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Gesù gli disse: «Perché mi hai visto Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». Giovanni 20:29

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

È ancora la fede il tema su cui verte la predicazione di oggi, la quale inizia affermando che Dio non ha lasciato nessun credente senza una misura di fede e che può relazionarsi con noi soltanto in misura della nostra fede.

Romani 12:3 Infatti, per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno che si trovi fra voi di non avere alcun concetto più alto di quello che conviene avere, ma di avere un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha distribuito a ciascuno.

La misura di fede che Dio ci ha dato all’atto della conversione non è destinata a rimanere invariata nel tempo, tutt’altro, infatti è solo il punto di partenza, non quello di arrivo. Anche doni motivazionali, come è scritto in Romani 12:6, possiamo esprimerli secondo la misura della nostra fede.

Poiché la nostra fede dipende dalla rivelazione che abbiamo della Parola di Dio, evidentemente all’inizio ci è bastato avere un livello di fede sufficiente per ricevere la salvezza, ma col passare del tempo, ricevendo una rivelazione progressiva, sempre crescente della Parola di Dio, anche la nostra fede si accresce gradualmente.

La Chiesa è stata manchevole nella relazione con Dio, non è cresciuta nella rivelazione progressiva e di conseguenza non ha ricevuto la rivelazione dell’Ora, e non avendola afferrata vive nel passato, non nel presente. Lo Spirito Santo, però, ci è stato dato per farci vivere il presente di Dio, affinché la nostra fede sia messa in azione con riguardo al presente, all’Ora.

Inizialmente Abramo ebbe una fede sufficiente per lasciare Ur dei Caldei, ma non sufficiente per lasciare anche suo nipote Lot. Man mano che passava il tempo, tra alti e bassi la sua fede crebbe a tal punto che decise di rinunciare alla cosa per lui più preziosa, suo figlio Isacco, e di offrirlo a Dio (Romani 4:20).

Quando Pietro vide Gesù che camminava sulle acque in tempesta Gli chiese di comandargli di andare da Lui, evidentemente perché si fidava pienamente di Lui, e Gesù gli disse semplicemente: “Vieni”. Pietro scese dalla barca e guardando Gesù camminò sulle acque, ma poi distolse il suo sguardo per osservare il vento e le acque in tempesta e iniziò ad affondare. Certo il vento e le onde c’erano anche prima, solo che lui guardava Gesù e per tale motivo poté camminare sulle acque, sperimentando il soprannaturale, ma quando distolse lo sguardo da Lui e guardò la tempesta, rischiò di andare a fondo. Poté sperimentare il soprannaturale finché camminò per fede, cessò di vivere nel soprannaturali quando pensò di potersi servire delle sue capacità naturali.

Matteo 14:31 E subito Gesù stese la mano, lo prese e gli disse: «O uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Immaginiamo la scena? Mentre Gesù camminava sulle acque, con una mano prese Pietro che affondava, ma non gli disse che non aveva fede, bensì che ne aveva poca, non sufficiente per realizzare la Sua Parola.

Nel Vangelo di Matteo leggiamo che un centurione romano chiese a Gesù di guarire un suo servo e quando Gesù gli disse che sarebbe andato a trovarlo subito Lo bloccò dicendoGli che non era necessario che andasse a casa sua, quindi Gli fece un interessante discorso sull’autorità. Gli disse che, come sul piano naturale lui aveva autorità sui suoi subalterni, i quali al suo comando obbedivano, così a Lui, poiché aveva autorità nel mondo spirituale, bastava ordinare alla malattia di sparire, per essere obbedito.

Matteo 8:10 E Gesù, avendo udite queste cose, si meravigliò, e disse a coloro che lo seguivano: «In verità vi dico, che neppure in Israele ho trovata una così grande fede.

Meravigliato, Gesù disse che neppure in Israele aveva trovato una fede così grande.
Quel centurione romano era estraneo al patto e non aveva alcun diritto legale di accedere ai benefici che ne conseguivano, per questo Gesù definì grande la sua fede. Di fatto egli ricevette un anticipo dei benefici del Nuovo Patto che sono derivati dalla morte e resurrezione di Gesù.

Nel Vangelo di Luca si legge che Gesù disse ai Suoi discepoli: «Dov’è la vostra fede?», frase che ci induce a riflettere.

Luca 8:22 Ora uno di quei giorni avvenne che egli salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». Ed essi presero il largo. 23 Mentre navigavano, egli si addormentò; e un turbine di vento si abbatté sul lago, tanto che la barca si riempiva, ed erano in pericolo. 24 Allora essi, accostatisi, lo svegliarono, dicendo: «Maestro, maestro, noi periamo!». Ed egli, destatosi, sgridò il vento e la furia dell’acqua; e questi si acquetarono e si fece bonaccia. 25 E Gesù disse ai suoi discepoli: «Dov’è la vostra fede?».

Gesù aveva detto: «Passiamo all’altra riva del lago», e dopo che essi presero il largo si addormentò. In breve si scatenò una tempesta, la barca era in pericolo e i discepoli, terrorizzati perché temevano di poter morire, si dimenticarono di quello che Gesù aveva detto: Passiamo all’altra riva, si dimenticarono che la Parola di Dio si adempie sempre, si dimenticarono di avere l’autorità di sgridare le circostanze che si opponevano al proposito di Dio.
Ugualmente noi credenti, anche se conosciamo la Parola di Dio, davanti alle circostanze negative talvolta dimentichiamo le promesse del Signore, dimentichiamo di mettere in azione la nostra fede e dimentichiamo che abbiamo ricevuto autorità nel nome di Gesù.
Gesù chiese loro: Dov’è la vostra fede? Come dire: Dove l’avete riposta? Nella Mia Parola o nelle circostanze? Poi sgridò il vento, la tempesta cessò, e i discepoli si chiesero chi fosse costui. Era l’ultimo Adamo, che è venuto a mostrarci com’era il primo Adamo!

Nel Vangelo di Marco leggiamo l’episodio del fanciullo epilettico. Poiché i discepoli non erano riusciti a liberarlo, il padre chiese a Gesù se poteva fare qualcosa. Gesù gli rispose che era necessario che lui credesse, al che subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: «Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità» Marco 9:24.
In altri termini l’uomo dichiarò di credere e al contempo di essere assalito da dubbi.
Anche noi talvolta ci comportiamo come lui, cioè oscilliamo tra certezza e incredulità, ma l’epistola agli Ebrei ci esorta ad accostarci a Dio in piena certezza di fede.

Ebrei 10:22 accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

L’apostolo Lirio condivide con i presenti di avere ricevuto dal Signore una parola con la quale gli ha rivelato che molti non si accostano a Lui con piena certezza di fede perché non hanno una buona coscienza. È importante che la nostra coscienza non ci condanni, perché in tal caso non possiamo accostarci a Lui in piena certezza di fede. Per questo dobbiamo tenerla pulita, come dobbiamo tenere pulito il nostro corpo.

Nel Vangelo di Matteo leggiamo di due ciechi che seguivano Gesù (non sappiamo come, visto che erano ciechi), e Lo chiamavano Figlio di Davide, cioè Messia.

Matteo 9:27 E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!». 28 Quando egli entrò in casa, quei ciechi si accostarono a lui. Gesù disse loro: «Credete che io possa far questo?». Essi gli risposero: «Sì, Signore». 29 Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». 30 E i loro occhi si aprirono. Poi Gesù ordinò loro severamente, dicendo: «Badate che nessuno lo sappia».

I religiosi di allora, che avrebbero dovuto essere luce per il popolo, non riconobbero che Gesù era il Messia, mentre due ciechi ne ebbero la rivelazione! Gesù stimolò la loro fede chiedendo se credevano che avrebbe potuto restituire loro la vista, ed essi risposero: Sì, Signore! Da notare che lo chiamarono Figlio di Davide e Signore! A quel punto Gesù li toccò e disse: Vi sia fatto secondo la vostra fede, e i loro occhi si aprirono. Questo ci dice che quando noi dichiariamo che Gesù è Signore su una situazione, quella situazione si piega alla Sua signoria.

La Bibbia dice che il giusto vivrà per fede, di conseguenza chi non vive per fede non si trova in una giusta posizione davanti a Dio. La fede è l’unico mezzo che ci permette di approcciare il mondo dello spirito, l’unico mezzo che ci permette di prendere le cose dal mondo dello spirito e di portarle in quello naturale, l’unico mezzo che trasporta le cose dal cielo alla terra.

Esistono due soli modi per comunicare nello spirito:
La preghiera in spirito, cioè in altre lingue, che non coinvolge la mente.
1Corinzi 14:14 perché, se io prego in altra lingua, il mio spirito ben prega, ma la mia mente rimane infruttuosa.
La preghiera della fede, che si fa sulla base di ciò che si crede.
Giacomo 5:15 e la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo risanerà, e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.

La preghiera della fede è quella che induce il Signore ad agire. Possono farla solo gli esseri dotati di un corpo fisico, infatti gli angeli, dato che vedono quello che c’è nel mondo spirituale, non hanno bisogno di avere fede, perché avere fede vuol dire credere a ciò che non si vede. Come più volte detto, l’apostolo Lirio ribadisce che la fede è l’unico mezzo che permette di attingere al mondo spirituale e serve fino a quando le cose non si vedono, perché quando si vedono non serve più.

Per entrare nel mondo e agirvi legalmente, Gesù dovette prendere un corpo fisico, non avrebbe potuto esercitare potere sulla terra se non fosse diventato uomo, dato che gli esseri spirituali, non avendo un corpo, non possono operare nel regno fisico. I demoni, infatti, hanno bisogno di entrare nel corpo di qualcuno per potere agire.

Ebrei 10:5 Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; 4 che cosa è l’uomo, perché te ne ricordi, e il figlio dell’uomo, perché lo visiti? 5 Eppure tu lo hai fatto di poco inferiore a DIO, e lo hai coronato di gloria e di onore. 6 Lo hai fatto regnare sulle opere delle tue mani e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi!

Gesù dovette venire come uomo per potere restituire agli esseri umani ciò che la caduta aveva loro tolto, eppure noi, che da Lui abbiamo ricevuto un’autorità delegata, continuiamo a chiederGli di fare le cose che Egli ha delegato a noi di fare.

Salmi 115:16 I cieli sono i cieli dell’Eterno, ma la terra egli l’ha data ai figli degli uomini.
Questo versetto ci dice che sulla terra Dio non esercita un’autorità diretta e che la esercita attraverso i Suoi figli.

Sulla croce, prima di morire, Gesù disse: “Tutto è compiuto”, e noi possiamo accedere a quel “tutto” mediante la fede. Egli ci ha fatto conoscere la Grazia e noi esercitiamo la nostra fede per attingere alle risorse del cielo. Per grazia mediante la fede accediamo alla salvezza e per grazia mediante la fede accediamo a ogni altra benedizione.

Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo,

Dio ci vede prosperi, guariti, benedetti di ogni benedizione in Cristo Gesù, non deve darci altre benedizioni, perché ce le ha già date tutte. Lui ha già fatto tutto, tocca a noi prendere quello che Egli ha preparato.

Perché dunque il popolo perisce se siamo stati già benedetti?
Perisce perché non ha una conoscenza per rivelazione di quello che Dio ha fatto per noi.

Osea 4:6 Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch’io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch’io dimenticherò i tuoi figli.
Dio rifiuta come sacerdote chi non crede a ciò che Lui ha compiuto

Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono

2Tessaonicesi. 1:3 Noi siamo obbligati a rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli, come è ben giusto, perché la vostra fede cresce grandemente e l’amore di voi tutti individualmente abbonda l’un per l’altro, 4 tanto che noi stessi ci gloriamo di voi nelle chiese di Dio, per la vostra perseveranza e fede in tutte le vostre persecuzioni e afflizioni che sostenete.

All’inizio della predicazione è stato detto che Dio ha dato a ciascuno di noi una misura di fede destinata a crescere nel tempo. In questo versetto dell’epistola ai Tessalonicesi l’apostolo Paolo, dicendo ai credenti di Tessalonica che la loro fede cresceva grandemente, ci dimostra che la nostra fede può crescere senza misura.

Cosa possiamo fare perché questo avvenga anche a noi? Semplice: meditiamo la Parola, così la fede cresce e man mano i nostri limiti diminuiscono fino al punto di permetterci di sperimentare che tutto è possibile a chi crede! (Marco 9:23).