Servizio di adorazione ore 8.15 – Palermo, domenica 4 dicembre 2005

 

Oratore: Pastore Lirio Porrello

 

SETTE PRINCIPI PER LA PREGHIERA

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Inculcare nei fedeli il bisogno di crescere nella pratica della preghiera per mantenere costantemente viva la relazione col Padre Celeste e ricevere dall’alto sapienza, rivelazione, discernimento, guida, unzione e benedizioni, è stato il tema privilegiato delle ultime predicazioni. 
Campioni di preghiera si diventa pregando… pregando…e ancora pregando – esordisce il pastore Lirio - e fornisce sette principi biblici per la preghiera.

 

1.    Per ricevere le benedizioni di Dio è necessario chiederle.

      Normalmente chiedere qualcosa ad altri mette a disagio, così che siamo portati a chiedere alle persone con cui abbiamo un rapporto d’intimità, a chi ci ama e del cui aiuto siamo certi, ed anche chiedere al Signore ci riesce difficile quando Gli siamo lontani, mentre diviene facile e oggetto di consuetudine se la nostra comunione con Lui è forte e costante. 

     Luca 11:9:13 Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione? Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono.>> 
     È significativo il fatto che in questi pochi versetti per ben sei volte si trovi il verbo chiedere, vuol dire che chiedere è un importante principio di preghiera, confermato anche da Giacomo che nella sua epistola scrive “Voi non ricevete perché non domandate e domandate male per spendere nei vostri piaceri” (4:2-3). 

    Gesù stesso ci ha insegnato a chiedere il pane quotidiano, sia naturale che spirituale, ciò significa che dobbiamo imparare a dipendere da Dio nelle piccole come nelle grandi cose, perché Egli vuole rispondere ai nostri bisogni, ma può farlo solo attraverso la preghiera. Non chiedere equivale a precludersi la possibilità di ricevere, Dio infatti non ha il diritto legale d’intervenire nelle cose terrene se non viene esplicitamente invitato, come più volte ribadito nelle precedenti predicazioni, e la Scrittura afferma che le porte spirituali si aprono per mezzo della preghiera. 

 

2. La fede e la preghiera sono le chiavi che aprono il vasto magazzino contenente le infinite   risorse di benedizioni che Dio ha preparato per ciascuno di noi.

     Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.

    Molti credono che essere in Cristo significhi ricevere automaticamente le benedizioni promesse, ma non è così, poiché se è vero che chi è in Cristo è una nuova creatura ed è stato benedetto, per cui non deve chiedere a Dio di benedirlo, è vero anche che le benedizioni gli sono state date nei luoghi celesti da dove per fede deve prenderle in preghiera e trasferirle in quelli terrestri. Talvolta Dio dà visioni per farci vedere cose esistenti nel mondo spirituale, affinché i nostri pensieri si allineino con la Sua volontà e la nostra preghiera sia mirata, aggressiva e determinata nell’azione di conquista, finalizzata ad appropriarsi di quelle realtà spirituali per farle divenire realtà naturali. Sappiamo ad esempio che il risveglio partirà dalla Sicilia, ma perché si realizzi dobbiamo pregare con fermezza e determinazione, senza soffermarci sulle difficoltà che il nemico vuole mostrarci, certi che la Parola di Dio si adempirà.

 

    “Siate fruttiferi e moltiplicatevi” fu la prima benedizione pronunciata da Dio per Adamo ed Eva ed era Sua volontà che il parto avvenisse in modo facile e indolore, ma quando il peccato spezzò la comunione tra l’uomo e Dio, divenne un momento difficile e doloroso. La moltiplicazione è una promessa per tutti i credenti in quanto progenie di Abrahamo, ma dobbiamo vivere in santità per far nostre le divine promesse e avere figli spirituali, poiché il peccato offre al maligno argomentazioni contro di noi e impedisce di ricevere.

 

3.      La preghiera quotidiana ci aiuta a sintonizzarci finemente con Dio.

     Noi tutti desideriamo ascoltare la voce di Dio, e solo una vita di preghiera quotidiana determina le condizioni ideali per sintonizzarci con Lui e poter ricevere il Suo rhema per la nostra vita. La Scrittura ci parla di Anania, un semplice discepolo a cui il Signore comandò di andare da Saulo; evidentemente aveva l’orecchio sensibile alla Sua voce, era sintonizzato con Dio! 

 

4. Dio va sempre al di là di quanto pensiamo o chiediamo; la Sua generosità non ha limiti.

    Efesini 3:20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo…

    Talvolta poniamo dei limiti alla potenza del Signore e al Suo desiderio di operare; dobbiamo invece  sognare e chiedere cose grandi, allargare la nostra visione sapendo che Egli è un grande Dio che può andare sempre al di là. Non pronunciamo mai parole negative improntate ad incertezza o tese ad evidenziare le difficoltà, dichiariamo piuttosto le Sue promesse e confidiamo pienamente nel potere creativo della Parola.

 

5.      Le avversità e le difficoltà umiliano e inducono a dipendere sempre più da Dio.

Le difficoltà e le avversità che la vita ci riserva e che sono motivo di afflizione, hanno però il merito di avvicinarci a Dio, infatti ci danno la misura della nostra insufficienza, dei limiti e dell’inadeguatezza delle nostre risorse, della nostra povertà e dell’assoluto nostro bisogno di dipendere interamente da Lui. 

 

6.    La pratica della preghiera costante protegge dalla seduzione e dagli inganni di satana.

Non è bastato al maligno tenerci per tanto tempo lontani dalla grazia di Dio prima della conversione, egli continua a far di tutto per sviarci ed ingannarci con le sue lusinghe. Molti cadono nel tranello, si lasciano convincere di essere superiori agli altri e s’inorgogliscono, diventano pieni di sé e si gonfiano, rifiutano la sottomissione e rischiano di perdersi. Il pastore afferma con un velo di tristezza questa realtà, pensando a quei fratelli che pur essendo eccellenti insegnanti, predicatori, musicisti ecc., sono caduti nell’inganno del tentatore, si sono inorgogliti e quindi allontanati dal Signore. Dobbiamo essere attenti e guardinghi, chiedere al Signore di preservarci dalla tentazione e di liberarci dal maligno che vuole ostacolarci nel proposito di condurre una vita santa, pregare costantemente per essere protetti dagli inganni di satana!

 

7.    Dio risponde alle preghiere di chi ha un cuore rotto e uno spirito contrito.

     Chi si trova in situazioni di estrema gravità, avverte l’urgenza dell’intervento divino e col cuore rotto prega e grida a Lui, di certo sperimenta il Suo immediato e potente intervento.

    Salmi 51:17 I sacrifici di Dio sono lo spirito rotto; o DIO tu non disprezzi il cuore rotto e contrito.

      Isaia 57:15 Poiché così dice l’Alto e l’Eccelso, che abita l’eternità, e il cui nome è “Santo”; <<Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare lo spirito dei contriti.

     Lo sguardo del Signore è su chi ha lo spirito contrito ed è umile di cuore, e se non siamo pienamente al centro della Sua volontà dobbiamo riconoscerlo con umiltà, chiederGli perdono se non avvertiamo dolore per i perduti, se non piangiamo o non combattiamo per loro in preghiera come Lui vuole, visto che il Suo piano di salvezza non è solo per i pochi che si trovano in chiesa, ma per le moltitudini che ancora sono fuori.

    Isaia 66:2 Tutte queste cose le ha fatte la mia mano e tutte quante sono venute all’esistenza, dice   l’Eterno. Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola.

   

Chiediamoci: in che misura mettiamo in pratica  i  messaggi che la Parola di Dio ci dà attraverso le predicazioni domenicali? Quanto preghiamo per i perduti? Pratichiamo la cellula familiare? Curiamo adeguatamente le persone?

Forse facciamo poco o male queste cose e poi, magari, pretendiamo da Dio sollecite risposte alle nostre preghiere! Esaminiamoci, riconosciamo di essere poco fedeli alla Sua volontà, di essere portati a prendere tempo e a rinviare a domani quello che possiamo fare oggi!

Abbiamo bisogno di cambiare, di permettere allo Spirito di Dio di trasformarci, di farci uscire dalla staticità in cui ci troviamo e renderci persone unte in grado di fare grandi cose per Lui! 

    

Dio ci invita a rivolgerci a Lui, a chiederGli ogni cosa come fanno i bambini con i loro papà  terreni, ad interpellarLo in ogni scelta, ma se nella nostra vita cristiana vogliamo avere successo, dobbiamo divenire campioni di preghiera come era Gesù e soprattutto dobbiamo sintonizzarci con Lui, ascoltare la Sua voce e mantenere sempre viva la comunicazione, solo così potremo portare nella realtà, per mezzo della nostra fede, le cose grandi che Egli ci mostrerà e che sogneremo.  

 

Web Master

Antonio Settecase