UN ANNO PER APRIRE LA BOCCA CON SAGGEZZA

Culto del 03 Nov 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Io sono l’Eterno, il DIO tuo, che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto; apri la tua bocca e io la riempirò. Salmi 81:10

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

La storia della costruzione della torre di Babele, a cui si è accennato nella predicazione della scorsa domenica, ci fa comprendere il grande valore che Dio dà alla parola, quando viene da noi dichiarata. Egli infatti, avendo preso atto del progetto di autoredenzione ideato dall’uomo, che aveva immaginato di poter raggiungere il cielo senza l’intervento di un Salvatore, poiché tutti parlavano la stessa lingua e capì che non era possibile fermarli, scese dal cielo e confuse la loro lingua, affinché non si capissero più e di conseguenza non potessero realizzare il loro progetto.

1 Pietro 4:11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.

Mentre la scorsa domenica si è parlato molto del valore dell’immaginazione, oggi viene messo a fuoco il valore della parola. Quest’ultimo verso del rhema di quest’anno dice: “Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio”, e non è casuale il fatto che proprio in quest’anno ‘80 del calendario ebraico abbia inizio la decade Peh, che vuol dire “bocca”, nel corso della quale dobbiamo imparare a usare la nostra bocca con saggezza e quindi a saper discernere quando e come parlare.

Come già più volte ribadito, ogni lettera dell’alfabeto ebraico, che è costituito da ventidue consonanti, ha un valore numerico. All’80 corrisponde la diciassettesima lettera, la Peh, che vuol dire “bocca” e che introduce un decennio evangelistico, mentre il decennio precedente era dedicato al “vedere profetico”, dato che al numero 70 corrisponde la lettera Ayin, sedicesima dell’alfabeto ebraico, che vuol dire “occhio”. In questo decennio appena trascorso, Dio ha suscitato profeti e li ha mandati in giro per il mondo, mentre nel decennio appena iniziato, che ne è la continuazione, abbiamo il compito di dichiarare quello che i profeti hanno annunciato. Nella decade scorsa Dio ha dato i contenuti e nella decade appena iniziata dobbiamo dichiararli, perché prima Dio annuncia quello che vuole sia dichiarato in seguito.

Sempre in questo versetto è scritto che in ogni cosa dobbiamo glorificare Dio. Sono parole che ci suggeriscono di esaminarci per capire a chi diamo gloria nella nostra vita di ogni giorno. Se la nostra vita è in ordine, è segno che viviamo per Dio e Gli diamo gloria, se invece siamo inclini alla disobbedienza, chiaramente diamo gloria al nemico.

Dio scrisse le tavole della legge sulla pietra col Suo dito e usò l’ebraico, la lingua con la quale si era rivelato al Suo popolo. Anche Gesù parlava e scriveva in ebraico e quando Gli condussero nel tempio la donna adultera, iniziò a scrivere sul pavimento di pietra col dito. Con quel gesto intese dire che conosceva benissimo la legge perché ne era l’autore e che era stato Lui a scrivere quelle tavole di pietra. Egli sapeva che nessuno può essere condannato senza la presenza di due o tre testimoni, e quando disse ai presenti: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» tutti andarono via, con la conseguenza che, non essendoci testimoni, la donna non poteva essere condannata. In quell’occasione Gesù applicò la legge, ma con sapienza, infatti fece in modo che la donna potesse usufruire della Sua misericordia.

A proposito di lingua ebraica, l’apostolo Lirio afferma che gli Ebrei sono l’unico popolo al mondo che parla la stessa lingua dei padri perché, quando fecero ritorno nella loro terra, circa duemila anni dopo la diaspora, scelsero di imparare la lingua dei padri e così poter leggere e comprendere le Scritture.

Alla tentazione di satana: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane» (Mt. 4:3). Gesù rispose: «Sta scritto: “L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”» (Mt. 4:4 ) Con queste parole intese dire che tutto quello che faceva non era dovuto alla Sua iniziativa, ma a quella del Padre.

Sin dal primo capitolo della Bibbia possiamo constatare che tutte le cose create esistono perché Dio ha parlato.
Genesi 1:3 Poi DIO disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.
Quando Dio parla le cose si realizzano subito, ma quando siamo noi a dichiarare la Sua Parola, ad esempio per una guarigione, crediamo veramente nella sua efficacia o dubitiamo, anche se sappiamo che in Dio tutte le parole coincidono con i fatti? Ne ebbe rivelazione un centurione romano, il quale disse a Gesù: “Dì soltanto una parola, e il mio servo sarà guarito!”, e Gesù si meravigliò di una così grande fede!
Quando Dio disse: “Sia la luce”, dato che il sole e la luna non erano stati ancora creati, evidentemente si riferiva a una luce soprannaturale, si riferiva alla rivelazione, a quella luce che mostra con nitidezza i contorni delle cose e che toglie il senso di confusione che viene dalla presenza di tenebre. Chi è confuso non sa discernere il bene del male e non vede le cose come le vede Dio; perché questo avvenga occorre avere una mente rinnovata.

Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Dio creò l’uomo perché avesse dominio sulla terra. Questa era la sua intenzione originaria.
Prima creò il suo spirito e gli assegnò un’identità sessuale, poi formò il suo corpo con la polvere della terra.
Genesi 2:7 Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente.
Alcuni rabbini hanno tradotto così quest’ultima parte del versetto: “L’uomo divenne un’anima parlante”, perché Adamo ricevette dal Signore il mandato di dare il nome a tutti gli animali esistenti e quindi in pratica divenne la Sua bocca sulla terra.

Genesi 2:19 E l’Eterno DIO formò dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli e li condusse dall’uomo per vedere come li avrebbe chiamati; e in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello doveva essere il suo nome. 20 E l’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò alcun aiuto conveniente per lui.

Adamo diede il nome a milioni di animali e Dio confermava ogni sua decisione.
È certo che per assolvere un simile compito doveva avere capacità intellettive illimitate, ma c’era un problema: Adamo non aveva una compagnia adeguata, era solo, e Dio fece la donna, non con la polvere della terra, bensì traendo da lui una costola. Questo spiega perché la donna è più delicata e sensibile dell’uomo.

Salmi 81:10 Io sono l’Eterno, il DIO tuo, che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto (luogo di costrizione e stretto); apri la tua bocca e io la riempirò.

In questo versetto sembra non esserci connessione logica tra la prima e la seconda parte. Per chiarire qual è il nesso dobbiamo considerare che l’Egitto non raffigura solo il peccato o il mondo, ma raffigura soprattutto un luogo di schiavitù, luogo in cui si è costretti a fare ciò che non si vorrebbe, e come Dio liberò il Suo popolo dalla schiavitù d’Egitto, allo stesso modo oggi vuole liberare i Suoi figli che vivono in una condizione di costrizione, ad esempio come quella di chi è attanagliato dai debiti.
Come fare per essere liberati? Affinché la liberazione si realizzi bisogna dichiarare la Parola di Dio. È l’unico modo perché l’impossibile diventi possibile, ma spetta a noi aprire la bocca e consentire a Dio di riempirla con parole profetiche. Dio vuole portarci in un territorio in cui non ci sono limiti, e mentre in Egitto bisognava tacere, una volta usciti di là possiamo aprire la bocca, non per pronunciare parole vane, ma per dichiarare la Parola di Dio e profetizzare. Abbiamo bisogno di uscire dai nostri limiti e di entrare in un territorio senza limiti nel quale tutto è possibile.
Dio vuole tirarci fuori anche dal luogo di costrizione mentale che porta all’incredulità, perché solo la vera fede diventa azione nella nostra vita.
Chi è convinto che quanto dice il Signore è la verità, agisce sulla propria convinzione, ma se la fede non diventa azione, di fatto è morta.

Giacomo 2:26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. Possiamo fare proclamazioni al mondo che ci circonda e portarlo in linea con i piani del Cielo che sono stati dichiarati dall’inizio

Dio ci raccomanda di ricordare le Sue intenzioni originali, perché non sono soggette ad essere cambiate e nessun demone ha il potere di fermare il loro adempimento.

Isaia 46:8 Ricordate questo e mostratevi uomini! richiamatelo alla mente, o trasgressori. 9 Ricordate le cose passate di molto tempo fa, perché io sono Dio e non c’è alcun altro; sono DIO e nessuno è simile a me,10 che annuncio la fine fin dal principio, e molto tempo prima le cose non ancora avvenute, che dico: “Il mio piano sussisterà e farò tutto ciò che mi piace”, 11 che chiamo dall’est un uccello da preda e da una terra lontana l’uomo che eseguirà il mio disegno. Sì, ho parlato e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e lo eseguirò.

Nel libro degli Atti leggiamo una preghiera che i primi credenti fecero dopo che Giovanni e Paolo uscirono dalla prigione. Essi chiesero a Dio di poter annunziare la Sua Parola senza timore e con franchezza.

Atti 4:29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù». 31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito

La Bibbia dice che Mosé voleva intorno a sé bocche profetiche e quando i suoi gli comunicarono che due persone che si trovavano fuori dal campo avevano profetizzato, invece di ingelosirsi si mostrò compiaciuto.
Numeri 11:29 Ma Mosè gli rispose: «Sei forse geloso per me? Oh, fossero tutti profeti nel popolo dell’Eterno e volesse l’Eterno mettere il suo Spirito su di loro!».

Anche l’apostolo Paolo aveva lo stesso desiderio.
1Corinzi 14:5 Io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è superiore a chi parla in lingue a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.

Due versetti del profeta Isaia parlano di un nuovo livello di forza e vitalità a cui può accedere chi spera nell’Eterno, a prescindere dall’età anagrafica.

Isaia 40:30 I giovani si affaticano e si stancano, i giovani scelti certamente inciampano e cadono, 31 ma quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze, s’innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi.

L’apostolo Lirio ricorda che siamo re e sacerdoti e che non ci rendiamo conto del potere che abbiamo nella nostra bocca in quanto re. I re e i sacerdoti, infatti, hanno il potere di rafforzare il governo di Dio sulla terra: i sacerdoti offrendo sacrifici per fare scendere dal cielo le Sue benedizioni, i re parlando la Parola per fare scendere sulla terra la Sua volontà.

Apocalisse 1:6 e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen…
Apocalisse 5:10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra».
Dio ci ha creati per regnare, ma lo possiamo solo mediante la Sua Parola, affinché si realizzi sulla terra. Il potere della parola è grande, sia in chiave positiva che negativa, infatti la parola ha il potere di edificare la reputazione di qualcuno e ha il potere di distruggerla insinuando pregiudizi. Basta avere pregiudizi nei confronti di qualcuno, anche nei riguardi di chi predica in chiesa, per dubitare di quello che dice e non ricevere alcun beneficio dalla sua predicazione.

Stiamo entrando in un decennio in cui ci sarà una “guerra di proclamazione” che si vince proclamando la Parola di Dio. Ricordiamo che Davide vinse su Golia perché Gli rivolse parole di disprezzo e di autorità quando alle proclamazioni del gigante rispose con la sua proclamazione: “Oggi stesso l’Eterno ti consegnerà nelle mie mani; e io ti abbatterò, ti taglierò la testa…”. Disse che gli avrebbe tagliato la testa anche se in mano aveva solo una fionda, ma in cuor suo sapeva che Dio gli avrebbe permesso di appropriarsi della sua stessa spada per ucciderlo.
Gesù nel deserto vinse su satana perché alla proclamazione del nemico rispose proclamando la Parola di Dio ed ebbe l’ultima parola, invece Eva non vinse perché consentì al maligno di avere l’ultima parola.

Quando si parla, però, bisogna badare bene a quello che si dice, perché morte e vita sono in potere della lingua.
Proverbi 18:21 Morte e vita sono in potere della lingua; quelli che l’amano ne mangeranno i frutti.
Questo versetto afferma che chi parla in accordo alla Parola di Dio mangerà il frutto di quanto ha dichiarato, per questo dobbiamo avere saggezza ed equilibrio, saper discernere quando parlare e quando tacere, ricordarci di non confondere il peccato con il peccatore, perché Dio odia il peccato ma ama il peccatore e vuole la sua salvezza. Abbiamo bisogno di acquistare maturità.

L’apostolo Paolo afferma che per afferrare certi misteri divini bisogna essere spiritualmente maturi, infatti anche tra noi avviene che in una predicazione alcune verità profonde, alcune rivelazioni di principi e di misteri divini non siano compresi da tutti e che ciascuno comprenda in proporzione alla propria maturità.

1Corinzi 2:6 Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età né dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7 ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria, 8 che nessuno dei dominatori di questa età ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Nel libro dei Proverbi è scritto che se insegniamo al saggio, questi diventerà più saggio. Poiché la conoscenza è al servizio delle nostre attitudini, se siamo portati alla saggezza diventeremo più saggi, ma se siamo portati alla critica diventeremo più critici. Uno stesso messaggio fa crescere una persona nella saggezza e fa diventare più critica un’altra, perché quello che diciamo viene filtrato dall’attitudine del cuore, dato che tutto sta nella misura in cui si abbiamo timor di Dio.

Proverbi 9:9 Insegna al saggio e diventerà ancor più saggio. Ammaestra il giusto e accrescerà il suo sapere. 10 Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza. 11 Poiché per mio mezzo saranno moltiplicati i tuoi giorni e ti saranno aggiunti anni di vita, 12 Se sei saggio, sei saggio per te stesso, se sei schernitore, tu solo ne porterai la pena.

Se quest’anno vogliamo aprire la bocca con sapienza, dobbiamo crescere nel timor di Dio e a tal fine pregare. Chi ha timor di Dio gode di una speciale protezione ed è destinatario, tra l’altro, della promessa di lunga vita, ma chi schernisce la Parola di Dio ne pagherà le conseguenze.

Il nemico vuole intimidirci, bloccarci, e ci è utile fare nostre le parole con cui Gesù incoraggiò l’apostolo Paolo a parlare con franchezza…
Atti 18:9 Una notte il Signore in visione disse a Paolo: «Non temere, ma parla e non tacere, 10 perché io sono con te e nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male poiché io ho un grande popolo in questa città». 11 Così egli rimase là un anno e sei mesi, insegnando fra di loro la parola di Dio.
… grazie alla quale a Corinto nacque una grande chiesa!
Anche a Palermo c’è un grande popolo che aspetta di essere salvato. Aspetta che ciascuno di noi apra la bocca per predicare con franchezza la Parola di Dio