Oratore: Pastore Lirio Porrello
Ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo…Ora, beata è colei che ha creduto, perché le cose dette da parte del Signore avranno compimento (Luca 1:20, 45).
Redazione
a cura di Caterina Di Miceli
Riprende quindi il tema, altre volte
trattato, della necessità del credente di pensare in accordo alla Parola di Dio
e ai Suoi rhema, ed evidenzia la stretta connessione esistente, nell’ordine,
tra il pensare, il credere, il parlare e l’agire, dimostrando l’assoluta
necessità di parlare e di agire in conformità a ciò che si pensa e si crede
sulla base della Parola di Dio, per appropriarsi delle Sue promesse. Tra i vari
esempi presi in esame per illustrare l’effetto che le nostre parole hanno nel
mondo spirituale, quello di Zaccaria, vecchio sacerdote, il quale, allorché
l’angelo Gabriele gli preannunciò la nascita di un figlio, pensò alla sua tarda età, alla sterilità e all’avanzata età di sua
moglie Elisabetta, in cuor suo non
credette e disse all’angelo “…io sono
vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”. Al che l’angelo rispose: “…tu sarai muto e non potrai parlare fino al
giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole
che si adempiranno a loro tempo” (Luca 1:18-20). Zaccaria aveva dato
credito ai suoi pensieri negativi più che al messaggio dell’Eterno portato dall’angelo,
e per impedirgli di pronunciare ulteriormente parole di dubbio e d’incredulità
opponendosi al Suo piano, il Signore lo rese muto fino al momento della nascita
del figlio Giovanni Battista. Non fu così per Maria, che credette quando l’angelo
le annunciò la nascita del Figlio per opera dello Spirito Santo, e di lei
La nostra fede poggia su ciò che si trova nel
soprannaturale, al di sopra di quella immaginaria linea di separazione tra il
mondo naturale e quello soprannaturale di cui ha parlato durante la conferenza
il pastore César Castillanos, ossia nell’invisibile, dove si trovano il regno
di Dio,
1.“Io farò di te una grande nazione,
2. e ti benedirò
3. e renderò grande il tuo nome
4. e tu sarai una benedizione.
5. E benedirò quelli che ti benediranno
6. e maledirò chi ti maledirà;
7. e in te saranno benedette tutte le famiglie
della terra” (Genesi 12:2-3).
Queste sette promesse, che costituiscono una grande,
completa e perfetta benedizione, (sette è il numero della perfezione), appartengono
anche a noi che di Abrahamo siamo progenie in Cristo Gesù, nato dal suo seme, e
come Dio le fece ad Abramo quando lasciò la sua terra d’origine e il suo
casato, così le fa a noi quando, all’atto della conversione a Cristo, lasciamo
il mondo naturale per passare a quello spirituale. L’apostolo Paolo così le riassume
nell’epistola agli Efesini 1:3 “Benedetto
sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti
in Cristo”, e non dobbiamo chiedere a Dio di benedirci, perché abbiamo già
ricevuto ogni benedizione, dobbiamo solo prenderle dai luoghi celesti e
trasferirle nei luoghi terrestri.
Abramo impiegò ventiquattro anni per imparare a
trasformare in realtà la promessa di Dio e passare dal Dio della promessa a
quello della potenza. Dovette affrontare Amalek, il suo razionalismo e i
pensieri negativi che subito lo assalirono quando Dio gli disse “Quanto a Sarai tua moglie non la chiamare
più Sarai, ma il suo nome sarà Sara. E io la benedirò e da lei ti darò pure un
figlio… Abrahamo si prostrò con la faccia a terra e rise; e disse in cuor suo:
<<Nascerà forse un figlio a un uomo di cento anni? E partorirà Sara che ha
novant’anni?” (Genesi 17:15-17).
Anche noi necessitiamo di fede
per entrare nel territorio del soprannaturale, e se la contingente vita
quotidiana può indurci a parlare in modo negativo, se Amalek vuole farci
credere che non siamo in grado di gestire una cellula o che non potremo avere i
nostri dodici né tanto meno vedere la moltiplicazione e le moltitudini, in tali
pensieri dobbiamo vedere l’opera del maligno; se in chiesa ci entusiasmiamo nell’ascoltare
In 1Corinzi 13:11 Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino”, l’apostolo Paolo afferma che con la crescita spirituale deve cessare l’infantile ed errato modo di pensare, perché produce un errato modo di credere, che a sua volta determina confessioni sbagliate, che danno luogo ad azioni sbagliate. Soltanto i giusti pensieri e la giusta confessione di fede, accompagnati da giuste azioni, consentono al soprannaturale di mostrarsi nel naturale. Le azioni sbagliate nascono sempre da pensieri sbagliati e da sbagliate confessioni.
Tutte le parole e le promesse di Dio appartengono alla dimensione soprannaturale, infatti Egli afferma: <<Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie>>, dice l’Eterno.<<Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare…così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55:8-11). Per avere successo dobbiamo credere con tutto il cuore alle promesse di Dio e aggrapparci ad esse nella certezza che si adempiranno; ogni parola che Dio pronuncia nel mondo spirituale, si realizza in quello naturale, ogni Suo rhema è destinato a compiersi.
Analizzando l’episodio della donna dal flusso di sangue (Marco 5:25-34) si colgono tutti gli elementi che conducono al successo:
· aveva pensato la cosa giusta “Gesù può guarirmi”;
· aveva creduto “Sarò guarita”;
· aveva fatto la giusta confessione di fede “Se solo tocco le sue vesti…”;
·
aveva fatto la giusta azione superando
ogni ostacolo pur di raggiungere Gesù e toccarLo, perfino il divieto di legge
che le imponeva di non toccare nessuno in quanto impura. Aveva superato
La sua guarigione fu immediata e Gesù, che aveva sentito potenza uscire da Lui, quando individuò colei che Lo aveva toccato, le disse “Figliola, la tua fede ti ha guarita”.