Servizio di adorazione ore 10.45 – Palermo, domenica 9 aprile 2006

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

CRESCITA NELLA PERSECUZIONE

 

Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Matteo 5:10

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

 

Umanamente parlando, la persecuzione fa paura e nessuno vorrebbe provarla, ma quella per la Verità ha un valore talmente alto agli occhi di Dio, da farGli definire beati coloro che la sperimentano. In ogni tempo i veri cristiani sono stati oggetto di persecuzione come lo fu Gesù e dopo di Lui i Suoi apostoli.

 

Esaminando i primi passi della chiesa primitiva e studiandone gli eventi, ci si rende conto di quanto la persecuzione abbia influito sulla diffusione dell’Evangelo, ed anche se frutto del desiderio di satana di allontanare le persone dalla Verità, di fatto ha sempre prodotto l’effetto opposto e infuso nei credenti la volontà di testimoniarla anche a costo della vita con coraggio e determinazione. Il libro degli Atti riporta la notizia dell’arresto e dell’assassinio di Stefano, semplice diacono, grande predicatore e primo martire della chiesa.

 

Atti 7:55 Ma egli, ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, 56 e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». 57 Ma essi, mandando alte grida, si turarono gli orecchi e tutti insieme si avventarono sopra di lui; 58 e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. E i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. 59 Così lapidarono Stefano, che invocava Gesù e diceva: «Signor Gesù, ricevi il mio spirito». 60 Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E, detto questo, si addormentò.

 

L’affermazione di Stefano, di avere visto la gloria di Dio e il Messia assiso alla Sua destra, rese talmente furibondi i sacerdoti presenti, compreso il sommo sacerdote, da trascinarlo fuori dalla città per lapidarlo.

 

Atti 8:1 Or Saulo approvava la sua uccisione. In quel tempo ci fu grande persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme; e furono tutti dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria, ad eccezione degli apostoli. 2 E alcuni uomini pii portarono a seppellire Stefano e fecero grande cordoglio per lui. 3 Ma Saulo devastava la chiesa entrando di casa in casa, trascinava via uomini e donne e li metteva in prigione. 4 Coloro dunque che furono dispersi andavano attorno, annunziando la parola. 5 Or Filippo discese nella città di Samaria e predicò loro Cristo. 6 E le folle, con una sola mente, prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli che egli faceva. 7 Gli spiriti immondi infatti uscivano da molti indemoniati, gridando ad alta voce; e molti paralitici e zoppi erano guariti. 8 E vi fu grande gioia in quella città.

 

Ideata per annientare la chiesa, anziché raggiungere l’obiettivo per cui fu messa in atto, la persecuzione ne determinò l’espansione, infatti provocò la dispersione dei cristiani di Gerusalemme e di conseguenza la predicazione del Vangelo in ogni luogo. Come prima della conversione Saulo era stato uno zelante persecutore, così dopo di essa svolse un ministero potente per la sua generazione, ma fu quando a sua volta perseguitato finì in carcere, che scrisse le epistole e diede alla chiesa le basi teologiche che si rivelarono fondamentali per tutte le generazioni successive.

 

Nella storia di Stefano si colgono importanti verità riguardo alla persecuzione.

 

  1. Dio mette la persecuzione al servizio del Grande Mandato

Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».

Queste parole di Gesù non ebbero immediato seguito, infatti dopo la Pentecoste, per otto lunghi anni, i discepoli non si mossero da Gerusalemme, con grande beneficio per la chiesa di quella città. La vita comoda e appagante fece loro dimenticare le raccomandazioni di Gesù e si limitarono ad esserGli testimoni a Gerusalemme; si rilassarono spiritualmente e non avvertirono l’urgenza di far conoscere la salvezza ad altri, ma ad un certo momento Dio permise lo scatenarsi di una feroce persecuzione e, tranne gli apostoli, tutti furono dispersi, innanzitutto in Giudea e in Samaria, come predetto da Gesù.

 Atti 8:1 Or Saulo approvava la sua uccisione. In quel tempo ci fu grande persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme; e furono tutti dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria, ad eccezione degli apostoli.

 

A proposito di rilassamento spirituale, il pastore Lirio fa notare che in genere l’eccessivo benessere determina un’attitudine al dare non proporzionata ai propri averi e rende insensibili ai bisogni degli altri e alle cose riguardanti il Regno di Dio, mentre una vita meno agiata accresce la sensibilità; dati statistici rilevano infatti che i meno abbienti sono i più pronti a dare alla chiesa le decime e le offerte.

 

  1. Essere perseguitati per la Verità è un onore.

Dopo la morte di Stefano, solo alcuni cristiani pii, cioè rispettosi di Dio, ebbero il coraggio di esporsi per seppellirlo e piangerne la morte, mentre gli altri che probabilmente non approvavano la sua schiettezza nella predicazione e che per non urtare la suscettibilità dei religiosi preferivano essere meno decisi nell’annunciare la Verità, per timore delle persecuzioni messe in atto da Saulo preferirono starsene al riparo e non parteciparono al funerale.

Il coraggio di Stefano è un esempio da seguire per noi che, come lui, ci troviamo ad annunciare il messaggio del Vangelo a chi non lo conosce e potremmo, come la maggioranza di allora, essere tentati di dire mezze verità per non urtare la suscettibilità delle persone.

 

Nella nostra società nessuno vuole  rinunciare alla vita comoda, né è disposto a soffrire, ma il vero cristiano è pronto a fare rinunce per amore della Verità, ed anche se andare contro corrente lo espone al rischio di derisioni, calunnie e persino di allontanamento da parte delle persone più care, non si presta a scendere a compromessi partecipando, ad esempio, a riti religiosi che non trovano alcun riscontro nella Parola di Dio. Il timor di Dio e il rispetto per l’autorità della Sua Parola gli infondono la forza di evitare posizioni ambigue, inoltre nella sofferenza si matura, si fortifica nella fede, nell’amore per il Signore, nella determinazione e nel coraggio di annunciare con franchezza la Verità della Sua Parola!

 

Oltre che per la potenza e la schiettezza della sua predicazione, Stefano era grande anche per l’attitudine al servizio, e nell’esaltare la sua figura, il pastore sottolinea il valore di tale disposizione agli occhi di Dio, quindi esorta i presenti a divenire parte attiva nei servizi della chiesa.

 

Anche oggi i cristiani subiscono persecuzioni, soprattutto nell’ambito familiare, ma Gesù stesso avverte: “ Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv. 15:20), quindi non dobbiamo lasciarci intimorire dal giudizio degli altri che, legati a tradizioni umane e in ossequio a una dottrina lontana dalla Parola di Dio, non comprendono la Verità o la rifiutano e prendono le distanze anche da noi.

2Timoteo 3:10 Ma tu hai seguito da vicino il mio ammaestramento, la mia condotta, i miei consigli, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia perseveranza, 11 le mie persecuzioni, le mie sofferenze, che mi sono accadute ad Antiochia, a Iconio e a Listra; tu sai quali persecuzioni ho sostenuto, ma il Signore mi ha liberato da tutte. 12 Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati…

Pur di non scendere a compromessi con la Verità, Paolo subì ogni tipo di aggressione, compresa la lapidazione, ma considerò motivo di vanto essere perseguitato per Cristo, e fece comprendere a Timoteo che la persecuzione è il prezzo che deve pagare chi vuole vivere piamente in Cristo, con riverenza per la Sua Parola. 

 

Atti 11:19 Or coloro che erano stati dispersi a motivo della persecuzione iniziata con Stefano, arrivarono fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, annunziando la parola a nessun altro, se non ai soli Giudei. 20 Or alcuni di loro originari di Cipro e di Cirene, arrivati ad Antiochia, iniziarono a parlare ai Greci, annunziando il Signore Gesù. 21 E la mano del Signore era con loro; e un gran numero credette e si convertì al Signore.

La lapidazione di Stefano scosse i discepoli dal torpore, ricordò loro il Mandato del Signore e favorì l’espandersi dell’Evangelo, che ben presto giunse fino ad Antiochia.

 

      3. Talvolta i peggiori nemici divengono i migliori amici.

Saulo aveva approvato la lapidazione di Stefano, ma le sue ultime parole e la sua morte non gli diedero più pace, rimasero impresse nella sua mente e nel suo cuore, e quando aprì gli occhi, dopo aver fatto personalmente esperienza col Signore (Atti 9:1-19), divenne Paolo, il più grande amico di Gesù e della Sua chiesa, pronto a dare la vita per Lui.

 

4.       La persecuzione porta la gioia del risveglio.

Porta gioia perché determina la predicazione della Buona Novella e induce a una predicazione chiara, la sola che porta alla salvezza, produce guarigioni, liberazioni e miracoli, promuove la comunione con Cristo.

 

Atti 8:5 Or Filippo discese nella città di Samaria e predicò loro Cristo. 6 E le folle, con una sola mente, prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli che egli faceva. 7 Gli spiriti immondi infatti uscivano da molti indemoniati, gridando ad alta voce; e molti paralitici e zoppi erano guariti. 8 E vi fu grande gioia in quella città.

Soltanto dopo la persecuzione, allorché i discepoli si allontanarono da Gerusalemme, la grazia del Signore poté manifestarsi in Samaria.

 

Non vergogniamoci del Vangelo, predichiamolo con coraggio a qualunque costo!

Aspettiamoci di essere perseguitati da chi non conosce Cristo e non può comprendere la Verità, ma rimaniamo fermi, come il salmista, che afferma: “I miei persecutori e i miei nemici sono molti; ma io non devio dai tuoi precetti”(Salmi 119:157), e se non abbiamo sperimentato la persecuzione, riflettiamo, probabilmente non siamo stati buoni testimoni o ci siamo prestati a qualche compromesso.

Stefano era infuocato per il Signore e non poteva tacere, e come le sue parole e il suo sangue furono determinanti nella conversione di Saulo, come il sangue dei martiri conquistò il mondo per Cristo, così la nostra fermezza nella persecuzione, accompagnata dalla schietta testimonianza della Verità, può determinare la salvezza di tante persone!

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Antonio Settecase