Servizio di adorazione ore 8.15 – Palermo, domenica 2 luglio 2006
Oratore: Pastore Lirio Porrello
UNA GENERAZIONE DI TANTI GIOSIA
Beato l'uomo che teme l'Eterno e trova grande gioia nei suoi comandamenti. La sua progenie sarà potente sulla terra, la posterità degli uomini retti sarà benedetta. Salmi 112:1-2
Redazione a cura di Caterina Di Miceli.
L’esperienza del ritiro spirituale vissuta la scorsa settimana nei locali di Partinico dai bambini della nostra chiesa, lascerà un segno indelebile nella loro vita ed ha offerto al pastore Benny Falletta la chiara percezione della loro sorprendente capacità di ricevere la Parola di Dio e di fluire nello spirito per lodare e adorare il Signore con tutto il cuore. Alcuni di essi hanno ricevuto visioni, ispirazioni e guarigioni, altri il battesimo nello Spirito Santo, poiché, secondo quanto è scritto in Atti 2:17.19 “ …i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno”, e in Gioele 2:28 «Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.” , la promessa della Bibbia non riguarda solo i grandi!
Tornando a Giosia, e nella speranza che i bambini di oggi, adeguatamente guidati, da adulti formino una generazione di persone come lui, che Dio possa usare in tempo di risveglio, il pastore Lirio approfondisce e completa l’argomento trattato la scorsa settimana, per stimolare i genitori a curare la vita spirituale dei propri figli, a insegnare loro ad amare Dio con tutto il cuore, a metterli nella condizione di essere da Lui usati come lo fu Giosia, che servì il Signore in modo instancabile, perché aveva un cuore totale per Lui.
Il secondo libro dei Re (22:1-13) ci fa conoscere alcuni particolari molto importanti della sua vita, infatti vi si narra che nel corso di alcuni lavori di riparazione eseguiti durante il suo regno all’interno del tempio di Gerusalemme, il sacerdote Hilkiah ritrovò il libro della Legge, e che Shafan, segretario del re, dopo averlo letto glielo portò e lo lesse alla sua presenza.
Le parole del Libro produssero un vero e proprio choc in Giosia, il quale “… quando udì le parole del libro della legge, si stracciò le vesti” ebbe la chiara visione di quanto il popolo si era allontanato da Dio, di quali gravissimi peccati si era macchiato, dell’entità delle disubbidienze commesse, e sconvolto per questo, si umiliò e pianse davanti a Dio. Fermamente intenzionato a restaurare la Legge del Signore, radunò nel tempio tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme e alla presenza del popolo, “dal più piccolo al più grande”, lesse le parole del Libro, affinché tutti ne avessero conoscenza e si pentissero.
Re 23:1 Allora il re mandò a far radunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. 2 Il re salì quindi alla casa dell'Eterno, e con lui salirono tutti gli uomini di Giuda tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo dal più piccolo al più grande; ed egli lesse alla loro presenza tutte le parole del libro del patto, che era stato trovato nella casa dell'Eterno.
Può stupirci il fatto che il popolo di Dio abbia relegato in qualche oscuro nascondiglio del tempio il Libro della Legge e che per molto tempo ne abbia perso totalmente le tracce, ma più che sorprenderci dobbiamo riflettere sull’analoga condizione spirituale dello stragrande numero di persone che oggi si definiscono cristiane e che, seppur possiedono una Bibbia, l’hanno riposta in qualche polveroso angolo di casa, dimenticata e forse mai letta! Come ci si può definire “cristiani” e ancor peggio “osservanti”, se non ci si è data la pena di conoscere la volontà di Dio che in quel libro è scritta e non si sono mai ricevuti i Suoi insegnamenti? La lettera di Dio Padre all’uomo, lo straordinari tesoro che ci indica la via della salvezza, oggi come allora viene sistematicamente e ignominiosamente ignorato, snobbato e calpestato!.
Dal libro di 2Cronache (34:3) apprendiamo che Giosia, divenuto re a otto anni, quando ne aveva sedici, nell’età dell’adolescenza che normalmente i giovani trascorrono tra gli svaghi, cominciò a cercare l’Iddio di Davide, a vent’anni purificò Gerusalemme e Giuda; successivamente, a ventisei anni, dopo il ritrovamento del libro della Legge, fece con Dio il patto di osservare fedelmente tutti i Suoi comandamenti, ripristinò la celebrazione della Pasqua e riportò le persone alla fede in Dio.
2Re 23:3 Poi il re, stando in piedi sul palco, stabilì un patto davanti all'Eterno, impegnandosi a seguire l'Eterno e a osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e i suoi statuti con tutto il cuore e con tutta l'anima, per mettere in pratica le parole di questo patto, scritte in quel libro. Tutto il popolo aderì al patto…21 Il re diede a tutto il popolo quest'ordine: «Fate la Pasqua in onore dell'Eterno, il vostro DIO, come sta scritto in questo libro del patto». 22 Per certo una simile Pasqua non era più stata celebrata dal tempo dei giudici che avevano governato Israele, e neppure in tutto il tempo dei re d'Israele e dei re di Giuda. 23 Ma nel diciottesimo anno del re Giosia questa Pasqua fu celebrata in onore dell'Eterno a Gerusalemme.
In definitiva, Giosia trascorse i suoi trentun anni di regno facendo, come Davide, ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno, in totale integrità, perché amava Dio con tutte le sue forze. Chi gli trasmise la passione per la Parola di Dio e il desiderio di osservarla? Non i suoi genitori, ma di certo qualcuno infuocato per il Signore la seminò in lui e gli trasmise il desiderio di cercare Dio con tutto il cuore.
Per portare i bambini a tale livello spirituale occorrono cura costante e tanti leaders che sappiano trasmettere passione per il Signore, ma devono essere soprattutto i genitori, per primi, a predicare ai figli la Sua Parola, a dare un esempio quotidiano di santità, ad inculcare in loro il timore dell’Eterno, affinché non se ne allontanino mai e crescendo Lo cerchino, Lo invochino, Gli chiedano di rivelarsi nella loro vita, vogliano piacerGli e decidano di servirLo.
Appresa la volontà dell’Eterno contenuta nella Scrittura, nel suo timor di Dio, Giosia si comportò così: 1. Rispose alla Parola di Dio con umiltà di cuore e spirito di sottomissione, attitudine che tocca il cuore del Padre e attira le Sue benedizioni, mentre la critica o la polemica che qualcuno manifesta nell’accostarsi alla Sua Parola, segnalano una condizione spirituale di pericolo! Fece cordoglio per lo sviamento del popolo e si umiliò davanti a Dio stracciandosi le vesti, proprio come molti di noi hanno provato dolore per i peccati del passato, quando hanno preso coscienza di essere vissuti nell’errore e si sono ravveduti. 2. Continuò a cercare Dio per conoscere la Sua volontà anche attraverso la profetessa Huldah, che fece consultare per sapere cosa Dio chiedeva a lui, al popolo e al regno. La risposta di Dio (Re 22:13-20) fu di misericordia per lui che si era umiliato, ma di giudizio per il popolo “…io farò venire una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti”. 3. Lesse a tutto il popolo il libro della Legge. La Parola di Dio va insegnata e l’amore per essa inculcato, non nasce da solo! 4. Istituì cambiamenti nella nazione. Oltre all’eliminazione totale dell’idolatria e alla purificazione generale, istituì la Pasqua, in occasione della quale la famiglia riunita doveva consumare l’agnello. Tale festività divenne, di fatto, la festa della famiglia in quanto momento di comunione familiare, presupposto essenziale per poter avere comunione con Dio.
È utile ricordare, in tema di bambini, la storia di Mosé e dei suoi due fratelli Aronne e Miriam. Nati in una famiglia di leviti che amava il Signore, furono allevati nel timore dell’Eterno e poi da Lui usati per liberare il Suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto. Adottato dalla figlia del Faraone, solo per un tempo Mosè fu tenuto dalla madre naturale che lo allattò e che di certo colse quell’opportunità per predicargli la Parola di Dio e cantargli le meraviglie de Suo amore. Il fatto che Mosè, divenuto grande, abbia preferito essere disprezzato col suo popolo piuttosto che divenire faraone, ci induce a credere che il suo spirito abbia assorbito ciò che la madre gli aveva seminato, perché lo spirito non ha età e sin da quando è in grembo riceve le cose spirituali; ricordiamoci che Giovanni Battista sussultò in grembo alla madre allorché questa s’incontrò con Maria che in seno portava il Messia!
I figli dei credenti manifestano una
sensibilità particolare per le cose del Signore e sin da piccoli si rivelano
adoratori, in grado di ascoltare, lodare Dio e avvertire la Sua presenza
anche se convertiti da poco tempo! Investiamo le nostre energie nei bambini e nei ragazzi, prepariamoli per il risveglio! I leaders che operano nella rete dei bambini abbiano il “fuoco del Signore” nel cuore; i genitori sappiano trasmettere ai figli la passione per le cose di Dio, e poiché i figli ricevono la nostra eredità spirituale, se li guideremo nel giusto modo, cresceranno col cuore per Dio, Lo cercheranno nella Sua Parola, Lo cercheranno in preghiera… e di certo Lo troveranno, perché Lo avranno cercato con tutto il loro cuore!
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