SANGUE, CROCE E VITA DI GESÙ

Culto del 05 Lug 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Salmi 102:21-22 affinché proclamino in Sion il nome dell’Eterno e la sua lode in Gerusalemme, 22 quando i popoli e i regni si raduneranno insieme per servire l’Eterno.
La settimana scorsa l’apostolo Lirio ci ha parlato del ministero della riconciliazione, mostrandoci come ognuno di noi è chiamato a funzionare in esso. In questa domenica invece, il nostro apostolo ha parlato di tre elementi fondamentali che ci aiutano nell’usare le giuste parole per esortare le persone a dare la loro vita a Dio ma anche nel mostrare, attraverso la nostra vita, l’opera del Padre al mondo. Questi tre elementi sono: il sangue, la croce e la vita di Gesù. La croce ha costituito un evento avvenuto in una data precisa, quella della Pasqua, in un luogo preciso, il Golgota, e in un anno preciso. Essa è servita per permettere a Gesù di risorgere ed avere una relazione quotidiana con ognuno di noi. Quindi la croce e il sangue versato da Gesù sono finalizzati a uno scopo ben preciso: quello di dare vita a chiunque crede in Lui, attraverso una relazione personale. Il sangue e la croce sono due elementi diversi che hanno dato soluzione a problemi diversi. L’apostolo Lirio inizia parlando del sangue e ci fa notare come prima della caduta non c’era stato nessuno spargimento di sangue ma, dopo che Adamo ed Eva peccarono, il loro figlio Caino uccise il fratello Abele e la terra venne bagnata con quel sangue innocente che gridava a Dio. Questo episodio preannunciò il fatto che un giorno qualcuno avrebbe sparso il Suo sangue innocente per la salvezza dell’uomo, anche questo sangue grida ma, a differenza di quello di Abele che gridava vendetta, il sangue di Gesù grida misericordia e perdono per tutti noi.
Qual è dunque lo scopo del sangue? Esso serve a Dio, a noi o ad entrambi? La scrittura ci aiuta a rispondere a queste domande.
Ebrei 9:22 E, secondo la legge, quasi tutte le cose sono purificate col sangue; e senza spargimento di sangue non c’è perdono dei peccati.
Nel naturale il sangue macchia, sporca ciò con cui viene a contatto ma nel mondo dello spirito purifica. Nel sangue c’è la vita e nel momento in cui l’uomo ha peccato ha perso la vita di Dio, proprio per questo è stato necessario pagare con lo spargimento di sangue il prezzo della nostra salvezza e del perdono dei nostri peccati.
Levitico 16:30 Poiché in quel giorno il sacerdote farà l’espiazione per voi, per purificarvi, affinché siate purificati da tutti i vostri peccati davanti all’Eterno.
Nel giorno dell’espiazione, che avveniva ogni anno, il sommo sacerdote spargeva il sangue nel luogo Santissimo, dove c’era la presenza di Dio, e lo metteva nel propiziatorio, al di sotto del quale erano conservate le tavole della legge che rappresentano la giustizia di Dio. Così ogni volta che il sacerdote metteva il sangue nel propiziatorio il Signore non vedeva più la legge, ma il sangue che copriva i peccati del popolo. Lo scopo del sangue è quindi quello di purificarci e giustificarci davanti a Dio, affinché possiamo stare alla Sua presenza e far parte della Sua famiglia. La croce invece serve a risolvere la natura di peccato davanti a Dio. Il sangue infatti copriva le trasgressioni, ma non cambiava la natura dell’uomo. Ecco perché l’espiazione andava fatta ogni anno dal sommo sacerdote. Dio, per togliere la natura di peccato da noi, non ha quindi utilizzato il sangue, ma la croce. Possiamo comprendere allora che il sangue si prende cura dei nostri bisogni celesti: giustizia e giustificazione, mentre la croce è il metodo scelto da Dio per il nostro cammino quotidiano, la messa a morte del vecchio uomo e la nuova natura in Cristo.
Romani 6:6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato.
Con il sacrificio della croce, Dio ha risolto alla radice il problema del peccato crocifiggendo la nostra vecchia natura con Gesù e annullando il corpo del peccato. Noi quindi, sapendo questo, non possiamo più vivere nella vecchia natura.
Galati 5:24 E quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con gli affetti (passioni) e le concupiscenze.
Il mondo è caratterizzato dalla concupiscenza della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita, ma quelli che sono di Cristo, hanno inchiodato la loro natura adamica sulla croce insieme alle passioni e alle concupiscenze che li muovevano, perciò chi appartiene a Gesù non vive più in queste cose ma vive secondo gli scopi di Dio. L’unica cosa che si può fare con la vecchia natura è crocifiggerla, non possiamo ripulirla, mandarla in chiesa, renderla buona o fare qualsiasi altra cosa con essa se non metterla a morte. Essa non è nata dal Padre e quindi non ha diritto legale di vivere. La croce ha tre aspetti fondamentali:
La parola della croce.
L’opera della croce.
La via della croce.
La parola della croce è la predicazione della Croce, del sacrificio sostitutivo di Cristo, l’opera della croce è ciò che Gesù ha compiuto quando fu appeso alla croce e la via della croce è l’applicazione quotidiana della Croce alla nostra vita, il principio spirituale che dobbiamo usare ogni giorno per fare in modo che la carne non ci domini. La parola della croce annuncia la morte e la resurrezione di Cristo avvenuta duemila anni fa, attraverso la quale Gesù ci ha riportato al Padre.
Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Quando Cristo è stato crocifisso, ognuno di noi è stato crocifisso con Lui. L’essere cristiani comporta una vita in cui si ha una sostituzione, non è più il proprio io che vive, ma è Cristo che vive in noi e si rivela permettendoci di vivere nella fede del Figlio di Dio, cioè non è più la nostra fede che agisce, ma è Gesù che esercita la Sua fede in noi; la Sua fede quindi diventa la nostra fede. La croce toglie di mezzo il vecchio uomo e la resurrezione porta in noi l’uomo nuovo.
Efesini 2:15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace,
Paolo, in questo versetto, ci dice che in Gesù Dio ha riunito in un solo popolo Ebrei e gentili, entrambi infatti vengono salvati attraverso la fede in Cristo Gesù e in Lui diventano nuove creature.
Luca 9:23 Poi disse a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.
Gesù insegnava che per seguire Lui, bisogna abbandonare l’uomo vecchio e prendere la propria croce. Si tratta di una scelta volontaria che va fatta quotidianamente; la croce è stata infatti un evento, ma il principio della croce è quotidiano. Dio non ci costringe, siamo noi a scegliere il tipo di vita che vogliamo: piacere all’uomo e non al Padre oppure vivere la vita di Cristo, crocifiggendo la nostra carne. Una persona può essere morale e buona anche senza Dio, ma senza Dio non può manifestare l’uomo nuovo. Quando noi siamo in Cristo, manifestiamo la Sua natura e in tutto ciò che facciamo diamo la gloria a Dio, quando invece non siamo in Cristo facciamo le cose per la nostra gloria e quindi siamo fuori dal proposito che il Padre ha per noi; noi infatti siamo stati fatti per la Sua gloria. La croce è quindi un principio eterno di Dio, l’Agnello infatti è stato crocifisso spiritualmente prima della fondazione del mondo, ciò significa che il Padre ha preparato la soluzione prima ancora che si ponesse il problema. Allo stesso modo nella nostra vita non ci sono difficoltà o problemi che Dio non possa risolvere, Egli infatti aveva già pronta la soluzione da prima di creare il mondo, non c’è nulla di impossibile per Lui. La croce è anche il luogo spirituale dove l’odio dell’uomo incontra l’amore di Dio. L’uomo, la creatura di Dio, ha crocifisso il suo Creatore non riconoscendoLo più, ma mentre l’uomo fa questo, il suo Creatore muore per redimerlo dai suoi peccati. Alla croce quindi, Dio incontra l’odio dell’uomo e l’uomo incontra la misericordia di Dio. La croce in questo modo diventa la potenza di Dio per chiunque crede.
1Corinzi 1:18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio.
La croce costituisce salvezza per i perduti, mentre a coloro che sono già salvati porta maturità. La natura di peccato ha reso l’uomo impotente, attraverso la crocifissione però Dio ha ridato all’uomo potenza. La croce quindi è diventata la fonte della potenza e più noi abbassiamo e umiliamo noi stessi, più Dio si manifesta attraverso di noi.
2Corinzi 4:10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. 11 Noi che viviamo, infatti siamo del continuo esposti alla morte per Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale.
La vita di Gesù viene manifestata nella nostra carne mortale, cioè nei nostri corpi naturali e terreni. Questo può accadere solo quando siamo messi a morte per l’amor di Dio, quando facciamo morire in noi ciò che non piace al Padre.
La croce però non è stata la fine, Gesù è risorto ed è vivo e noi dobbiamo esprimere Cristo attraverso la nostra vita, questo può avvenire in tre modi:
Avendo la mente di Cristo, cioè non ragionando più con una mente naturale ma con una mente soprannaturale. La scrittura ci dà un esempio di questi due modi di pensare nella parabola del figliol prodigo. Il fratello del prodigo ragionava con una mente naturale e ciò lo portava ad essere arrabbiato, il padre ragionava con una mente soprannaturale ed era felice che il figlio fosse tornato. Quando noi ragioniamo secondo Cristo, diamo valore alle persone non quando tornano ma prima. Dobbiamo avere la mente paterna, la mente di Cristo.
Avendo motivazioni pure e sante, l’amore e la compassione di Cristo. In tutto ciò che facciamo dobbiamo essere motivati dall’amore e dalla compassione.
Marco 10:21 Allora Gesù, fissandolo nel volto, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca; va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, prendi la tua croce e seguimi».
Il giovane ricco incontrato da Gesù si era fatto distrarre dal proposito di Dio per la sua vita, legando il suo cuore alle ricchezze. Gesù però conosce il vero motivo per cui il Padre ha creato quel giovane, non per farlo vivere nelle ricchezze sulla terra ma per adempiere una chiamata. Il Signore ha guardato quel ragazzo con gli occhi di Dio, con uno sguardo d’amore, e il giovane si trova il cuore diviso fra il seguire le false ricchezze o lasciare tutto per abbracciare la vera ricchezza. Sappiamo che il ragazzo alla fine si rattristò e andò via, i suoi molti beni infatti avevano il suo cuore. Il giovane si trovò davanti ad un amore conflittuale, egli si sentì amato da Gesù ma non riuscì ad accettare la proposta che gli fece. Questo avviene anche nella nostra vita, poiché quando il Padre ci parla non lo fa mai per soddisfare i nostri desideri ma per riportarci nel Suo proposito. L’amore di Dio infatti, non si manifesta nel dirci sempre si, bensì nel volere il meglio per la nostra vita e nel portarci a questo anche a costo di far morire la nostra carne. Dobbiamo apprezzare chi ci corregge, egli infatti è usato dal Padre per togliere via da noi tutte le distrazioni che ci impediscono di adempiere il Suo proposito nella nostra vita. Chi ama infatti, vuole il meglio per l’altro.
Facendo le azioni che faceva Cristo, le opere innanzi preparate per noi.
Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.
Gesù, nella Sua vita terrena, ha fatto del bene. Egli ha sanato tutti quelli che erano ammalati e ha liberato coloro che erano oppressi dal diavolo, riportando in loro una mente sana ed una vita sana e dipendente da Dio. Noi siamo chiamati a fare le Sue stesse opere: cacciare demoni, guarire gli ammalati e fare miracoli per rivelare il Padre e riconciliare l’uomo a Dio. Non possiamo amare solo a parole, dobbiamo agire come Gesù agiva, questo porterà le persone ad un vero incontro con il Signore e alla decisione di dare a Lui la loro vita.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo.