Servizio di adorazione ore 8.15  -  Palermo, domenica 11 dicembre 2005

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

RISVEGLIO NELLA CASA

      

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Una predicazione dai toni forti e accorati quella di oggi, tesa a far prendere coscienza a tutti, ma in particolar modo a chi è genitore, del bisogno di vegliare sulla consacrazione propria e dei propri familiari e sulla necessità di restaurare nella propria casa l’altare dell’adorazione al Signore, per proteggerla dagli attacchi del maligno.

Il risveglio si propaga dalla casa alla chiesa, afferma il pastore Lirio, che prende ad esaminare il modo in cui esso avvenne nella casa di Giacobbe.

 

Aveva una famiglia numerosa che in un periodo di grave declino spirituale sperimentò numerosi disastri, e fu allora che il Signore intervenne e lo esortò a cambiare vita.

Anche nelle nostre case è possibile che entrino i tarli del degrado morale e della corruzione così dilaganti a livello mondiale, e poiché i giovani, ma non solo loro, corrono grossi pericoli, è necessario vegliare sulla propria famiglia per individuarli ed intervenire affinché non creino danni irreparabili.

Basta guardarsi intorno per vedere la crescente immoralità in cui guazza la nostra società: tutto è divenuto lecito, i divorzi si moltiplicano, i matrimoni gay sono stati legalizzati in vari Paesi e cominciano ad essere accettati  o comunque visti con tolleranza anche in Italia, si è perso di vista il senso del rispetto; l’educazione permissiva giuntaci qualche decennio fa dagli Stati Uniti e che tanto successo ha riscosso anche in Europa, in netto contrasto con quanto insegna la Parola di Dio, ha prodotto una generazione insoddisfatta, prepotente e violenta; la perversione è entrata nella mentalità generale. E non solo: si tende ad eliminare ogni simbolo cristiano, perfino la Croce Rossa sarà costretta a rinunciare al simbolo della croce, dalle scuole verranno rimossi i crocifissi, l’uso di droga è sempre più diffuso ed anche quello di psicofarmaci. Il maligno fa bere al mondo una coppa di stordimento che impedisce di vedere il male: bambini che muoiono di fame, la crescente delinquenza, i suicidi, gli aborti, la strage dei neonati che vengono rinvenuti nei cassonetti della spazzatura, le epidemie prodotte dall’unione di uomini con animali, la pubblicità resa a cose abominevoli! La nostra società è malata, il crescente degrado morale è un segno premonitore del risveglio, infatti Dio ha annunciato che interverrà per riportare nelle case la Sua Parola e la santità.

 

  I risvegli sono caratterizzati, in genere, dai seguenti principi biblici.

·        La Parola di Dio viene predicata fedelmente e con franchezza.

·        Dio usa chi è infuocato per infuocare gli altri.

·        Si avverte il bisogno di purificazione, mentre oggi si è perduta la coscienza del peccato.

·        Si acquista consapevolezza dell’esistenza dell’inferno, mentre oggi molti non se ne curano e vivono tranquillamente nel peccato credendo che sia una favola. Bisogna far comprendere che il pericolo di finirvi dentro è reale e che è necessario abbandonare il peccato e passare dalla parte di Dio. 

·        Cresce il timore del giudizio di Dio, mentre oggi molti, credendosi furbi, deridono Lui e la Sua Parola. Se non si ravvedono, subiranno un giudizio di condanna, poiché solo chi avrà accettato Gesù come personale Signore e Salvatore e Lo avrà ricevuto nel proprio cuore sarà salvato.

·        Si prova pentimento e rifiuto per l’idolatria, cioè per tutto ciò che impedisce di darsi totalmente a Dio, di servirLo ed onorarLo.

·        Si ritorna alle giuste priorità e si pone Dio al primo posto, dando così ordine alla propria vita.

·        Si torna ad un’adorazione vera, reale, passionale e non fredda, formale e rituale.

·        L’onore che si rende a Dio produce abbondanti benedizioni e cambiamenti positivi.  

 

Come avvenne il risveglio nella casa di Giacobbe 

 

1.      Giacobbe fa rimuovere tutti gli idoli.

Occorre ripercorrere la storia di Giacobbe per comprenderne gli insegnamenti. Con l’inganno aveva defraudato il fratello Esaù della primogenitura e costui voleva ucciderlo, ragion per cui Giacobbe fuggì, giunse a Luz, che si trova nel paese di Canaan, e mentre lì dormiva, in sogno vide una scala che dalla terra raggiungeva il cielo e su di essa salivano e scendevano gli angeli di Dio. Dalla cima l’Eterno gli parlò promettendogli la Sua protezione e la Sua benedizione (Ge.28:10-15).

Genesi 28:15 Ed ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai, e ti ricondurrò in questo paese; poiché non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto”

In quel punto Giacobbe eresse una stele sulla cui sommità versò dell’olio e chiamò quel luogo Bethel, cioè Casa di Dio, quindi fece un voto:

Genesi 28:20-22 <<Se DIO sarà con me e mi proteggerà durante questo viaggio che faccio, se mi darà da mangiare e vesti da coprirmi, ritornerò alla casa di mio padre in pace, allora l'Eterno sarà il mio DIO; e questa pietra che ho eretta come stele, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu mi darai io ti darò la decima>>.

 Successivamente a Peniel lottò per un’intera notte con un uomo, che altri non era se non l’Angelo dell’Eterno il quale, prima di lasciarlo, lo benedisse e cambiò il suo nome in Israele, che vuol dire principe con Dio (Genesi cap. 32). Subito dopo Giacobbe incontrò il fratello Esaù, che però,  invece di ucciderlo lo abbracciò (cap. 33),  così sperimentò la divina protezione!

 

Da quel momento ebbe inizio il suo dramma familiare: la figlia Dina cominciò a frequentare a Sichem persone pagane poco affidabili da cui fu rapita e violentata; i suoi fratelli, venuti a conoscenza del fatto, la vendicarono attirando i Sichemiti in un tranello e facendone strage (cap. 34). Giacobbe dovette provare un dolore immenso ed una tristezza infinita per la gravità dei crimini commessi dai suoi figli, e finalmente, svegliatosi dal torpore che gli aveva impedito di vedere in tempo che nella sua casa era entrato il guasto, prese coscienza che la sua famiglia aveva assoluto bisogno di cambiare. Fu allora che Dio gli parlò.

 

Genesi 35:1 DIO disse a Giacobbe : << Levati, sali a Bethel e dimora là, e fa’ in quel luogo un altare al Dio che ti apparve, quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù >>.

Genesi 35:2 Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: <<Rimuovete dal vostro mezzo gli dei stranieri, purificatevi e cambiate le vostre vesti;

Genesi 35:3 poi leviamoci e andiamo a Bethel, e io farò là un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia avversità e che è stato con me nel viaggio che ho fatto>>.

Genesi 35:4 Allora essi diedero a Giacobbe tutti gli dei stranieri che avevano e gli orecchini che portavano agli orecchi; e Giacobbe li nascose sotto la quercia che si trova vicino a Sichem.

 

2. Giacobbe erige un altare a Bethel

Giacobbe fece esattamente ciò che Dio gli aveva ordinato.

Con tutta la sua famiglia e la sua gente giunse a Luz, vi costruì un altare e chiamò quel luogo El-Bethel, cioè l’Iddio della casa di Dio, poi l’Eterno gli apparve ancora, lo benedisse, gli confermò che il suo nome era Israele, e aggiunse:

Genesi 35:11…<<Io sono il Dio onnipotente; sii fruttifero e moltiplica; una nazione, anzi un insieme di nazioni discenderà da te, e dei re usciranno dai tuoi lombi;

Genesi 35:12  e darò a te e alla tua discendenza dopo di te, il paese che diedi ad Abrahamo e ad Isacco>>.

Anche questa volta Giacobbe eresse una stele di pietra e chiamò Bethel, cioè Casa di Dio, il luogo in cui il Signore gli aveva parlato.

 

 Si erano dovute verificare due condizioni perché Giacobbe avvertisse l’impellente bisogno di correre ai ripari e ripristinare nella sua famiglia l’altare al Signore:

1.      I tragici eventi gli fecero aprire gli occhi e prendere coscienza della sua infedeltà e dei suoi errori (Ge.35:2).

2.      Prestò ascolto al rhema di Dio che lo esortò a muoversi per portare la sua famiglia a servirLo (Ge. 35:1).

 

Nel momento del bisogno, quando temeva di essere ucciso da suo fratello, Giacobbe aveva fatto a Dio una promessa, ma successivamente, scampato quel pericolo, se ne era dimenticato, non sentiva più la necessità di dipendere da Lui, credeva di meritare la Sua benedizione e confidava nella propria autosufficienza.

Agiva come talvolta facciamo noi, che cerchiamo Dio e Gli facciamo mille promesse quando siamo in difficoltà, ma passata la tempesta non ce ne ricordiamo più. In questo modo Giacobbe perdette la comunione con Dio e si raffreddò spiritualmente.

Non si occupava della condizione spirituale della sua famiglia e in essa non osservava i principi divini: aveva una predilezione per Giuseppe, non affrontò in modo adeguato la vendetta messa in atto dai figli Simeone e Levi (Ge. 34), le sue mogli erano gelose e sleali, tollerava la povertà spirituale dei suoi familiari, e nel frattempo… i demoni entravano in casa sua!  

 

Quali passi compì Giacobbe per favorire il risveglio?

1.      Ordinò di rimuovere dalla casa tutti gli idoli;

2.       di cambiare le vesti macchiate di sangue, simbolo di purificazione;

3.      di consacrarsi a Dio;

4.      di andare a Bethel, luogo della comunione e dell’esperienza spirituale.

Agì con autorità e i suoi figli lo ascoltarono, si tolsero gli orecchini che indicavano l’appartenenza ad un altro e non a Dio, lasciarono il peccato e andarono a Bethel per cambiare vita e servire l’Eterno.

 

Quante situazioni anomale esistono anche oggi nelle case dei credenti, quanti di essi si lasciano contaminare dalle cose del mondo e danno poco peso alle abitudini e alle amicizie sbagliate dei loro figli! Apriamo gli occhi, prendiamo coscienza della gravità di certe situazioni e dell’urgenza del risveglio nella casa, pratichiamo la cellula familiare, affinché i nostri figli facciano un’esperienza personale con Dio, accettino Gesù e nascano di nuovo, poiché le esperienze col Signore devono essere personali, quelle dei padri non producono nei figli una vita santa, proprio come avvenne ai figli di Giacobbe, che non conoscevano Dio e non Lo amavano.

 

Ascoltiamo anche noi il Suo richiamo, facciamo delle nostre case luoghi di preghiera, dove si ama e si serve Dio, dove non ci si lascia travolgere dalle circostanze quotidiane, ma si vive per fede nell’Iddio vivente e vero, usiamole per predicarvi la verità e promuovere la salvezza! Chiediamo a Dio che il risveglio entri nella nostra casa, che i nostri occhi si aprano per vedere le oscure trame del nemico, per individuare gli idoli che occupano un posto nel cuore dei nostri cari e poterli eliminare, per sentire un forte bisogno di purificazione, di consacrazione, di comunione e favorire in tal modo il risveglio nella chiesa.     

 

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Antonio Settecase