulla terra vive per Lui e con Lui non sarà colto alla sprovvista, verrà di certo rapito e raggiungerà il Signore sulle nubi per rimanere con Lui in eterno, ma nell’attesa deve annunciare instancabilmente a tutti gli eventi futuri, perché la Sua venuta è molto più vicina di quanto si possa immaginare e perché al Signore preme che moltitudini di persone si salvino e accedano alle gloriose meraviglie che ha preparato per la Sua Chiesa.

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Antonio Settecase