Servizio di adorazione ore 8.00 – Palermo, domenica 1 ottobre 2006

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

CERCARE E CURARE

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Continua a risuonare l’eco dei numerosi e grandi miracoli avvenuti nel velodromo di Palermo durante la campagna evangelistica del pastore Benny Hinn e non cessano di giungere le notizie di guarigioni ricevute e riscontrate successivamente. La guarigione divina tuttavia, pur essendo importante perché permette una migliore qualità di vita, infonde nuove forze e delinea nuove prospettive per il futuro, per il Signore è solo il punto di partenza della svolta che vuole imprimere alla nostra vita, come si può cogliere da vari episodi riportati nella Scrittura, poiché il Suo primario obiettivo è la salvezza.

 

Il Vangelo di Giovanni riferisce la notizia della guarigione di un paralitico operata da Gesù in prossimità della piscina di Betesda, il cui nome vuol dire “casa della misericordia e luogo delle olive” proprio per significare che chi è destinatario della misericordia di Dio deve esserlo anche della Sua unzione. Sulle sue sponde gli infermi si ammassavano nella speranza di potersi immergere per primi, per essere guariti, non appena l’angelo avesse agitato l’acqua. La scena doveva somigliare molto a quella creatasi nel velodromo di Palermo allorché una grande quantità di persone, afflitte dai mali  più disparati, attendeva speranzosa il tocco divino.

Giovanni 5:2 Or a Gerusalemme, vicino alla porta delle pecore, c'è una piscina detta in ebraico Betesda, che ha cinque portici. 3 Sotto questi giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, i quali aspettavano l'agitarsi dell'acqua. 4 Perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella piscina e agitava l'acqua; e il primo che vi entrava, dopo che l'acqua era agitata, era guarito da qualsiasi malattia fosse affetto. 5 C'era là un uomo infermo da trentotto anni.

Pur non potendosi muovere, il paralitico non aveva perso la speranza, e quando Gesù gli si avvicinò e gli chiese se voleva essere guarito, alla sua risposta affermativa lo fu all’istante. 

6 Gesù, vedendolo disteso e sapendo che si trovava in quello stato da molto tempo, gli disse: «Vuoi essere guarito?». 7 L'infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l'acqua è agitata, e, mentre io vado, un altro vi scende prima di me». 8 Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». 9 L'uomo fu guarito all'istante, prese il suo lettuccio e si mise a camminare. Or quel giorno era sabato…

In quel luogo la misericordia divina era solita manifestarsi e non sorprende che Gesù abbia provato compassione per quell’uomo impossibilitato a muoversi, gli si sia avvicinato e lo abbia guarito, ma ciò che stupisce e lascia amareggiati è l’atteggiamento ostile dei religiosi Giudei nei Suoi confronti.

 10 I Giudei perciò dissero a colui che era stato guarito: «È sabato; non ti è lecito portare il tuo lettuccio». 11 Egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"». 12 Essi allora gli domandarono: «Chi è quell'uomo che ti ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"?». 13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi egli fosse, perché Gesù si era allontanato a motivo della folla che era in quel luogo.

Invece di compiacersi e glorificare Dio per l’accaduto, si adirarono ed espressero il loro disappunto con una serie di insinuazioni: …È sabato; non ti è lecito portare il tuo lettuccio!… Chi è quell'uomo che ti ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina!?…perché non tolleravano, nella loro presunzione di superiorità spirituale, che qualcun altro manifestasse la misericordia di Dio mediante opere potenti. Legati ai riti e alle esteriorità come erano, avevano perso di vista la personale relazione con Dio, che tra loro non manifestava né la Sua presenza né la Sua potenza. 

 

Purtroppo lo spirito che faceva agire in quel modo i farisei serpeggia ancor oggi in molte chiese che, pur definendosi cristiane, di Cristo rinnegano la potenza, non credono nella guarigione divina di cui tutta la Bibbia parla, e di conseguenza in esse non avviene alcun miracolo perché vi manca la Sua presenza. Contrariamente a quanto afferma la Scrittura, asseriscono che Gesù non è venuto per guarire, ma solo per salvare, e se vengono a conoscenza delle grandi opere che continua a compiere attraverso uomini a Lui consacrati, si irritano, reagiscono con rabbia, li perseguitano e calunniano …  i religiosi di oggi sono proprio come quelli di allora!  

 

È significativo il fatto che la piscina di Betesda si trovasse vicino alla porta delle pecore, e considerato che nella Scrittura queste rappresentano le persone che si rivolgono a Cristo, analizzare il modo in cui Gesù si comportò col paralitico dopo averlo guarito, ci rivela l’opera che vuole compiere in ogni persona che si rivolge a Lui ma non Lo conosce, giace nell’ignoranza circa le cose dello spirito, necessita di cura, istruzione, guida e consolidamento.

 

Ritrovatolo nel tempio, Gesù continuò a prendersene cura dandogli istruzioni che andavano oltre la guarigione fisica, semplice segno esteriore del Suo amore e della Sua misericordia.

Giovanni 5:14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco, tu sei stato guarito; non peccare più affinché non ti avvenga di peggio».

Dopo averlo guarito gli si rivelò e gli aprì gli occhi sul mondo spirituale e sulla grazia di Dio, lo esortò a vivere santamente, lo mise in guardia dagli assalti del maligno, e col Suo esempio ci dice quanto è indispensabile curare le persone sul piano spirituale, poiché l’ignoranza della Parola rende deboli ed espone al rischio di essere ingannati e riportati nel mondo delle tenebre. La guarigione fisica è solo l’inizio dell’opera di restauro che Gesù vuole compiere in ciascuno di noi e che per essere completa deve estendersi anche all’anima e allo spirito mediante la paziente cura che i leaders compiono all’interno delle cellule.

 

Il pastore Lirio afferma che il ruolo dei leaders è paragonabile a quello del medico di famiglia che si prende cura dei suoi assistiti costantemente, e non a quello del medico del pronto soccorso che interviene solo nelle emergenze, in caso di estremo bisogno. 

Afferma che per conoscere la volontà di Dio, metterla in pratica e dare ordine alla propria vita, tutte le pecore necessitano di guida, di nutrimento e cura pastorale; afferma inoltre, pensando a quanti durante gli incontri con Benny Hinn hanno ricevuto guarigione ma non conoscono Dio, che la guarigione fisica non cambia la vita sotto il profilo spirituale, non libera dagli effetti dei legami diabolici, dai vizi, dalle fobie, ecc., non salva dall’eterna perdizione! L’opera di Gesù non si esaurisce, quindi, col miracolo di guarigione, Egli vuole proseguirla mediante la cura e l’insegnamento che vengono impartiti dalla chiesa e all’interno delle cellule. Ogni credente, con un minimo di preparazione biblica, può evangelizzare facendo conoscere le cose fondamentali della dottrina di Cristo, liberando dai dubbi e rendendo le persone stabili nella fede in Cristo, pronte a resistere agli inganni e alle seduzioni del maligno che opera anche attraverso la religione.

 

Altro episodio in cui Gesù si preoccupò di dare cura spirituale dopo la guarigione, è quello riguardante l’uomo cieco dalla nascita. Anche allora i farisei reagirono con aggressività mettendo in dubbio la veridicità del miracolo, procedendo a un vero e proprio interrogatorio circa la sua cecità e le modalità della guarigione, affermando: Quest'uomo non è da Dio, perché non osserva il sabato”, e nonostante quell’uomo continuasse a raccontare come si erano svolti i fatti, ad esprimere la sua riconoscenza e a manifestare la certezza che Dio doveva essere con Lui se aveva compiuto un tale miracolo, pieni di livore, alla fine di un lungo diverbio, lo cacciarono fuori dal tempio! Non tolleravano che Gesù manifestasse il soprannaturale, di cui si ritenevano gli esclusivi detentori, e invece di gioire per le potenti operazioni che compiva, Lo diffamavano. I religiosi non sono cambiati! Non riescono a tollerare che Dio si manifesti attraverso qualcuno che non appartenga al loro mondo, continuano a trattare in quello stesso modo i fedeli servitori di Dio come Benny Hinn, e non cessano di seminare dicerie a suo carico, dubbi sui miracoli, calunnie di ogni tipo e di diffondere notizie volutamente diffamatorie... ma chi rema contro le grandi opere compiute da Dio, non Lo conosce!

 

Dopo avere ridato la vista al cieco, Gesù …

Giovanni 9:35 …seppe che l'avevano cacciato fuori e, trovatolo, gli disse: «Credi tu nel Figlio di Dio?». 36 Egli rispose e disse: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 E Gesù gli disse: «Tu l'hai visto, è proprio colui che ti sta parlando». 38 Allora egli disse: «Io credo, Signore»; e l'adorò.

… lo cercò e trovatolo gli si rivelò, suscitò in lui la fede, compì un’opera di cura e consolidamento tale da indurlo all’adorazione!

 

L’agire di Gesù rivela il Suo cuore, il Suo interesse per la vita spirituale e quindi per la salvezza delle persone, ci indica la via che con zelo e puntualità dobbiamo percorrere.

 

Alcuni elementi della Scrittura portano a paragonare l’azione di tipo pastorale, che i leaders di cellula sono chiamati a compiere, a quella del medico, in quanto tesa a curare l’intero essere umano: spirito, anima e corpo, 

 Giovanni 7:23 Se un uomo riceve la circoncisione di sabato, affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato?

 

Altra figura che rende l’idea del lavoro pastorale è quella del pastore di un gregge (Gv. 10), che si occupa della salute delle sue pecore, proprio come chi cura le pecore del Signore deve occuparsi del loro stato di salute spirituale.

 

 Anche il lavoro del vignaiolo è paragonabile a quello pastorale (Gv. 15), infatti come questi pota drasticamente e cura senza sosta le sue viti per farle produrre di più, così Dio vuole si faccia con ciascuno di noi per farci portare più frutto nel tempo della raccolta. Anche se talvolta eliminare dalla nostra vita ciò che a Lui non piace o semplicemente separarci dal frutto precedente a cui non è bene attaccarsi troppo perché è solo a Cristo che ci si deve legare, o sottostare alla Sua disciplina, può risultare doloroso, è tuttavia necessario, in quanto solo con la disciplina e la necessaria potatura possiamo portare frutto e avere successo. 

 

Nella sua epistola l’apostolo Paolo esorta i Colossesi a camminare con Cristo e a radicarsi in Lui dopo averLo ricevuto nel cuore.

 Colossesi 2:6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui 7 essendo radicati ed edificati in lui, e confermati nella fede come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.

 Con queste parole istruisce i nuovi nati in Cristo, i più esposti alle aggressioni del maligno, sulla necessità di stare attaccati al Signore e di radicarsi sempre più in Lui e nella Sua Parola, sul loro bisogno di essere confermati nella fede e di abbondare nel ringraziamento, perché tale attitudine  denota la sensibilità di comprendere che ogni cosa buona viene dal Signore e che è necessario ringraziarLo anche per le piccole cose che rendono facile e comoda la vita quotidiana, a cui si è abituati e per le quali generalmente, per superficialità, non Lo si ringrazia quasi spettassero di diritto. 

 

In quanto figli di Dio, abbiamo il dovere di porci come esempio alle persone che Egli ci affida, nella consapevolezza che perfino le nostre semplici parole possono rimanere impresse nel loro cuore e segnare il resto della loro vita. Tutti siamo chiamati a prenderci cura delle persone secondo il cuore di Dio, ad istruirle, guidarle e consigliarle anche se il nostro bagaglio di conoscenza è modesto. Chiediamo al Signore la sapienza necessaria per cercare i perduti, portarli alla salvezza, contribuire al loro cambiamento di vita, al loro pieno inserimento nel Corpo di Cristo e assolvere in modo eccellente l’alto compito a cui ci chiama.

 

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Antonio Settecase