UNA PROMESSA INDISSOLUBILE

Culto del 25 Dic 2022
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Rosanna Garofalo

Il culto di oggi è stato l’ultimo dell’anno 2022 e l’apostolo Lirio ha iniziato ringraziando Dio per le benedizioni che ci ha donato in questo periodo travagliato, in cui ha mostrato come sempre la Sua fedeltà facendoci passare oltre le difficoltà che abbiamo vissuto. Il tema della predicazione ha riguardato una promessa indissolubile che il Padre ci ha fatto attraverso Abrahamo, essa si trova nel libro della Genesi al capitolo 22.
Genesi 22:16 «Io giuro per me stesso, dice l’Eterno, poiché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, l’unico tuo figlio,…
Dio fa un giuramento ad Abrahamo perché si abbassa alla nostra condizione di uomini instabili e immaturi per rassicurarci. Questo episodio viene ripreso dall’apostolo Paolo nell’epistola agli Ebrei.
Ebrei 6:17 Così Dio, volendo dimostrare agli eredi della promessa più chiaramente l’immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento 18 affinché per mezzo di due cose immutabili, (promessa e giuramento) nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti.
Il Padre è immutabile, niente può mutare la Sua Parola e le Sue promesse. Gli uomini hanno bisogno continuamente di essere incoraggiati perché le situazioni e le circostanze attorno a noi cercano di abbatterci, e Dio vuole darci speranza. Quando viviamo senza speranza non abbiamo motivazioni, ma il Signore ci vuole incoraggiare affinché possiamo vivere con gioia sapendo che Egli è accanto a noi e ci sostiene. L’autore dell’epistola agli Ebrei al capitolo sette riporta un altro giuramento fatto da Dio, che riguarda il sacerdozio eterno di Gesù superiore a quello Levitico dell’Antico Testamento. Quest’ultimo infatti era transitorio e non era scaturito da un giuramento da parte del Signore.
Ebrei 7:21 ma costui con giuramento da parte di colui che gli ha detto: «Il Signore ha giurato e non si pentirà: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedek».
La lettera agli Ebrei fu probabilmente scritta tra il 64 e il 70 d.C. Nel 64 d.C., l’imperatore romano in quell’epoca era Nerone. Egli voleva ricostruire in modo diverso Roma e, secondo la tradizione, per fare questo diede fuoco a un terzo della città. Per evitare che la gente sospettasse di lui, cercò un capro espiatorio che trovò facilmente in un gruppo di persone, i primi cristiani, convertiti dal giudaismo. Essi erano odiati dagli Ebrei che cercavano un Messia politico ed erano gelosi del ministero di Gesù che si presentò come un uomo di pace che parlava di amore e perdono, e dai romani che li odiavano perché si rifiutavano di adorare l’imperatore e conducevano il loro culto a porte chiuse; si diceva infatti, che essi mangiavano la carne di Cristo e bevevano il Suo sangue. Nerone gettò immediatamente la colpa su di loro e il cristianesimo cominciò immediatamente ad essere trattato come una religione illegale. Furono molti i cristiani uccisi, ad alcuni venivano fatte indossare pelli di animali e poi venivano fatti a pezzi dai cani selvatici, altri furono coperti di catrame, impalati su pali e dati alle fiamme come torce, durante le feste in giardino di Nerone. Comprensibilmente, molti ebrei cristiani iniziarono a scoraggiarsi. Essi sapevano di essere i veri successori del giudaismo dell’Antico Testamento, ma mentre l’ebraismo era, per così dire, religio licita (una religione legale) il cristianesimo era considerato religio illicita (una religione illegale). Per questi motivi molti furono tentati nel tornare all’ebraismo e rinnegare Cristo. Fu proprio durante questo tempo di persecuzione verso i cristiani che venne scritta l’epistola agli Ebrei. Lo scopo di questa lettera fu quello di incoraggiare i credenti a perseverare nella fede in Gesù che è davvero il Messia che si attendeva, e per dare una conferma teologica di questo l’autore fa un parallelismo tra l’Antico Patto, da cui essi provenivano, e il Nuovo Patto. In questa lettera, lo scrittore spiega ai suoi lettori che la Nuova Alleanza è superiore all’Antica Alleanza che vedeva Cristo nelle ombre e nei tipi. Il Nuovo Patto vide Cristo venire nella carne, vivere, morire e poi essere esaltato alla destra del trono di Dio. Inoltre li avvertì che se qualcuno fosse ritornato all’ebraismo, avrebbe calpestato il sangue di Cristo. Il peccato di tornare al giudaismo e ai sacrifici dell’Antico Testamento è così grave che lo scrittore avverte nel capitolo 6 che sarebbe impossibile per chiunque avesse scelto di fare ciò, ritornare in seguito a Cristo, esso infatti equivale al tradire il sangue che Gesù ha versato per la salvezza dell’umanità. L’intero messaggio di incoraggiamento ai credenti nel perseverare, è fondato su una grande promessa indissolubile di Dio. Vediamo questa promessa esposta nel capitolo 6 di questa lettera al verso 13.
Ebrei 6:13 Quando Dio infatti fece la promessa ad Abrahamo, siccome non poteva giurare per nessuno maggiore, giurò per sé stesso.
Dio giurò per sé stesso perché non c’era, né ci sarà mai, nessuno più grande di Lui, Egli è infatti il principio e la fine di ogni cosa. Leggendo questi versi possiamo quindi porci tre domande: primo, che cosa promette Dio nel testo? Secondo, quale garanzia abbiamo che Egli manterrà la Sua promessa? Terzo, come dobbiamo camminare noi alla luce di questa promessa? Per rispondere alla prima domanda dobbiamo vedere come Dio in Genesi 15 fa una promessa ad Abrahamo e gli garantisce una grandissima ricompensa. Abrahamo come tutti noi però vive una lotta tra quello che crede e quello che vede, egli infatti non aveva figli e non sapeva come il Signore poteva dargli una discendenza numerosa in tutta la Terra. Il Padre però non pensa come noi pensiamo e vede al di là di quello che noi vediamo, Egli voleva dare una speranza e un futuro alla progenie di Abrahamo e sapeva già come agire. Quando Abramo chiese al Signore come avrebbe potuto adempiere quella promessa, Dio lo portò fuori e gli mostrò le stelle assicurandogli che, così come tutte le stelle che i suoi occhi potevano vedere, avrebbe avuto moltitudini di discendenti. Nei versi seguenti possiamo leggere che allora egli credette all’Eterno che glielo mise in conto di giustizia ( Genesi 15:6). Tutte le promesse di Dio infatti sono sì ed amen e Abrahamo veniva incoraggiato dal Signore a non smettere mai di credere in questo, allo stesso modo anche noi dobbiamo fidarci interamente del Padre e credere nella verità che Egli ci rivela. Questo ci mette nella giusta posizione con Dio. Abrahamo aveva ricevuto anche la promessa di avere una terra che in realtà durante la sua vita non realizzò, ma egli capì che tutta la benedizione che Dio gli voleva dare non era solo terrena.
Ebrei 11:9 Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, 10 perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio.
Abrahamo sapeva che la promessa di Dio riguardava soprattutto una città eterna che sarebbe scesa dal cielo, la nuova Gerusalemme, che non sarebbe stata costruita dagli uomini ma dal Signore in persona.
Ebrei 11:16 Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città.
Il Padre ha preparato per noi una città in cui vivremo eternamente nella pace e nell’amore in Cristo.
Ebrei 9:15 E perciò egli è il mediatore del nuovo patto affinché, essendo intervenuta la morte per il riscatto dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano la promessa dell’eterna eredità.
La promessa dell’eterna eredità non si trova nel patto Mosaico, ma essa viene data nel patto Abrahamico che si completa nella Nuova ed Eterna Alleanza.
Romani 4:3 Infatti, che dice la Scrittura? «Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia». Romani 4:13 Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo e alla sua progenie mediante la legge, ma attraverso la giustizia della fede.
Vediamo che Paolo non sta solo sottolineando che Abramo fu salvato per grazia attraverso la fede, ma che la promessa fatta da Dio non riguardava solo i discendenti fisici di Abramo ma anche ai suoi discendenti spirituali attraverso la giustizia della fede.
Galati 3:16 Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo.
Ci può essere tolto tutto sulla Terra, anche la vita, ma non ci potrà mai essere tolta la promessa dell’eredità eterna che ci appartiene per la fede in Cristo Gesù. Vediamo adesso quale garanzia abbiamo che questa promessa si compia in noi iniziando con il leggere il verso di Genesi 15.
Genesi 15:8 E Abramo chiese: «Signore, Eterno da che cosa posso io sapere che l’avrò in eredità?».
Per rassicurare Abrahamo Dio fa un patto di sangue con lui. Chiese ad Abrahamo di prendere diversi animali e dividerli a metà, poi di posarli a terra in modo da creare un percorso di sangue. Ciascuna delle parti contraenti avrebbe dovuto camminare attraverso il sentiero segnato dai pezzi delle carcasse, in quanto gli animali divisi simboleggiavano ciò che sarebbe successo loro se non avessero mantenuto la loro promessa. Abrahamo però non passò mai nella via del sangue perché si addormentò.
Genesi 15:17 Ora come il sole si fu coricato e scesero le tenebre, ecco una fornace fumante ed una torcia di fuoco passare in mezzo agli animali divisi.
Da questo verso comprendiamo come fu solo Dio a passare per la via del sangue, inoltre la fornace rappresenta il Padre e la torcia il Figlio e questo significa che il patto fu stipulato tra il Padre e il Figlio, quindi Dio si è impegnato con Suo Figlio a mantenere la promessa. L’adempimento del Patto dipende quindi interamente dal Signore e non dall’uomo.
Ebrei 6:18 affinché per mezzo di due cose immutabili, (promessa e giuramento) nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti.
Lo Scrittore della lettera agli Ebrei, ci informa di come Dio, volendo assicurare ai suoi figli l’immutabilità del suo consiglio e una speranza eterna, li abbia confermati con un giuramento e un’alleanza per assicurarci che Egli manterrà la Sua parola. Non si tratta dunque di noi, di quanto siamo bravi e di ciò che abbiamo fatto. Si tratta del Signore, di ciò che Egli ha fatto, sta facendo e farà per noi. Noi possiamo peccare e avere cadute in questa vita, ma queste cose non ci allontaneranno mai dal Padre, abbiamo la certezza che vivremo con Cristo nostro Signore, nei secoli dei secoli. Dio scelse Abrahamo non solo per benedire la sua vita, ma per creare attraverso di lui una discendenza di uomini che amano il Signore e ricevano le Sue benedizioni.
Genesi 18:19, il Signore dichiarò riguardo ad Abrahamo: Genesi 18:19 Io infatti l’ho scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di seguire la via dell’Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l’equità, perché l’Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso».
Il Signore è un Dio generazionale e vuole salvare non solo noi ma anche i nostri figli, i figli dei nostri figli e tutta la discendenza che verrà da noi. Noi siamo chiamati a trasferire la fede ai nostri figli, a trasferire loro la speranza e le promesse che il Signore ci ha dato.
Genesi 22:16 «Io giuro per me stesso, dice l’Eterno, poiché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, l’unico tuo figlio, Genesi 17 io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici.
La progenie di Abrahamo è vittoriosa in eterno, noi siamo progenie di Abrahamo e la vittoria che ha vinto il mondo è la nostra fede. Gesù ha spogliato il nemico di tutto ciò che aveva preso e ci ha dato la certezza di un’eredità che non avrà mai fine.
Genesi 26:3 Soggiorna in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché io darò a te e alla tua discendenza tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abrahamo tuo padre,
Questa è la promessa indissolubile di Dio, non dobbiamo ascoltare i dubbi che arrivano alla nostra mente, ma perseverare anche in mezzo alle difficoltà, correndo la corsa che abbiamo davanti guardando a Gesù, Autore e compitore della nostra fede.