RIVESTITI DALL’ALTO

Culto del 15 Nov 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Esodo 28:40Per i figli di Aaronne farai delle tuniche, farai delle cinture, farai delle mitre insegno di dignità e come ornamento. 41Con esse rivestirai quindi tuo fratello Aaronne e i suoi figli con lui; tu li ungerai, li consacrerai e li santificherai, perché mi servano come sacerdoti.

Dio stabilì che i sacerdoti fossero rivestiti da una tunica, una cintura e un copricapo, conferendo loro onore e grazia. La tunica era di un unico pezzo, dunque pregiata, proprio come quella che Gesù indossava e che al momento della Sua crocifissione i soldati tirarono a sorte. Questo tipo di tunica oltre a essere pregiata ricopriva tutto il corpo, perciò nel verso troviamo scritto il termine rivestirai… Lo stesso verbo Gesù lo utilizza quando parla della promessa della venuta dello Spirito Santo in Luca 24:49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate RIVESTITI di potenza dall’alto. Dunque lo Spirito Santo riveste di potenza coloro su cui scende, permettendo così a persone normali di adempiere cose soprannaturali attraverso la potenza di Dio!
Il termine rivestire lo troviamo anche in Efesini 4:24 e per essere rivestiti dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità; e in Colossesi 3:10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato.
Tali versi ci mostrano che una volta diventati figli di Dio siamo rivestiti sia della potenza dello Spirito Santo che dell’uomo nuovo, cioè di un rivestimento soprannaturale che ci equipaggia nel nostro cammino cristiano.

Nei culti precedenti abbiamo appreso che Dio si muove attraverso tre dimensioni: la fede, l’unzione e la gloria. La fede e l’unzione hanno bisogno di un canale umano, mentre la gloria si muove per sovranità divina. In questa occasione ci focalizzeremo sull’unzione. Ma che cos’è l’unzione? La Bibbia definisce l’unzione come l’abilità di Dio che si manifesta attraverso di noi; o la personalità dello Spirito Santo manifestata attraverso di noi. Invece cos’è l’opera dell’unzione? La troviamo descritta in Isaia 10:27 In quel giorno avverrà che il suo carico sarà allontanato dalle tue spalle e il suo giogo dal tuo collo; il giogo sarà distrutto dall’unzione dell’olio».
Il verso parla del giorno della Pentecoste, che simbolicamente rappresenta l’Unzione, poiché è disceso lo Spirito Santo, e sono avvenute tre cose: il carico è stato allontanato dalle nostre spalle perché l’unzione rimuove i pesi che Dio non ha messo su di noi; il giogo è stato tolto dal collo, infatti l’unzione viene per spezzare ogni schiavitù; e infine il giogo è stato distrutto dandoci libertà per vivere una vita abbondante in Cristo Gesù.
L’unzione è legata alla santità, poiché Dio unge solo ciò che è santo, ovvero separato e appartato per adempiere la Sua volontà. Di conseguenza, l’unzione viene data da Dio in accordo alla nostra chiamata, perciò, finché non sappiamo per che cosa siamo stati chiamati, l’unzione non può essere efficace, solo quando lo sappiamo l’unzione comincia a fluire. Difatti, Dio ci vede e ci tratta secondo il proposito per cui ci ha creati. Leggiamo a tal proposito il dialogo tra Dio e Geremia.

Geremia 1:4 La parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: 5 «Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni». 6 Io risposi: «Ahimè, Signore. Eterno, io non so parlare, perché sono un ragazzo». 7 Ma l’Eterno mi disse: «Non dire: “Sono un ragazzo”, perché tu andrai da tutti coloro ai quali ti manderò e dirai tutto ciò che ti comanderò. 8 Non temere davanti a loro, perché io sono con te per liberarti, dice l’Eterno». 9 Poi l’Eterno stese la sua mano e toccò la mia bocca; quindi l’Eterno mi disse: «Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca. 10 Ecco, oggi ti costituisco sopra le nazioni e sopra i regni, per sradicare e per demolire, per abbattere e per distruggere, per edificare e per piantare».
Dio aveva stabilito un proposito per Geremia ancora prima della sua nascita, perciò lo incoraggia ad affrontare le sue paure e le sue debolezze per credere nella chiamata divina e scorrere nell’unzione profetica! Dunque, proprio come Geremia, per poter scorrere nell’unzione dobbiamo consapevolizzare che ognuno di noi ha una chiamata stabilita da Dio prima della nascita! Infatti l’unzione rende legale la chiamata al ministero, perché Dio unge ed equipaggia le persone che ha chiamato. Dio non chiama gli equipaggiati ma equipaggia i chiamati!

Altro concetto importante è sapere qual è la differenza tra l’unzione e il mantello: l’unzione non è costante, mentre il mantello sì. Gesù aveva due mantelli: il manto della Sua divinità, la Gloria, che rivelò solo sul monte della trasfigurazione; e il manto della Sua umanità, l’Unzione, che ha utilizzato durante tutto il Suo ministero perché venendo sulla terra rinunciò ai Suoi attribuiti divini.

Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.

Perché l’apostolo Pietro lo chiama Gesù di Nazaret? Perché in questo modo sottolinea la Sua umanità. Egli come uomo infatti è stato unto da Dio per agire nel ministero facendo del bene, sanando gli infermi e liberando le persone dalla schiavitù di satana. Pertanto, come Gesù è stato unto dal Padre, anche noi figli di Dio siamo stati unti e possiamo agire nell’unzione, come è scritto in 2Corinzi 1:21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, 22 il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori. L’unzione dunque è una conferma divina!
Dobbiamo ricordarci che Dio non ha bisogno dell’unzione, Egli unge, mentre Gesù è l’Unto perché pur essendo Dio si è spogliato della Sua divinità e ha vissuto come uomo, perciò è stato confermato dal Padre attraverso l’unzione! Leggiamo a tal proposito Filippesi 2:8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.
E anche Ebrei 2:17 Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo.
Gesù annichilì Se stesso per identificarsi pienamente con noi, e visse totalmente come uomo. È nato come un uomo; ha vissuto sulla terra come uomo; ha ricevuto potenza come uomo; ha avuto fame e sete come ogni uomo; ha sofferto come uomo; e una volta divenuto peccato per noi ha scelto di morire come un uomo. Gesù inoltre, come ognuno di noi, ha avuto bisogno di essere accreditato dal Padre, in che modo? Gesù visse nel soprannaturale perché compiva potenti operazioni, prodigi e segni, questo è un accreditamento divino! Leggiamo Atti 2:22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete. esù non si è auto accreditato, ma ubbidì fedelmente alla volontà del Padre perciò fluiva costantemente nell’unzione! Egli deve essere il nostro esempio, perché se l’unzione non viene su di noi significa che non stiamo adempiendo la nostra chiamata. Molti pensano che l’unzione serva per fare carriera in chiesa, ma non è così! La carriera è qualcosa di naturale che possiamo scegliere noi stessi, mentre il ministero è soprannaturale e non una nostra scelta. Tra l’altro, è importante sapere che tutti abbiamo ricevuto l’unzione, ma non tutti nella stessa misura: per esempio Gesù era stato unto senza misura come è scritto in Giovanni 3:34 Infatti colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio, perché Dio non gli dà lo Spirito con misura.
Gesù è stato l’unico ad avere l’unzione senza misura, perché? Non perché era il Figlio di Dio, ma perché era arreso completamente al Padre. Da questo possiamo dedurre che la misura dell’unzione dipende dalla chiamata e dalla nostra resa a Dio: più siamo arresi a Dio, più Dio potrà manifestarsi attraverso di noi.

2Corinzi 1:21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio
Noi siamo stati unti da Dio, ma dobbiamo riconoscere l’unzione che Dio ha messo su di noi, anche perché esistono due tipi di unzione: l’unzione sopra (utile per ministrare agli altri, non è costante); l’unzione dentro (necessaria per preservarci dagli inganni).
1Giovanni 2:20 Ma voi avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. […]27 Ma quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui dimora in voi e non avete bisogno che alcuno v’insegni; ma, come la sua unzione v’insegna ogni cosa ed è verace e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato.
Nel v.27 si parla proprio dell’unzione dentro, utile per avere discernimento su ciò che è vero o falso, sui tempi di Dio, perciò solo chi ha una relazione intima con lo Spirito Santo potrà accrescere quest’unzione e comprendere qual è la volontà del Padre.
Un’altra caratteristica dell’unzione è che essa funziona con la legge della domanda (richiesta) e dell’offerta. Cosa vuol dire? L’abilità divina fluisce se c’è domanda/richiesta, perciò se nessuno richiede l’unzione (per esempio unzione per miracoli, guarigioni, prosperità finanziaria etc.) o addirittura non crede in essa, anche se l’unzione è presente, non si manifesterà.
Indubbiamente il nemico principale dell’unzione è la familiarità. Perché? Purtroppo, molto spesso nei luoghi dove ci conoscono o anche all’interno della famiglia, non riusciamo a fluire nell’unzione perché c’è troppa familiarità e le persone non credono a ciò che diciamo o facciamo! La stessa cosa è successa a Gesù a Nazareth: lì fu trattato con familiarità e non Lo riconobbero come Messia perciò non poté operare miracoli.
Marco 6:4 Ma Gesù disse loro: «Nessun profeta è disonorato, se non nella sua patria, fra i suoi parenti e in casa sua».
Mentre a Gennesaret Lo riconobbero come Messia, così poté operare nel soprannaturale e furono tutti guariti (Marco 6:55-56)

Ritorniamo adesso alle leggi spirituali che finora abbiamo appreso, ovvero:
1) La Fede opera con la legge dell’aspettazione.
Crediamo che Dio è fedele e aspettiamo con fede l’adempimento delle Sue promesse!
2) L’Unzione con la legge della domanda e dell’offerta, e la legge dell’interscambio.
La legge dell’interscambio la troviamo spiegata nelle parole di Giovanni Battista in Giovanni 3:30 Bisogna che egli cresca e che io diminuisca. Cosa significa? Significa che ogni giorno dobbiamo morire a noi stessi e crocifiggere la nostra carne per camminare per lo Spirito, perché maggiore sarà la nostra resa a Dio, maggiore unzione fluirà nella nostra vita!
Purtroppo spesso il talento, il carisma, l’abilità umana hanno sostituito l’unzione, ma dobbiamo avere discernimento per capire che il carisma è solo qualcosa di naturale e non duraturo, mentre l’unzione è soprannaturale e rende stabili le persone
3) La Gloria funziona con la fame spirituale.
La Gloria si manifesta di più dove c’è fame spirituale! Un esempio lo vediamo nella vita di Mosè, uomo che aveva una grande fame di Dio, e per questo disse in Esodo 33:18 Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua gloria!». Mosè aveva fame della Gloria, ma era nell’antico patto, perciò poteva vedere Dio solo di schiena, ma il Signore ha risposto alla sua richiesta sul monte della trasfigurazione perché poté vedere Gesù, la Gloria di Dio!
Dio è attratto da coloro che hanno fame delle cose spirituali, per questa ragione Gesù li dichiara beati in Luca 6:20 Quindi egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri perché vostro è il regno di Dio. 21 Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. […]25 Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete perché farete cordoglio e piangerete. Gesù dunque afferma che chi ha fame sarà saziato e chi desidera vedere di più sarà esaudito, e questo vale ancora oggi!
Ma per cosa è stato unto Gesù lo troviamo scritto in Luca 4:18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».
Qualunque sia il nostro proposito, teniamo sempre a mente che Dio ci ha chiamati e ci ha unti per servire, per rispondere ai bisogni di coloro che ci circondano, proprio come fece Gesù!
Gesù dimostrò l’approvazione divina nella Sua vita attraverso i segni che Lo accompagnavano, come disse ai due messaggeri mandati da Giovanni Battista in Matteo 11:3 «Sei tu colui che deve venire, oppure dobbiamo aspettarne un altro?» 4 E Gesù, rispondendo, disse loro: «Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: 5 I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l’evangelo è annunziato ai poveri. 6 Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me!».
Giovanni Battista aveva battezzato Gesù, Lo aveva riconosciuto come Messia, ma aveva dato una cattiva interpretazione della Scrittura, poiché pensava che lo dovesse liberare dal carcere visto che era il Messia(…per proclamare la liberazione ai prigionieri…) non aveva compreso esattamente come fluiva l’unzione in Gesù, per questo entrò nel dubbio! Ma Gesù gli rispose che i segni erano evidenti, Lui era il Messia e stava facendo ciò che Dio Padre Gli aveva ordinato.
Spesso pensiamo che Dio debba fare a modo nostro o rispondere ai nostri bisogni senza avere intimità con Lui, ma non è così, e questo lo capì un uomo, un lebbroso. Leggiamo a tal proposito Matteo 8:2 Ed ecco, un lebbroso venne e l’adorò, dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi mondarmi». 3 Gesù, distesa la mano, lo toccò dicendo: «Sì, io lo voglio, sii mondato». E in quell’istante egli fu guarito dalla sua lebbra.
L’uomo per prima cosa adorò Gesù e poi presentò la sua richiesta di guarigione; sapeva con certezza che Gesù poteva guarirlo, ma non sapeva se voleva farlo, per questo glielo chiese e Gesù rispose alla richiesta e lo guarì. In questo episodio possiamo vedere in atto la legge della domanda-offerta dell’unzione: il lebbroso chiese e Gesù, l’uomo unto, rispose al suo bisogno!
Quando chiediamo a Dio qualcosa, crediamo che Egli è capace di farla o facciamo Dio piccolo?
Crediamo davvero che Egli è il Dio dell’impossibile oppure dubitiamo?
Gesù è più grande dei nostri bisogni, delle nostre difficoltà e ha il potere di fare qualsiasi cosa, ma dipende quanto grande lo facciamo nella nostra vita!
La domanda che fece il lebbroso attivò l’unzione ed egli fu guarito all’istante!
Quante domande stiamo ponendo sulla potenza di Dio? Egli può tutto, le circostanze non possono diminuire la Sua potenza, poiché ha l’unzione per rispondere a qualunque bisogno!

Redazione a cura di Gioia Machì