SEMPLICI PENSIERI SULL’AMORE DI DIO

Culto del 28 Apr 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Anche quest’oggi il tema del culto è tratto dal rhema di quest’anno di 1Pietro 4:7 Or la fine (compimento) di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, 8 avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l’amore coprirà una moltitudine di peccati».
Nel v.8 l’apostolo Pietro parla dell’amore intenso, ovvero quel tipo di amore di Dio che perdura nel tempo, un amore che come credenti e figli di Dio siamo chiamati a consapevolizzare nelle nostre vite e di conseguenza a mostrare agli altri. Di certo, da quanta rivelazione abbiamo dell’amore di Dio dipende il nostro modo di rapportarci con il prossimo così, più ci sentiremo amati da Dio, più mostreremo il Suo amore agli altri!
Per avere la rivelazione di questo amore divino dobbiamo sempre andare alla Fonte, ovvero Dio, poiché Egli è amore, come è scritto in 1Giovanni 4:16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui.
Dio ci ha amati per primo dando Suo figlio sulla croce e perdonando tutti i nostri peccati, ma spesso non riusciamo a credere nell’amore perché non lo consapevolizziamo realmente. Tutto questo accade per colpa delle delusioni e delle ferite che riceviamo durante la nostra vita, e il diavolo le usa per distogliere la nostra attenzione dal Signore. Ma stiamo attenti a non farci ingannare! L’amore di Dio è un tipo di amore agàpe, ovvero pronto a fare qualsiasi sacrificio, che non dipende dalle circostanze, è soprannaturale (o meglio, Dio ci ha amato quando eravamo Suoi nemici; per questa ragione desidera che anche noi possiamo imparare ad amare i nostri nemici).
Come ci viene espresso l’amore divino? Lo leggiamo in 1Corinzi 13:4 L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6 non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7 tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L’amore non viene mai meno, ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita.
L’amore divino non fallisce mai, né mai finirà! Per questo motivo dobbiamo sottoporci a un processo continuo di crescita in ciò che rimane per sempre, ovvero l’amore di Dio, e solo successivamente potremo condividere tale amore con gli altri.
È chiaro che nessuno di noi ha amato Dio per primo, noi abbiamo semplicemente risposto a questo amore, come è scritto in 1Giovanni 4:19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. L’amore di Dio è quello originale, noi ci limitiamo a riflettere questo tipo di amore, o meglio, tendiamo ad amare in proporzione all’amore divino che abbiamo sperimentato.
Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
La prima cosa che possiamo notare da questo verso è che l’amore di Dio agisce, è redentivo (perché rinunciando al Suo unico Figlio, Dio ci ha tolto dalla condizione di peccato e ci ha dato la vita eterna) e inoltre si moltiplica, ovvero è uguale per tutti ma diverso per ciascuno di noi, Dio infatti ci ama in modo personale! Leggiamo a tal proposito Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
L’apostolo Paolo in questa occasione parla in prima persona, perché ha avuto la rivelazione dell’amore personale di Dio, ha realizzato che anche se fosse stato l’unico uomo sulla terra il Signore avrebbe mandato Suo Figlio per morire per lui! Tale consapevolezza deve crescere anche nel nostro cuore, perché l’amore di Dio è eterno e personalizzato! Un’altra cosa importante che possiamo evincere da questo verso è la seguente: siamo amati eternamente da Dio perché Cristo vive in noi, per questa ragione il senso di rigetto non deve avere alcuno spazio nelle nostre vite! E dobbiamo consapevolizzare che nessuna cosa potrà separarci dall’amore di Dio, come sta scritto in Romani 8:38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Di conseguenza, possiamo credere con tutta certezza che, come disse Davide in Salmi 23:6, Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa dell’Eterno per lunghi giorni.
Gesù è l’esempio fondamentale della manifestazione dell’amore di Dio, Egli amò tutti indistintamente fino alla fine dei Suoi giorni, come vediamo in Giovanni 13:1 Or prima della festa di Pasqua sapendo Gesù che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Gesù amò anche i Suoi crocifissori, e possiamo affermare che ciò che Lo teneva inchiodato sulla croce non furono i chiodi, bensì l’amore per ognuno di noi!
Anche l’apostolo Paolo parla dell’amore divino in Efesini 3:18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza. Se siamo radicati nell’amore, cresceremo nella consapevolezza dell’amore divino e il nostro frutto sarà l’amore!
Paolo prega per gli Efesi, e nella sua epistola scrive quattro caratteristiche dell’amore divino: la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza.
1) La Larghezza dell’amore di Cristo (Efesini 2:11-18)
L’amore di Cristo è abbastanza ampio da includere tutti e non escludere nessuno! Il Signore quando ha iniziato un processo di amore sulla terra ha cominciato con un uomo (Abrahamo) e con il popolo di Israele, ma quando è venuto Gesù, la Sua morte ha coinvolto sia gli Ebrei che i Gentili, in che maniera? Nella seguente: il sacerdote decise di consegnare l’agnello pasquale (Cristo) a Pilato, quindi il sacrificio passa dalle mani ebraiche ai Gentili. Gli Italiani misero la corona di spine a Gesù imponendoGli le mani (come facevano gli Ebrei con i sacrifici per trasferire il peccato), così Gesù diventa in quel momento espiazione sia per i Gentili che per gli Ebrei! Solo grazie a questo sacrificio noi oggi abbiamo accesso a Dio Padre con uno stesso Spirito!
2) Lunghezza dell’amore di Cristo (Efesini 1:4)
Il Signore ci ha amati e ci ama da eternità a eternità! Di conseguenza, il Suo amore si estende dall’eternità all’eternità. Difatti siamo stati scelti prima della fondazione del mondo e anche nell’età a venire saremo una dimostrazione dell’amore e della grazia di Dio, perché il Signore nel futuro farà vedere ciò che ha fatto nel presente, poiché ci sta preparando per far vedere ciò che la grazia ha fatto in noi.
3) La profondità dell’amore di Cristo (Efesini 2:1-5)
La profondità del Suo amore è dimostrata dalla profondità del nostro peccato di cui Egli si è caricato per liberarci, poiché Gesù è sceso nella profondità del nostro peccato, e il Suo amore per noi fu tale da umiliarsi, persino fino alla morte della croce.
4) L’altezza dell’amore di Cristo (Efesini 2:6)
Gesù non solo è precipitato in profondità, ma ci ha preso dal posto dominato dal diavolo (dove eravamo schiavi) e ci ha innalzato fino alle sue vette, mettendoci a sedere con Lui nei luoghi celesti al di sopra di ogni principato!

L’amore di Dio deve essere conosciuto e sperimentato, inoltre quest’amore ci costringe, ci controlla, ci spinge nel nostro cammino con il Signore portandoci a prendere decisioni sante, guidate dallo Spirito. Se viviamo in questo amore perfetto tutte le nostre paure scompariranno! Nessuno potrà mai amarci come ci ama Dio, perché Egli ci ama come ha amato Gesù! Questo lo afferma Gesù in Giovanni 17:23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me.
Quando leggiamo questo versetto, la nostra reazione naturale è di non crederci, perché l’amore che sperimentiamo sulla terra è quasi sempre un amore condizionato, e sopratutto perché Gesù ha sempre vissuto per fare la volontà del Padre, mentre noi spesso falliamo; ma l’amore di Dio è un amore incondizionato, libero, che dà, che crea relazione e unità. Perché è importante il concetto di unità? Perché l’unità è legata alla credibilità: il messaggio dell’evangelo e dell’amore divino è credibile solo se viviamo nell’unità col Padre e con il corpo di Cristo.
Leggiamo Giovanni 15:9 Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.
Dimorare nell’amore significa vivere in esso, e per farlo dobbiamo morire alla Sua volontà, poiché ogni volta che facciamo la Sua volontà stiamo-dimoriamo nel Suo amore, mentre ogni volta che pecchiamo usciamo dai confini del Suo amore.
Giovanni 15: 17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.
Questo è un comando che Gesù ci dà! Per questa ragione non possiamo decidere chi amare, è il Signore che lo ha deciso, che lo ha comandato: dobbiamo amare tutti!

Non permettiamo ai pensieri e ai desideri della carne di distrarci dal cuore e dalla volontà di Dio, seguiamo l’esempio di Gesù, perché la Sua relazione con il Padre è la chiave del nostro rapporto con Dio. Gesù ha camminato nel timore del Signore (metteva prima la volontà di Dio), dipendeva totalmente dal Padre in tutto, come è scritto in Giovanni 5:30 Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.
Gesù vedeva nello Spirito e udiva dallo Spirito ciò che doveva fare, rimaneva sempre connesso al Padre, per questa ragione non falliva mai! Mentre noi falliamo perché non facciamo sempre la Sua volontà…per questa ragione dobbiamo cercare sempre di seguire l’esempio di Gesù!

In conclusione rileggiamo 1Giovanni 4:19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 1Giovanni 4:16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui.
Dobbiamo tornare a credere nell’amore, perché se non crediamo nell’amore significa che non crediamo in Dio, perché Lui è amore!
Chi dimora nell’amore, dimora in Dio!

Redazione a cura di Gioia Machì