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Bambini

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Benny e Cinzia investono nell’imprenditoria, nel settore dell’abbigliamento.
Ma un giorno sentono parlare di Gesù in termini nuovi, mai uditi prima e decidono di conoscerLo personalmente e di iniziare ad avere una relazione con Lui.


A questo punto, la loro esistenza inizia a cambiare radicalmente.
È così che, nel giro di pochi mesi, la moda resta per loro semplicemente un’occupazione secolare ed essi decidono di mettere le loro vite a disposizione del piano di Dio.


Trascorrono degli anni, investigando la volontà di Dio e nel 2003 tutto diviene chiaro: la conduzione di un nuovo comparto della Chiesa, la Rete dei Bambini, viene affidata proprio a loro.
Da subito, vengono affiancati da alcuni uomini e donne, che avranno il ruolo di guide, di monitori, per i bambini e che, come loro, sentono un forte peso di responsabilità nei confronti dei fanciulli, sia di quelli che frequentano la Chiesa con continuità, sia di quelli che invece vivono realtà diverse, a volte molto complesse e problematiche.   


D: Benny, com’è nata la “Rete dei Bambini”? E cos’è?
R: La “Rete dei Bambini” nasce nel 2003, dalla necessità di amministrare ed inquadrare, da un punto di vista cristiano, anche la fetta di credenti che normalmente non ha visibilità, quelli le cui esigenze non sono note a tutti… così il pastore Lirio, il pastore senior della nostra chiesa, ha sentito il bisogno di pregare per capire chi dovesse occuparsi di questa “cosa nuova” che Dio voleva fare all’interno della Chiesa. Io e mia moglie, quando ha ricevuto di dover condividere con noi questo progetto divino con i suoi risvolti, ci siamo sentiti onorati di essere gli affidatari della conduzione di quest’opera, ma anche molto responsabilizzati, perché i bambini sono il terreno più integro nel quale seminare… qualunque cosa tu dica, faccia o insegni loro, viene subito immagazzinata ed assorbita, quindi è molto importante per noi ricevere continuamente guida divina per portare a compimento i disegni di Dio per i fanciulli.
La “Rete dei Bambini” è il nucleo dal quale provengono, e proverranno, i credenti della chiesa, perché è da piccoli che si impara ad avere uno stile di vita santo, di consacrazione ed intimità con Dio.
D: Quindi qual è il vostro obiettivo come organizzazione?
R: Quello che più ci sta a cuore e che desideriamo ardentemente è che i bambini imparino il prima possibile a dipendere da Dio, ad ascoltare la Sua voce, a ricevere direttive per la loro vita quotidiana, a sperimentare un cristianesimo concreto e solido, che faccia impatto prima in famiglia e poi anche fuori…
Un missionario molto noto per il suo cuore pastorale verso i bambini, di nome Bill Wilson, dice spesso: “Meglio costruire la vita di un fanciullo, che riparare quella di un adulto…”, noi la pensiamo esattamente allo stesso modo e ci impegniamo a fondo affinché i bambini non sentano il bisogno di allontanarsi da Dio e dalla Chiesa per poi poter fare una reale esperienza con Lui. Noi crediamo che seminando fin dalla nascita il Bene e la Vita Eterna dentro il loro essere, questo col tempo diverrà parte di loro e assolutamente irrinunciabile.
Anche la Parola ci conferma, in Proverbi 22:6, che dice: “Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio”.
Noi non abbiamo la pretesa di dire che i bambini sono già dei discepoli, ma che crescendo possano scegliere di diventarlo ne abbiamo la certezza e sulla base di questa consapevolezza lavoriamo per produrre un frutto duraturo in loro.  
D: E concretamente cosa fate? Quali iniziative promuovete, quali attività svolgete?
L’aspetto principale e di fondamentale importanza per qualunque credente, e quindi anche per i bambini, è l’assegnazione ad una cellula, cioè un incontro che è un appuntamento settimanale di cura e di formazione creato, in linea di massima, secondo il criterio d’appartenenza territoriale, in cui si realizzano diversi obiettivi legati alla crescita e al benessere spirituale.
La Chiesa, del resto, essendo il Corpo di Cristo, è un organismo cellulare e, come tale, è suddivisa in piccoli gruppi uniti e compatti, all’interno dei quali sperimentare comunione e amicizia, ma soprattutto cura spirituale e dell’anima.
La frequenza assidua è basilare almeno quanto lo è la partecipazione al servizio d’adorazione domenicale, durante il quale si presentano sketches a sfondo biblico per predicare la Parola di Dio a misura di bambino.
Come per gli adulti, inoltre, anche per i bambini esistono gli studi, confezionati per preparare i bambini all’incontro con Gesù (un fine settimana nel quale sperimentare concretamente la propria resa a Cristo e il desiderio di vivere per Lui e di servirLo) e, da Settembre ’09, anche quelli del post-incontro.
Ovviamente il nostro compito è anche quello di vagliare metodi efficaci contro la dispersione, come i ritiri spirituali estivi, occasione di aggregazione, stimolo alla crescita, al confronto e alla socializzazione, mirano a consacrare queste giovani vite al Regno di Dio.
La Rete dei Bambini cura pure l’aspetto evangelistico per mezzo dell’A.M.I., associazione onlus creata anni fa per portare la Parola di Dio fuori dalla Chiesa, ai fanciulli che vivono in quartieri popolari di Palermo, mediante l’ausilio di un camion trasformabile in palco.        
Questa stessa associazione si occupa anche di gestire e coordinare la presenza della “clowntherapy” cristiana negli ospedali pediatrici di Palermo.
Come ho già detto, ci preme dare valore alla vita e allo sviluppo d’ogni singolo bambino, riscattando il tempo, perché come è vero che il Signore ha un grande piano per loro, è vero anche che essi sono il primo e più facile bersaglio del diavolo.
La Rete dei Bambini della chiesa La Parola della Grazia di Palermo è pioniera in Italia e promuove corsi, full-immersion e conferenze affinché si diffonda più velocemente la cura e la cultura del fanciullo in tutte le chiese cristiane.